Sul "caso Becciu" in generale
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Andrea Gagliarducci, Processo Palazzo di Londra, la sentenza inglese apre a delle conseguenze per la Santa Sede, in «ACI», 26 febbraio 2025. ECCELLENTE ARTICOLO DI ANDREA GAGLIARDUCCI, DA LEGGERE CON CALMA, PARAGRAFO PER PARAGRAFO. FRA L'ALTRO TUTTO L'AFFARE È STATO GESTITO DA PERLASCA E DA PENA PARRA (BECCIU NON VIENE NEMMENO MENZIONATO)! «... la Corte ha accettato le tesi di Mincione in 29 dichiarazioni su 31, lamentando solo una mancanza di trasparenza nella comunicazione e quindi rifiutando di dichiarare la buona fede, sostenendo però che non si trattava di una dichiarazione sul merito dell’operazione in sé, ma solo sulla base della discussione. La sentenza di Londra cala come uno scossone sull’appello del processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, che comincerà – è notizia delle ultime ore – il prossimo 25 settembre. Perché, di fatto, Mincione ottiene dal tribunale inglese una patente giuridica internazionale che testimonia che no, non c’è stata frode. Anzi. (...) Vatican News non distingue nemmeno tra le criticità contrattuali e le accuse penali, mentre interpreta i rilievi del giudice in modo severo in senso assoluto, cosa che invece la sentenza non sottolinea. Inoltre, la Corte ha rigettato le accuse di frode e cospirazione, e questo non viene specificato nel comunicato di Vatican News. È il tipico caso del “visto da destra” o “visto da sinistra”, di guareschiana memoria, che si ripresenta oggi. Da parte vaticana, la sentenza è presentata come un totale sostegno alla sua posizione in ambito penale, ma la Corte inglese non si è espressa in tal senso. Che cosa dice allora realmente la sentenza del 21 febbraio? La Corte di Londra non ha riscontrato prove sufficienti per sostenere le accuse di frode, cospirazione o disonestà nei confronti di Mincione e delle società a lui riconducibili; ha respinto le accuse di collusione con Gianluigi Torzi, perché la Corte ha stabilito che non era dimostrabile che Mincione fosse consapevole delle intenzioni fraudolente di Torzi. La sentenza ha tuttavia criticato Mincione per una sorta di carenza di comunicazione nei confronti della Segreteria di Stato, giudicando fuorviante la modalità con cui aveva presentato la valutazione dell’immobile di 275 milioni di sterline. Tuttavia, queste accuse non evidenziano dolo o mala fede rilevante. È una sentenza che getta comunque pesanti ombre sulla sentenza vaticana...» UN GIORNALISMO SERIO, INSOMMA, A DIFFERENZA DI QUELLO DIMOSTRATO NEI GIORNI SCORSI DA PARTE DEL VATICANO E DELLA "PORTAVOCE" DI DIDDI. -
Paolo Maninchedda, Vescovi tra James Bond e Torquemada, in «Sardegna e Libertà», 27 febbraio 2025. Certamente l'intercettazione di don Mattia Ferrari era illegale. Ma la prima vittima di spionaggio illegale è il card. Becciu. Come mai nessuno si è indignato per questi abusi? Due pesi e due misure? Il mio commento si trova in calce all'articolo. -
Nadine Wiesenthal, Vatikan und Finanzmakler: Ein Sieg ohne Sieger bei Immobilien-Invest, in «Procontra», 27 febbraio 2025. «Comunicazione ingannevole senza intento fraudolento (...). Il tribunale di Londra ha chiarito che le accuse del Vaticano secondo cui Mincione aveva perseguito intenzioni fraudolente nella vendita della proprietà non erano corrette.» -
Papa, card. Becciu: "Nostre preghiere stanno avendo effetto, prematuro parlare di dimissioni", in «ADNkronos», 27 febbraio 2025. «Sfido chiunque a trovare non una frase ma una parola di critica da parte mia verso il Papa. E tuttavia esprimere qualche idea da parte di qualche cardinale non è andare contro il Papa ma aiutarlo nel governo della Chiesa. Nella Chiesa regna la libertà dei figli di Dio.» -
D.L.V., Il Vaticano è ancora uno Stato di diritto? Violazioni normative e crisi della legalità`sotto il pontificato di Francesco, in «Silere non possum», 27 febbraio 2025. «Lo Stato della Città del Vaticano, cuore pulsante della Chiesa Cattolica, è stata per anni baluardo del diritto. Negli ultimi anni, però, sono emersi preoccupanti criticità riguardo alla tutela dei diritti fondamentali all'interno della Città-Stato. (...) Un caso emblematico è rappresentato dal processo penale relativo all'affare Sloane Avenue, descritto da numerosi osservatori come un esempio significativo di violazioni dei diritti umani fondamentali. In particolare, è emerso che le disposizioni normative sarebbero state disattese sia dagli organi deputati alla tutela della giustizia sia dal Pontefice regnante, il quale è intervenuto in più occasioni modificando la legislazione nel corso del procedimento, con conseguenze pregiudizievoli per coloro che erano indagati e successivamente imputati.» -
Armando Proietti, Salute del Papa: le preghiere dei cardinali e le dichiarazioni di Becciu, in «Gaeta.it», 27 febbraio 2025. Davvero certi "giornalisti" non hanno null'altro da fare che ricamare storie assurde e squallide? Il card. Becciu – che ha sempre pregato per il Papa e che gli è sempre stato fedele – risponde con parresia: «Nei giorni scorsi, Becciu, che ha già affrontato un processo legato a uno scandalo finanziario, ha manifestato il suo disappunto per quelli che ha definito “retroscena” che trasformano eventi di preghiera in una lotta tra pro e contro Bergoglio. “Si tratta di un’operazione di basso gusto e poco cristiana,” ha dichiarato. Con queste parole, il cardinale ha cercato di ripristinare un clima di rispetto e di sacralità che dovrebbe caratterizzare tali momenti, evidenziando l’importanza di mantenere il focus sulla preghiera piuttosto che sulle divisioni interne.(...) In un’epoca in cui la libertà di parola all’interno della Chiesa è un tema caldo, Becciu ha richiamato all’idea che ognuno ha diritto di esprimere le proprie opinioni. L’importante è che queste siano portate avanti in uno spirito di amore e rispetto. "Nella Chiesa regna la libertà dei figli di Dio" ha concluso, sottolineando l’importanza di un dialogo costruttivo e aperto tra i membri della Chiesa senza il rischio di divisioni e conflitti. La sua dichiarazione invita infine a riflettere su come la fede e le opinioni personali possano coesistere in armonia, mantenendo centrale la figura del Papa e il suo ruolo all’interno della comunità cristiana.» -
Ignazio Ingrao, Le preghiere per il Papa: i cardinali Becciu, Müller e Burke ogni sera in prima fila, in «TG1», 27 febbraio 2025. Becciu: «Prego per lui, prego perché guarisca o si faccia la volontà di Dio, perché senta soprattutto la forza di Dio e la presenza di Dio, in questo momento difficile. Per la Chiesa o siamo uno o siamo niente». -
Alessandro Ferro, Papa Francesco, la polmonite "in riduzione", in «Il Giornale», 27 febbraio 2025. -
C'è chi per il Papa ha pregato sempre, ogni singolo giorno, sacrificando per lui la propria vita, anche dalla croce su cui è stato inchiodato da innocente. Ma qualcuno finge di accorgersene solo ora. «Non ti curar di lor, ma guarda e passa.» -
L.M., Conclave. Becciu, dentro o fuori? L'ennesimo pasticcio di Francesco, in «Silere non possum», 28 febbraio 2025. ... «il Papa era stato persuaso da Alessandro Diddi, avvocato italiano e Promotore di Giustizia in Vaticano, sebbene non abbia mai ottenuto alcun titolo in diritto canonico e vaticano, a firmare quattro rescripta che modificavano la normativa procedural penale dello Stato della Città del Vaticano mentre le indagini erano già in corso. Le accuse mosse contro Becciu e altri indagati sono comparse, per caso, sulle pagine del settimanale italiano L’Espresso. Considerando che i documenti erano esclusivamente nelle mani dell’Ufficio del Promotore, non è difficile intuire chi possa averli trasmessi ai giornalisti. Nel 2024, ulteriori sviluppi hanno rivelato che sulla posizione di Becciu e di altri indagati nel procedimento vaticano erano stati effettuati da Pasquale Striano accessi non autorizzati nella banca dati delle Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS), senza l’approvazione della magistratura italiana. Anche in questo caso, il responsabile di tali richieste d’accesso risulta facilmente individuabile. (...) il Pontefice ha preso una decisione contro un suo cardinale senza permettergli nemmeno di difendersi e dimostrare la propria innocenza. Il processo non era ancora iniziato, e le indagini non erano nemmeno concluse, eppure il Papa ha imposto a Becciu di rinunciare ai diritti legati al cardinalato. Non gli è stato chiesto di rinunciare ai doveri, ma solo ai suoi diritti»... -
CHI CONSIGLIA – BENE O MALE – IL PAPA? CHI LO AIUTA A RIMEDIARE A UNO SBAGLIO MADORNALE CHE MACCHIA TERRIBILMENTE IL SUO PONTIFICATO? TANTO SE BECCIU PARTECIPERÀ AL CONCLAVE QUANTO SE NON PARTECIPERÀ, LA CONSEGUENZA SARÀ UNA FERITA IMMENSA PER L'INTERA CHIESA. A MENO CHE SIA IL PAPA STESSO A RIMEDIARE AL SUO SBAGLIO DEL 24 SETTEMBRE 2020. IL TEMPO PER AGIRE È LIMITATO, MA C'È. -
Luis Badilla e Robert Calvaresi, "Successori" di Papa Bergoglio: è lotta interna. Intanto gli “oppositori” che vogliono voltare pagina non hanno strategia né progetto, in «Osservazioni casuali», 57, 22 febbraio-1° marzo 2025. «La vicenda del cardinale Angelo Becciu: un macigno per il Conclave. Senza includere il cardinale Angelo Becciu fra i critici del Papa, poiché oggettivamente non lo è stato mai nonostante che si trova in una situazione difficilissima per volontà di Papa Bergoglio, a molti analisti attenti il porporato ex Prefetto appare come un possibile autorevole papabile. Paradossalmente il card. Becciu, che non può entrare in un Conclave, invece può essere eletto Vescovo di Roma perché adempie ai requisiti del Diritto Canonico: maschio, battezzato e celibe. Tutta la questione si potrebbe chiarire se si aprisse una via percorribile per ridefinire il suo status attuale: porporato sospeso dal Papa dalle sue più importanti prerogative tra cui quella di essere elettore. Finché Papa Bergoglio sarà vivo sicuramente non cambierà nulla. Il cardinale è un condannato in primo grado a oltre 5 anni di galera e attende, dopo l’appello, la sentenza definitiva. Questa vicenda si è molto ingarbugliata poiché si è sviluppata, dal 24 settembre 2020 ad oggi, nello stile tipico di Papa Francesco, e cioè, alla fine nulla è trasparente e univoco. Tutto diventa confuso e non c’è mai una verità convincente e cristallina. La vicenda Becciu va annoverata fra molte altre, come lo scandalo Rupnik per esempio, che fanno parte degli scheletri del pontificato. Non solo. Il macigno Becciu in un momento di Sede vacante e di un Conclave crea scompiglio e disorientamento nel popolo di Dio e anche fra i cardinali perché l’elezione del nuovo vescovo di Roma sarà fatta con un corpo elettorale volutamente mutilato, per di più per ragioni e cause mai chiarite al punto di configurarsi oggi come frutto di una persecuzione. Forse dall’inizio ciò che cercava era impedire la presenza di Becciu in un Conclave.» Nota di AP: io continuo a sperare che il Papa rimedi al suo errore. Anche in francese. -
Filippo Di Giacomo, Quei vescovi che non difendono i vescovi, in «Il Venerdì di Repubblica», 28 febbraio 2025. «Si spera che ad aprile, inizio del processo, qualcuno presenti un'eccezione di incostituzionalità. (...) E pensare che i nostri vescovi, quando si radunano, si chiamano "fratelli"» -
Andrea Gagliarducci, Pope Francis: Financial woes part of legacy, in «MondayVatican», 3 marzo 2025. Anche in italiano. «Papa Francesco ha prima istituito due commissioni (la COSEA sull’amministrazione e la CRIOR sullo IOR). Poi ha avviato una grande riforma dell’economia della Santa Sede, che è stata messa nelle mani del Cardinale George Pell, all’epoca nominato Prefetto della Segreteria per l’Economia. Questa riforma, tuttavia, ha gettato in crisi l’intero sistema finanziario della Santa Sede, che si basava su alcuni equilibri speciifici. La Santa Sede è uno Stato peculiare, senza un vero mercato proprio né una bilancia commerciale che le consentisse di rafforzare l’economia. (...) L’Obolo di San Pietro, nato nel Medioevo come sostegno alla Sede Apostolica e dal XIX secolo il modo per i fedeli di tutto il mondo di sostenere l’attività del Papa, continua a subire le conseguenze di una cattiva gestione e di un marketing poco chiaro. (...) Come detto, il sistema prevedeva il mutuo soccorso e l’“aggiustamento” dei bilanci. Lo IOR, ad esempio, dava ogni anno un contributo volontario alla Curia romana per far quadrare i bilanci. Le donazioni venivano raccolte, certo, ed erano ben accette. Ma la Santa Sede era fatta per vivere da sola. Certo, c’erano delle difficoltà da risolvere. Come sempre accade nelle organizzazioni guidate da uomini, c’erano corruzione e ingenuità. Ma bisognava anche considerare che la campagna mediatica contro le finanze della Santa Sede, scatenatasi in particolare negli ultimi anni del pontificato di Papa Benedetto XVI, era dovuta proprio al fatto che la Santa Sede aveva, passo dopo passo, creato un sistema finanziario autonomo, funzionale e internazionalmente riconosciuto. In realtà, Papa Benedetto XVI aveva avviato processi di riforma che avevano anche sganciato la Santa Sede dal privilegiato rapporto bilaterale con l’Italia, proiettandola invece tra le nazioni virtuose d’Europa. Basterebbe leggere i resoconti del Comitato Moneyval del Consiglio d’Europa di quegli anni, per rendersi conto del lavoro svolto dalla Santa Sede e di quanto fosse notevolmente all’avanguardia. Perché allora questo lavoro di costruzione è stato attaccato? Innanzitutto, sembra che l’influenza dell’opinione pubblica sia stata fondamentale e poi sia ricaduta sul desiderio un po’ propagandistico di Papa Francesco di avere una Chiesa “povera per i poveri”. Questo slogan funziona solo quando non si sa davvero come funziona una macchina complessa come la Chiesa e la sua carità. La Chiesa è povera perché non tiene nulla per sé. Ma non può essere povera nella struttura, nell’organizzazione o nella professionalità. (...) il disinvestimento comporta perdite finanziarie perché si pagano penali per il disinvestimento. (...) Ma tutto questo è successo perché il Papa ha lasciato che due mondi si scontrassero, non ha dato un indirizzo preciso al governo, e poi ha scelto la strategia più dettata dall’opinione pubblica. Cioè, quella della speculazione finanziaria, dei professionisti esterni, del taglio dei rami istituzionali. Da qui nasce la grande stagione dei processi vaticani, che dimostra – tra le altre cose – un Papa che interviene con forza nella microgestione, indicando addirittura alla Segreteria di Stato, ad esempio, come chiudere l’affare del palazzo di lusso nel centro di Londra, salvo poi accettare che tutti i protagonisti di quella vicenda vadano a processo, anche quelli che avevano agito secondo le sue direttive. Tuttavia, la distruzione del sistema non ha portato a una Santa Sede più trasparente, nonostante i bilanci che ormai vengono pubblicati ogni anno da IOR, APSA e Santa Sede, in cui vengono certificati gli alti e bassi della gestione. Lo IOR, ad esempio, non ha mai ripetuto l’utile record di 86,6 milioni che aveva avuto nel 2012, l’ultimo anno prima della gestione dell’attuale pontificato. Il processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato nasce proprio dal rifiuto del vecchio sistema di mutuo soccorso tra dicasteri e istituti finanziari. La denuncia arriva dallo IOR, che prima accetta e poi improvvisamente rifiuta di erogare un prestito alla Segreteria di Stato che, tra l’altro, sarebbe stato restituito con gli interessi. Tutto questo sistema è stato smantellato da una cattiva gestione e da un’idea finanziaria che non considera le peculiarità della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Così, siamo tornati al Medioevo: la Santa Sede deve mantenersi con donazioni esterne, e serve persino una commissione ad hoc. Tuttavia, l’Obolo di San Pietro aveva già quel compito – e comunque dava parte del ricavato a persone in povertà. (...) Nel frattempo, il patrimonio verrà venduto, pezzo per pezzo, per coprire i buchi di bilancio. Il reddito che derivava da ogni pezzo andrà perso, portando ad una sempre maggiore esposizione per la Santa Sede.» -
Sandro Magister, Pontificato al tramonto, ma con Francesco sempre da solo al comando, in «Settimo Cielo», 6 marzo 2025. Una (in)giustizia "ad personam"? Anche in francese. E in inglese. E in spagnolo. -
Mincione-Vaticano, per l'immobile in Sloane Avenue lo scontro prosegue sul web, in «Wall Street Italia», 5 marzo 2025. «La lettura accurata del dispositivo della Corte non lascia dubbi; il finanziere italo inglese esce a testa alta da questa vicenda piena di intrighi e di colpi di scena.» Ma una certa stampa – cattolica a non, servile e clericale in ogni caso – continua a dimostrare la propria disonestà e il proprio squallore. -
Giancarlo Cavalleri, Alessandro Diddi veste i panni del garantista per protestare contro la nuova detenzione di Buzzi. Anche in Vaticano servirebbe la separazione delle carriere, in «Faro di Roma», 13 marzo 2025. IL SISTEMA GIUDIZIARIO VATICANO: IL REGNO DELL'IPOCRISIA. -
Anthony Faiola e Stefano Pitrelli, Pope Francis is recovering. It hasn't stopped talk of a succession, in «The Washington Post», 15 marzo 2025. Anche in italiano. -
Patrizia Floder Reitter, Bimbi ammazzati dai cattolici? Spesi 216 milioni per trovare nulla, in «La Verità», 15 marzo 2025. In Canada sono stati spesi 216,5 milioni di dollari per indagare su un'accusa tremenda scagliata contro la Chiesa cattolica, ma non s'è trovato assolutamente nulla: erano calunnie montate da un'assurda campagna giornalistica che hanno ingannato perfino il Papa. Tutto fa pensare che anche nel "caso Becciu" qualcuno abbia ingannato il Papa, e poi il mondo intero, solo per far condannare – fra l'altro senza un briciolo di prova – un uomo innocente. E quanto è costato il "processo del secolo", tenendo conto che i magistrati come Diddi e Pignatone sono pagati con l'Obolo di San Pietro? -
Sala Zuccari del Senato: presentazione del libro 'Il caso Becciu' di Mario Nanni. Interventi di Maurizio Gasparri, Giuseppe Rippa, Santo Strati, Andrea Persili, in «Agenzia Radicale», 16 marzo 2025. «E la forte impressione di una sentenza già scritta, dato che non era stato riservato alcuno spazio alle circostanze risultate favorevoli al cardinale e comprovanti la sua innocenza.» -
Andrea Gagliarducci, Pope Francis: The pending questions, in «MondayVatican», 17 marzo 2025. Anche in italiano. -
The Vatican and the Shadow of Power: The Pope Hides the Laws He Changes, in «Silere non possum», 18 marzo 2025. «Uno degli esempi più chiari di questa crisi legale è l'affare Sloane Avenue, un caso ampiamente criticato per aver violato i diritti umani fondamentali. Gli osservatori hanno notato che le garanzie giudiziarie sono state ignorate, con disposizioni legali modificate a metà processo, spesso a discrezione del Pontefice stesso. Questi interventi hanno avuto gravi conseguenze per gli imputati, privandoli di un processo legale equo. (...) Sotto Papa Francesco, la corte ecclesiastica ha funzionato in un modo che rispecchia i difetti del diritto vaticano, tra cui: - Mancanza di giusto processo per gli individui accusati / - Decisioni basate sull'influenza personale piuttosto che su principi legali / - Modifiche alle leggi e alle procedure che privano le persone della certezza del diritto. Queste pratiche non solo minano la credibilità della legge vaticana, ma indeboliscono anche l'autorità della corte ecclesiastica, che ha implicazioni globali per le istituzioni cattoliche e i credenti.» -
Felice Manti, "Su mafia e 41 bis non molliamo, le stragi hanno devastato la storia. Dossieraggi, vicenda aperta: cerchiamo i mandanti di Striano", in «Il Giornale», 18 marzo 2025. «Abbiamo notato una sorta di corto circuito nella catena di comando di chi doveva decidere su come e cosa controllare; e questo fa emergere molti dubbi sulla gestione degli accessi abusivi. Ma la domanda alla quale la Commissione risponderà è: chi ha ordinato gli accessi, perché, e a chi potevano servire.» Chi sono i mandanti in Vaticano? Ben poche persone possono entrare in considerazione! -
Vik van Brantegem, Il Senatore Gasparri: «Convince più Becciu di Pignatone", in «Korazym», 21 marzo 2025. (ANSA) - ROMA, 20 MAR - «Mi ha convinto più l'imputato che il presidente del tribunale». Lo dice Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, intervenendo alla presentazione del libro "Il Caso Becciu. (In)giustizia in Vaticano", presentato alla sala Zuccari del Senato. Gasparri si riferiva al cardinale Angelo Becciu, condannato in primo grado nel processo di Londra sui fondi riservati della Santa sede, e al presidente del tribunale vaticano, l'ex pm Giuseppe Pignatone. «Il cardinale Becciu – ha detto da parte sua l'autore, Mario Nanni – non vuole la grazia, la grazia si dà ai colpevoli, lui vuole la piena riabilitazione». -
Fabio Nori, Presentato in Senato il libro: «IL CASO BECCIU di Mario Nanni, 21 marzo 2025. -
F.P., Se la giustizia non è in crisi, perché sbaglia così spesso?, in «Silere non possum», 22 marzo 2025. «È curioso notare come l'opinione pubblica sembri ritenere un errore giudiziario possibile solo quando è la stessa procura o il tribunale ad ammetterlo. Nessuno, però, si interroga sui tanti innocenti che si trovano in carcere a causa di errori giudiziari che lo Stato non è pronto ad ammettere. La narrazione dominante sembra voler trasformare ogni sviluppo processuale in una verità assoluta, senza spazio per il dubbio e per la riflessione critica. Eppure, non ci risulta che la costituzione dogmatica Pastor Aeternus parlasse dei magistrati, oltre che del Papa. (...) Come ha affermato il Ministro Carlo Nordio, "la giustizia umana è, per definizione, incerta e fallibile. È anzi un paradosso singolare che la nostra religione, la nostra filosofia e la nostra scienza si fondino su tre processi sostanzialmente iniqui: la crocifissione di Gesù, come le condanne di Galileo e di Socrate suscitano in noi un sentimento di ripudio, malgrado siano state irrogate ed eseguite secondo procedure legali."» -
Andrea Gagliarducci, Pope Francis, the future to be deciphered, in «MondayVatican», 24 marzo 2025. «Al di fuori dell'istituzione che lavora con e per il Papa, c'è un mondo parallelo di persone di cui il Papa si fida che portano il Papa a prendere decisioni al di fuori dei canali istituzionali. (...) Ci sono sempre stati sciacalli intorno al Papa, come intorno a qualsiasi figura di potere. Tuttavia, gli sciacalli del passato consideravano ancora l'importanza e l'equilibrio dell'istituzione che servivano. Ora, l'istituzione stessa sembra essere in gioco.» Anche in italiano. -
Vik van Brantegem, Milleseicento e quarantadue giorni, in «Korazym», 24 marzo 2025. -
Processo Becciu, l'appello inizierà il 22 settembre, «proclamo la mia assoluta innocenza e confido nell'accertamento della verità», in «Il Messaggero», 27 marzo 2025. Anche in inglese. -
Federica Sbrana, Un successo nella Sala Zuccari del Senato la presentazione del libro di Mario Nanni "Il caso Becciu. (In)giustizia in Vaticano", in «Il Vomere», 29 marzo 2025. «... il processo al Cardinale Giovanni Angelo Becciu, dal giorno della sua deflagrazione, ha dominato l'arena giornalistica per mesi, suscitando condanne apodittiche e, talvolta, giudizi sommari...» -
NOVITÀ LIBRARIA: Geraldina Boni, Manuel Ganarin, Alberto Tomer, Il «processo Becciu», Marietti, 2025 (comunicato stampa). «Non è in discussione la sovranità della Santa Sede — precisano gli autori — ma l’uso che di essa viene fatto. La sovranità non può trasformarsi in arbitrio. Essa deve essere esercitata nel rispetto dei diritti umani, anche perché è proprio la Santa Sede a farsi portatrice, nel mondo, della tutela della dignità della persona». Tra le pagine si legge un monito: «Se il diritto perde credibilità, il danno non è solo giuridico, ma ecclesiale. E rischia di compromettere la missione stessa della Chiesa nel mondo». Da qui l’appello finale: «Occorre che lo Stato vaticano riconquisti la fiducia degli attori internazionali, dando prova concreta di trasparenza, equità e rispetto delle garanzie processuali.» -
Le procès en appel du cardinale Becciu aura lieu en septembre, in «Cath.ch», 2 aprile 2025. -
Brunella Bolloli, Toh, l'indagine su Striano finisce a una toga rossa, in «Libero», 2 aprile 2025. Chi, da dentro il Vaticano, ha incaricato Striano e co.? -
Giovanni Minoli intervista Gian Franco Svidercoschi sul "caso Becciu", in «MixerStoria: La storia siamo noi», Rai3, 2 aprile 2025. «Io non ho ancora capito se, all'inizio ci fosse stata l'idea di buttare tutta la responsabilità del famoso palazzo di Londra su Becciu, perché altrimenti si sarebbe arrivati al Papa; perché è il Papa che in fin dei conti non può non aver dato l'assenso. Oppure se non fosse stato anche un tentativo di far fuori Becciu, perché stava diventando troppo importante». Svidercoschi parla poi di "grazia", ma evidentemente non ha capito: la grazia si dà ai colpevoli, mentre Becciu è innocente, anzi è la vittima di un brutale complotto. -
Chiara Lonardo, L'ingiusta condanna del card. Becciu rischia di trascinare nel baratro la stessa credibilità istituzionale della Santa Sede, in «Faro di Roma», 2 aprile 2025. «Si tratta di un caso-simbolo, un evento che pone interrogativi profondi sulla tenuta dello Stato della Città del Vaticano come ordinamento giuridico, attore internazionale e foro di affidabilità nelle relazioni economiche. Infatti, se il diritto perde credibilità, il danno non è solo giuridico, ma anche politico-istituzionale e soprattutto ecclesiale. E il rischio maggiore è quello di compromettere la missione stessa della Chiesa nel mondo. (...) Come può la Santa Sede pretendere affidabilità, se al suo interno si registrano compressioni gravi dei diritti fondamentali della persona?» Anche in portoghese. E in spagnolo. -
Nuove critiche al 'processo Becciu', attraverso un libro di giuristi, in «Gaudium Press», 4 aprile 2025. Anche in portoghese. E in spagnolo. E in inglese. «Gli autori arrivano ad affermare che gli errori del processo avranno ripercussioni sul piano della credibilità internazionale della Santa Sede, non solo sotto l'aspetto penale, ma anche sul piano della credibilità internazionale della giustizia vaticana, sulla validità delle clausole contrattuali e sulla supervisione economica e finanziaria. Gli autori parlano di anomalie procedurali che minerebbero la fiducia nel foro vaticano, anomalie che toccano il cuore del giusto processo, dalla violazione del diritto alla difesa, alla mancanza di adeguati equilibri nella struttura giurisdizionale.» -
Cesare Protetti, Mario Nanni, "Il caso Becciu", in «European Affairs», 4 aprile 2025. «Chi ha fatto scoppiare il caso Becciu? Chi ha manovrato alle sue spalle e chi per screditarlo ha osato spifferare perfino all’orecchio del Papa maldicenze, insinuazioni, accuse, facendo costruire un notevole castello accusatorio? Quali trame sono state ordite contro il cardinale Becciu per eliminarlo dagli altissimi posti di potere che deteneva nella Chiesa e nella Curia romana e forse toglierlo dal novero dei papabili?» -
Lanfranco Palazzolo, La scomparsa di Mario Nanni, intervista a Pino Pisicchio, in «Radio Radicale», 4 aprile 2025. Il cardinale Becciu ha celebrato il funerale del grande giornalista Mario Nanni: l'amore per la verità che va e che torna. -
Andrea Gagliarducci, Pope Francis: How much does the lack od a legal framework weigh?, in «MondayVatican», 7 aprile 2025. Anche in italiano. «Papa Francesco ha invece puntato tutto su sé stesso, agendo sulle Istituzioni e non sui compiti, enfatizzando la sua leadership a scapito del governo. Oggi, si ritrova a gestire una situazione che probabilmente non era quella che aveva immaginato, semplicemente perché non ha pensato di fornire una vera e propria struttura di governo.» -
P.L.S., Vaticano. La legge fantasma del Papa. Gravi violazioni dei diritti umani, in «Silere non possum», 8 aprile 2025. «La Gendarmeria Vaticana sta giocando da anni a guardia e ladri e intercetta illegalmente prelati e laici all'interno della Città Stato, pedina dipendenti ed effettua illegali perquisizioni. Le leggi vengono cambiate in corso di causa, e non si tratta di un caso isolato. (...) Mentre nelle aule di giustizia italiane l'avvocato Alessandro Diddi è oggetto di scherno, persino da parte di presidenti di tribunale che arrivano ad ordinare indagini della Procura della Repubblica sul suo comportamento in aula, spesso giudicato maleducato, oltraggioso e arrogante, in Vaticano si atteggia a spavaldo. Si aggira tra le vie della Città Stato sfoggiando cravatte ridicole e accompagnato immancabilmente da qualche collaboratrice. Negli ultimi anni, l'unico vero risultato ottenuto da Alessandro Diddi è stata una collezione di flop in aula. Ha pubblicato qualche articolo su riviste giuridiche di scarso rilievo, costellati da errori grossolani in materia canonica e vaticana. Non solo: ha anche copiato un intero codice di procedura penale redatto da un giurista e un intero codice penale scritto da un vescovo, senza apportare alcun contributo originale. (...) Lo abbiamo già visto nel procedimento relativo all'immobile di Sloane Avenue, dove le norme sono state modificate in corso di causa, compromettendo ogni principio di imparzialità e giustizia. (...) Il nodo più grave, però, è che queste carenze e il clima che ne deriva generano violazioni profondissime dei diritti fondamentali. Il diritto di conoscere le leggi che regolano la vita di uno Stato è un principio irrinunciabile in qualsiasi ordinamento giuridico moderno. (...) Il Vaticano è diventato una terra franca, anche perché certi personaggi hanno imparato bene come conquistare il favore della stampa. I giornalisti, infatti, non raccontano nulla di ciò che realmente accade tra le mura leonine, ormai sedotti – e in molti casi, comprati – con piccoli privilegi: biglietti per i musei, accessi alle celebrazioni, interviste esclusive, passeggiate nei giardini vaticani e perfino fotine nella Cappella Sistina.» -
Geraldina Boni, Manuel Ganarin e Alberto Tomer, Perché le troppe ingiustizie del processo Becciu hanno indebolito il Vaticano, in «Domani», 9 aprile 2025. «All’opposto, nello Stato d’Oltretevere neppure l’autorità umana più alta – cioè il romano pontefice – potrebbe mai ritenersi legibus solutus, incontrando anch’essa il limite insuperabile del diritto divino: all’interno del quale si rinviene proprio il nucleo fondamentale delle istanze di giustizia più profonde, compreso il diritto di difesa. (...) non solo la pronuncia in questione ma l’intera architettura della giustizia vaticana potrebbe essere sottoposta al vaglio della Corte europea dei diritti dell’uomo, notoriamente rigorosa nel giudicare sulle violazioni dei diritti fondamentali.» CHI TACE È COMPLICE. O MASOCHISTA. -
Andrea Gagliarducci, Pope Francis: What's at stake in his financial legacy?, in «MondayVatican», 14 aprile 2025. «Il deficit della Santa Sede è stimato in milioni di euro, il colpo alle casse causato dal COVID-19 si è fatto sentire e le donazioni all’Obolo di San Pietro sono diminuite drasticamente, non solo a causa della crisi globale, ma anche a causa della crisi di credibilità della Chiesa e del pontificato di Papa Francesco negli ultimi anni, (...) durante il pontificato di Papa Francesco, la “nuova guardia” ha voluto cambiare tutto, affinché il potere rimanesse nelle mani di pochi, e di quei pochi che, negli ultimi anni, hanno riportato il Vaticano ad essere uno Stato piccolo. Con poca considerazione per il suo sistema legale, il Vaticano non è nemmeno stimolante se si considera il modo in cui è stato condotto il processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato. (...) Insomma, il sistema ereditato da Papa Francesco era appesantito dal peso della propaganda negativa sui presunti scandali della Santa Sede, e anche il povero Cardinale George Pell ha attinto a questa propaganda, quando stava per ristabilire il controllo dell’economia vaticana. Ma era solo propaganda.» Anche in italiano. -
Enrica Riera, Il lato oscuro del processo Becciu. Le chat che preoccupano il Vaticano, in «Domani», 14 aprile 2025. MA, SE LA GIUSTIZIA È CORROTTA, ALLORA TUTTO CAMBIA! «Se viene fuori che eravamo tutti d'accordo è la fine.» Eh già, visto che se lo dicono tra di loro – nei 120 messaggi oscurati dalla "giustizia" vaticana che, anziché cercare la verità, l'ha nascosta – c'è da credergli, stavolta! Le carte del processo depositate all’ONU. In Vaticano la lotta alla corruzione, tanto cara al Pontefice, la si è combattuta con atti corruttivi, pur di condannare un innocente! A chi crede che la verità ci farà liberi avevo detto che si trattava di un pugno nello stomaco! -
Ivo Pincara, "Se viene fuori che eravamo tutti d'accordo è la fine", in «Korazym», 14 aprile 2025. LA FINE DELL'INGANNO MONDIALE? Comunicato del Cardinale Giovanni Angelo Becciu «La lettura dei messaggi pubblicati oggi sul quotidiano Domani non può che suscitare profondo sconcerto. Tali rivelazioni confermano quanto da me denunciato sin dall’inizio e che, in gran parte, il processo ha già dimostrato. Solo scelte discutibili adottate dal Tribunale, su sollecitazione dell’Ufficio del Promotore di Giustizia, hanno consentito a queste conversazioni di rimanere segrete. Sin dal primo momento ho parlato di una macchinazione ai miei danni: un’indagine costruita a tavolino su falsità, che cinque anni fa ha ingiustamente devastato la mia vita e mi ha esposto a una gogna di proporzioni mondiali. Ora, finalmente, spero che il tempo dell’inganno sia giunto al termine. Come si legge in uno dei messaggi riportati: “Se scoprono che eravamo tutti d’accordo è finita”. Una frase che, da sola, è più che eloquente. Da questa mattina, molte persone mi stanno contattando, indignate e scandalizzate, dopo aver letto questi ulteriori messaggi. Rimane un’amarezza profonda nel constatare che individui capaci di tali nefandezze nei confronti di un Cardinale – o indifferenti di fronte a esse – continuino a ricoprire ruoli di prestigio in Vaticano. Ho già conferito mandato ai miei avvocati, Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, di intraprendere ogni azione giudiziaria necessaria per fare piena luce su condotte così sconcertanti, che nulla hanno a che fare con la ricerca della verità. Card. Giovanni Angelo Becciu» -
Becciu e le chat "omissate": «Evidenza di una macchinazione ai miei danni», in «L'Unione Sarda», 14 aprile 2025. Anche in tedesco. E in inglese. -
Franca Giansoldati, Vaticano, pubblici i whatsapp omissati del processo Becciu: «Sapevo che era una macchinazione», in «Il Messaggero», 14 aprile 2025. In Vaticano la perversione della giustizia. Verso la fine della tragica farsa? -
Felice Manti, Becciu infangato a tavolino, la chat che inguaia i suoi accusatori, in «Il Giornale», 14 aprile 2025. «Il processo contro l’ex sostituto alla Segreteria di Stato nasce da una macchinazione creata a tavolino per mascariare l’alto prelato davanti al Pontefice, che oggi parla di «condotte sconcertanti, che nulla hanno a che fare con la ricerca della verità», lui che è stato privato di una serie di guarentigie cardinalizie sulla base di sospetti e illazioni. (...) il capo d’accusa contro Becciu - il memoriale di monsignor Alberto Perlasca - sarebbe stato costruito a tavolino da loro tre in cambio del proscioglimento dello stesso Perlasca, collaboratore di Becciu. Grazie a questo dossier farlocco Perlasca avrebbe (ri)ottenuto un ruolo all’interno del Vaticano e l’accesso ai conti. I tre temevano di essere scoperti («Se viene fuori che eravamo tutti d’accordo, è la fine», si scrivono i tre ), ecco perché la stragrande maggioranza di queste chat è stata omissata (tranne sei messaggi su 126) e mai resa disponibile alle parti, nonostante lo prevedesse il codice, con buona pace del presidente del Tribunale vaticano Giuseppe Pignatone, diventato cittadino vaticano come Diddi, con tanto di stipendio e pensione cumulabile, un pugno di giorni prima della condanna. (...) «C’è un’ulteriore ammissione, profondamente patologica, di un sistema: l’esigenza espressa dalla Chaoqui, di mantenere “due piani”, quello della verità “dove tutti sapevano, dal Papa in giù, cosa stavamo facendo” e il piano processuale, dove “bisogna affermare che nessuno sapeva, perché un complotto porterebbe all’annullamento di un processo che nei fatti è falsato sin dalla sua origine, «con l’assenza di imparzialità e la manipolazione del principale testimone d’accusa».» -
Il cardinale Becciu attacca sui fondi: 'Compllotto ai miei danni', in «Ansa», 14 aprile 2025. -
Giancarlo Cavalleri, Mons. Perlasca e le chat scomode: il lato oscuro del processo vaticano che ha ingiustamente condannato il card. Becciu, in «Faro di Roma», 14 aprile 2025. Anche in portoghese. E in spagnolo. -
Nico Spuntoni, caso Becciu, gli omissis svelati gettano ombre sull'indagine, in «La Nuova Bussola Quotidiana», 15 aprile 2025. «... dobbiamo capire cosa devi dire. Per evitare che le chat siano considerate attendibili ove mai si decidesse di dissecretarle. Perché in questo caso avrebbe ragione Becciu. Va disinnescata la bomba. Per me vale ciò che ho detto al processo. Non conosco Diddi. Se viene fuori che eravamo tutti d'accordo alla fine». Parole sottolineate nella dichiarazione del cardinale arrivata dopo la pubblicazione dell'articolo di Riera. Per l'ex sostituto questa «frase da sola, è più che eloquente (...). È evidente la sproporzionalità della pena inflitta su questo piano al cardinale Becciu per le accuse successivamente mossegli sul penale e sulle quali stanno emergendo in queste ore elementi davvero discutibili. Si sarebbe quasi portati a chiedere se il processo contro di lui sia stato la causa o l'effetto di quella decisione presa dal Pontefice». Anche in spagnolo. -
Paolo Maninchedda, Il Papa e Becciu: la costruzione del colpevole, in «Sardegna e Libertà», 15 aprile 2025. Tutta da leggere, con attenzione!















































