COMPONI IL PUZZLE

(Il COMPLOTTO)


Settima parte                                                                                                > torna alla parte precedente


«Erano ad un punto morto. Senza di te col ca*** che si faceva l’inchiesta. Siamo seri», scrive su WhatsApp Francesca Immacolata Chaouqui, la lobbista, meglio nota come “papessa”. Chaouqui, in quel momento, sta parlando con Genoveffa “Genevieve” Ciferri, grande amica del monsignor Alberto Perlasca, a sua volta grande accusatore di Becciu. «Se viene fuori che eravamo tutti d'accordo è la fine.»

Francesca Immacolata Chaouqui ha affermato spudoratamente: «SE IO NON FOSSI STATA NOMINATA IN COSEA, (BECCIU) PROBABILMENTE SAREBBE PAPA ADESSO; AL PROSSIMO CONCLAVE MAGARI DIVENTAVA PAPA»; «GRAZIE A ME BECCIU NON DIVENTERÀ PAPA». Ecco l'ammissione di colei che ha ordito il complotto! Ecco il fine dell'operazione.

Tutto fa pensare che nella percezione generale sia stato taroccato il nesso eziologico (causa-effetto): tutto il mondo pensa che Becciu venga escluso dal Conclave per essere stato condannato; in realtà anche le parole della Chaouqui fanno intuire che Becciu è stato condannato (senza un briciolo di prova) proprio al fine di espellerlo dal Conclave. La ragion di stato contro la verità, siamo sempre lì: «... meglio che muoia un solo uomo per il popolo...».

Ma si veda anche il caso di Nicola Giampaolo, cha ha diffuso le sue calunnie attraverso la trasmissione "Report", nonché l'obbrobriosa campagna di diffamazione imbastita da «L'Espresso».


  1. BulletPhilippe Marie, Affaire Becciu: l'interminable procès de l'immeuble de Londres reprend, la justice vaticane face à l'épreuve de vérité, in «Tribune Chrétienne», 3 febbraio 2026. LA PROVA DELLA VERITÀ. «Au-delà des enjeux financiers, le procès en appel s’est chargé d’une dimension explosive, celle de soupçons de manipulation interne. Dans un mémoire adressé à la procure de Rome, le cardinal Becciu et ses avocats dénoncent un « plan diabolique » visant à le faire tomber.Le cœur de cette thèse repose sur le revirement spectaculaire de Mgr Alberto Perlasca, ancien collaborateur du cardinal. Longtemps défenseur de son supérieur, il est devenu en 2020 un témoin clé de l’accusation. Des éléments versés au dossier indiquent qu’il aurait été influencé dans ses déclarations. Des échanges privés ont révélé l’implication de Francesca Immacolata Chaouqui, déjà condamnée dans l’affaire Vatileaks 2, qui aurait transmis à Perlasca, par l’intermédiaire de tiers, des questions préparées et présentées comme émanant d’un magistrat. Perlasca a reconnu avoir reçu ces documents, alimentant les accusations de falsification du processus probatoire.Un autre élément, longtemps resté en marge du débat public, est venu profondément modifier la lecture du dossier. Le 29 octobre 2025, le tribunal du Vatican a condamné l’historien et journaliste Nicola Giampaolo à trois ans et six mois de prison pour calomnie, avec interdiction d’exercer des fonctions publiques pendant la même durée. Figure médiatique régulièrement mise en avant dans certaines émissions d’enquête italiennes, Giampaolo avait diffusé pendant des années des accusations jugées mensongères et gravement diffamatoires contre le cardinal Becciu. Le tribunal l’a condamné à verser des dommages et intérêts au cardinal, au Dicastère pour les Causes des Saints et à l’un de ses responsables, établissant l’existence d’une entreprise de dénigrement délibérée.Cette décision judiciaire jette une lumière nouvelle sur l’environnement médiatique et informationnel dans lequel l’affaire Becciu a été construite et amplifiée. Dans ce contexte tendu et sulfureux , le pape Léon XIV a affirmé à plusieurs reprises que la justice devait être rendue avec transparence et impartialité, sans pressions internes ni règlements de comptes. Il a aussi reçu le cardinal Becciu en audience et exprimé son soutien institutionnel à une justice indépendante, rappelant que la vérité devait être servie dans la charité.Pour le cardinal Becciu, l’enjeu est personnel et vital, obtenir l’annulation d’une condamnation qu’il juge injuste et restaurer son honneur après des années d’exposition médiatique et judiciaire. Pour l’Église, l’enjeu est plus large et plus grave encore : l’affaire de l’immeuble de Londres est devenue un test de crédibilité pour les institutions vaticanes. Elle dira si la justice du Saint-Siège est capable de reconnaître à la fois les fautes réelles, les erreurs de gouvernance, mais aussi les calomnies et les manipulations lorsque celles-ci sont établies.À l’heure où le procès reprend, la justice vaticane se trouve ainsi face à une épreuve de vérité, dont l’issue pèsera durablement sur la confiance des fidèles et sur l’autorité morale de la Curie.»

  2. BulletFranca Giansoldati, Vaticano, riparte l'appello del maxi Processo Becciu con l'ombra degli strani dossieraggi di Striano, ora i legali chiedono di acquisire gli atti, in «Il Messaggero», 3 febbraio 2026. SEMPRE DETTO: CHI SONO I MANDANTI DI STRIANO DENTRO IL VATICANO? E COME MAI ALESSANDRO DIDDI NEL SETTEMBRE DEL 2024 S'È PRECIPITATO AFFANNOSAMENTE A PERUGIA DA CANTONE?«... finora in aula sono mancate le basi per il cosiddetto «giusto processo». (...) Pur di non subire lo smacco di una formale ricusazione ha ripiegato su un passo indietro volontario. Di conseguenza la Corte d’Appello ora pronunciarsi esclusivamente sui capi di imputazione residui, così come riqualificati dal Tribunale, e non sulle otto accuse originarie, ormai definitivamente smentite, come insisteva Diddi in base al suo impianto accusatorio. Le difese hanno chiesto alla Corte d'Appello che venga acquisita agli atti del processo di secondo grado anche tutta ladocumentazione del procedimento numero 6122/25 istruito dalla Procura di Roma nei confronti di Pasquale Striano, il funzionario della Guardia di Finanza che era in servizio presso la Direzione Nazionale Antimafia ed è accusato di aver effettuato una raffica di accessi a vari registri informatici riservatissimi per fornire dati privati a terzi. Nello scandalo nazionale del dossieraggio – dove sono stati spiati almeno trecento tra politici del centrodestra, vip e imprenditori, trafugando dal sistema dati – risultano anche alcuni personalità vaticane, compreso visure su coloro che poi sarebbero diventati imputati nel Processo di Sloan Avenue. Le date come si diceva all'inizio sono importanti e fanno affiorare non pochi dubbi.  Se il 2 luglio 2019 fu depositata la denuncia dello IOR e un mese dopo il Revisore dei Conti vaticano, Cassinis Righini segnalava una certa «attività di intelligence» in base alla quale anche lui apriva un fascicolo, resta da capire per quale motivo Pasquale Striano – funzionario della Guardia di Finanza in Italia - consultava abusivamente in quel periodo banche dati riservatissime su persone che solo in seguito saranno poi oggetto di provvedimenti da parte della magistratura vaticana. L'elenco di chi fu spiato e oggetto di dossieraggi da Striano include, infatti, coloro che si ritroveranno molto in seguito indagati al di là del Tevere. In una memoria depositata stamattina dagli avvocati Cataldo Intrieri e Massimo Bassi, difensori di Fabrizio Tirabassi (funzionario della Segreteria di Stato condannato in primo grado per estorsione e autoriciclaggio) ritengono si sia trattato di «una attività di vero e proprio spionaggio attraverso la commissione di reati in territorio italiano ai danni di numerosi imputati del presente procedimento, delle loro società e di soggetti che avevano rapporti economici con loro, iniziata quando l’esistenza stessa del procedimento era nota solo agli inquirenti». Gli avvocati Intrieri e Bassi annunciano che una analoga segnalazione verrà depositata anche alla Procura di Roma «per le valutazioni e gli approfondimenti di competenza». E' l'ennesimo colpo si scena. A loro dire vi sarebbe, infatti, una lesione giuridica talmente evidente e grave da «richiedere l'annullamento del capo di sentenza». Non solo. «In ragione delle nuove risultanze emerge tuttavia la radicale nullità del procedimento, introdotto da una serie di accertamenti di “intelligence” (come riferisce il Promotore Diddi nella sua nota di apertura fascicolo in data 23 settembre 2019) di cui non solo è opinabile la legittimità alla luce dell’indagine dell’autorità giudiziaria italiana, ma di cui non vi è traccia negli atti». Da quando è scoppiato in Italia il caso Striano dopo la denuncia del ministro Crosetto in molti si interrogano come mai questo funzionario della Guardia di Finanza fosse così di 'casa' anche al di là del Tevere, fino da essere stato avvistato persino in Segreteria di Stato.»

  3. BulletNicole Winfield, Vatican's 'trial of the century' resumes after prosecutors suffer embarassing setbacks on appeal, in «AP», 3 febbraio 2026. «The appeals now proceeds on other defense arguments, with a next line of attack focusing on Francis’ role in the investigation. During the trial, defense attorneys had argued their clients couldn’t receive a fair trial in an absolute monarchy where the pope wields supreme legislative, executive and judicial power, and Francis used those powers during the investigation. At issue are four secret executive decrees Francis signed in 2019 and 2020, during the early days of the investigation, that gave Vatican prosecutors wide-ranging powers, including the unchecked use of wiretapping and the right to deviate from existing laws. The decrees only came to light right before trial and were never officially published. They provided no rationale or time frame for the surveillance, nor oversight of the wiretapping by an independent judge, and were passed specifically for this investigation. Legal scholars have said the secrecy of the laws and their ad hoc nature violated a basic tenet of the right to a fair trial requiring the “equality of arms” between defense and prosecution. In this case, the defense was completely unaware of the prosecution’s new investigative powers. Even Vatican legal officials have privately conceded that Francis’ failure to publish the decrees was deeply problematic. Diddi had argued that Francis’ decrees provided unspecified “guarantees” for the suspects, and the tribunal originally rejected the defense motions arguing they violated the defendants’ fundamental right to a fair trial. In a somewhat convoluted decision, the judges ruled that no violation of the principle of legality had occurred since Francis had made the laws. Under the church’s canon law, the pope can’t be judged by anyone but God. But the pope also can’t promulgate laws that violate divine law, setting up a potential dilemma if the court were to ultimately find that Francis’ decrees violated the defendants’ fundamental rights. The Vatican has insisted that the defendants all received a fair trial.» Anche in spagnolo.

  4. BulletSalvatore Cernuzio, Processo d'appello vaticano, le difese chiedono la nullità totale del primo grado, in «Vatican News», 3 febbraio 2026. Neanche ai tempi dell'Inquisizione si modificavano le leggi "ad personam", a procedimento in corso, e mantenendole segrete! E poi i magistrati che si servono delle operazioni illecite di Striano in uno stato estero! Chi sono i mandanti in Vaticano?!! Anche in spagnolo. E in francese. E in portoghese.

  5. BulletLetizia Lucarelli, Processo Becciu, i rescritti sotto accusa: le difese sfidano l'impianto giuridico del processo, in «Faro di Roma», 3 febbraio 2026. «... gravi criticità nella gestione delle prove digitali: su 239 dispositivi sequestrati, secondo la difesa, non sarebbe stata depositata alcuna copia forense, mentre le poche copie presenti non rispetterebbero gli standard tecnici richiesti. Nonostante l’ammissione del promotore di giustizia di non aver depositato tutto il materiale, ha sostenuto Viglione, il tribunale di primo grado non avrebbe tratto le conseguenze previste. Ulteriori profili di irregolarità sono stati sollevati dagli avvocati Cataldo Intieri e Massimo Bassi, difensori di Tirabassi, che hanno denunciato una violazione del principio di imparzialità, richiamando anche il cosiddetto caso Striano, relativo ad accessi abusivi a banche dati. Secondo le difese, esisterebbe un segmento rilevante dell’indagine che resta tuttora opaco e non conoscibile. Bassi ha inoltre richiamato un principio espresso recentemente da Papa Leone, secondo cui le attività istituzionali devono essere disciplinate da leggi debitamente promulgate e pubblicate, sostenendo che l’inefficacia dei rescritti comporterebbe la nullità del processo di primo grado. Gli avvocati di Mincione, Bruelhart e Di Ruzza si sono associati alle eccezioni sollevate. L’udienza è stata aggiornata a domani, ma una linea appare già chiara: il processo d’appello ruoterà in larga parte attorno alla natura e agli effetti giuridici dei rescritti pontifici, in un delicato equilibrio tra prerogative sovrane, garanzie processuali e credibilità dell’ordinamento giudiziario vaticano.»

  6. BulletFelice Manti, Appello a Becciu, le difese: "Vogliamo le carte di Striano", in «Il Giornale», 3 febbraio 2026. «Striano non ha risposto all'interrogatorio, non ha detto chi glielo chiese, negli atti si parla di contatti tra lui e membri della gendarmeria vaticana, ma non siamo in grado di dire chi - sottolineano i legali del broker - ma la logica ci dice che a chiedere questi accessi non poteva che essere una persona delle istituzioni a conoscenza di questa storia». D’accordo anche gli avvocati dell’altro finanziere Raffaele Mincione, processato ingiustamente e per questo recentemente risarcito dal Vaticano. «È l’ennesima prova di radicale nullità di questo processo», dice al Giornale Fabio Viglione, che con Maria Concetta Marzo difende il monsignore sardo, che secondo la sentenza non avrebbe comunque intascato una lira dei soldi presuntamente sottratti ai fondi riservati della Segreteria di stato vaticana. I legali di Becciu contestano anche altre nullità nella mancata consegna di atti decisivi per dimostrare l’innocenza del loro assistito, come le chat nelle quali Diddi avrebbe concordato con la Papessa Francesca Chaouqui e la nobildonna ex analista dei Servizi Genevieve Ciferri il memoriale di monsignor Alberto Perlasca che è servito a mascariare il monsignore davanti al vecchio Pontefice.»

  7. BulletEnrica Riera, I pm del papa ammettono «Striano? I nostri servizi potrebbero averlo usato», in «Domani», 7 febbraio 2026. «In ragione dei mancati chiarimenti da parte di Striano non è dato sapere ad oggi chi abbia commissionato gli accessi abusivi certamente trattasi di un committente ben a conoscenza di una delicatissima indagine; ancora alle prime fasi e che poteva essere conosciuta solo da soggetti all'interno delle istituzioni vaticane, scrivono ancora gli avvocati. Che segnalano come in alcune comunicazioni su WhatsApp Striano parlando con un altra persona, Mattea Esposito, cita più volte tal "Frank". (...) «Le non sorprendenti considerazioni del promotore Zannotti confermano tutti i dubbi e le anomalie di questo processo che abbiamo denunciato nel corso degli anni. Il processo Becciu è una grave anomalia che va solo cancellata e deve portare a una seria riflessione le istituzioni vaticane», hanno concluso Intrieri e Basso. Ora la Corte si riserva di deliberare su tutte le questioni sollevate: dalla richiesta di invalidare l'intero processo, a quella di acquisire le carte della procura di Roma sul caso Striano a quelle relative alle chat che hanno coinvolto Chaouqui Ciferri, Perlasca e membri della Gendarmeria.» Oh, finalmente! Io l'avevo sempre detto e scritto. Chi sono i mandanti di Striano e delle sue operazioni illecite dentro il Vaticano? Chi ha voluto incastrare un innocente? Vi ricordate come il pdg vaticano, Alessandro Diddi, si precipitò affannosamente dal procuratore Raffaele Cantone allo scoppio dello scandalo Striano? C'era magari da nascondere qualcosa? Poi l'inchiesta venne trasferita a Roma...

  8. BulletNicole Winfield, Pope Francis’ problematic secret decrees in spotlight in Vatican’s ‘trial of the century’, in «BusinessMIrror», 8 febbraio 2026. «On the one hand, popes can only be judged by God. On the other, Francis stands accused of issuing decrees that violated the God-given rights of the defendants. (...) At issue is Diddi’s role in a now-infamous set of WhatsApp chats that have thrown the credibility of the entire trial into question. The chats, which document a yearslong, behind-the-scenes effort to target Becciu, suggest questionable conduct by Vatican police, Vatican prosecutors and Francis himself. (...) Legal scholars have said the secrecy of the laws and their ad hoc nature violated a basic tenet of the right to a fair trial requiring the “equality of arms” between defense and prosecution. (...) Zanchetti argued that even in Iran and Russia, laws must be published, and that the failure to do so risks “making the Vatican’s procedural code fascist.” He said he wasn’t accusing Francis directly of wrongdoing, but said the late pope had been misled by prosecutors who requested the decrees. (...) Zanchetti offered the appeals tribunal a way to avoid a finding against Francis, suggesting that the judges could find that the decrees were merely administrative acts that, because they were never published, are considered “ineffective.” Such a finding could render the evidence gathered under them inadmissible, but would avoid a finding that Francis himself violated divinely inspired norms guaranteeing the dignity and rights of the defendants.» Ah, se attorno a papa Francesco non ci fosse stato un cerchio magico che filtrava tutte le informazioni, e in definitiva manipolava il Papa! Ah, se anziché di adulatori e lusingatori (che in genere vanno a braccetto con i calunniatori), papa Francesco si fosse circondato di persone oneste, capaci di parresia e disinteressatamente intenzionate ad aiutarlo! Ah, se solo papa Francesco avesse, ad esempio, letto la mia lettera e non fosse stata fermata dalla rete di certi funzionari della Segreteria di Stato... Beh, il Papa avrebbe potuto rimediare a un suo gravissimo errore.  Ora è troppo tardi. Ora la Chiesa è nei guai fino al collo.

  9. BulletA proposito di Epstein, Bannon e co., e dei loro complotti contro papa Francesco e la Chiesa tutta: non c'è modo più efficace, per colpire la Chiesa, che quello di ingannare perversamente il suo Vertice, di farlo cadere in una trappola, di aizzarlo contro il suo collaboratore più valido e fedele e di organizzare una campagna di mascariamento in stile mafioso senza precedenti: Colpe di fulmini.

  10. BulletGherardo Colombo intervistato da Fabio Fazio, in «Che tempo che fa», Nove, 8 febbraio 2026. A proposito dell'assenza di garanzie fondamentali nella giustizia del Vaticano, Gherardo Colombo: «In Italia il pubblico ministero ha l'obbligo di cercare ed acquisire anche le prove a favore dell'imputato. E, se l'impiutato è innocente, ha l'obbligo di chiederne l'assoluzione davanti al giudice». Ebbene, in Vaticano non è così. Il pdg può perfino disobbedire al giudice e occultare le prove che gli risultano scomode (come le famose chat della Chaouqui e co. o gli interrogatori occultati dagli abbondanti "omissis"). E negli ultimi anni abbiamo assistito a pdg mossi esclusivamente da odio e livore, anziché da sete di verità e giustizia. A proposito del "caso Tortora" (che presenta numerosissime analogie con il "caso Becciu", dall'improvviso brutale scatenarsi della bufera mediatico-giudiziaria al testimone bugiardo, e oltre): «Oggi la posizione dell'imputato colpito da una misura di custodia cautelare, è valutata ma molto molto di più, perché le regole dicono che c'è per esempio il Tribunale del riesame. Allora non c'era. (...) L'attività del pubblico ministero è molto più controllata dal giudice rispetto ad allora» (sempre Gherardo Colombo). Ebbene, in Vaticano non è così: basta un colpo di testa del pdg – che con papa Francesco è stato dotato di prerogative nuove, mantenute segrete, sempre in sfavore dei cittadini – per far cadere una pena anche assurda addosso a un indagato/imputato, magari innocente. PS: il dibattito sul referendum in Italia non mi riguarda (io sono svizzero).

  11. BulletSimona Siri, Epstein-Bannon, complotto contro Francesco, in «La Stampa», 15 febbraio 2026.

  12. BulletIrene Soave, Trame anti Vaticano negli Epstein files. E Bannon disse: Francesco deve cadere, in «Corriere della Sera», 15 febbraio 2026. Io non so se tra gli artefici del complotto ci siano anche loro (le date coincidono). Ma chi voleva far cadere papa Francesco, senza dubbio l'ha fatto cadere in una trappola diabolica. E lui, per motivi che si possono intuire, non fu in grado di uscirne.

  13. BulletAnna Lombardi, Bannon chiese aiuto a Epstein "Così cadrà Papa Francesco", in «La Repubblica», 15 febbraio 2026.

  14. BulletIacopo Scaramuzzi, Cardinali, giornalisti e prelati la rete ultraconservatrice che tramava contro Bergoglio, in «La Repubblica», 15 febbraio 2026.

  15. Bullet«Le spiego una cosa fondamentale per capire cosa è successo in Italia negli ultimi vent'anni: Un procuratore della Repubblica in gamba, se ha nel suo ufficio un paio di sostituti svegli, un ufficiale di polizia giudiziaria che fa le indagini sul campo altrettanto bravo e ammanicato con i Servizi segreti, e se questi signori hanno rapporti stretti con un paio di giornalisti di testate importanti - e soprattutto con il giudice che deve decidere i processi, frequentandone magari l'abitazione... Ecco, se si crea una situazione del genere, quel gruppo e quella procura, mi creda, hanno più potere del Parlamento, del premier e del governo intero. Soprattutto perché fanno parte di un "Sistema" che lì li ha messi e per questo li lascia fare, oltre ovviamente difenderli». Tratto dal libro Il Sistema, di Luca Palamara. In Italia? O in Vaticano? «Ipoteticamente, cosa potrebbero realizzare, agendo in sinergia, figure come il Promotore Diddi, il Commissario De Santis e un esponente della Guardia di Finanza Pasquale Striano?» (Fari Pad) E una gerarchia di giornalisti servili.

  16. BulletCamillo Maffia, Caso Becciu: processo Sloane Avenue, atto secondo. La difesa chiede l'annullamento della sentenza, in «Agenzia Radicale», 25 febbraio 2026. UNA BARBARIE SENZA PRECEDENTI! «Quella subita dal cardinale Becciu rimane una delle più sconcertanti violazioni dei diritti umani in ambito giudiziario che si sia mai verificata sul territorio europeo nella storia recente, e basterebbero i rescripta a renderla tale. Le domande intorno a questo processo restano per ora senza risposta. Non sappiamo chi ha ordito la macchinazione contro Angelo Becciu e anche il modo in cui si è sviluppata rimane pieno di punti oscuri. Ma soprattutto non ne conosciamo gli scopi: colpire il cardinale doveva essere funzionale a un obiettivo che non abbiamo gli strumenti per decifrare senza timore di errore. Non rimane ora che attendere il pronunciamento della Corte in merito alla richiesta di nullità. E c'è da augurarsi che l'accolga, perché se passa il concetto che è legittimo celebrare un processo nel modo in cui si è sviluppato quello di primo grado avremo un'altra mazzata storica alla cultura dello Stato di diritto.»

  17. BulletFari Pad (Facebook, 5 marzo 2026): «PROCESSO BECCIU: IL "PECCATO ORIGINALE" E UN DOSSIER ABUSIVO? L'inchiesta di Rita Cavallaro su Il Tempo scoperchia un vaso di Pandora che va ben oltre le mura vaticane e si intreccia con uno dei più grandi scandali di spionaggio della storia recente italiana: il caso Striano. Stiamo assistendo al crollo di un castello di carte costruito su fondamenta d'argilla? Ecco i punti che non possono più essere ignorati. LE DUE BUGIE AL PAPA: Secondo gli atti, il Santo Padre sarebbe stato indotto a privare il Cardinale Becciu dei suoi diritti basandosi su informazioni rivelatesi false. 100mila euro mai spariti, ma regolarmente presenti nei conti della Diocesi di Ozieri, come confermato dal Vescovo. Chi ha sussurrato queste falsità all'orecchio del Pontefice il 24 settembre 2020? LA PISTA DEGLI "SPIONI": Emerge l'ombra inquietante di Pasquale Striano GF ( guardia di finanza). Com'è possibile che documenti "segretissimi" finissero sulle scrivanie dei giornali prima ancora che negli atti giudiziari? L'accesso abusivo alle banche dati non è più solo un sospetto, ma una realtà investigativa che vede Striano muoversi con disinvoltura tra intelligence e vaticano. LA BATTAGLIA IN APPELLO: Le difese ora parlano chiaro. Se le prove alla base del "processo del secolo" derivano da dossieraggi illeciti, acquisiti senza rogatorie internazionali e in violazione del Giusto Processo, l'intero impianto accusatorio è nullo. Non si può fare giustizia partendo da un'illegalità. LA RIFLESSIONE: Siamo di fronte a un sistema di "spionaggio su commissione" utilizzato per eliminare figure scomode Oltretevere? II Cardinale Becciu è stato vittima di un killeraggio mediatico alimentato da dati manipolati? Chi è il mandante della richiesta? E partita dall'ufficio del Promotore di Giustizia, dalla Gendarmeria oppure dalla Segreteria di Stato? Questa distinzione non è puramente nominale: definisce se l'attività sia stata un'operazione di polizia giudiziaria autorizzata, un'iniziativa autonoma dei servizi di sicurezza o un atto di indirizzo politico-amministrativo. In assenza di una tracciabilità chiara della richiesta iniziale, ogni elemento raccolto rischia di essere configurato come un 'frutto dell'albero avvelenato', minando la validità etica e giuridica della sentenza di primo grado. Mentre la Procura di Roma e quella di Perugia scavano nei file di Striano, la Corte d'Appello Vaticana non potrà ignorare questa illecita "contaminazione" investigativa? La supremazia del diritto deve prevalere sulla strategia "occulta" che artatamente ha formato l'accusa.»

  18. BulletAlexis Tereszcuk, Fact Check: The Vatican Did NOT Close Secret Archives Over Epstein Files, in «Yahoo!news», 13 marzo 2026. E intanto continua la volgarissima e bugiardissima campagna di diffamazione, altrimenti detta mascariamento o character assassination. Schifo!

  19. BulletIvo Pincara, L'interminabile Via Crucis dell'innocente Cardinal Becciu, in «Korazym», 16 marzo 2026. «OGGI SONO PASSATI ESATTAMENTE 2000 GIORNI! 2000 VOLTE LA TERRA È GIRATA SU SE STESSA. MA QUANTO VALE LA VITA DI UN UOMO? ECCO LE TAPPE DELL’INTERMINABILE VIA CRUCIS PERCORSA DALL’INNOCENTE CARDINALE GIOVANNI ANGELO BECCIU» (AP). «Oggi non è solo una ricorrenza: è il bilancio di un’interminabile Via Crucis. 2000 giorni in cui la verità è stata calpestata, la dignità di un uomo è stata messa alla gogna e la giustizia è stata trasformata in uno strumento di potere. Parliamo del caso di S.E.R. il Cardinale Giovanni Angelo Becciu. Un caso che non è più solo una vicenda giudiziaria, ma il simbolo di un sistema che ha smarrito la sua bussola etica. Quello che emerge dai fatti raccolti da chi non ha paura di guardare nell'abisso è agghiacciante: Regole mutate in corsa: L'uso di "rescripta" papali per cambiare le leggi a processo iniziato. Un atto che la giustizia civile internazionale condannerebbe senza appello. ​Il Complotto è reale: Le migliaia di chat emerse dimostrano una strategia orchestrata da figure come Chaouqui, Ciferri e Perlasca. L'obiettivo era chiaro: impedire a Becciu il Conclave» (Fari Pad).

Sull'Obolo di San PietroCASO_BECCIU_OBOLO.htmlCASO_BECCIU_OBOLO.htmlshapeimage_3_link_0
Sull'accusa d'aver trasferito 
del denaro in Australia 
e sull'ipotesi di complotto 
contro il card. PellCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlshapeimage_4_link_0shapeimage_4_link_1shapeimage_4_link_2shapeimage_4_link_3
Sulle accuse di aver arricchito 
se stesso o propri familiari

> ultime novitàCASO_BECCIU_FAMIGLIA.htmlCASO_BECCIU_FAMIGLIA.htmlCASO_BECCIU_FAMIGLIA_IV.htmlCASO_BECCIU_FAMIGLIA.htmlshapeimage_5_link_0shapeimage_5_link_1shapeimage_5_link_2
Sulla vicenda Marogna 
(impropriamente chiamata "dama del cardinale")
CASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlshapeimage_6_link_0shapeimage_6_link_1shapeimage_6_link_2
Sul palazzo di Londra 
in Sloane Avenue 60

> ultime novitàCASO_BECCIU_PALAZZO.htmlCASO_BECCIU_PALAZZO.htmlCASO_BECCIU_PALAZZO_VI.htmlCASO_BECCIU_PALAZZO.htmlshapeimage_7_link_0shapeimage_7_link_1shapeimage_7_link_2
Processi e sentenze di Londra, di Roma ecc. a proposito della compravendita del palazzo 
in Sloane Avenue 60CASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlshapeimage_8_link_0shapeimage_8_link_1shapeimage_8_link_2shapeimage_8_link_3
Sulla Messa "in coena Domini" celebrata da papa Francesco 
a casa del cardinale BecciuCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlshapeimage_9_link_0shapeimage_9_link_1shapeimage_9_link_2
Sulla causa di beatificazione 
di Aldo Moro
(e sulle altre accuse di Report)
CASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlshapeimage_10_link_0shapeimage_10_link_1shapeimage_10_link_2
Sul sistema giudiziario vaticano


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Come vivono tutto questo 
il cardinale Becciu 
e la sua famiglia?
CASO_BECCIU_VITA.htmlCASO_BECCIU_VITA.htmlCASO_BECCIU_VITA.htmlCASO_BECCIU_VITA.htmlshapeimage_12_link_0shapeimage_12_link_1shapeimage_12_link_2
Il rinvio a giudizio
(3-26 luglio 2021)CASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlshapeimage_13_link_0shapeimage_13_link_1
Il Conclave e papa Leone


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Sulle querele contro «L'Espresso», Perlasca, Ciferri, Chaouqui e co.CASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlshapeimage_15_link_0shapeimage_15_link_1shapeimage_15_link_2
Il puzzle della verità
(il complotto) 

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Sull'«Espresso» e co.


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Altro


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Sul "caso Becciu" in generale


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Il processo in Vaticano 


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