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Sul sistema giudiziario vaticano (venticinquesima parte)                   >>> per la parte precedente clicca qui

«Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati?» (Agostino, De Civitate Dei, cap. IV, 4).


  1. BulletFelice Manti, Il procuratore demolisce Report, Fatto e Repubblica: "La pista nera su Capaci e Borsellino? Vale zero tagliato", in «Giornale», 9 dicembre 2025.

  2. BulletBorsellino: Procuratore De Luca, 'Giammanco e Pignatone hanno sovraesposto Falcone e Borsellino', in «La Gazzetta del Mezzogiorno», 9 dicembre 2025.

  3. BulletSilvia Balducci, Chiara Anselmi, Elisa Falena, Il procuratore De Luca punta il dito contro Pignatone (fra gli altri), in TG1, Rai, 9 dicembre 2025. Giuseppe Pignatone, il giudice vaticano che ha condannato il card. Becciu senza un briciolo di prova (e anzi ammettendo che il pdg Diddi tenesse nascoste le prove dell'innocenza dell'imputato), oltre ad essere indagato per favoreggiamento alla mafia, ha pagato 20 milioni di lire – in nero! – a un mafioso per l'acquisto di una casa. A questa gente si affida la (mala)giustizia del Papa?

  4. BulletRoberto Ruvolo, Audizione del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca. Inchiesta Mafia e appalti, in «TG2», 9 dicembre 2025.

  5. BulletDamiano Aliprandi, «Mafia-appalti è la pista più solida e la pista nera una perdita di tempo», in «Il Dubbio», 10 dicembre 2025. «Su Pignatone, la questione è ancora più complessa. Il magistrato è cresciuto in una palazzina dove 8 appartamenti su 14 erano abitati dalla famiglia di Vincenzo Piazza, noto costruttore poi condannato per mafia. Negli anni Ottanta, la famiglia Pignatone ha acquistato circa 26 immobili dall'immobiliare Raffaello, società in mano a Salvatore Buscemi, Piazza e Bonura. «Si tratta di un immobiliare dove se si riuniscono i soci è una riunione di Cosa Nostra», ha commentato De Luca.»

  6. BulletMaurizio Balistreri, Mafia-appalti, De Luca all'Antimafia: "Concausa certa delle stragi". Scarpinato e Pignatone nel mirino del procuratore, in «Il Fogliettone», 10 dicembre 2025. «Su Giuseppe Pignatone, all’epoca sostituto procuratore a Palermo e oggi procuratore generale a Perugia, si concentrano le rivelazioni più dettagliate. Pignatone crebbe in una palazzina di via Auditore dove otto appartamenti su quattordici erano abitati dalla famiglia del costruttore mafioso Vincenzo “Enzo” Piazza, quattro dalla famiglia Pignatone. A pochi numeri civici abitava Francesco Bonura, altro boss-imprenditore. La famiglia Pignatone acquistò ben 26 immobili dall’Immobiliare Raffaello, società “dove se si riuniscono i soci è una riunione di Cosa Nostra”, controllata da Piazza, dai fratelli Buscemi, entrambi mafiosi, e da Bonura. Il prezzo pagato, secondo una consulenza della Procura, fu inferiore del dieci per cento rispetto al mercato. Pignatone stesso ammise di aver pagato “20 milioni in nero” per un appartamento. Emerge anche la figura del professor Pignatone, padre di Giuseppe, presidente dell’ESPI, uno dei due soci della SIRAP, società al centro del sistema mafia-appalti.»

  7. BulletMassimo Sanvito, «L'inchiesta mafia-appalti fu la causa di via d'Amelio», in «Libero», 10 dicembre 2025. «Per la Procura di Caltanissetta questi «comportamenti inopportuni» potrebbero aver eccessivamente esposto Borsellino, ritenuto incorruttibile. Sempre riguardo a Pignatone, sotto la le lente d’ingrandimento dei magistrati c’è l’acquisto di 26 immobili da parte della sua famiglia. Un appartamento fu preso dalla moglie di Pignatone, «per un prezzo non congruo», ha accusato De Luca. Lo stesso ex procuratore palermitano ha ammesso che «venti milioni furono pagati in contanti». Il commento del procuratore di Caltanissetta: «Non diamo giudizi morali, ma si trattò di un’evasione fiscale nei confronti del capomandamento di Passo di Rigano Salvatore Buscemi...»

  8. BulletStefano Piazza, Stragi di Falcone e Borsellino, De Luca rilanca l'inchiesta mafia-appalti: «Nel '92 non si fece ciò che andava fatto», in «Panorama», 10 dicembre 2025.

  9. BulletMichela Allegri, Borsellino, stop alla pista nera. Il procuratore De Luca: «Ucciso per i legami mafia-appalti», in «Il Messaggero», 10 dicembre 2025. «... per Pignatone non sarebbe stato opportuno «occuparsi delle indagini su Bonura, Piazza e Ferruzzi», visto che «negli anni ‘80 la sua famiglia fa un grossissimo acquisto in un immobile in via Turr venduto dalla Immobiliare Raffaello, cioè Bonura, Piazza e Buscemi. Si tratta di circa 26 appartamenti. In un’ambientale Bonura afferma che la signora Pignatone - madre di Giuseppe Pignatone, ndr - lo prendeva sottobraccio, notando una certa confidenza, che può derivare da una frequentazione non occasionale. Parlo di amicizia, non vorrei essere frainteso. Ma secondo noi costituisce un riscontro che tra i nuclei familiari c’era confidenza». Poi, il Procuratore ha parlato di un immobile comprato dalla moglie di Pignatone ad un prezzo considerato troppo basso: «Pignatone afferma che ha pagato 20 milioni in nero, al capo mandamento Salvatore Buscemi. Non è reato, siamo sotto soglia. Non stiamo parlando di responsabilità penale. Stiamo parlando di inopportunità».»

  10. BulletFrancesco Panasci, Via D'Amelio, spunta un nome pesante nell'inchiesta: cosa sta emergendo, in «Il Moderatore», 10 dicembre 2025.

  11. BulletSilvana Palazzo, Stragi di Falcone e Borsellino, pm: "Mafia-appalti l'ipotesi più`solida" / "Pista nera? Una perdita di tempo", in «Il Sussidiario», 10 dicembre 2025.

  12. BulletGiacomo Amadori, Così l'inchiesta mafia-appalti è stata affossata dal «pasticci» di Pignatone / Le mosse di Pignatone e dei suoi «utili idioti». Così hanno affossato i dossier mafia-appalti, in «La Verità», 11 dicembre 2025. L’acquisto di immobili dei boss da parte del giudice del Papa fu segnalato a Caselli. «Giuseppe Pignatone, un magistrato che ha sfiorato la beatificazione da vivo e che adesso è caduto in disgrazia. Attualmente è indagato con infamanti accuse di vicinanza alle cosche e dalle agiografie che lo aspergevano d’incenso si è passati agli atti giudiziari che, in fase preliminare, hanno sempre il sentore dello zolfo. (...) E il «dottor Morte» dell’inchiesta sarebbe stato Pignatone, il quale, insieme con i suoi famigliari, dai boss in affari con la Calcestruzzi, aveva comprato decine di immobili negli anni Ottanta. Ciò non gli avrebbe impedito di occuparsi dell’indagine, commettendo, a detta dei testimoni, madornali errori procedurali [anche qui come in Vaticano!], che portarono l’inchiesta su un binario morto, con conseguente rapida archiviazione di tre dei quattro manager indagati del gruppo Ferruzzi. (...) A verbale, De Luca obietta che, però, a chiedere il proscioglimento non era stato Pignatone, che non risultava nemmeno «co-assegnatario» del procedimento, bensì lo stesso Saieva , la Boccassini e ad altri due colleghi che Caselli gli aveva affiancato. L’ex pm della Dna ribatte che «quegli atti furono compiuti dal dottor Pignatone […] che era il principale pubblico ministero che si occupava del procedimento». (...) Dunque il documento depositato dalla difesa di Pignatone è un fantasma che aleggia sull’inchiesta. (...) E allora De Luca gli fa notare che l’attuale pg di Cagliari, Luigi Patronaggio, cui era stato coassegnato il fascicolo, ha dichiarato: «Hanno fatto tutto Lo Forte e Pignatone. Io sono stato solo un utile idiota». Pure in questo caso il teste non sa darsi una spiegazione. Resta la sensazione che a Palermo, trent’anni fa, gli «utili idioti» a disposizione di Pignatone fossero più d’uno.»

  13. BulletGaetano Mineo, Il filone mafia-appalti e le stragi. Tutte le ombre del pm De Luca su Scarpinato e Pignatone, in «Il Tempo», 11 dicembre 2025.

  14. BulletFelice Manti, Lo strano silenzio dell'antimafia rossa su De Luca, in «Il Giornale», 11 dicembre 2025. «Neanche una riga sull’intemerata di De Luca in comissione Antimafia, neanche un pezzo in difesa di Pignatone - in passato più volte autore di commenti ed editoriali sul quotidiano fondato da Eugenio Scalfari - né alcun ragionamento sul dossier mafia-appalti, colpevolmente affossato per salvaguardare quella borghesia mafiosa con cui alcuni magistrati facevano affari. D’altronde, il corto circuito è evidente: sono così abituati a fare copia-incolla delle suggestioni giudiziarie che di fronte a una ricostruzione che fa a pezzi trent’anni di narrazione mainstream non sapevano come comportarsi.»

  15. BulletMichela Angelici, Antimafia, il procuratore De Luca in commissione: "Per Via d'Amelio, nessuna pista nera. Mafia e appalti furono concause delle stragi del '92", in «Il Messaggero», 11 dicembre 2025.

  16. BulletGiovanni M Jacobazzi, Stragi di mafia del '92, De Luca smonta la 'pista nera': "Mafia -Appalti concausa della morte di Falcone e Borsellino", in «L'Unità», 12 dicembre 2025.

  17. BulletPapa Leone agli 007: 'Mai usare le informazioni per ricattare', in «Ansa», 12 dicembre 2025. «Sullo sfondo, non possono essere estranei alle parole del Pontefice alcuni casi recenti che hanno lambito anche il Vaticano nel corso del pontificato del suo predecessore Francesco. Dal caso Striano che con una intensa attività di dossieraggio aveva 'attenzionato' anche i protagonisti della vicenda giudiziaria legata alla compravendita del Palazzo di Londra in Sloane Avenue come il cardinale Angelo Becciu». Ohibò! E che dire di quel magistrato italiano e di quell'ufficiale della Guardia di finanza in servizio alla Direzione investigativa antimafia che, a quanto pare in collaborazione con membri dei Servizi segreti (deviati?), hanno effettuato spionaggi e dossieraggi illeciti contro le persone coinvolte nel "processo del secolo" in Vaticano? E chi sono i mandanti dentro il Vaticano? La verità ci farà liberi, ancha dalla malagiustizia! Anche in spagnolo.

  18. BulletCristiana Caricato, Papa Leone all'Intelligence italiana: no a informazioni riservate per ricattare o screditare, in «TG20000», TV2000, 12 dicembre 2025. «Occorre vigilare con rigore affinché le informazioni riservate non siano usate per intimidire, manipolare, ricattare, screditore» (Papa Leone).

  19. Bullet«La Chiesa è vittima di agenzie di intelligence che agiscono con intento malintenzionato e ne reprimono la libertà», ha detto papa Leone.

  20. BulletS.R.T., Leone XIV spegne le polemiche su una udienza controversa. Ai servizi un monito: sì alla cooperazione, no al dossieraggio, in «Silere non possum», 12 dicembre 2025. «Diversi ambienti interni alla Città del Vaticano hanno manifestato perplessità per le criticità etiche e morali che accompagnano, in generale, l’operato dei servizi di intelligence: l’equilibrio tra tutela del bene comune e rispetto della persona, tra sicurezza e rischio di “uso” improprio dell’informazione. In questo quadro si inserisce anche il tema – oggi particolarmente sensibile – del dossieraggio che ha coinvolto, negli anni scorsi, figure di rilievo della Santa Sede, tra cui il cardinale Angelo Becciu ed altri prelati. Un cardinale ha sottolineato, inoltre, che i contatti operativi fra Gendarmeria Vaticana e apparati informativi italiani, nati per finalità di protezione e prevenzione, sono spesso diventati ambigui negli ultimi anni, venendo utilizzati come canali per raccogliere o far circolare informazioni su preti, vescovi, cardinali e personalità vaticane: un terreno scivoloso, dove la fiducia istituzionale rischia di confondersi con dinamiche di pressione, sospetto o controllo interno.»

  21. BulletPapa Leone XIV: "In diversi Paesi la Chiesa è vittima di intelligence che agiscono per fini non buoni", in «Acistampa», 12 dicembre 2025.

  22. BulletSilvia Valente, Papa Leone agli 007: vigilate sull'uso delle informazioni, in «Milano Finanza», 12 dicembre 2025.

  23. BulletSalvatore Cernuzio, Il Papa all'Intelligence italiana: no a informazioni riservate usate per ricattare o screditare, in «VaticanNews», 12 dicembre 2025. Ohibò! E che dire di quel magistrato italiano e di quell'ufficiale della Guardia di finanza in servizio alla Direzione investigativa antimafia che, a quanto pare in collaborazione con membri dei Servizi segreti (deviati?), hanno effettuato spionaggi e dossieraggi illeciti contro le persone coinvolte nel "processo del secolo" in Vaticano? E chi sono i mandanti dentro il Vaticano? La domanda è ormai imbarazzante, in Italia come in Vaticano: chi deve cercare la verità, se le persone sospette, coloro che si comportano in modo equivoco o losco, sono i magistrati e i membri delle forze dell'ordine (Diddi, Pignatone, De Santis, Striano, Laudati, Cafiero De Raho, Natoli, Scarpinato...)? Se la giustizia vaticana non vorrà dire la verità, lo farà la storia. La verità ci farà liberi, anche dalla malagiustizia!

  24. BulletGiacomo Camella, Papa Leone agli 007 italiani: "Mai usare informazioni per ricatti o intimidazioni", in «Alanews», 12 dicembre 2025.

  25. Bullet Franca Giansoldati, Leone XIV agli 007: «Seguite sempre l'etica, evitate dossieraggi su ministri, prelati, giornalisti», in «Il Messaggero», 12 dicembre 2025. «Leone XIV non manca di richiamare gli apparati di sicurezza al rispetto della dignità della persona umana. Il che significa non oltrepassare il limite del consentito perchè «le informazioni riservate non siano usate per intimidire, manipolare, ricattare, screditare il servizio di politici, giornalisti o altri attori della società civile. Tutto ciò vale anche per l’ambito ecclesiale. Infatti, in diversi Paesi la Chiesa è vittima di servizi di intelligence che agiscono per fini non buoni opprimendone la libertà. Questi rischi vanno sempre valutati ed esigono un’alta statura morale in chi si prepara a svolgere un lavoro come il vostro e in chi lo svolge da tempo». Un passaggio che fa subito venire in mente il caso Striano, al centro di una inchiesta, dove affiora proprio l'attività illegale di un finanziere attraverso accessi abusivi e dossieraggi interni alla Direzione Antimafia, raccogliendo oltre 10.000 file. Tutti fascicoli riservati, archiviati o ancora in corso, su calciatori, ministri, imprenditori, giornalisti, vip e persino ecclesiastici. In quest'ultimo caso sarebbero emersi persino legami che portano dritti al processo vaticano sul palazzo di Londra e al cosiddetto caso Becciu. Striano si sarebbe mosso dentro lo Stato pontificio con grande scioltezza ed era pure titolare della tessera che normalmente consente di avere acceso a benefit riservati ai dipendenti o ai residenti vaticani.»

  26. BulletSalvo Sottile, Carmine Gazzanni e Claudia Carotenuto, Stragi di magia: i colleghi che isolarono Falcone e Borsellino, in «Farwest», Rai3, 12 dicembre 2025. Ascoltate bene, vi prego, e facciamo sapere al mondo chi è GIUSEPPE PIGNATONE, il giudice – ricattabile! ricattato? – di papa Francesco, che ha condannato un innocente senza un briciolo di prova e anzi permettendo al pdg Alessandro Diddi di occultare le prove dell'innocenza del card. Becciu. Una macchia indelebile sulla storia della Chiesa! «L’accusa è di favoreggiamento alla mafia in merito a un’indagine del ‘91 sui rapporti tra cosa nostra e il gruppo Ferruzzi di Raoul Gardini. (…) riguarda l’ex megistrato Giuseppe Pignatone: “La Famiglia del giudice si è comprata un mare di case dall’immobiliare Raffaello, la società in cui c’erano proprio Bonura, Piazza e Salvatore Buscemi, tutte persone di spicco di cosa nostra che secondo alcuni pentiti facevano parte di una loggia massonica”. “Si tratta di un’immobiliare dove se si riuniscono i soci è una riunione di cosa nostra, cioè una riunione di questa società può comportare un arresto in flagranza per associazione mafiosa”. (…) Non solo Pignatone ha comprato diversi immobili da costruttori mafiosi, c’è di più: «Ha pagato 20 milioni in nero. Un’evasione fiscale fatta con il capo mandamento (…) Buscemi Salvatore, conclamato con sentenza irrevocabile. (…) “Pignatone ne esce massacrato”. (…) Ma non è tutto: emergono altri legami che riguardano il padre di Pignatone: “Risulta avere come testimone di nozze il defunto onorevole Volpe, indicato quale un collegamento fra mafia e politica nella provincia di Caltanissetta. Sempre il padre avrebbe tenuto un comizio cui si è esaltava la virtù della mafia diversa dalla delinquenza”. Il padre di Pignatone era un personaggio di rilievo all’epoca, deputato della DC e poi presidente dell’ESPI, l’ente siciliano per la promozione industriale, che controllava a sua volta la SIRAP. “Sirap che è la protagonista di mafia e appalti. (…) Nonostante questo però il dottore Pignatone non ha ritenuto opportuno astenersi quanto meno nel filone mafia e appalti, dove vi era l’alta probabilità che emergessero non reati, ma fatti riguardanti il padre. A noi pare che questa situazione che noi riteniamo di assoluta inopportunità, in cui hanno esercitato le loro funzioni rispettivamente il procuratore Giammanco e il dottore Pignatone abbia contribuito e grandemente a sovraesporre sia Giovanni Falcone che Paolo Borsellino. Un magistrato prima lo si isola, lo si sovraespone e poi lo si uccide: lo diceva anche Giovanni Falcone”.» Su Raiplay.

  27. BulletLa musica torna con Leone XIV, «una Chiesa senza opposizione», discreto giubileo delle spie, Becciu che benedice, la burocrazia sinodale, ‘tuchadas’, l’arcivescova che copre, nozze di Conor McGregor in Vaticano, conventi in vendita, Guadalupe, con Venezuela, in «Infovaticana», 13 dicembre 2025.

  28. BulletPapa Leone XIV agli 007: "Seguite sempre l'etica, evitate dossieraggi su ministri, prelati, giornalisti", in «Corriere del Giorno», 14 dicembre 2025. «Leone XIV con questa constatazione non ha mancato di sollecitare gli apparati di sicurezza al rispetto della dignità della persona umana. Il che “significa non oltrepassare il limite del consentito perchè «le informazioni riservate non siano usate per intimidire, manipolare, ricattare, screditare il servizio di politici, giornalisti o altri attori della società civile. Tutto ciò vale anche per l’ambito ecclesiale. Infatti, in diversi Paesi la Chiesa è vittima di servizi di intelligence che agiscono per fini non buoni opprimendone la libertà. Questi rischi vanno sempre valutati ed esigono un’alta statura morale in chi si prepara a svolgere un lavoro come il vostro e in chi lo svolge da tempo”.  Un passaggio questo che ha riportato alla mente il “caso Striano”, al centro di una inchiesta, dove affiora proprio l’attività illegale di un finanziere attraverso accessi abusivi e dossieraggi interni alla Direzione Nazionale Antimafia, raccogliendo oltre 10.000 file. Tutti fascicoli riservati, archiviati o ancora in corso, su calciatori, ministri, imprenditori, giornalisti, vip e persino ecclesiastici. In quest’ultimo caso sarebbero emersi persino legami che portano dritti al processo vaticano sul palazzo di Londra e al cosiddetto caso Becciu. Striano si sarebbe mosso dentro lo Stato pontificio con grande scioltezza ed era persino titolare della tessera che normalmente consente di avere acceso a benefit riservati ai dipendenti o ai residenti vaticani.»

  29. BulletFelice Manti, Crolla "Gotha", figuraccia di de Raho, in «Il Giornale», 14 dicembre 2025.

  30. Bullet Franca Giansoldati, Vaticano, Fari puntati sulla Cassazione, il 9 gennaio anche il cardinale Zuppi è chiamato a decidere se il Promotore Diddi va ricusato, in «Il Messaggero», 14 dicembre 2025. «La ricusazione [del promotore di (in)giustizia Alessandro Diddi] è da tutti vista come una sorta di test sulla effettiva indipendenza del collegio giudicante, ed era stata chiesta a settembre dalle difese degli imputati quando avevano sollevato la incompatibilità di Diddi per una serie di intercettazioni emerse in primavera e dalle quali affiorava che, in primo grado, l'allora pm sarebbe stato a conoscenza delle manipolazioni rese dal principale testimone d'accusa, monsignor Alberto Perlasca. In pratica pesano come macigni i messaggi (sono migliaia) intercorsi tra la pr Francesca Chaouqui e Genoveffa Ciferri, le due donne che, tra le pieghe di questa vicenda ingarbugliata, avrebbero ispirato su differenti livelli il memoriale redatto da Perlasca, il principale accusatore del cardinale Becciu. In particolare, stando al testo della ricusazione, Chaouqui, avrebbe manipolato il monsignore (per il tramite di Ciferri), agendo dietro le quinte e in contatto con il Promotore di Giustizia, Diddi. (...) Leone XIV poco prima dell'avvio del processo d'appello aveva fatto sapere che non aveva alcuna intenzione di interferire lasciando ai giudici d'appello e agli avvocati della difesa il compito di arrivare alla conclusione. L'uso del verbo “interferire” scelto dal pontefice stava a sottolineare che stavolta avrebbe parlato solo il Diritto Canonico. Praticamente il contrario di quanto è accaduto in primo grado a causa dell'interventismo massiccio e reiterato del pontefice precedente. Francesco, infatti, era arrivato persino a firmare, a indagini aperte, quattro decreti (inizialmente tenuti segreti) per assegnare al Promotore di Giustizia totale carta bianca in materia di intercettazioni, misure cautelari e libertà nel visionare il materiale sequestrato. (...) ... illustri canonisti, per esempio la professoressa Geraldina Boni, hanno sempre concordato sul fatto che in Vaticano non si è svolto un giusto processo perchè gli imputati non sono mai stati messi a conoscenza di tutto il materiale. Uno dei più autorevoli commentatori americani, John Allen ha di recente sottolineato su Crux quanto questo «brutto pasticcio» sia costellato da «irregolarità procedurali» alle quali si sono aggiunti anche altri elementi bizzarri. «Il Promotore è accusato di collusione con due losche signore che manipolavano la testimonianza del testimone chiave!». Non solo. Allen faceva presente al mondo cattolico americano che il presidente del tribunale vaticano di primo grado, Giuseppe Pignatone è nel frattempo finito sotto inchiesta in Sicilia per presunti legami con la mafia. «Il processo sul Palazzo di Londra che avrebbe dovuto rappresentare una svolta sotto il pontificato di Papa Francesco, in nome di una maggiore trasparenza e responsabilità, si è trasformato invece, almeno nell’immaginario collettivo, in qualcosa che si avvicina alla farsa giudiziaria».
  31. BulletMontserrat Gas-Aixendri, GERALDINA BONI, MANUEL GANARIN, ALBERTO TOMER, Il «processo Becciu». Un’analisi critica, Bologna, Marietti 1820, 2025, pp. 256 (Montserrat Gas-Aixendri) (recensione), in «Ius Ecclesiae», 37, 2, 2025, pp. 711-715.

  32. BulletAntonio Pagliano, Omicidio Borsellino. Le ombre sul "nido di vipere" che screditano ancor di più gli "eroi della magistratura", in «Il Sussidiario», 16 dicembre 2025.

  33. BulletD.E.V., d.L.C. e M.P., La verità su CL. Il bersaglio, il Papa e la regia nascosta, in «Silere non possum», 16 dicembre 2025. «Su questo terreno, una parte dell’informazione “di retroscena” si salda con ambienti ecclesiastici interessati a delegittimare leadership e figure ritenute concorrenti o ostili. Non è un dettaglio: è un metodo. Ed è dentro questo metodo - tra pressione mediatica, suggestioni, ricostruzioni orientate e contatti costruiti a monte - che matura la stagione dei dossier e delle campagne contro singoli prelati»

  34. BulletMaría Rabell García e Ramón Balmes, «El Gobierno del Papa tiene límites establecidos por la ley natural, la fe y la estructura de la Iglesia», in «El Debate», 17 dicembre 2025. Cosa manca? Cosa va migliorato in Vaticano? Il rispetto di diritti fondamentali come quello alla presunzione d'innocenza e quello al giusto processo. Eh, già! «Pero en el ámbito de la justicia hay siempre que progresar y afinar más en sentido positivo, en el sentido de respetar mejor los derechos fundamentales de los fieles, que en el fondo es el auténtico modo de vivir esa expresión tan utilizada de la sinodalidad. Es necesario progresar siempre en respeto por los derechos de las personas, por ejemplo, en el derecho de los acusados, en la presunción de inocencia y en la correcta observancia de los procedimientos que son garantía de justicia.» «El Gobierno del Papa no es ilimitado. Tiene límites establecidos por la ley natural, la fe y la estructura de la Iglesia. Precisamente por eso, su poder se funda en la autolimitación en el ejercicio del gobierno. Además, el oficio del Papa es episcopal y, como todo cargo episcopal, debe ejercerse pastoralmente, en función del fin y de la naturaleza de la Iglesia y en comunión y colegialidad con los demás obispos, como establece el Concilio Vaticano II.» Sulle modifiche legislative adottate per il "caso Becciu" (e solo per esso):  «En ese contexto, al parecer, se pidió al Papa Francisco que incorporara esas nuevas facultades a la ley de procedimiento vigente en el Vaticano y, lo que a mi entender señalan algunas voces, es que eso no se llevó a cabo con la necesaria claridad y transparencia»  (Monseñor Juan Ignacio Arrieta).

  35. BulletDal covo di Riina al caso Ilardo: le anomalie delle indagini antimafia, in «La Valle dei Templi», 18 dicembre 2025. «quando si rese conto che l’irruzione da parte dei suoi colleghi dei Ros di Mori non sarebbe avvenuta quel giorno, avvisò telefonicamente il Magistrato della Procura di Palermo dott. Pignatone il quale, su incarico del Dott. Caselli, seguiva l’operatività di Riccio e il suo infiltrato Ilardo. Il giorno dopo, Riccio, si recò personalmente da Pignatone a Palermo e lo mise al corrente di quello che era accaduto il giorno prima e cioè che Ilardo aveva incontrato Provenzano. In quell’occasione Pignatone chiese a Riccio chi avrebbe dovuto eseguire la cattura e Riccio rispose che se ne sarebbero occupati i colleghi del ROS. Riccio non si limitò a questo: redasse almeno due relazioni di servizio in cui esponeva l’accaduto, indicando anche i numeri di targa e i nomi dei soggetti che avevano accompagnato Ilardo all’incontro con Provenzano. Tra questi figurava il veterinario Giovanni Napoli. Nonostante ciò, nessuno fece mai irruzione in quel covo e il Napoli iniziò a essere indagato dalla Procura di Palermo con circa due anni di ritardo. Mi chiedo se il Procuratore dell’epoca sia stato informato tempestivamente, come era dovere dei suoi sostituti, di queste fondamentali novità riferite dal Colonnello Riccio a Pignatone. Nel caso in cui non fosse stato informato, perché non indagò sui suoi sottoposti per le omissioni e il ritardo nelle indagini? Di fatto, fu permesso a Provenzano di restare nel luogo segnalato da Riccio per altri sei lunghissimi anni, come confermato da più collaboratori di giustizia. La domanda che mi pongo è anche perché Pignatone, dopo essere stato informato da Riccio, non obbligò i ROS a effettuare l’irruzione a Mezzoiuso.»

  36. BulletLéon XIV: voici les 8 dossiers qui attendent le Vatican en 2026, in «Cnews», 19 dicembre 2025. La giustizia dev'essere giusta. Altrimenti va denunciata, e ripulita. Chi tace è complice. «Depuis l’ouverture de la procédure en appel, les avocats de la défense ont exercé une forte pression sur le promoteur de justice, Alessandro Diddi, certains allant jusqu’à demander sa récusation. La Cour de cassation, composée de cinq cardinaux et deux juristes laïcs, doit se prononcer sur cette demande d’ici février. Si Alessandro Diddi, accusé par la défense d’avoir été influencé par un tiers lors de son enquête, était écarté, cela renforcerait considérablement les revendications du cardinal Becciu et des autres accusés, qui continuent de proclamer leur innocence.»

  37. BulletLuigi Bisignani, La  rivoluzione morbida ma inesorabile di Leone. Il retroscena di Bisignani, in «Il Tempo», 21 dicembre 2025. «Per non parlare del processo-farsa dinanzi al Tribunale vaticano contro il cardinale Becciu, peraltro già "condannato" da Bergoglio prima del processo, in spregio perfino alla tanto sbandierata misericordia. Ed è forse anche per questo che ora Prevost dovrà intervenire anche per mettere ordine nella Corte di Cassazione vaticana, ridicolizzata negli ultimi anni dalla presenza di cardinali a volte privi di un’adeguata formazione giuridica, a volte in evidente conflitto di competenza.» Mi dispiace tantissimo per papa Francesco, che certamente è caduto nella trappola che gli è stata tesa da chi l'ha ingannato e che poi non ha avuto la forza di uscirne e di rimediare a una brutale ingiustizia.  E mi dispiace per i suoi adulatori, alcuni dei quali mi hanno levato la loro amicizia (amicizia che precedeva il papato di Francesco) e il loro saluto. Ma la verità, non la menzogna, ci farà liberi. E se sbagli è meglio ammetterlo che incaponirti a negare l'evidenza. La misericordia – con la possibilità di sbagliarsi – va concessa anche al Papa. Chi lo trasforma in un essere infallibile (inesistente) non gli fa un piacere. Anche in spagnolo.

  38. BulletVeniamo alla luce! «Noi veniamo al mondo senza decidere, ma poi passiamo attraverso molte esperienze in cui ci è chiesto sempre più consapevolmente di “venire alla luce”, di scegliere la luce.» Nonostante «la reazione di chi teme per il proprio potere, di chi è smascherato nella sua ingiustizia da una bontà che rivela i pensieri dei cuori (... ah, come ricorda la malagiustizia vaticana che ha condannato un innocente!) dovunque nel mondo c’è chi sceglie la giustizia anche se costa» (Leone XIV, 26 dicembre 2025).

  39. BulletValeria Di Corrado, L'inchiesta su Hamas. «I documenti degli 007 non sono prove. L'accusa di terrorismo va dimostrata», in «Il Messaggero», 29 dicembre 2025. La doppia vita del promotore di (in)giustizia vaticano Alessandro Diddi (colui che ha fatto condannare l'innocente cardinale Becciu, senza portare un briciolo di prova e anzi occultando le prove della sua innocenza). Uno schifo! A proposito: Ormai si sa che almeno un magistrato italiano e un ufficiale della Guardia di finanza in servizio alla Direzione investigativa antimafia, a quanto pare in collaborazione con membri dei Servizi segreti (deviati?), hanno effettuato spionaggi e dossieraggi illeciti contro le persone coinvolte nel "processo del secolo" in Vaticano. Indovinate chi sono i mandanti dentro il Vaticano! Una macchia indelebile sulla storia della Chiesa. E del Vaticano dove, contrariamente alle indicazioni di Moneyval, agiscono magistrati che lavorano pure nella giustizia italiana (e difendono presunti mafiosi e terroristi), incorrendo in uno clamoroso conflitto di interessi.

  40. BulletFranca Giansoldati, Papa Leone XIV, la Treccani lo consacra italiano dell'anno per «sobrietà e pacatezza», in «Il Messaggero», 29 dicembre 2025. «Niente figli e figliastri. Le regole con Papa Prevost si applicano e basta. Anche nel campo giudiziario ha fatto filtrare diversi messaggi sul fatto che il diritto canonico dovrà tornare al centro e non finire in un angolo come spesso è stato fatto durante in questi anni, anche sul caso più spinoso tra tutti, riguardante il cardinale Becciu. Un frangente delicatissimo che Leone XIV ha intenzione di trattare con cautela e giustizia. Contrariamente a Francesco Prevost il diritto canonico lo conosce bene avendo fatto un dottorato all'Angelicum, ed avendolo sempre applicato durante gli anni alla guida degli Agostiniani. Prima del conclave - alle riunioni preparatorie dei cardinali - ha preso certamente nota di tutte le lamentele affiorate sulla gestione accentratrice di Francesco che prendeva decisioni in modo personalistico, spesso manifestando un potere assoluto, in taluni frangenti senza limiti, altre volte palesemente influenzato da una ristretta cerchia di persone, il cosiddetto “cerchio magico”. Chi conosce Prevost assicura che questo rischio non c'è, tanto per cominciare non sembra avere paura di decidere, inoltre il suo modo di agire pacato, sinodale e conciliante riuscirà a costruire un consenso esteso. Del resto basta vedere con quanti voti è stato eletto – pare abbia toccato il tetto dei 115 – praticamente una maggioranza bulgara.  “Quando vede una verità, non ha mai avuto timore a difenderla” ha assicurato il padre agostiniano Alejandro Moral Antón, suo amico da lunghi anni.» Bene, non ci aspettiamo di meno! Anche in tedesco.

  41. Bullet2026: les mutations se poursuivront au Vatican, in «Cath.ch», 31 dicembre 2025. «Depuis l’ouverture de la procédure en appel, les avocats de la défense ont exercé une forte pression sur le promoteur de justice, Alessandro Diddi, certains allant jusqu’à demander sa récusation. La Cour de cassation, composée de cinq cardinaux et deux juristes laïcs, doit se prononcer sur cette demande d’ici février. Si Alessandro Diddi, accusé par la défense d’avoir été influencé par un tiers lors de son enquête, était écarté, cela renforcerait considérablement les revendications du cardinal Becciu et des autres accusés, qui continuent de clamer leur innocence.»

  42. Bullet Per quanto in modo laconico, Alberto Melloni evidenzia il ridicolo della posizione di Alessandro Diddi, il promotore di (in)giustizia vaticano che non ha mai dimostrato nessuna delle sue accuse contro il cardinale Becciu, ottenendo però da parte di un giudice indagato per favoreggiamento alla mafia (e quindi ricattabile) la condanna predeterminata di un innocente. E indovinate chi si è servito di strumenti illeciti e di organismi investigativi non autorizzati di stati esteri?
  43. BulletFabrizio Cicchitto, L'Anm ha occupato il CSM, trasformando una sede costituzionale in un potere arbitrario, in «Il Dubbo», 2 gennaio 2025. RICATTABILE! RICATTATO? Toh, lo stesso Giuseppe Pignatone che è indagato per favoreggiamento alla mafia. Toh, lo stesso Giuseppe Pignatone che ha comprato case da mafiosi pagando in parte in nero. Toh, lo stesso giudice Giuseppe Pignatone che ha condannato un innocente in Vaticano senza un briciolo di prova e anzi permettendo al pdg Diddi di occultare le prove della sua innocenza.  «A quel punto c’è stato lo tsunami. Palamara e’ stato indagato per una corruzione inesistente, che però ha consentito di mettere nel suo telefonino il trojan e quindi di intercettarlo a correnti alternate da parte della Guardia di Finanza di Roma (quando parlava con Pignatone le intercettazioni venivano interrotte).»

  44. BulletLuca Fazzo, "L'asse Ranucci-pm è un pericolo per la democrazia. No alle sua minacce", in «Il Giornale», 5 gennaio 2026. «... il procuratore De Luca ci ha raccontato che un'altra icona dell'antimafia come il procuratore Pignatone comprava casa da un capomandamento di Cosa Nostra pagandola in nero, e non ho visto un riga...»

  45. BulletDamiano Aliprandi, La pista nera delle stragi di mafia: l'ennesima illusione di Report, in «Il Dubbio», 5 gennaio 2026. Un'altra macchinazione di Report, la trasmissione che ha diffuso le calunnie di Nicola Giampaolo sull'innocente card. Becciu? Che Ranucci intenda proteggere il giudice Pignatone, indagato per favoreggiamento alla mafia e ricattabile, che ha fatto comodo alla sua ingiusta causa?

  46. BulletDamiano Aliprandi, Quella telefonata fantasma di Bruno Contrada sulla pista nera, in «Il Dubbio», 6 gennaio 2026.

  47. BulletAndrea Gagliarducci, Leone XIV, quali le riforme in vista?, in «Acistampa», 7 gennaio 2026. «... si attende il 9 gennaio la decisione della Cassazione vaticana (anche questa, riformata da Papa Francesco, e attualmente composta da un collegio dei cardinali Farrell, Zuppi, Lojudice e Gambetti) riguardo la ricusazione del Promotore di Giustizia Alessandro Diddi richiesta dai difensori degli imputati al processo di appello sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato

  48. BulletRita Cavallaro, Caso Striano, si aggrava la posizione dei cronisti: "Interrogateci", in «Il Giornale», 9 gennaio 2026.

  49. BulletGaetano Mineo, Dossieraggio, terremoto istituzionale sul caso Report. La proposta del Tempo: via a una commissione d'inchiesta, in «Il Tempo», 9 gennaio 2026.

  50. BulletFelice Manti, "Via Diddi dall'Appello". Sono i giorni decisivi alla Cassazione vaticana, in «Il Giornale», 10 gennaio 2026. La Corte di Cassazione del Vaticano – tre cardinali e due giudici applicate, non tutti senza conflitti d'interesse – ama la verità o le antepone la ragion di Stato? Lo sapremo presto. «Chat con persone estranee al processo, dossier confezionati su misura per "salvare" il vero responsabile delle decisioni, anche grazie a una serie di norme (segrete) cambiate in corsa su intercettazioni e segreto istruttorio pur di ottenere la condanna di monsignor Angelo Becciu dal tribunale vaticano presieduto da Giuseppe Pignatone. Sono passate le 20 quando è chiaro a tutti che la Cassazione del Vaticano si è presa - un po' a sorpresa - qualche giorno in più per decidere se ricusare il Promotore di Giustizia vaticana Alessandro Diddi ed escluderlo dal processo di appello per il processo sulla compravendita di un palazzo a Sloane Avenue a Londra in cui è stato condannato Becciu. Una vicenda che ha segnato il pontificato di Bergoglio e ha condizionato il Conclave che ha eletto Leone XIV. Secondo i legali del monsignore sardo, Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, Diddi non può nuovamente rappresentare l'accusa contro Becciu (come prevederebbe il diritto canonico) dopo le rivelazioni contenute in oltre 3mila pagine di chat tra lo stesso Promotore di giustizia, due gendarmi che avrebbero partecipato alle indagini, l'ex analista del Dis Genevieve Ciferri, amica del principale testimone d'accusa monsignor Alberto Perlasca (ex collaboratore di Becciu e colui che avrebbe pianificato l'affare londinese) e la "Papessa" Francesca Chaouqui, nemica storica del cardinale autoesclusosi dal Conclave dopo il caso Vatileaks. Dalla lettura di queste conversazioni - secretate e tenute nascoste alle difese - emerge chiaramente che la stessa testimonianza di Perlasca e molte delle accuse a Becciu (mai pienamente dimostrate nella sentenza di condanna per peculato a 5 anni e sei mesi) sarebbe state concertate e che le due donne erano in possesso di informazioni riservate che solo gli inquirenti potevano conoscere, tanto che agli occhi di numerosi osservatori come l'esperta di Diritto canonico Geraldina Boni, il processo a Becciu sarebbe stato tutt'altro che "giusto". (...) Non aiutano neanche le ombre su Pignatone, accusato di aver favorito la mafia. Se Diddi venisse ricusato sarebbe l'ennesimo affondo contro un processo che, anziché restituire l'immagine di un Vaticano trasparente, ne ha ulteriormente affossato la credibilità.» Anche in spagnolo.

  51. BulletLeone XIV con i giovani di Roma e i volontari del giubileo, anno santo francescano, il concistoro termina negli abusi, illegali in Spagna, la giustizia del Vaticano, Parolin e Maduro, Venezuela, ¿un Papa Anti Trump?, rivolta in Persia, tre anni senza Pell, in «Infovaticana», 11 gennaio 2026. «Il Vaticano sconvolto dal caso Becciu. La Corte di Cassazione del Vaticano ha impiegato alcuni giorni in più per decidere se impugnare il promotore di giustizia vaticano, Alessandro Diddi, ed escluderlo dal processo Becciu. Un groviglio di pratiche elaborate su misura per «salvare» il vero responsabile delle decisioni, grazie a una serie di norme (segrete) modificate sul momento in relazione alle intercettazioni telefoniche e alla riservatezza dell’indagine. Questa faccenda ha segnato la fine del pontificato del Papa Francesco e ha influenzato il Conclave che ha eletto Leone XIV. Agli occhi di numerosi osservatori che seguono il caso con interesse, il processo Becciu è stato tutto tranne che «giusto». Già sappiamo che il sistema giudiziario del Vaticano non si può paragonare nemmeno lontanamente agli cosiddetti stati di diritto moderni. Il Papa Leone, a differenza del suo predecessore, ha già dichiarato che non desidera interferire nella decisione: «quella è compito dei giudici d’appello e degli avvocati difensori». Essendo l’autorità ‘suprema’ in Vaticano ‘non può non intervenire’, persino la dichiarata decisione di non intervenire è una forma di intervento. Le ombre che circondano Pignatone, il giudice della prima parte del processo, accusato di collaborare con la mafia, non aiutano nemmeno. Siamo ancora molto lontani dal restaurare l’immagine di un Vaticano trasparente, che con questo processo ha minato ulteriormente la sua credibilità.» Anche in inglese. E in spagnolo. E in portoghese. E in francese.


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