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Sulla causa di beatificazione di Aldo Moro (e sulle altre accuse di Report)
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Parolin condanna l'attentato a Ranucci: "Fonte di grande preoccupazione, rischiamo clima di intolleranza", in «L'Espresso», 21 ottobre 2025. E intanto, mentre nei giorni del Conclave Sigfrido Ranucci promuoveva con Report l'immagine di Pietro Parolin... Pietro Parolin condannava – sull'Espresso! – lo "pseudo attentato" (si capirà nell'estate 2026) a Sigfrido Ranucci.
Sante Cavalleri, Calunnie contro il cardinale Becciu: il Tribunale vaticano condanna Nicola Gianpaolo. Un caso che interroga l'informazione e il servizio pubblico, in «Faro di Roma», 30 ottobre 2025. «La sentenza arriva dopo anni di illazioni e campagne mediatiche che hanno contribuito a gettare un’ombra sul nome del cardinale Becciu, accusato pubblicamente di condotte mai dimostrate e oggi riconosciute proprio come false. (...) La vicenda solleva inevitabilmente interrogativi sulla qualità del giornalismo d’inchiesta e sulla responsabilità del servizio pubblico. (...) È quanto ha voluto ricordare sul sito Korazym.org anche Mario Becciu, fratello del cardinale, docente universitario e psicoterapeuta, che dopo aver espresso solidarietà a Sigfrido Ranucci per il recente attentato subito, ha però stigmatizzato il metodo e il tono dell’inchiesta televisiva: «L’inchiesta condotta servendosi di un burattino condannato in primo grado dal tribunale Vaticano dimostra la faziosità, il senso di impunità e un uso patologico del servizio pubblico. Questa condanna dimostra la colossale calunnia ordita con un dispiegamento di forze massmediatiche incredibili per distruggere una persona innocente. Vorrei ricordare a Ranucci che, come cita il Libro del Siracide (28,18), ‘ne uccide più la lingua che la spada!’». (...) La sentenza odierna segna dunque un momento di verità, che richiama tutti — magistrature, media e opinione pubblica — a una più rigorosa cultura della responsabilità e della giustizia.»
Mistero della fede: perché nessun giornale oggi ha riportato la notizia della condanna di Nicola Giampaolo, colpevole di aver calunniato il cardinale Angelo Becciu?, in «Dagospia», 30 ottobre 2025. Tutti con la coda di paglia? Mi sa che non si salva nessuno, dei grandi giornali (tanto meno quelli "cattolici")!
Calomnie contre le cardinal Becciu: la justice vaticane condamne l'instigateur du scandale, in «Tribune Chrétienne», 31 ottobre 2025. «Cette condamnation survient après des années de rumeurs, d’insinuations et de campagnes médiatiques qui ont porté atteinte à la réputation du cardinal Becciu. Les déclarations de Giampaolo, jugées mensongères et gravement diffamatoires, avaient été présentées par Report comme des éléments-clés d’une enquête télévisée ayant largement contribué à ternir l’image du prélat. Le tribunal du Vatican a établi que ces accusations étaient sans fondement et constituaient une volonté manifeste de nuire. Le cardinal Becciu, reconnu comme partie lésée, a vu ainsi réaffirmée son innocence, après des années de souffrance morale et de suspicion publique. (...) De leur coté les avocats Fabio Viglione et Maria Concetta Marzo, défenseurs du cardinal Becciu, ont salué la décision comme une victoire du droit et de la vérité : «Le tribunal a pleinement accueilli notre thèse sur la nature du délit, appuyée par le promoteur de justice. Cette sentence est importante, car elle reconnaît que le cardinal Giovanni Angelo Becciu a été injustement et faussement accusé de comportements graves qu’il n’a jamais eus, subissant un préjudice considérable à sa réputation. »Pour le cardinal, cette décision constitue une étape essentielle de sa réhabilitation après une longue épreuve personnelle et médiatique.Au-delà de la dimension judiciaire, cette affaire soulève des questions fondamentales sur le rôle et la responsabilité des médias, en particulier du service public. La crédibilité accordée à Giampaolo par les auteurs de Report, sans vérification suffisante, met en lumière les dérives d’un journalisme d’enquête parfois guidé davantage par la recherche du scandale que par la quête de vérité. (...) La sentence du 29 octobre ne clôt pas seulement une affaire judiciaire : elle ouvre une réflexion plus large sur la protection de la dignité des personnes et sur l’usage responsable des outils médiatiques. Elle rappelle que la liberté d’informer exige rigueur, discernement et respect de la vérité.Pour l’Église, cette décision du tribunal vatican constitue un signe fort de transparence et de justice, conforme à l’esprit voulu par le pape Léon XIV, qui n’a cessé de rappeler que «la vérité, servie dans la charité, demeure la première exigence de toute communication chrétienne».»

PRO MEMORIAIl rapporto Moneyval del 2021 scriveva a proposito della Giustizia vaticana: «per evitare potenziali conflitti di interesse, o la percezione di un conflitto di interesse, è da considerare che tutti i procuratori nominati in futuro lavorino esclusivamente per la Santa Sede / Stato di Città del Vaticano durante i loro contratti, e non possano fare pratica legale in altre giurisdizioni simultaneamente».
Si chiedeva il bravo Andrea Gagliarducci: «Cosa farà, ora, il Tribunale Vaticano, i cui promotori di Giustizia hanno attività legale in Italia o presso il Sovrano Militare Ordine di Malta?».
E puntualmente: UNISCI I PUNTINI E TROVA... UN LEGITTIMO SOSPETTO DI CONFLITTO DI INTERESSI?
Alessandro Diddi, il promotore di (in)giustizia vaticano («L’avvocato di corrotti e corruttori che vuole la maxi condanna di Cardinal Becciu»), ha difeso in Italia Valter Lavitola, il quale insieme a un sacerdote tifoso del segretario del Papa incontra Sigfrido Ranucci, il quale diffonde calunnie su Becciu con il sostegno di Chaouqui, protetta da Diddi insieme a Perlasca, che al mercato mio padre comprò... Non c'è più di un legittimo sospetto di CONFLITTO DI INTERESSE?











Caso Becciu: condannato per calunnie Nicola Gianpaolo, in «Catt.ch», 31 ottobre 2025. «La sentenza arriva dopo anni di illazioni e campagne mediatiche che hanno contribuito a gettare un’ombra sul nome del cardinale Becciu, accusato pubblicamente di condotte mai dimostrate e oggi riconosciute proprio come false. Gianpaolo — figura ritenuta credibile dagli autori di Report e presentata come testimone di rilievo nell’inchiesta televisiva — è stato ritenuto responsabile di aver diffuso dichiarazioni calunniose che hanno alimentato una narrazione infondata e gravemente lesiva della reputazione del cardinale.» Se la Chiesa italiana è ancora in profondo letargo (oh, arriverà il risveglio!), pare che quella svizzera abbia cominciato a svegliarsi...
Valentina Di Giorgio, Calumnio a cardenal Becciu y al Dicasterio para la Causa de los Santos: Tribunal del Vaticano lo declara culpable, in «Zenit», 31 ottobre 2025. Anche in inglese.
Luis Badilla e Roberto Calvaresi, Comunicato del Dicastero delle Cause dei Santi sulla condanna del Tribunale vaticano a Nicola Giampaolo, calunniatore del card. Becciu e altri. La stampa odierna però tace. Perché?, in «Osservazioni casuali», 91, 25 ottobre-1° novembre 2025. «Allora una parte rilevante della stampa italiana era molto entusiasta, con impegno ed efficacia, a propagandare la leggenda del Papa "giustiziere" che lavorava giorno e notte "contro la corruzione in Vaticano". Di questa iconografia, che piaceva molto allo stesso Papa Bergoglio e anche al suo ampio entourage, e che era il perno della dicitura "pontificato riformista", faceva parte il "caso Becciu" iniziato e aperto da L'Espresso guidato allora dall'attuale giornalista Rai Marco Damilano. L'affabulazione calunniosa dell'avvocato Giampaolo, seppure clamorosamente menzognera, venne accreditata come attendibile e dunque inflazionata. Perché? Perché era utile alla campagna in corso contro il cardinale Becciu. Per questa stampa "ben informata" oggi è meglio tacere evitando così di riconoscere di aver mentito.»

Quentin Finelli, Por difamar a un Cardinal, condenan a periodista e historiador, in «ACN», 1° novembre 2025. «Esta condena llega tras años de rumores, insinuaciones y campañas mediáticas que dañaron la reputación del cardenal Becciu.»
Brunella Bolloli, Le Sos di Striano finite su Report. Nel mirino "l'Elon Musk siciliano", in «Libero», 4 dicembre 2025. Toh, ma cosa mi dici mai!
Luca Fazzo, Il consulente di Ranucci spiava tutti, in «Il Giornale», 4 gennaio 2026.
Luca Fazzo, "L'asse Ranucci-pm è un pericolo per la democrazia. No alle sua minacce", in «Il Giornale», 5 gennaio 2026. «... il procuratore De Luca ci ha raccontato che un'altra icona dell'antimafia come il procuratore Pignatone comprava casa da un capomandamento di Cosa Nostra pagandola in nero, e non ho visto un riga...»

Felice Manti, "Il pentito di Report mai stati credibili". Crolla pure il teorema sulle stragi del 1992, in «Il Giornale», 11 febbraio 2026. Ancora una volta Report e co. hanno dato voce a testimoni bugiardi. E intanto il giudice vaticano Giuseppe Pignatone resta indagato per reati gravissimi. «Forse perché Caltanissetta sta cercando i mandanti delle stragi nel "covo di vipere" (Borsellino dixit) della Procura di Palermo di allora; nei colleghi che archiviarono frettolosamente il dossier mafia-appalti cinque giorni prima che il magistrato morisse ("e senza informarlo", sostiene il legale della famiglia Fabio Trizzino) come Guido Lo Forte e Roberto Scarpinato, oggi in Antimafia da senatore M5s; in quelli che facevano affari con i boss in odore di mafia come Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli indagati per favoreggiamento alla mafia.
Pierluigi Battista, Tortora, cronaca di un linciaggio, in «Il Foglio», 7 marzo 2026. Non solo malagiustizia. Ma uno schifoso giornalismo, servile e mafioso. Ieri con Enzo Tortora come oggi con Angelo Becciu.

Alexis Tereszcuk, Fact Check: The Vatican Did NOT Close Secret Archives Over Epstein Files, in «Yahoo!news», 13 marzo 2026. E intanto continua la volgarissima e bugiardissima campagna di diffamazione, altrimenti detta mascariamento o character assassination. Schifo!
Papa Leone XIV: l'informazione deve guardarsi dal rischio di trasformarsi in propaganda, in «Acistampa», 16 marzo 2026. Fischieranno le orecchie ai diffusori di calunnie come «L'Espresso» e Report?

Ma l'ipocrisia di Report! Ma la coda di paglia di Sigfrido Ranucci! Avrebbe dovuto scrivere: "LA NOSTRA FONTE – NICOLA GIAMPAOLO – È STATA CONDANNATA A 3 ANNI E MEZZO DI CARCERE PER CALUNNIA. CI SCUSIAMO PER AVER DIFFUSO MENZOGNE". E no, scrive che "si torna in aula", senza nemmeno dire che le accuse si sono frantumate contro il muro della realtà.
Ermes Antonucci, Gli scandali sugli accessi abusivi sono figli della cultura dello sputtanamento, in «Il Foglio», 24 aprile 2026. «Sarebbe superficiale ridurre i casi Striano, Equalize, “squadra Fiore” e i tanti altri episodi di accessi abusivi a una mera questione di infedeltà da parte di militari o agenti dei servizi. Analizzati da una prospettiva più ampia, infatti, questi casi (in attesa dei dovuti accertamenti giudiziari) mostrano di avere un elemento in comune: sono figli della cultura dello sputtanamento che da oltre trent’anni domina il paese.» Tutto vero. Ma nel caso che ha preso di mira l'innocente card. Becciu c'è di più: ci sono dei mandanti ben precisi, dentro il Vaticano. E quindi ci sono dei corrotti dentro il sistema della "giustizia". Almeno un magistrato italiano e un ufficiale della Guardia di finanza in servizio alla Direzione investigativa antimafia, a quanto pare in collaborazione con membri dei Servizi segreti (deviati?), hanno effettuato spionaggi e dossieraggi illeciti contro le persone coinvolte nel "processo del secolo" in Vaticano (chi sono i mandanti dentro il Vaticano? E come mai Diddi si è precipitato affannosamente a Perugia da Cantone?) Uno scandalo epocale!
Ranucci ammette la fake su Nordio, poi la supercazzola: "Non ho dato notizia non verificata, ho detto che stiamo verificando una notizia". A Report nessun risvolto dopo annuncio roboante, in «Il Riformista», 4 maggio 2026. Nuove peripezie di Ranucci, il diffusore delle calunnie contro il cardinale Becciu.
Ermes Antonucci, "Report" e i pm telecomandati, in «Il Foglio», 30 maggio 2026.
Gian Domenico Caiazza, Il mondo di Sigfrido, in «Il Foglio, 6 giugno 2026. Non mi interessa l'argomento. Mi interessa il metodo "Report", che poi è il "metodo Espresso", il metodo Massimiliano Coccia e Marco Damilano, il metodo Maria Antonietta Calabrò... Sigfrido Ranucci è arrivato a diffondere calunnie contro un innocente, asservendosi a una brutale campagna di diffamazione!