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Sul sistema giudiziario vaticano (trentaquattresima parte) >>> per la parte precedente clicca qui
«Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati?» (Agostino, De Civitate Dei, cap. IV, 4).
Sante Cavalleri, Caso Becciu, tradita l'ordinanza. La Difesa: "deosito incompleto". E, denunciando l'ennesima violazione, rilancia il tema delle garanzie, in «Faro di Roma», 30 aprile 2026. Crolla la credibilità dello Stato Vaticano? «I legali esprimono “sconcerto” e richiamano un principio cardine di ogni sistema garantista: nessun elemento può essere valutato dal giudice se non è stato previamente messo a disposizione di tutte le parti. Secondo la loro ricostruzione, la presenza di omissis e la mancata produzione di alcuni documenti configurerebbero una violazione dell’ordinanza della Corte, che aveva imposto un deposito integrale, senza margini di selezione. La questione, tuttavia, non si esaurisce in un rilievo tecnico. Essa investe direttamente il ruolo e l’operato dell’Ufficio del Promotore di Giustizia, guidato da Alessandro Diddi, e pone interrogativi sull’equilibrio tra accusa e difesa nel processo vaticano. La difesa contesta in particolare che siano stati operati filtri sulla base di criteri di “irrilevanza”, una facoltà che la Corte aveva esplicitamente escluso. Un nodo davvero rilevante: il principio del contraddittorio, infatti, non rappresenta un aspetto formale, ma costituisce la base stessa della legittimità del processo. Senza piena conoscenza degli atti, la parità tra le parti rischia di risultare compromessa. Accanto al profilo delle garanzie emerge poi quello dei tempi. Ogni contestazione, ogni possibile eccezione di nullità e ogni deposito ritenuto incompleto rischiano di tradursi in un ulteriore allungamento dell’iter giudiziario. (...) La giustizia vaticana, infatti, si trova davanti a una prova di credibilità. Non è in gioco soltanto l’esito di un singolo procedimento, ma la capacità di garantire coerenza, trasparenza e rispetto delle regole stabilite. (...) una giustizia percepita come incerta nelle sue procedure finisce inevitabilmente per indebolire la propria autorevolezza. Al contrario, in una vicenda tanto esposta e simbolica, appare sempre più urgente arrivare a una conclusione chiara, definitiva e fondata su garanzie pienamente rispettate.» Anche in portoghese. E in spagnolo. E in francese.
Processo Becciu, 'non depositati gli atti integrali con gli omissis', in «Ansa», 30 aprile 2026. «Si profila così un altro inedito oltre le mura del Tevere: non era mai accaduto nella storia moderna del Vaticano che dei magistrati non ottemperassero alle disposizioni di altri magistrati, di grado oltretutto superiore.»
Fari Pad (Facebook 30 aprile 2026): «UN PDG (QUASI) RICUSATO DETTA TEMPIE CONDIZIONI: IL CAPOLAVORO CONTRASTANTE DELLA GIUSTIZIA VATICANA. (...) Siamo di fronte a un paradosso giuridico che passerà alla storia: com'è possibile che un Promotore di Giustizia che ha evitato la ricusazione certa solo grazie a un'astensione tattica dell'ultimo minuto, continui a determinare tempi, modi e condizioni del processo? Il "capolavoro" di Alessandro Diddi è servito. Nonostante l'astensione in Cassazione, la sua regia resta intatta e onnipresente? È lui che ha deciso cosa le difese possono vedere e cosa deve restare sepolto sotto gli omissis dei verbali di Perlasca? È lui che ha tracciato il binario di un processo che ora si avvia verso un appello "sanato" dai vizi formali, ma ancora identico nella ferocia accusatoria? Di fatto, il PDG ha ottenuto due traguardi opposti con una sola mossa: si è sfilato come accusatore formale per proteggere se stesso? Ma ha blindato la condanna finale lasciando in eredità un castello probatorio mutilato e inattaccabile. Ma il vero scacco matto arriva al termine del percorso. Se l'appello dovesse riservare sorprese (assoluzione?), l'ultima parola spetta a una Cassazione che vede schierato il "meglio del meglio" del papato di Bergoglio: i cardinali Farrell, Zuppi, Gambetti, Lojudice e infine Artime nominato da Prevost. In questo scenario, la Verità resta un miraggio. Perché, per dirla con eleganza, in una simile architettura di potere, appare evidente che chi c'è è perché deve esserci per garantire la linea, e chi non c'è è perché la sua assenz è funzionale a che nulla cambi. Siamo davanti a una giustizia dove chi ha inquinato il pozzo se n'è andato, ma costringe tutti gli altri a bere la sua stessa acqua. Un sistema dove accusa e condanna non sono più momenti distinti, ma un unico destino già scritto molto prima di entrare in aula.»
Ivo Pincara, Processo Becciu. L'Ufficio del Promotore di Giustizia disobbedisce all'ordine della Corte d'Appello e deposita degli atti non integrali con omissis, in «Korazym», 30 aprile 2026. «Nonostante ciò, l’Ufficio del Promotore ha ritenuto di poter mantenere omissis e non depositare atti, richiamando anche valutazioni di non pertinenza e irrilevanza. È esattamente la facoltà selettiva che la Corte ha escluso: l’accusa non può decidere unilateralmente quali atti la difesa abbia diritto di conoscere. Il diritto di difesa, la parità delle parti e il contraddittorio impongono la piena conoscenza degli atti. Sono principi scolpiti nel codice di procedura penale, al cui rispetto la Corte di Appello si è richiamata. Ogni deposito parziale tradisce il senso dell’ordinanza e ripropone il vizio già censurato dalla Corte, con conseguente nullità della citazione a giudizio». (...) non era mai accaduto nella storia moderna del Vaticano che dei magistrati non ottemperassero alle disposizioni di altri magistrati, di grado oltretutto superiore.
Philippe Marie, EXCLUSIF: La défense du cardinal Becciu accuse le parquet du Vatican de «violer les règles d'un procès équitable», in «Tribune Chretienne», 30 aprile 2026. Anche in spagnolo.
Los fiscales del Vaticano insisten en restingit accesso a pruebas clave en el juicio por inversiones, in «Infobae», 30 aprile 2026. «Los fiscales del Vaticano desafiaron el plazo impuesto por el tribunal de apelaciones para entregar a la defensa todas las pruebas (...). En marzo, el tribunal de apelaciones determinó que la negativa de los fiscales a compartir todas las pruebas con la defensa había invalidado la acusación original. Declaró un juicio nulo parcial y ordenó repetir el proceso, exigiendo además que antes del 30 de abril se depositaran en la cancillería “todos los actos y documentos de la investigación en su versión íntegra”. (...) El caso tuvo repercusiones fuera del Vaticano. La fiscal federal suiza especializada en delitos financieros Annina Scherrer archivó una investigación paralela contra Crasso, luego de que el tribunal vaticano absolviera definitivamente al gestor y a su empresa. En su resolución, Scherrer manifestó “con cierta sorpresa” que sus solicitudes a los fiscales del Vaticano para interrogar a algunos de los testigos habían sido rechazadas, después de haber sido enviadas al secretario de Estado del Vaticano para su evaluación. Señaló que esto evidencia la influencia de la Secretaría de Estado sobre el sistema judicial vaticano, cuya independencia formal está en entredicho.»
Antonio Bargone, Il Pm non è il passacarte dell'accusa. La Corte Costituzionale interviene, in «Il Riformista», 30 aprile 2026. «Il processo non è la ratifica di un teorema: il Pubblico ministero deve valutare le tesi della difesa. E non finisce qui: deve cercare anche gli elementi di prova che possono smentire la sua stessa ipotesi. (...) La Consulta richiama inoltre un altro punto decisivo: le argomentazioni della difesa devono essere valutate sin dalle fasi iniziali del procedimento. Non come un fastidio formale da superare, ma come un elemento essenziale per verificare la tenuta dell’impianto accusatorio.» Ma in Vaticano non è così. Lì la verità non interessa al Pm (o al Pdg). Scandalosamente!
Fari Pad (Facebook, 1° maggio 2026): «GIUSTIZIA VATICANA O TEATRINO DELLE OMBRE? IL CASO BECCIU SI TINGE DI MISTERO (E DI GRAVITÀ). (Perché cambiare le carte in tavola tra il primo grado e l'Appello? Sembra quasi che l'Ufficio del Promotore cerchi ogni espediente pur di non consegnare la documentazione integrale dell'accusa.) Mentre la verità sul processo al Cardinale Becciu continua a emergere a pezzi, l'ultimo capitolo firmato da Felice Manti su il Giornale - scoperchia un vaso di Pandora che dovrebbe far tremare i polsi a chiunque creda nello Stato di Diritto. Siamo davanti a un "pasticcio" che non è solo tecnico, ma etico e giuridico. Ecco i fatti che gridano vendetta: L'OMISSIONE SISTEMATICA: Nel processo di primo grado, il Promotore di Giustizia Alessandro Diddi ha gestito il fascicolo con una selezione arbitraria delle prove. Sono state "tagliate" e omissate chat fondamentali, celate dietro l'esistenza di un "fascicolo processuale fantasma" di cui, dopo anni, non è stato ancora chiarito il contenuto. Come si può condannare un Cardinale di Santa Romana Chiesa se l'accusa nasconde le carte che potrebbero scagionarlo? LA DISOBBEDIENZA ALLA CORTE: Oggi assistiamo a un paradosso senza precedenti. Nonostante l'ordine perentorio della Corte d'Appello di depositare gli atti integrali (senza alcuna selezione), l'Ufficio del Promotore deposita documenti ancora pieni di "omissis". Un atto di aperta sfida verso un organo giudiziario superiore che mina alla base la credibilità di tutto il sistema vaticano. LA SCUSA DEL "BENE PUBBLICO": La ciliegina sulla torta è la motivazione addotta oggi per giustificare questi silenzi: la rivelazione di quegli atti sarebbe "suscettibile di arrecare pericoli gravissimi al bene pubblico". DOMANDA: Quale segreto inconfessabile contengono quelle chat per essere addirittura una minaccia alla tenuta pubblica? Se la giustizia serve a trovare la verità, come può il "bene pubblico" coincidere con il nascondere le prove alla difesa? Dopo anni di fango e sentenze scritte su atti incompleti, è ora che qualcuno risponda di questo fascicolo segreto. Non si può invocare il bene comune per coprire un fallimento procedurale o, peggio, una macchinazione a tavolino. La trasparenza non è un optional, e il diritto alla difesa non può essere sacrificato sull'altare di "pericoli gravissimi" mai spiegati.» La verità non può essere sacrificata sull'"altare dell'ipocrisia" o su quello della "ragion di Stato". Tanto meno se c'è di mezzo una persona. Davvero la storia di Gesù Cristo non ha insegnato nulla ai magistrati del Vaticano? (AP)
PFL, Vatican prosecutors defy appeals-court order, in «Catholic Culture», 1° maggio 2026. «Vatican prosecutors have refused to comply with an order from a Vatican appeals court, in the latest stunning development in the long-running “trial of the century.” (...) Since the appeals court has already ruled that withholding the evidence preventing the defendants from receiving a fair trial, the latest announcement by the prosecution would seem, at first glance, to endanger the possibility of a new trial. In that case the Vatican could be forced to end a highly publicized criminal case, spanning more than five years and drawing unprecedented international attention, without producing convictions or answering key questions about the financial misconduct. The “trial of the century” has already caused severe embarrassment for the Vatican, in a process that began with police raids on key Vatican offices, forced the resignation of top Vatican officials, exposed bitter rivalries and charges of spying within Vatican agencies, and ultimately raised questions about the ability of the Vatican to provide defendants with a fair trial. The prosecutors’ refusal to comply with a court order reinforces those questions about the Vatican judicial system.»PFL, Vatican prosecutors defy appeals-court order, in «Catholic Culture», 1° maggio 2026. «Vatican prosecutors have refused to comply with an order from a Vatican appeals court, in the latest stunning development in the long-running “trial of the century.” (...) Since the appeals court has already ruled that withholding the evidence preventing the defendants from receiving a fair trial, the latest announcement by the prosecution would seem, at first glance, to endanger the possibility of a new trial. In that case the Vatican could be forced to end a highly publicized criminal case, spanning more than five years and drawing unprecedented international attention, without producing convictions or answering key questions about the financial misconduct. The “trial of the century” has already caused severe embarrassment for the Vatican, in a process that began with police raids on key Vatican offices, forced the resignation of top Vatican officials, exposed bitter rivalries and charges of spying within Vatican agencies, and ultimately raised questions about the ability of the Vatican to provide defendants with a fair trial. The prosecutors’ refusal to comply with a court order reinforces those questions about the Vatican judicial system.» Traduzione automatica: «I pubblici ministeri del Vaticano si sono rifiutati di rispettare un ordine di una corte d’appello del Vaticano, nell’ultimo straordinario sviluppo nel lungo “processo del secolo”. (...) Dal momento che la corte d'appello ha già stabilito che trattenere le prove che impediscono agli imputati di ricevere un processo equo, l'ultimo annuncio dell'accusa sembrerebbe, a prima vista, mettere in pericolo la possibilità di un nuovo processo. In quel caso il Vaticano potrebbe essere costretto a porre fine a un procedimento penale altamente pubblicizzato, che copre più di cinque anni e attirando un'attenzione internazionale senza precedenti, senza produrre condanne o rispondere a domande chiave sulla cattiva condotta finanziaria. Il “processo del secolo” ha già causato grave imbarazzo per il Vaticano, in un processo iniziato con le incursioni della polizia negli uffici chiave del Vaticano, ha costretto le dimissioni di alti funzionari vaticani, ha esposto aspre rivalità e accuse di spionaggio all’interno delle agenzie vaticane, e alla fine ha sollevato interrogativi sulla capacità del Vaticano di fornire agli imputati un processo equo. Il rifiuto dei pubblici ministeri di rispettare un ordine del tribunale rafforza tali domande sul sistema giudiziario vaticano.»
Las defensas del caso Becciu denuncian un «hecho sin precedentes»: el Promotor desobedece a la Corte de Apelación, in «Infocatolica», 1° maggio 2026. Los abogados Fabio Viglione y Maria Concetta Marzo, defensores del Cardenal Giovanni Angelo Becciu, han expresado su «estupor» ante la decisión. «La Corte había impuesto específicamente el depósito íntegro de todos los actos y documentos del procedimiento instructorio, sin posibilidad alguna de selección por parte del Promotor de Justicia», señalan, y subrayan que «la acusación no puede decidir unilateralmente qué actos tiene derecho a conocer la defensa». A su juicio, cualquier depósito parcial «traiciona el sentido de la ordenanza y reproduce el vicio ya censurado por la Corte, con la consiguiente nulidad de la citación a juicio».
Avvocati di Becciu accusano il Promotore di Giustizia di non rispettare gli ordini del Tribunale, in «Infovaticana», 2 maggio 2026. «Al di là dei fatti investigati, ciò che è in gioco è la capacità dell’istituzione di garantire un processo veramente giusto e conforme alle garanzie di base del diritto.» Anche in spagnolo.
Fari Pad (Facebook, 2 maggio 2026): «LO STATO DI DIRITTO AL BIVIO: IL "CASO VATICANO" E LA MOSTRUOSITA PROCESSUALE (...) Non risulta invece depositato in versione integrale anche l'interrogatorio di monsignor Perlasca (Soltanto I giudici potranno visionare la versione integrale) condotto da Diddi. In questo caso c'è «il mantenimento degli omissis». E questo perché altrimenti si potrebbe parlare di «pericoli gravissimi per il bene e l'interesse pubblico». (...) Quello che sta accadendo nel processo d'appello in Vaticano non è solo un dibattito tecnico tra legali; è lo sgretolamento dei principi cardine del giusto processo. Il rifiuto del Promotore di Giustizia (PdG) di depositare integralmente gli atti, come riportato anche dalle recenti analisi del quotidiano Domani, delinea un'anomalia che definire "mostruosità processuale" non è un'iperbole, ma una constatazione tecnica. L'Attacco alla Parità delle Parti. Il cuore della democrazia processuale risiede nel principio di parità tra le parti . Accusa e Difesa devono avere accesso alle stesse armi. Nel momento in cui il PdG decide di consegnare i documenti solo al Giudice Terzo, sta di fatto: Oscurando la Difesa: Impedendo ai legali di conoscere le prove e ribattere punto su punto. Compromettendo la Terzietà: Trasformando il Giudice nell'unico interlocutore privilegiato dell'accusa, in un dialogo "segreto" che esclude chi deve difendersi. La Scusa del "Segreto di Stato". Addurre il "pericolo per lo Stato" come giustificazione per negare il deposito degli atti è un ritorno a logiche inquisitorie che speravamo superate. Se una prova esiste, deve poter essere discussa. Se è segreta, non può essere usata per condannare. Non esiste una via di mezzo che non calpesti i diritti fondamentali dell'individuo. Quale Giustizia? Se il Promotore di Giustizia diventa un "super-organo" che decide cosa la difesa può o non può vedere, il processo si trasforma in un simulacro. La domanda sorge spontanea: si cerca la Verità o si cerca una conferma a tesi precostituite?»
Becciu's lawyers accuse the Promoter of Justice of failing to comply with court orders, in «Clerical Whispers», 3 maggio 2026. «According to lawyers Fabio Viglione and Maria Concetta Marzo, “nothing can be examined by the judge that has not been previously made available to the parties,” so any filtering of evidence compromises the validity of the process. The complaint comes after the Court of Appeal of the State of the Vatican City decreed the total nullity of the trial and ordered its repetition from the beginning. The decision, adopted on March 17, annulled all proceedings, including the convictions handed down in December 2023 - among them that of Becciu himself for embezzlement, after detecting structural flaws in the procedure, especially in access to evidence and the formation of the file. (...) Although Leo XIV has not intervened in the process, the repetition of the trial places him before a case inherited from Francis that tests the solidity of the Vatican judicial system. Beyond the facts investigated, what is at stake is the institution’s capacity to guarantee a truly fair process and in accordance with the basic guarantees of law.»














































