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«Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati?» (Agostino, De Civitate Dei, cap. IV, 4).
Indagine dossier, chiesto processo per Laudati e Striano, in «Ansa», 15 maggio 2026.
Dossieraggi, chiesto processo per Striano e Laudati, in «Il Difforme», 15 maggio 2026.
Dossieraggi: pm Roma chiede processo per Laudati e Striano, in «Agi», 15 maggio 2026.
Fari Pad (Facebook, 16 maggio 2026): «La Waterloo della giustizia Vaticana nel "processo del secolo" nello Stato del Vaticano. Libera riflessione: il rinvio a giudizio del luogotenente Pasquale Striano per dossieraggio abusivo-può riguardare il "processo del secolo Card.Becciu"? La storia, seppur a posteriori, parrebbe presentare un conto decisamente salato: il processo di primo grado - pur dinanzi a fatti ancora pienamente da accertare nelle sedi opportune - sembrerebbe essersi manifestato attraverso il ruolo di attori che risulterebbero a vario titolo inquisiti, indagati, rinviati a giudizio o comunque stiorati dal sospetto di trame poco trasparenti e, potenzialmente, persino illecite. Proprio in questo contesto, le difese del maxi processo Becciu hanno chiesto l'acquisizione degli atti della Procura della Repubblica di Roma riguardanti l'ex finanziere Pasquale Striano, per il quale i pm capitolini hanno chiesto il rinvio a giudizio nell'inchiesta sui dossieraggi e gli accessi abusivi. Sussisterebbe infatti il fondato timore che tale attività di dossieraggio possa aver riguardato anche alcuni dei condannati in primo grado nel cosiddetto "processo del secolo contro il Card. Becciu". Un impianto che parrebbe cedere pezzo dopo pezzo nei suoi punti essenziali: Pignatone indagato. Il presidente del Tribunale vaticano Giuseppe Pignatone risulta indagato per gravi reati di mafia. Striano a giudizio: L'ex finanziere Pasquale Striano è stato ufficialmente rinviato a giudizio dalla Procura di Roma per accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreti. Il caso Diddi: Il Promotore di Giustizia Alessandro Diddi afferma di non conoscere Francesca Immacolata Chaouqui. Sarà vero? Intanto, dopo essere stato reso ammissibile di ricusazione dalla Corte d'Appello vaticana, si astiene in Cassazione da rappresentare l'accusa pur di evitare la ricusazione. Il flop internazionale: I giudici britannici e svizzeri continuano a dare torto al Vaticano per quanto concerne la gestione del palazzo di Londra. Il paradosso Perlasca: Monsignor Alberto Perlasca, inizialmente descritto come inetto, incapace e principale responsabile del danno sul palazzo di Londra, viene prosciolto e persino promosso magistrato. Testimonianze manipolate:La ricostruzione dei fatti evidenzia come la testimonianza chiave di Perlasca sia stata manipolata da due pregiudicate, la Chaouqui e Genoveffa Ciferri. Inquinamento delle prove: Emerge l'ombra del commissario della Gendarmeria vaticana, Stefano De Santis, che pare suggerisse direttamente alla teste Chaouqui cosa riferire in aula. Dal 22 giugno 2026 la Corte d'Appello Vaticana sarà chiamata a un compito altissimo: non solo restituire l'onorabilità ingiustamente sottratta a un Principe della Chiesa, il Cardinale Becciu, ma anche ridare quella giusta credibilità istituzionale e morale di cui la Santa Romana Chiesa è stata, pare stoltamente privata.»
Felice Manti, Una battaglia sulla pelle di Borsellino, in «Il Giornale», 16 maggio 2026.
Striano-Laudati, Roma chiede il rinvio a giudizio, in «Sbircia La Notizia», 16 maggio 2026.
Brunella Bolloli, Per i pm Striano e Laudati devono andare a processo. L'ex finanziere: «Parlerò», in «Libero», 16 maggio 2026. Che Striano e co. abbiamo fatto operazioni illecite anche contro le persone coinvolte nel "processo del secolo" (che in realtà è la farsa del millennio) era noto. Ora bisogna stabilire precisamente chi sono i mandanti dentro il Vaticano, Paese straniero. Vogliamo la verità tutta intera!
Luigi Bisignani, Leone fa piazza pulita e "archivia" Bergoglio: dopo Giustizia e Ior tocca alla Comunicazione, in «Il Tempo», 17 maggio 2026. «Prevost ha iniziato dalla giustizia, lasciando trionfare il diritto e i principi basilari dell’ordinamento canonico, rallentando così la deriva giustizialista incarnata dal processo Becciu-Mincione, gestito da Diddi, avallato dal Tribunale guidato da Pignatone, e con la Gendarmeria trasformata in braccio operativo.»
Giuseppe Scarpa, Del Deo, sullo 007 l'ombra dei fondi a Montecarlo, in «La Repubblica», 16 maggio 2026. «In Vaticano, Del Deo aveva una tessera per accedere allo spaccio e nessuno gliel'ha mai ritirata: è scaduta. Con la Santa Sede non ci sono mai stati problemi. In passato solo interlocuzioni ufficiali, perché le autorità vaticane avevano chiesto di cooperare sul caso Sloane Avenue.» Ah, ecco. Ora, visto che non c'è stata alcuna rogatoria internazionale, e tanto meno per fare operazioni illecite in Italia, io vorrei sapere il nome e il cognome di queste "autorità vaticane".
Il processo Becciu torna a vacillare: denunciano omissioni nelle prove chiave, in «Infovaticanca», 18 maggio 2026. Quando la giustizia occulta la verità... Eppure, ci è stato promesso, sarà la verità a farci liberi.
Fari Pad (Facebook, 22 maggio 2026): «In attesa del 22.06.2026: prima udienza della Corte d'Appello Vaticana. Si apre un'autostrada verso l'assoluzione del Cardinale Becciu. Mentre ci si avvicina al secondo grado di giudizio, il castello accusatorio contro il Cardinale Becciu non si sta semplicemente incrinando: sta letteralmente implodendo sotto il peso di rivelazioni e documenti sconcertanti. Quello che emerge non è più solo un processo, ma un groviglio opaco di violazioni procedurali, ingerenze esterne e zone d'ombra che minano alla radice la credibilità dell'intera inchiesta sulla compravendita del palazzo di Sloane Avenue. 1. Il vulnus insanabile: la violazione dell'Art. 355 с.р.p. La recente memoria difensiva sull'omesso deposito del Promotore di Giustizia (PdG), depositata il 13 maggio 2026, mette a nudo una violazione frontale e gravissima dell'articolo 355 del Codice di Procedura Penale. Non è un dettaglio tecnico, è una questione di legalità: il sequestro di atti e documenti operato dalla polizia giudiziaria deve seguire regole rigide di convalida e deposito. Omettere questi passaggi o sottrarre elementi al fascicolo significa violare il diritto costituzionale alla difesa, alterando la parità delle parti e inquinando la trasparenza del processo. Un'anomalia che da sola dovrebbe far crollare qualsiasi pretesa punitiva. 2. Manipolazioni, chat e "suggerimenti" ai testimoni: A questo si aggiunge lo scenario inquietante ricostruito dalle inchieste giornalistiche (...). Una presunta e inaccettabile commistione che vede il commissario della gendarmeria De Santis - braccio destro del PdG Alessandro Diddi - nel ruolo di "suggeritore" occulto nei confronti del testimone chiave, mons. Perlasca, imbeccandolo su cosa dire durante gli interrogatori. Un quadro di pressioni e manipolazioni confermato da una mole impressionante di messaggi e chat: 278 pagine di conversazioni tra la Ciferri e mons. Peña Parra (attuale numero due della Segreteria di Stato, ruolo un tempo ricoperto con indiscutibile onore proprio da Becciu) e altre 42 pagine tra la stessa Ciferri e il prof. Diddi. Una fitta trama ordita per indurre in errore il Pontefice e distruggere la reputazione di Becciu, culminata in condanne di primo grado del tutto ingiuste. (...) 3. La cronologia della vergogna: gli accessi abusivi di Striano. Il quadro diventa ancora più devastante con le rivelazioni sul tenente della Guardia di Finanza Pasquale Striano. Secondo gli atti (capo 57 dell'indagine condotta insieme all'ex pm Laudati), Striano avrebbe effettuato accessi abusivi alle banche dati su figure chiave dell'inchiesta vaticana già a partire dal 19 luglio 2019. Ma c'è un dettaglio temporale macroscopico: il Vaticano annuncerà le perquisizioni solo il 1° ottobre 2019, e i nomi diventeranno pubblici il giorno dopo. Come faceva un finanziere italiano a "indagare" abusivamente su quegli stessi soggetti mesi prima che l'inchiesta vaticana fosse di pubblico dominio? Questo vuoto temporale pesa come una confessione mancata e suggerisce un travaso di informazioni del tutto illegittimo. (...) 4. Il giallo istituzionale dello 007 italiano: addio alle rogatorie. A chiudere il cerchio, la fragorosa dichiarazione dell'avvocato Lodovico Mangiarotti su La Repubblica (17.05.2026), difensore dell'agente segreto italiano Giuseppe Del Deo. Il legale ha confermato che Del Deo non solo aveva un pass d'accesso allo spaccio vaticano mai ritirato, ma che le autorità d'oltretevere avevano chiesto "cooperazione" sul caso Sloane Avenue. (...) L'avvocato di Del Deo, il penalista Lodovico Mangiarotti precisa: «In Vaticano, Del Deo aveva una tessera per accedere allo spaccio e nessuno gliel'ha mai ritirata: è scaduta. Con la Santa Sede non ci sono mai stati problemi. In passato solo interlocuzioni ufficiali, perché le autorità vaticane avevano chiesto di cooperare sul caso Sloane Avenue.» Qui il caso si tinge di giallo istituzionale: Del Deo è un agente dei servizi segreti di uno Stato estero (l'Italia). Qualsiasi cooperazione investigativa con la Santa Sede su una materia così delicata non poteva basarsi su "richieste di cortesia" o interlocuzioni informali. Avrebbe dovuto tassativamente seguire i canali ufficiali della rogatoria internazionale tra Stati sovrani. (...) Chi ha deciso di bypassare i protocolli formali e le leggi internazionali? Sotto quale interesse, e da parte di chi, è arrivata la pressione per coinvolgere direttamente uno 007 italiano fuori da ogni regola? Le parole della difesa aprono scenari inquietanti sui reali motivi dietro questo coinvolgimento e confermano il sospetto di un'indagine condotta al di fuori di ogni binario legale. Sintesi finale: Il processo d'appello del 22 giugno non sarà solo il giudizio sul Cardinale Becciu, ma sara il processo ai metodi usati per condannarlo. Di fronte a omissioni di atti (art. 355 с.р.p.), testimonianze pilotate da investigatori, accessi abusivi preventivi e agenti segreti reclutati fuori dalle rogatorie internazionali (naturalmente dietro opportuna verifica). La Corte d'Appello non potrà ignorare la realtà: l'unica via rimasta per giustizia ed equità è una totale, limpida e doverosa assoluzione» (Fari Pad, Facebook 22 maggio 2026). L'immondo complotto montato contro il card. Becciu, che fa impallidire la malagiustizia montata contro Enzo Tortora o Alfred Dreyfus, intrecciato ai più alti vertici vaticani, rimarrà come una macchia indelebile sulla storia della Chiesa. Becciu è completamente innocente. Vittima, anzi, di un mascariamento mafioso senza precedenti, a livello mondiale. PS: è davvero necessario aspettare un altro mese, con un innocente inchiodato a una croce?














































