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Sul sistema giudiziario vaticano (ventiquattresima parte)                   >>> per la parte precedente clicca qui

«Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati?» (Agostino, De Civitate Dei, cap. IV, 4).


  1. BulletIl caso Pignatone e il silenzio che puzza di paura: soldi in nero, boss e prove distrutte. Ma nessuno fiata, in «La Novità», 6 ottobre 2025. Troppi complici?

  2. BulletGiusy Iorlano, Regno Unito, il finanziere Raffaele Mincione fa causa per frode commerciale contro il Vaticano, in «Milano Finanza», 9 ottobre 2025. Se tu non applichi la giustizia, poi può darsi che la applichi qualcun altro.

  3. BulletÈ morto Michele Morello, il giudice che assolse Enzo Tortora, in «Rainews», 9 ottobre 2025. Il coraggio della verità. Ce ne sono anche in Vaticano di giudici come questo?

  4. BulletAndrea Gagliarducci, Processo Palazzo di Londra, l'appello riprende a febbraio, in «Acistampa», 10 ottobre 2025. «Non è il processo di primo grado, non c’è più un Papa che funziona anche come arbitro, e non è più il tempo delle istituzioni vaticane l’una contro l’altra. Le quattro udienze che si sono tenute finora del processo di appello sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato hanno dimostrato un sostanziale cambio di rotta, perlomeno da un punto di vista filosofico, nell’intero impianto processuale. (...) la condanna per peculato appare “tirata per i capelli” in una sentenza in cui si riconosce che non ci sono stati vantaggi finanziari per la sua famiglia, e il peso della vicenda ha portato persino il cardinale a fare un passo indietro e a non partecipare al Conclave che ha eletto Leone XIV, il quale lo ha comunque poi ricevuto in udienza nelle settimane successive all’elezione. (...) Papa Francesco era intervenuto nel processo con quattro rescripta che avevano cambiato in corsa le regole delle indagini (o, nella versione del promotore, avevano precisato alcune vicende, permettendo un migliore svolgimento delle indagini). Papa Francesco era persino nella stanza delle trattative quando Gianluigi Torzi arrivò a Santa Marta con l’idea di cedere, sì, le quote del palazzo di Londra con diritto di voto, ma non senza guadagnarci qualcosa. Leone XIV ha, invece, fatto sapere da subito che avrebbe fatto fare al processo il suo corso. Nel frattempo, in estate, alcune intercettazioni hanno mostrato se non altro una pressione su uno dei testimoni, monsignor Alberto Perlasca, e coinvolgevano del promotore di Giustizia, che aveva ricevuto a sua volta dei messaggi. Sono tutte vicende che portano ai colpi di scena del processo di appello. Se, nel primo grado, gli interrogatori avevano portato ad un cambio di narrativa che il promotore di Giustizia non aveva recepito nella sua requisitoria, ora, invece, sembra esserci la volontà di guardare in maniera più precisa alle carte. Il primo colpo di scena, già nella prima udienza. Sulla base delle intercettazioni pubblicate in estate, alcune difese propongono una ricusazione del promotore di Giustizia Alessandro Diddi. La richiesta di ricusazione è stata accettata, a decidere sarà la Cassazione vaticana, ma nel frattempo Diddi ha dovuto lasciare l’aula, in attesa della decisione sulla sua eventuale incompatibilità con la celebrazione dell’appello. Non è una sospensione del processo, il promotore di Giustizia è un ufficio collegiale. Tuttavia, la sola ammissione della ricusazione ha fatto scricchiolare la posizione dell’accusa vaticana. Quindi, il secondo colpo di scena. Le difese hanno notato che il promotore di Giustizia non aveva presentato il suo appello in tempi, modi e forma corrette, e che dunque il suo appello doveva essere considerato non ammissibile dalla Corte. La Corte di Appello ha valutato, e accettato la ricostruzione delle difese. Dunque, l’appello del promotore di Giustizia è stato respinto, alcune delle sentenze di assoluzione sono passate direttamente in giudicato, e il dibattimento non potrà portare in nessun caso a pene più severe. Se ci sarà revisione, potrà essere fatta solo in favore delle difese, i cui appelli sono ancora validi. Infine, il terzo colpo di scena. Con un colpo di teatro, nell’udienza del 6 ottobre, il promotore di Giustizia ha chiesto persino la sospensione del processo, contestando l’autorità della Corte d’Appello stessa di dichiarare inammissibile il ricorso. La Corte d’Appello vaticana ha rigettato la proposta dell’Ufficio del Promotore di Giustizia (...). Sono tre colpi di scena che testimoniano un cambiamento di passo importante. Tra l’altro, nel respingere alcune delle richieste, la Corte di Appello ha rimesso il sistema vaticano al centro, censurando l’uso della legislazione della “Repubblica limitrofa” sia da parte delle difese che da parte del promotore di Giustizia. (...) Ma ora, il diritto vaticano è tornato al centro. L’idea è anche quella di fermare la “vaticanizzazione” della Santa Sede che si era ingenerata con il processo di I grado».

  5. BulletLuis Badilla e Robert Calvaresi, L'ex Presidente del Tribunale Vaticano, Giuseppe Pignatone, comprava case in nero a persone ritenute membri della mafia, in «Osservazioni casuali», 88, 4-11 ottobre 2025. «Da subito la figura di Pignatone è apparsa discussa e discutibile per via di alcune sue vicende giudiziarie personali, tuttora in corso. Durante i cinque anni di presidenza del Tribunale Vaticano sembrerebbe che questi processi che lo vedono imputato siano stati calmierati per motivi diplomatici: non inguaiare un alto dipendenti della Santa Sede per di più di nomina pontificia. Finito l'incarico, dall’inizio dell’anno, Pignatone ha visto un'accelerazione dei suoi processi. In uno di questi, poco più di due mesi fa, l’ex giudice ha ammesso di aver acquistato case pagando a nero a persone riconosciute attualmente come affiliati alla Mafia. Pignatone, anche quando era ancora Presidente del Tribunale Vaticano, era indagato a Caltanissetta con un’accusa gravissima: favoreggiamento di Cosa Nostra. Pignatone, insieme all’ex collega Gioacchino Natoli, secondo l’accusa, avrebbero tentato di far distruggere bobine e brogliacci della famosa inchiesta Mafia&Appalti. Nell’inchiesta sarebbero emersi i rapporti di Pignatone con i fratelli Buscemi e con Bonura, dai quali avrebbe acquistato immobili nel primi anni Ottanta. Le case sono state acquistate da una immobiliare di cui facevano parte Vincenzo Piazza, Salvatore Buscemi e Francesco Bonura. Alcuni pentiti affermano che facevano parte di una loggia massonica siciliana. Nulla di tutto questo è nuovo. Alcune novità arrivano dalle conferme di certe accuse da parte del dr. Pignatone stesso. La questione è un’altra: perché, con quali ragioni serie e consistenti, Papa Francesco - a conoscenza di tutto ciò - ha deciso di nominare nel 2019 Giuseppe Pignatone Presidente del Tribunale del Vaticano? Era inopportuno e rischioso. Eppure Pignatone ha allestito e guidato, con tanto di sentenza a nome del Papa, il processo contro il cardinale Becciu e altre persone attualmente in fase di appello. Non è un dettaglio. Si tratta di un altro tassello del mosaico, piuttosto incoerente e sbrigativo, con il quale si voleva rinforzare l’immagine del “papa giustiziere”, capace di mandare a processo con tanto di defenestrazione un suo cardinale. Con troppa superficialità qualcuno, in modo maldestro, ha voluto trarre beneficio mediatico dall’immagine di un giudice presentato come implacabile e integerrimo? » Pignatone è ricattato/ricattabile?

  6. BulletPino Nano, "Becciu non prese neanche un centesimo", forte la presa di posizione del suo collegio di difesa, in «Prima Pagina News», 14 ottobre 2025. «La sofferenza è palese ma temperata e sostenuta dalla forza dell'innocenza. Spera che al più presto si entri nel merito delle questioni per poter ottenere giustizia. Quella che attende da ormai cinque anni. La grande fede, di cui offre quotidiana dimostrazione anche a noi, lo ha certamente aiutato in questo doloroso cammino. (...) Di macchinazione ai suoi danni il Cardinale parlò fin dal primo momento. Sia quanto emerso nel processo che quanto scoperto successivamente attraverso le note chat dimostra che qualcuno ha utilizzato l'indagine per colpirlo. C'è stato chi voleva ad ogni costo che il Cardinale Becciu risultasse il capro espiatorio, a prescindere dalle concrete responsabilità che invece per essere accertate necessitano di contributi sempre genuini per non mandare fuori strada chi ha il compito di verificare. Ma oggi si è accertato che non si appropriò di alcuna somma. Neanche di un centesimo. Che cosa si sarebbe scritto sui giornali di tutto il mondo cinque anni fa se si fosse partiti da questo dato? Ci sarebbe stata una gogna della stessa portata?»

  7. BulletSenato della Repubblica, Resoconto stenografico della seduta n. 353 del 14/10/2025. « GASPARRI (FI-BP-PPE).  (...) È indagato Pignatone, collega di venture, che con la sua famiglia ha comprato 24 immobili da persone di malaffare. Viene detto negli atti dell'antimafia, lo scrivono i giornali, lo dice la televisione. Pignatone, se hai un briciolo di sangue, smentisci questa affermazione secondo cui tu e la tua famiglia avete comprato sottocosto case da persone di malaffare. Questa è la storia italiana e noi dovremmo far fare il processo dell'antimafia. PRESIDENTE. Naturalmente, il presidente Gasparri si assume la responsabilità di ciò che afferma. GASPARRI (FI-BP-PPE). Signora Presidente, faccio riferimento a fonti aperte, a giornali. Poi le mando tutto. PRESIDENTE. Siccome in Aula ricordiamo sempre addirittura i gradi di giudizio, qui siamo anche alle ipotesi. Lei ha usato il verbo indicativo, solo per questo glielo dico. GASPARRI (FI-BP-PPE). Io l'ho invitato a fare una smentita. Guardi, il dottor Pignatone ha presieduto anche tribunali ecclesiastici, quindi se vuol fare una smentita… Dottor Pignatone, ha comprato sottocosto o no le case da persone di malaffare? Ha detto che le ha pagate anche in nero. Quel che sto dicendo è uscito dappertutto, l'ha detto interrogato dalla magistratura di Caltanissetta, mica l'ha detto a me.» Un indagato per favoreggiamento alla mafia alla testa del Tribunale vaticano?

  8. BulletDamiano Aliprandi, Il filo rosso delle stragi mafiose: quell'attentato che fece scoppiare il caso Ferruzzi in Grecia, in «Il Dubbio», 14 ottobre 2025.

  9. BulletDamiano Aliprandi, Stragi mafiose: ecco la maxi-tangente che permise la vendita del colosso greco, in «Il Dubbio», 16 ottobre 2025.

  10. BulletLa giustizia nella Chiesa? Se ne parla in Università, in «12 porte», 16 ottobre 2025.

  11. BulletAndrea Gagliarducci, Leo XIV: The return of symbols, in «MondayVatican», 19 ottobre 2025. Anche in italiano.


  1. BulletPRO MEMORIA

Il rapporto Moneyval del 2021 scriveva a proposito della Giustizia vaticana: «per evitare potenziali conflitti di interesse, o la percezione di un conflitto di interesse, è da considerare che tutti i procuratori nominati in futuro lavorino esclusivamente per la Santa Sede / Stato di Città del Vaticano durante i loro contratti, e non possano fare pratica legale in altre giurisdizioni simultaneamente».

Si chiedeva il bravo Andrea Gagliarducci: «Cosa farà, ora, il Tribunale Vaticano, i cui promotori di Giustizia hanno attività legale in Italia o presso il Sovrano Militare Ordine di Malta?».

E puntualmente: UNISCI I PUNTINI E TROVA... UN LEGITTIMO SOSPETTO DI CONFLITTO DI INTERESSI?

Diddi, il promotore di giustizia vaticano («L’avvocato di corrotti e corruttori che vuole la maxi condanna di Cardinal Becciu»), difende in Italia Lavitola, il quale insieme a un sacerdote vicino al segretario del Papa incontra Ranucci, il quale diffonde calunnie su Becciu con il sostegno di Chaouqui, protetta da Diddi insieme a Perlasca, che al mercato mio padre comprò... Non c'è più di un legittimo sospetto di CONFLITTO DI INTERESSE?

Fonti delle foto:

- https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/06/14/tentata-estorsione-a-b-il-processo-a-lavitola-da-rifare/7586627/

- https://etrurianews.it/2023/07/27/citta-del-vaticano-lavvocato-di-corrotti-e-corruttori-che-vuole-la-maxi-condanna-di-cardinal-becciu/

- https://www.ilriformista.it/la-cena-confessionale-tra-lavitola-ranucci-e-il-sacerdote-vicino-al-segretario-di-papa-francesco-358417/

- https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/controstoria-processo-becciu-raccontata-ldquo-domani-rdquo-338836.html

- https://www.farodiroma.it/il-processo-diventa-una-farsa-con-le-dichiarazioni-della-chaouqui-su-becciu-ma-come-si-e-potuto-darle-questa-ribalta-la-giustizia-vaticana-ne-esce-malissimo-s-i/

- https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2023/05/26/chaouqui-il-cardinale-becciu-e-ossessionato-da-me_060b8ca3-f2f1-45b2-bf81-2e9b8b6bed3a.html

- https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2023-01/processo-vaticano-quarantaquattresima-udienza-13-gennaio-2022.html



  1. BulletAngela Ambrogetti, Leone XIV sceglie il cardinale Artime come Giudice Applicato della Corte di Cassazione Vaticana, in «ACIstampa», 24 ottobre 2025.

  2. BulletFrancesco Capozza, Colpo di scena alla Cassazione vaticana, nominato Artime: la mossa di Leone e il caso Becciu, in «Il Tempo», 24 ottobre 2025. «Secondo fonti interne alla Santa Sede, la nomina odierna del cardinale Artime in qualità di giudice applicato si contestualizzerebbe proprio con la necessità di rafforzare l’autonomia dell’organo giudicante in merito alla questione del promotore Alessandro Diddi, anche se non è ancora chiaro quale collega di porpora andrà a sostituire. Un “giudice applicato”, infatti, anche nell’ordinamento italiano, non è un titolo specifico, ma indica un magistrato (sia togato che onorario) che viene temporaneamente assegnato a un ufficio giudiziario diverso da quello di titolare per far fronte a necessità di servizio o sostituire temporaneamente un collega effettivo. Alcune voci incontrollate riportano che il cardinale Artime potrebbe essere stato chiamato a sostituire Lojudice proprio in occasione della decisione sulla richiesta di ricusazione di Diddi...»

  3. BulletIvo Pincara, Altro colpo di scena nella giustizia vaticana, Papa Leone XIV nomina il Cardinal Artime alla Corte di Cassazione dello Stato della Città`del Vaticano, in «Korazym», 24 ottobre 2025.

  4. BulletWatykan w ogniu krytyki. Kardynał Becciu walczy o uniewinnienie, in «Polityka», 28 ottobre 2025.

  5. BulletAlessandra De Vita, "Il dossier su Emanuela Orlandi nell'Archivio Segreto Vaticano? Io ho visto un fascicolo, ecco cosa contiene": parla monsignor Sergio Pagano, in «Il Fatto Quotidiano», 5 novembre 2025. «... si è saputo che il procuratore Diddi (Alessandri, ndr) avrebbe trovato delle carte sulle vicende. Ma quelle carte non erano da me. E non sono uscite, per cui penso che non siano mai esistite…» ALESSANDRO DIDDI, il "promotore di giustizia" (di nome, non di fatto) del Vaticano, è un maneggione che, oltre a occultare in un processo documenti importanti che dimostrano l'innocenza dell'imputato – il card. Becciu –, inventa documenti che in realtà non sono mai esistiti? È un bugiardo megalomane? A soggetti come questo – e come il giudice Pignatone, indagato per favoreggiamento alla mafia – è affidata la giustizia in Vaticano? Vergognoso!

  6. BulletBeatrice Tominic, Caso Orlandi, il vescovo dell'Archivio Segreto Vaticano: "Mai visto documenti, il dossier su Emanuela non è mai esistito", in «Fanpage», 5 novembre 2025.

  7. BulletEdoardo Izzo, Dossieraggi su personaggi politici, chiusa l'indagine sull'ex finanziere Striano, in «AGI», 6 novembre 2025.

  8. BulletEnrica Riera, Caso Striano, chiusa l'inchiesta su Domani. Nessun "mandante", ma rischio processo, in «Domani», 6 novembre 2025.

  9. BulletGianni Di Capua, Dossieraggio, la Procura di Roma ha chiuso le indagini. Laudati e Striano rischiano il processo, in «Il Tempo», 6 novmbre 2025. Non dovrebbe essere tanto difficile trovare i mandanti dentro il Vaticano.

  10. BulletAndrea Ossino, Dossieraggi, conclusa l'inchiesta sul finanziere Striano: 23 gli indagati, in «La Repubblica», 6 novembre 2025.

  11. BulletAndrea Ossino, Dossier su politici, sportivi e vip: Striano e Laudati verso il processo, in «La Repubblica», 7 novembre 2025.

  12. BulletValeria Pacelli, Inchiesta su Striano e gli accessi abusivi: rischiano il processo in 23. Ma manca il mandante del dossieraggio, in «Il Fatto Quotidiano», 7 novembre 2025.

  13. BulletIlaria Sacchettoni, Dossieraggi, scoop e interessi privati: Laudati e Striano a rischio processo. Nel mirino politici e dirigenti, mistero sul movente, in «Corriere della Sera», 7 novembre 2025.

  14. BulletAccessi abusivi alle banche dati, chiuse le indagini: coinvolti 23 tra ex finanzieri, magistrati e giornalisti, in «L'Immediato», 7 novembre 2025.

  15. BulletFabio Amendolara, Si chiude l'indagine sul caso degli spioni. Laudati e Striano rischiano il processo, in «La Verità», 7 novembre 2025.

  16. BulletBrunella Bolloli, Spioni, chiusa l'inchiesta: in 23 rischiano il processo, in «Libero», 7 novembre 2025.

  17. BulletSvolta nel "verminaio" dei dossier: verso il rinvio a giudizio per Striano e Laudati. Indagati tre cronisti del "Domani", in «Secolo d'Italia», 7 novembre 2025.

  18. BulletMassimo Balsamo, Dossieraggio, chiuse le indagini: Striano e Laudati verso il processo, in «Il Giornale», 7 novembre 2025.

  19. BulletLodovica Bulian, Le carte svelano il metodo Striano. Ma resta il giallo sui mandanti, in «Il Giornale», 9 novembre 2025. Trovare i mandanti in Vaticano non dovrebbe proprio essere difficile!

  20. BulletRita Cavallaro, Dossieraggio di politici. Giornalisti «istigatori», per «scoop» a tavolino, in «Il Tempo», 9 novembre 2025.

  21. BulletDaniele Capezzone, Da Striano a Ranucci. L'opposizione adesso sgancia bombe sporche, in «Libero», 9 novembre 2025.

  22. BulletDepistaggio via D'Amelio, Genchi: "La Barbera voleva vestire il pupo, ha agito su ordine del Capo della polizia", in «Palermotoday», 10 febbraio 2025. «Inoltre, l'ex poliziotto ha raccontato che "dal gennaio del 1993, cioè dopo l'arresto di Bruno Contrada, iniziò la marcia indietro di Arnaldo La Barbera. Iniziarono le certezze e il tentativo di chiudere (le indagini su via D'Amelio, ndr) e fare e presto, e semplificare le cose. Io a quel punto mi resi conto di essere inutile. La Barbera era stato istruito bene". Genchi ha poi aggiunto che "La Barbera mi disse più volte che i servizi segreti volevano entrare nelle indagini delle stragi mafiose del 1992. Ci fu un tentativo di Contrada di entrare nelle indagini e andarono pure da Pignatone.»

  23. BulletFelice Manti, Report attacca l'Antimafia. Il giallo sulla foto col Duce, in «Il Giornale», 10 novembre 2025. «Peccato per lui che mezza Procura di Palermo di allora sia finita nel fango - da Giuseppe Pignatone a Gioacchino Natoli - per presunto favoreggiamento ai boss dopo la frettolosa archiviazione del dossier mafia-appalti.»

  24. BulletSimona Musco, Amara "riapre" il caso Palamara. E lui fa un esposto, in «Il Dubbio», 11 novembre 2025. «La seconda imputazione di calunnia riguarda accuse rivolte a Palamara e al pm Stefano Rocco Fava, nel corso di una deposizione davanti al Tribunale di Perugia, quando aveva dichiarato di aver ricevuto informazioni riservate su indagini in corso dalle procure di Roma e Messina attraverso Palamara e Fava; che Fava avrebbe abusato del proprio ruolo cercando documenti relativi al fratello del procuratore Giuseppe Pignatone durante una perquisizione...»

  25. BulletM.P., Italia. L'arbitrio come prassi: anatomia di una giustizia fuori controllo, in «Silere non possum», 14 novembre 2025. «In Italia, il rapporto fra magistratura requirente e stampa è diventato un territorio poroso, ambiguo, dove gli atti riservati circolano con una velocità che ha poco a che fare con la legalità e molto con gli equilibri interni del potere. I documenti secretati finiscono sui giornali prima che nelle mani degli avvocati. (...) Le strategie investigative vengono pilotate attraverso i media, che diventano megafoni di ciò che le procure vogliono far trapelare. Non è un’opinione, sono fatti che osserviamo ogni giorno sui giornali, nelle aule di giustizia e nelle televisioni dello Stato. Ma in Italia l’idea che la giustizia si regga su rapporti non trasparenti non scandalizza più nessuno. Si è smarrita persino la percezione del problema. (...) «Le sentenze finali del tribunale non vengono pubblicate, non sono accessibili neppure ai giudici». Una dinamica che oggi trova inquietanti somiglianze nei labirinti delle nostre procure. Il parallelo con Kafka non è una figura retorica: è un richiamo necessario. Perché quando un Paese permette che l’arbitrio diventi prassi, il risultato non è solo una giustizia inefficiente, ma una democrazia svuotata del proprio senso. E allora la domanda torna, inevitabile, come un’eco della vicenda di Josef K.: cosa resta della legalità, quando chi è chiamato a garantirla vive fuori dalla legge? Non è una questione tecnica. È la ferita più delicata della nostra civiltà giuridica. E finché continueremo a fingere che non sia così, continueremo a camminare in quel mondo dove — come accade nel romanzo — le colpe si decidono in stanze opache, e l’innocenza non è un diritto, ma una concessione.» Solo in Italia?

  26. BulletLodovica Bulian, La verità di Striano: "I poteri forti contro di me. La procura mi usa come capro espiatorio", in «Il Giornale», 26 novembre 2025.

  27. BulletGiacomo Amadori, L'inchiesta su Striano inguaia «Repubblica»: così cercava le fonti dei giornali «nemici», in «La Verità», 27 novembre 2025.

  28. BulletAndrea Ossino, Caso Striano-Laudati, la guerra in Antimafia: "Questi si ammazzano", in «La Repubblica», 27 novembre 2025.

  29. BulletLodovica Bulian, Spionaggio, Russo insiste con i pm: "Io ho avvertito De Raho", in «Il Giornale», 27 novembre 2025.

  30. BulletSimone Di Meo, Ecco la carta che prova il conflitto di interessi del grillino De Raho, in «Libero», 1° diembre 2025.

  31. BulletSimone Di Meo, Così Melillo ha smontato il "sistema" Striano, in «Libero», 3 dicembre 2025.

  32. BulletFabio Amendolara, In due documenti la prova che De Raho puntava il Carroccio, in «La Verità», 3 dicembre 2025.

  33. BulletSimone Di Meo, Le ammissioni di De Raho davanti ai pm di Roma «Accessi alle banche dati, non c'erano regole scritte», in «Libero», 4 dicembre 2025.

  34. BulletBrunella Bolloli, Le Sos di Striano finite su Report. Nel mirino "l'Elon Musk siciliano", in «Libero», 4 dicembre 2025. Toh, ma cosa mi dici mai!

  35. BulletSimone De Meo, I sospetti di Melillo sui soldi di Striano, in «Libero», 5 dicembre 2025.

  36. BulletGiacomo Amadori, Bocassini choc: «Dopo la mort di Borsellino non si poteva indagare», in «La Verità», 9 dicembre 2025. Dopo il mascariamento in stile mafioso a mezzo «Espresso» contro l'innocente card. Becciu, ecco il giudice indagato per favoreggiamento alla mafia: Giuseppe Pignatone (che fra l'altro era editorialista del gruppo GEDI!). La mafia s'è infiltrata in Vaticano? «Da mesi la Procura di Caltanissetta sta indagando sui moventi e i mandanti occulti dell’omicidio di Paolo Borsellino e sul presunto favoreggiamento alla mafia di pezzi da novanta della magistratura come Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli, sospettati di avere insabbiato un procedimento sui rapporti tra le cosche e il gruppo Ferruzzi di Ravenna.» «... era stata disposta da Natoli, in accordo con Pignatone, la discussa «smagnetizzazione delle bobine» e «la distruzione dei brogliacci» relativi a conversazioni telefoniche di boss del livello di Antonino e Salvatore Buscemi e Francesco Bonura, i quali, nel 1980, con la loro Immobiliare Raffaello, avevano venduto a prezzo vantaggioso diversi immobili alla famiglia dello stesso Pignatone.»

  37. BulletSalvo Palazzolo, Il procuratore De Luca in Antimafia: "Mafia e appalti concausa stragi '92. Pista nera non esiste", in «Repubblica», 9 dicembre 2025.

  38. BulletAlessandro D'Amato, Ilda Bocassini e l'indagine su Borsellino: «A Palermo mi consideravano nemica», in «Open», 9 dicembre 2025. «C’è un’indagine su Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli, accusati di aver insabbiato un dossier sui rapporti tra le cosche e il gruppo Ferruzzi. E nel suo verbale Ilda la Rossa ha raccontato che nella procura guidata da Gian Carlo Caselli era difficile lavorare. E la lotta alla mafia non era svolta con la trasparenza e la determinazione che lei si sarebbe aspettata.»

  39. BulletSimone Di Meo, Le manovre in Vaticano degli spioni anti-Lega, in «Libero», 9 dicembre 2025. Vogliamo i nomi dei mandanti in Vaticano (e il cerchio dei possibili colpevoli è davvero piccolo piccolo)! Il finanziere Striano con una card accedeva ai palazzi dello Stato pontificio e millantava assunzioni per gli amici. Emergono i legami con il caso Becciu. «... interrogato sui rapporti tra il finanziere e la gendarmeria vaticana...» «Gli inquirenti ipotizzano che, ricostruendo questo genere di manovre, si possa arrivare al mandante degli accessi abusivi, commessi da Striano, nei confronti di altri tre soggetti coinvolti nello scandalo di Sloane Avenue, il contestato palazzo acquistato per 300 milioni di sterline dal Vaticano a Londra, e poi rivenduto in fretta e furia, ad appena 186 milioni, dopo l'esplosione dello scandalo.» «Striano si muoveva nello Stato pontificio con una certa libertà anche grazie a una tessera che consente di avere accesso a specifici benefi ci riservati, di solito, ai dipendenti del Vaticano o ai residenti. (...) A consegnare al finanziere spione la card omaggio sarebbe stato un altro appartenente all’Arma, un ufficiale in confidenza con l’«allora comandante» della «gendarmeria vaticana», Domenico Giani, e con un altro soggetto soprannominato «Gianlucone». Il potere di quest’ufficiale era tale che riusciva non solo a far rilasciare le tessere ai suoi ma, addirittura, a farle revocare «in caso di dissapori», così come «verificatosi in almeno due circostanze con altrettanti funzionari della Dia». Con Striano, invece, non accade. E questo gli consente di addentrarsi nei corridoi silenziosi della Basilica più importante della cristianità. Per fare che cosa?»

  40. BulletMafia e appalti, il procuratore di Caltanissetta De Luca in Antimafia: «Nel 1992 a Palermo non si fece ciò che si doveva fare», in «La Sicilia», 9 dicembre 2025. «I rapporti della famiglia Pignatone con ambienti mafiosi. Un passaggio delicato dell’audizione ha riguardato gli acquisti immobiliari della famiglia Pignatone negli anni Ottanta. Secondo De Luca, la compravendita di 26 immobili da parte della Immobiliare Raffaello, societа riconducibile a Bonura, Piazza e Buscemi – tutti condannati per mafia e legati da rapporti di parentela – rappresentava una “situazione di inopportunitа”. Il Procuratore ha citato anche un episodio ambientale in cui Bonura avrebbe parlato di confidenza con la madre di Giuseppe Pignatone. Inoltre и stato acquistato un immobile a prezzo ridotto, con parte del pagamento “in nero” al boss Salvatore Buscemi. “Non è reato, ma è un illecito amministrativo e una condizione di inopportunitа”, ha chiarito De Luca.»

  41. BulletInchiesta Borsellino e stragi del 1992 tra mafia e appalti. Il procuratore De Luca: "Non si è fatto ciò che si doveva", in «QdS», 9 dicembre 2025.


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Sull'Obolo di San PietroCASO_BECCIU_OBOLO.htmlCASO_BECCIU_OBOLO.htmlshapeimage_3_link_0
Sull'accusa d'aver trasferito 
del denaro in Australia 
e sull'ipotesi di complotto 
contro il card. PellCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlshapeimage_4_link_0shapeimage_4_link_1shapeimage_4_link_2shapeimage_4_link_3
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Processi e sentenze di Londra, di Roma ecc. a proposito della compravendita del palazzo 
in Sloane Avenue 60CASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlshapeimage_8_link_0shapeimage_8_link_1shapeimage_8_link_2shapeimage_8_link_3
Sulla Messa "in coena Domini" celebrata da papa Francesco 
a casa del cardinale BecciuCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlshapeimage_9_link_0shapeimage_9_link_1shapeimage_9_link_2
Sulla causa di beatificazione 
di Aldo Moro
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Sul sistema giudiziario vaticano


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Come vivono tutto questo 
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Il rinvio a giudizio
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Il Conclave e papa Leone


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Sulle querele contro «L'Espresso», Perlasca, Ciferri, Chaouqui e co.CASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlshapeimage_15_link_0shapeimage_15_link_1shapeimage_15_link_2
Il puzzle della verità
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Sull'«Espresso» e co.


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Sul "caso Becciu" in generale


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Il processo in Vaticano 


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