Clicca sulla casella che ti interessa

Clicca sulla casella che ti interessa
Sul sistema giudiziario vaticano (prima parte)
«Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati?» (Agostino, De Civitate Dei, cap. IV, 4).
Partendo da due casi narrati nel libro di Daniele e nel vangelo di Giovanni, papa Francesco spiega cos’è la corruzione della giustizia: quella «che era nei giudici di ambedue i casi», sia con l'innocente Susanna sia con la donna adultera, perché «in ambedue i casi i giudici erano corrotti», tanto contro un'innocente quanto contro una peccatrice. Del resto «sempre ci sono stati nel mondo giudici corrotti» e «anche oggi in tutte le parti del mondo ce ne sono». Da parte loro, i corrotti «credono che fanno bene le cose così, si credono con impunità», ha rimarcato Francesco. A Susanna, i giudici dicono: «o fai questo o faremo una falsa testimonianza» contro di te. «Non è il primo caso che nella Bibbia appaiono le false testimonianze», ha affermato il Papa. «Pensiamo a Nabot, quando la regina Gezabele combina tutta quella falsa testimonianza; pensiamo a Gesù, che è condannato a morte con falsa testimonianza; pensiamo a santo Stefano». Ma, ha avvertito il Pontefice facendo riferimento al passo evangelico di Giovanni, «sono corrotti anche i dottori della legge che portano questa donna — scribi, alcuni farisei — e dicono a Gesù: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adultèrio. Ora Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”». E «anche questi sono giudici». Gli anziani, con Susanna, «avevano perso la testa lasciando che la lussuria si impadronisse di loro». Costoro, invece, «avevano perso la testa facendo crescere in loro un’interpretazione della legge tanto rigida che non lasciava spazio allo Spirito Santo: corruzione di legalità, di legalismo, contro la grazia». «E poi c’è la quarta persona, Gesù: la pienezza della legge», ha spiegato Francesco. E «lui si incontra come maestro della legge davanti a questi che sono maestri della legge: “Tu che ne dici?” gli domandano loro». Ai «falsi giudici che accusavano Susanna» Gesù risponde così «per bocca di Daniele: “Stirpe di Canaan e non di Giuda, la bellezza ti ha sedotto, la passione ti ha pervertito il cuore! Così facevate con le donne d’Israele ed esse per paura si univano a voi”». E «all’altro gli dice: “O uomo invecchiato nel male! Ecco, i tuoi peccati commessi in passato vengono alla luce, quando davi sentenze ingiuste, opprimendo gli innocenti e assolvendo i malvagi”». «Questa è la corruzione di questi giudici» ha proseguito il Pontefice in riferimento al passo dell’Antico testamento. Invece «agli altri giudici Gesù dice poche cose: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”». In conclusione il Papa ha invitato a pensare a «questa strada, alla malvagità con la quale i nostri vizi giudicano la gente», perché «anche noi giudichiamo nel cuore gli altri» (sintesi della meditazione mattutina di papa Francesco, 3 aprile 2017).
L'operato del Promotore di (In)Giustizia Alessandro Diddi nel "processo del secolo" è connotato da una serie impressionante di negligenze e lacune (abbagli, granchi, errori, omissioni e gravi pecche), nel migliore dei casi. Ma nel sistema giudiziario del Vaticano – dove non vige una conquista della civiltà moderna come la separazione dei poteri – si sono visti anche imbeccamenti calunniosi a certa stampa, «macroscopiche e sconcertanti trasgressioni dei capisaldi elementari del giusto processo» (Geraldina Boni), leggi modificate a procedimento in corso (sempre in sfavore degli imputati: rescripta che «si sono rivelati ingiusti e irrazionali», sempre Boni), magistrati dell'accusa che non obbediscono al giudice, video di testimonianze censurati, verbali pieni di omissis, testimoni che ammettono d'essere stati manipolati (senza che si approfondisca per capire da chi e perché), interrogatori calendarizzati e poi cancellati, messaggi chat tenuti nascosti, una pregiudicata che muove le pedine a proprio piacimento, promotori di giustizia indegni che non ne azzeccano una, giudici che approvano senza battere ciglio... E intollerabili interventi censori sul materiale probatorio. PERCHÉ? Cosa nasconde il Tribunale vaticano? La cosa più grave – a mio parere – è accaduta nel gennaio del 2023: i Giudici, dopo averlo calendarizzato, hanno inspiegabilmente cancellato l'interrogatorio della Chaouqui previsto per il 16 febbraio 2023 (già spostato una volta), nonché il confronto Chaouqui-Ciferri, richiesto dalle difese. In un articolo del 14 gennaio 2023 si legge un'affermazione di Chaouqui, mossa evidentemente da odio: «Io e il papa abbiamo un nostro modo di comunicare informazioni, e non lo spiegherò nei dettagli certo a voi» (QUI). Parlava ai giornalisti che aveva convocato per il suo show, ma… in tribunale non si potrebbe pretendere che spieghi questo “modo di comunicare”? Chi faceva da tramite tra Chaouqui e il papa Francesco? Forse la stessa persona che gli portò l'«Espresso» prima ancora che arrivasse nelle edicole? COME MAI il Promotore di (In)Giustizia Diddi ha nascosto 120 su 126 messaggi intercorsi tra la Chaouqui e la Ciferri? E COME MAI i documenti pontifici e il materiale riservato della Santa Sede detenuti abusivamente dalla Chaouqui, trovati durante una perquisizione effettuata dalla Guardia di Finanza di Roma nel dicembre del 2020, non hanno ancora avuto conseguenze sul piano giuridico? Le contraddizioni emerse sono davvero troppe ed è necessario che tutte le parti dispongano integralmente dei verbali di Perlasca e di tutti i messaggi inoltrati dalla Ciferri, com'era necessario che potessero interrogare approfonditamente la Chaouqui, onde far emergere i retroscena e le motivazioni rancorose delle sue montature. Se non adempie le condizioni minime per il giusto processo, la Giustizia vaticana dimostra di non amare la verità e perde la propria credibilità. E quanto sia importante essere credibili l'ha testimoniato con la vita un magistrato serio e beato: Rosario Livatino. Nel febbraio 2023 papa Francesco ha detto ai magistrati che bisogna «evitare il rischio di "confondere il dito con la luna": il problema non sono i processi, ma i fatti e i comportamenti che li determinano». In questo modo si presume però che quei comportamenti e quei fatti siano veri, contraddicendo ciò che più volte il Papa stesso ha sostenuto in altri contesti, vale a dire che la presunzione di innocenza fino a prova contraria è un diritto umano fondamentale e fa parte delle «armi legali di garanzia. [...] Perché se iniziamo a uscire da quelle garanzie, la giustizia diventa molto manipolabile». Ma se la luna non c'è? Non è forse il senso stesso dei processi quello di verificare se le accuse ipotizzate nel rinvio a giudizio sono vere o false, se sono fondate sulla realtà o su una messinscena? Se bastasse l'esistenza di un processo per dedurre che fatti e comportamenti sono reali, allora non sarebbe nemmeno necessario aspettarne l'esito, sarebbe una perdita di tempo, visto che tutto è già "chiaro" prima; allora Gesù era colpevole a prescindere, e non c'è nulla da discutere, tanto più che era accusato dalla più alta autorità religiosa dell'epoca. Ma CHI ha scritto quel discorso a papa Francesco?, il quale solo poche settimane prima aveva chiarito lucidamente: «... guardatevi da coloro che creano l’atmosfera per un processo, qualunque esso sia. Lo fanno attraverso i media in modo tale da influenzare coloro che devono giudicare e decidere. Un processo deve essere il più pulito possibile, con tribunali di prima classe che non hanno altro interesse che salvare la pulizia della giustizia». E allora, COM'È POSSIBILE ciò che è accaduto nell'Ufficio del Promotore di (In)Giustizia negli ultimi anni? E negli stessi giorni in cui è stata pronunciata la sentenza sul "caso Becciu" sono stati rimpolpati gli stipendi dei magistrati vaticani.
Un magistrato dev’essere come la moglie di Cesare: non solo deve essere onesto, ma anche sembrare onesto. Di più, non solo deve essere corretto, ma non deve lasciare dubbi sulla sua correttezza: non è possibile che un magistrato, disobbedendo al Giudice, tenga nascosto materiale probatorio in un processo; non è possibile che ritagli i video degli interrogatori e oscuri le testimonianze con “omissis” distribuiti a proprio piacimento; non è possibile che protegga testimoni che hanno manipolato o che sono stati manipolati per incastrare altre persone; non è possibile che nasconda 120 su 126 messaggi che gli sono stati inoltrati perché venissero resi noti alla Giustizia; non è possibile che usi strumentalmente la stampa amica o cooptata per mettere alla gogna persone che avrebbero diritto a un giudizio equo ed equilibrato; non è possibile che tratti gli inquisiti in modo differente, portandone alcuni a giudizio e ignorando i reati degli altri, a seconda delle convenienze o dei suoi teoremi precostituiti. Non è possibile, insomma, che sussista neanche il dubbio o l’impressione che abbia nascosto o manipolato la verità, anziché portarla alla luce. E che per cotanta prestazione gli sia stato alzato lo stipendio! E invece, mentre Perlasca – definito da Diddi «incapace e inetto» (il capo dell'Ufficio amministrativo del Vaticano!) – (ri)diventa promotore di giustizia, nella primavera 2024 viene introdotta una sorta di impunità per i magistrati! Chi ha orecchi per intendere tragga le conseguenze. Ne va della credibilità della Chiesa Cattolica, non solo del Vaticano. E intanto:
1) Il Papa legifera anche in Italia (contra legem)? Nel marzo del 2024 scoppia lo "scandalo dossieraggio": emerge che nel luglio del 2019 – nello stesso mese in cui papa Francesco con il secondo dei quattro "rescripta" (modifiche alla legislazione, ovviamente vaticana, adottate unicamente per questo procedimento contro Becciu, in deroga alle comuni regole del processo stabilite per legge!) autorizzò lo IOR e l’ufficio del promotore di giustizia ad adottare strumenti tecnologici di intercettazione contro i «soggetti le cui attività di comunicazione siano ritenuti utili per lo svolgimento delle indagini» (e ciò «con il più assoluto riserbo» e con «le modalità più adeguate per l’acquisizione, utilizzazione e conservazione delle prove raccolte») – Pasquale Striano, luogotenente della Guardia di Finanza italiana in servizio alla Procura nazionale antimafia italiana, effettuò accertamenti non autorizzati (quindi illegittimi) contro varie persone coinvolte nel cosiddetto "processo del secolo" in Vaticano; all'operazione avrebbero partecipato anche un magistrato, Antonio Laudati, e membri dei Servizi segreti (deviati?). Il procuratore di Perugia Raffaele Cantone l'ha definito «un verminaio» e pare che dati segreti siano stati forniti – sempre illegalmente – a Servizi stranieri. Anche a quelli del Vaticano, dove – contrariamente alle indicazioni di Moneyval – agiscono magistrati che lavorano/hanno lavorato pure nella giustizia italiana? La domanda diventa fondamentale: CHI SONO I MANDANTI? Chi era a conoscenza di quel "rescriptum" tenuto segreto? Chi in quel momento sapeva che i promotori di giustizia stavano indagando su Becciu? Erano davvero pochissime persone...! E chi di loro poteva intrattenere un contatto (diretto o indiretto) con Striano? Suvvia, non dovrebbe essere difficile trovare la verità. A meno che chi dovrebbe cercare la verità... la voglia in realtà nascondere. Diddi ora dovrebbe indagare sui mandanti in Vaticano... con UN CONFLITTO DI INTERESSE GRANDE COME UNA MONTAGNA!
2) Come se non bastasse, nell'estate del 2024, quando il Tribunale sta ancora scrivendo le motivazioni della sentenza contro Becciu, emergono intrecci sconcertanti; mentre il promotore di (in)giustiza Diddi difende presunti mafiosi e criminali assortiti, il Presidente del Tribunale Giuseppe Pignatone – anche lui pagato con l'Obolo di San Pietro – risulta indagato dalla Procura di Caltanissetta per favoreggiamento alla mafia e per aver comprato delle case in nero dai mafiosi. Prima di morire, il giudice Paolo Borsellino definì la Procura di Palermo «un nido di vipere»; e profetizzò: «Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia. La mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno i miei colleghi e altri». A chi si riferiva? Chi erano le vipere tra i colleghi di Borsellino? Nessuno sia considerato intoccabile! «La giustizia è una cosa divina, peccato che sia affidata agli uomini», ha detto Pignatone; e come dargli torto? Pignatone è ricattato o ricattabile dalla mafia? Con quale credibilità ora il giudice Pignatone può argomentare la condanna contro un imputato distrutto da una campagna stampa di diffamazione senza precedenti e che presenta tutte le caratteristiche del mascariamento? Un indagato per favoreggiamento alla mafia non può essere il Presidente del Tribunale vaticano e pronunciare sentenze in nome del S. Padre.
3) Nell'aprile del 2025, con la scoperta delle chat tenute colpevolmente nascoste dal promotore di ingiustizia Diddi (chat presentate in una denuncia all'ONU), emergono le prove del complotto imbastito contro Becciu dal trio Chaouqui-Ciferri-Perlasca, apparentemente con la collaborazione dello stesso Diddi, l'«anello debole» della catena (e quindi manipolabile?), il quale mentendo ha sempre detto di non essere stato in contatto con Chaouqui. C'è dietro un loschissimo "do ut des"?
Del resto il cardinale Julián Herranz, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e Presidente emerito della Commissione Disciplinare della Curia Romana, aveva già rilevato il rischio legato a questa magistratura: «Un fatto che per esempio danneggia o può danneggiare l’indipendenza della funzione del Papa, e causa pregiudizio all’immagine della Chiesa e del Pontificato, è la fuga di notizie relative a comportamenti delittuosi ancora nella fase istruttoria o sotto processo. Queste fughe, in se stesse illecite, possono risultare ingiustamente ingiuriose per alcune persone, e mettere in pericolo – creando pressioni e divisioni nell’opinione pubblica – l’indipendenza del processo giudiziario. In questo modo si cade nel vizio della corruzione che in alcuni Paesi oggigiorno coinvolge la funzione giudiziaria (paesi anche di famosa tradizione giuridica) e porta alla dipendenza dai poteri mediatici, politici e finanziari della società civile. Il fatto, inoltre, che i tribunali dello Stato Vaticano siano costituiti nella loro maggioranza da giudici e promotori di giustizia procedenti dalla Magistratura di una determinata nazione, fanno dubitare che questo foro sia il più logico e competente per giudicare delitti che per la loro natura afferiscono al bene comune della Chiesa universale e si riferiscono a membri della gerarchia ecclesiastica e organi di governo della Santa Sede».
La domanda è ormai imbarazzante, in Italia come in Vaticano: chi deve indagare e cercare la verità, se le persone sospette, coloro che si comportano in modo equivoco o losco, sono i magistrati e i membri delle forze dell'ordine (Diddi, Pignatone, Striano, Laudati, Cafiero De Raho, Natoli, Scarpinato...)?
Franco Stefanoni, Pignatone: «In Italia la giustizia è strumento di lotta politica», in «Corriere della Sera», 15 dicembre 2017. «Da noi l'avversario non è un naturale interlocutore come vogliono le regole della democrazia, ma è un ostacolo da abbattere.»
Paolo Maninchedda, L'Italia è un Paese pericoloso, in «Sardegna e Libertà», 23 ottobre 2019. «Il problema è che in una società spaccata come la nostra, ormai frammentata da più punti di vista, per una serie di ragioni, la cronaca giudiziaria è un mezzo di lotta politica. Notizie che in Inghilterra, in Francia, in Germania o altrove – ha spiegato Pignatone – non verrebbero date, qui vengono cercate, gonfiate, inventate, o comunque date e valorizzate perché entrano in quel grandissimo frullatore della lotta politica».
Smusco, Criticò le toghe, esposto contro il legale di Buzzi: «Mi sento condizionato», in «Il Dubbio», 11 settembre 2020. IL DIRITTO ALLA DIFESA? INVIOLABILE! «Credo che la censura che mi è stata mossa, senza minimamente prendere in considerazione il clamoroso falso storico (...) che ho messo in luce nel corso della mia discussione, rappresenti un vulnus alla libertà di pensiero ed all’inviolabilità del diritto di difesa che, penso, dovrebbe essere difeso ad oltranza da parte della nostra categoria.» Chi l'ha detto? Incredibile, ma vero: Alessandro Diddi! Già, solo che l'ha detto nel settembre del 2020 – proprio nel mese della "crocifissione preventiva" del cardinale Becciu! – quando Diddi recitava la parte dell'avvocato difensore. Quando invece indossa i panni del magistrato dell'accusa in Vaticano, Diddi dimentica i principi sacrosanti e inviolabili che andrebbero difesi ad oltranza! Alessandro Diddi, quello con l'amnesia selettiva e della censura ("omissis") à gogo, quello che recita più parti in commedia, o in tragedia, o in farsa!
Guido Horst, Im Fall Becciu steht das Urteil vor der Anklage, in «Die Tagespost», 2 ottobre 2020.
Luis Badilla, La Postilla della giornata: Pignatone Presidente del Tribunale unico del Vaticano e al tempo stesso editorialista del gruppo GEDI alla testa della campagna contro il cardinale Becciu, in «Il Sismografo», 12 ottobre 2020. Purtroppo «Il Sismografo», una voce libera e responsabile, è stato oscurato dal "sistema" e quindi l'articolo non si può più leggere. Ma il titolo di questo articolo è ancora disponibile. Oggi (agosto 2024), dopo la brutale campagna di diffamazione orchestrata dall'«Espresso» del GRUPPO GEDI contro un innocente (fino a prova contraria) – in gergo mafioso MASCARIAMENTO –, dopo la condanna di Becciu da parte del giudice Pignatone e dopo la notizia dell'indagine sullo stesso Pignatone per favoreggiamento alla mafia... quella notizia di Luis Badilla assume un sapore tutto nuovo.
Un attacco a testa bassa al presidente del Tribunale Vaticano, Giuseppe Pignatone. "Il Sismografo" lancia il resta contro il Gruppo Gedi, in «Faro di Roma», 12 ottobre 2020. «Allo stato attuale delle cose – si legge nel post – il capo del Tribunale unico vaticano dunque, è un editorialista del Gruppo GEDI che edita la Repubblica, La Stampa, Il Secolo XIX, e 13 testate locali. Buona parte di queste testate, proprietà di GEDI, da settimane conducono una vera e propria campagna contro il cardinale Angelo Becciu, accusato senza prove e senza processo, di ogni nefandezza, ogni giorno e spesso con documenti che potrebbero essere riservati o segreti, alcuni dei quali – se veri – probabilmente rubati al Vaticano (come nel caso Vatileaks 2) e che sono serviti in questi giorni per ‘argomentare’ contro il porporato sardo”. E il sito si chiede: “A questo punto la mia domanda è una sola: come è possibile che il Presidente del Tribunale unico vaticano, – tenendo conto del caso Becciu – sia anche un collaboratore del Gruppo GEDI proprietario de L’Espresso? La questione è importante.»
Renato Farina, Caso Becciu, collaboratrice arrestata per niente, in «Libero», 18 dicembre 2020.
Vatican justice gets a bloody nose from Italian courts, in «Catholic Herald», 19 gennaio 2021.
Cincinnato, Le porte scorrevoli della giustizia vaticana, in «Il Foglio», 3 febbraio 2021.
Cincinnato, Il giustizialismo vaticano fa acqua da tutte le parti, in «Il Foglio», 8 febbraio 2021.
Christopher Altieri, "Vatican Justice" Doesn't Hold Water, in «Catholic Herald», 21 febbraio 2021.
Andrea Gagliarducci, Is Vatican City's judicial system in peril?, in «CNA», 31 marzo 2021.
Andrea Gagliarducci, La giustizia vaticana, in «Acistampa», 21 aprile 2021.
Ivo Pincara, Specchietti per le allodole, in «Korazym», 30 aprile 2021.
Pope allows Vatican Courts to try cardinals and bishops, in «Barrons», 30 aprile 2021.
Guido Horst, Papst sagt Korruption den Kampf an, in «Die Tagespost» 6 maggio 2021.
Moneyval al Vaticano: assumete PM preparati, in «Silere non possum», 9 giugno 2021.
Renato Farina, Becciu rovinato senza una prova, in «Libero», 11 giugno 2021.
Alberto Melloni, Il giugno nero della Chiesa, in «La Repubblica», 15 giugno 2021.
Vaticano: Becciu a processo con le nuove regole di Bergoglio, in «Radio Colonna», 3 luglio 2023.
Vittorio Feltri, Becciu come Tortora: lo accusa un pentito, in «Libero», 7 luglio 2021. Alberto Perlasca è stato definito da Diddi «incapace e inetto». Sarà per questo che ha fatto carriera nella magistratura vaticana?
Gino Hoel, Détournement d'aumöne au Vatican: la promesse d'un procès retentissant, in «Slate.fr», 7 luglio 2021: «questo scandalo illumina l'obsolescenza del sistema romano appoggiato su un papa onnipotente, che riunisce nelle sue mani tutti i poteri, e una curia al suo servizio, anche prendendosi delle libertà con la legge.»
Giacomo Amadori, «La verità su Becciu e l'intrigo vaticano», in «Panorama», 14 luglio 2021. Davvero Chaouqui frequentava «gli uffici della Gendarmeria e dei promotori di giustizia» prima del rinvio a giudizio di Becciu?
Alberto Melloni, Due Chiese a confronto, in «La Repubblica», 26 luglio 2021.
Dominik Straub, Jahrhundert-Prozess im Vatikan, in «Frankfurter Rundschau», 26 luglio 2021.
Renato Farina, Hanno già condannato Becciu, in «Libero», 27 luglio 2021.
John L. Allen Jr., Day 1 of Vatican mega-trial begs question: Are prosecutors, judges out of their depth?, in «Crux Now», 28 luglio 2021. Anche in vietnamita: J.B. Đặng Minh An dịch, John Allen: Ngày thứ nhất của phiên tòa lớn nhất trong lịch sử Vatican cận đại đặt ra nhiều câu hỏi.
Domenico Cacopardo, Non è certo un processo normale, in «ItaliaOggi», 29 luglio 2021.
Andrea Gagliarducci, Pope Francis, the season of trials, in «MondayVatican», 16 agosto 2021.
Thomas Jansen, Der Vatikan und das Recht, in «Frankfurter Allgemeine Zeitung», 24 agosto 2021. Anche in inglese: The Vatican and the Law: A Trial in an Absolute State.
Carlo Cambi, Lo strano caso del video fantasma, in «Panorama», 25 agosto 2021.
Andrea Gagliarducci, Pope Francis, what does the interwiew he gave to COPE tell us?, in «MondayVatican», 6 settembre 2021. Anche in tedesco.
Sandro Magister, Processo Becciu. Trionfo o disfatta dei poteri assoluti del papa?, in «Settimo Cielo», 8 settembre 2021. Anche in inglese. E in tedesco. E in spagnolo.
Ambiance surréaliste au procès du cardinal Becciu, in «fsspx.news», 9 settembre 2021.
Andrea Gagliarducci, Pope Francis, what awaits him starting in October, in «MondayVatican», 13 settembre 2021. Anche in italiano.
Davide Vari, Il problema della Giustizia? Troppi avocati. Parola di Pignatone, in «Il Dubbio», 14 settembre 2021. «La giustizia è una cosa divina, peccato che sia affidata agli uomini»: come dargli torto?
Nicole Winfield, At Vatican trial, defense questions the legal system itself, in «APnews», 4 ottobre 2021. Anche in arabo. E in francese. E in islandese. E in estone.
Anna Mertens, Scharfe Kritik an Strafverfolgung, in «Domradio.de», 5 ottobre 2021.
Giuseppe Di Leo, Rassegna stampa vaticana, in «Radio Radicale», 10 ottobre 2021 (dal minuto 21).
Vaticano: Cassazione annulla misura carcere per broker Torzi, in «Rainews», 13 ottobre 2021.
Italy high court nixes arrest warrant for Vatican suspect, in «AP», 13 ottobre 2021.
Italy court overturns arrest warrant for broker on trial at Vatican, in «Reuters», 13 ottobre 2021.
Anulan orden de arresto contra sospechoso en juicio vaticano, in «AP», 13 ottobre 2021.
La justice annule un mandat d'arrêt contre un financier du Vatican, in «Le Matin», 14 ottobre 2021. Anche in italiano. E in inglese.
Haftbefehl gegen vom Vatikan angeklagten Manager aufgehoben, in «Domradio.de», 14 ottobre 2021.














































