Sul "caso Becciu" in generale

Quarantunesima parte    

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  1. BulletGianfranco Pala, «Hanno teso una rete ai miei piedi, hanno scavato davanti a me una fossa, e vi sono caduti», in «Voce del Logudoro», 22 marzo 2026. «... il fallimento dei piani dei nemici, ammesso che un cristiano possa avere dei nemici, che finiscono per colpire chi li ha orchestrati. Infatti, via via che il processo andava avanti, appariva sempre più chiaramente che era stato architettato con abile astuzia, un vero complotto, come pochi se ne vedevano, tra le mura leonine, dai tempi più bui della storia della Chiesa.»

  2. BulletAndrea Gagliarducci, Leo XIV: Toward the definition of a pontificate, in «MondayVatican», 23 marzo 2026. «... the court order—is not even a decision of Leo XIV, but more likely a consequence of the change of pontificate, where there is no longer a Pope to intervene during the process and somehow shape its outcome. (…) First, the documentation made available by the Promoter of Justice (the Vatican prosecutor ) was riddled with redactions, making it difficult to contextualize. These redactions were later revealed when they were published in a different, related investigation, which also revealed a relationship between the Promoter of Justice and two individuals who had influence over Monsignor Alberto Perlasca. This latter was first a defendant, then a key witness, and ultimately considered only a person informed of the facts in the trial. The second issue is that Pope Francis published four rescripts during the investigations that changed the laws on the fly. These rescripts had remained confidential and were disclosed only during the trial, making the defense’s work even more complex.(…) The ruling immediately appeared highly questionable, also because the reasoning, in some cases, did not demonstrate “proven” guilt.» Anche in francese. Anche in tedesco. E in italiano.

  3. Bullet«Immaginate cosa succederebbe in un paese in cui non solo non c'è la separazione delle carriere dei magistrati, ma non c'è nemmeno la separazione dei tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario. Immaginate che il Capo dello Stato – che è pure il Magistrato Supremo – abbia firmato una denuncia contro di voi, che quindi vi  abbia già condannato prima del processo. E immaginate che quel Capo di Stato sia pure il Legislatore Supremo, che quindi possa modificare le leggi a suo piacimento per raggiungere il suo obiettivo, anche a procedimento in corso (procedimento che quindi sarebbe solo un paravento, uno specchietto per le allodole). Immaginate di vivere in Vaticano. Immaginate di essere innocenti» (AP).

  4. BulletAnnullation du procès du cardinal Becciu: le Promoteur de justice pourrait refuser de livrer tout les preuves, in «Tribune Chrétienne», 23 marzo 2026.

  5. BulletIvo Pincara, Cinque anni e mezzo: Fede, giustizia e verità nel "caso Becciu", in «Korazym», 24 marzo 2026. «Il tempo trascorso non ha attenuato interrogativi e tensioni, ma ha piuttosto reso più evidente la necessità di distinguere tra verità e narrazione, tra giustizia e apparenza. In questo contesto, la testimonianza personale si intreccia con una più ampia riflessione sulla Fede, sulla perseveranza e sulla ricerca della verità, anche quando questa appare offuscata o distorta. Il caso del Cardinale Giovanni Angelo Becciu continua a suscitare interrogativi profondi, non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello umano e spirituale. (IP) "Io sono sempre più convinto che il card. Becciu sia la vittima innocente di una colossale montatura tramata ad arte da menti malvagie, per far male alla Chiesa e per far cadere il Papa in una trappola: una diabolica polpetta avvelenata. Chi più di Becciu assomiglia a Gesù crocifisso e abbandonato, vittima innocente di malvagie calunnie? Eppure lui percorre la sua via crucis fino in fondo, senza ribellarsi, accettando la volontà di Dio con dignità e fiduciosa serenità. E pregando per il Papa. Voglio andare fino in fondo anch’io, a questa via. Voglio accompagnarlo, per quel poco che posso, come un minuscolo cireneo. Quattro anni e mezzo. Ma quant’è lunga, ancora, la via crucis? Che finisca presto!" (AP)»

  6. BulletNiwa Limbu, Vatican prosecutor moves to challenge appeal ruling in Cardinal Becciu case, in «The Catholic Herald», 23 marzo 2026.

  7. BulletCrisis en la Iglesia: Anulan el juicio al Card. Becciu, Reabren Amoris laetitia y Ordenados Casados, in «Magnificat TV», 25 marzo 2026. Anche in francese.

  8. BulletBecciu Trial: Vatican Acknowledges Procedural Flaw, in «News», 25 marzo 2026. Anche in francese. E in spagnolo.

  9. BulletAndrea Gagliarducci, Finanze Vaticane, cambio della guardia allo IOR: Pauly nuovo presidente, in «Acistampa», 25 marzo 2026. «In realtà, le ultime valutazioni del MONYEVAL sull’Istituto delle Opere di Religione sono caratterizzate da luci e ombre. (...) Il rapporto aveva comunque luci ed ombre: attaccava fortemente la Santa Sede per aver ignorato la possibilità che i suoi dipendenti possano abusare dei loro uffici del sistema finanziario vaticano per il loro profitto; sottolineava il rischio di conflitti di interesse per promotori di giustizia e giudici del Tribunale vaticano, perché non lavorano a tempo pieno per la Santa Sede; criticava lo stesso promotore di Giustizia per il modo in cui sono state eseguite le indagini sull'ormai famoso caso dell'investimento di Londra della Segreteria di Stato.»

  10. BulletBecciu Trial: Vatican Acknowledges Procedural Flaw, in «News», 25 marzo 2026. Anche in francese. E in spagnolo. Vizio di procedura; prove nascoste e messaggi compromettenti; sisma costituzionale.

  11. BulletRégine et Guy Ringwald, Vatican: le procès Becciu invalidé, in «Golias», 25 marzo 2026.

  12. BulletMario Mossa (Facebook, 26 marzo 2026): «Il processo a Sassari contro il vescovo di Ozieri, Corrado Melis e un fratello del Cardinale Becciu, Tonino, senza fare troppi giri, ruota su una sola questione. Un vescovo è un pubblico ufficiale? Deve rendere conto allo Stato italiano di come impiega l'8 per mille? Deve farsi rilasciare la ricevuta da un bisognoso a cui, attraverso la Caritas, ha comprato una bombola? Se la risposta a queste domande è no il processo non ha alcun fondamento. Per capire meglio il meccanismo dell'8 per mille, con una semplificazione, bisogna sapere che lo Stato consegna il denaro alla Cei, che lo distribuisce alle diocesi. Alla fine la Cei deve solo dichiarare che ha effettivamente speso l'importo. Non deve spiegare nel dettaglio come. Una cosa anche di buon senso e di coerenza su come si faccia la carità. In silenzio e senza identità. Oppure bisogna rispondere a un'altra domanda. Più difficile. Perché non vengono processati tutti i vescovi italiani?» «Eh, già! Il punto è che nessuno ha intascato un centesimo e nessun centesimo è stato sprecato, anzi emerge che il lavoro gratuito svolto dalle persone sedute sul banco degli imputati – vittime di malagiustizia – è enorme. E quindi coloro che hanno montato il complotto contro gli innocenti vedono franare i loro teoremi maligni. E non sanno più a cosa aggrapparsi!» (AP). «Il Vescovo di Ozieri è a processo perché in tempi di “Crucifige! Crucifige!” ha commesso un grave reato. Ha difeso nel processo farsa in Vaticano e pubblicamente il cardinale Becciu» (Mario Becciu).

  13. BulletChristian Schubert, Der Papst bekommt einen neuen Bankier, in «Frankfurter Allgemeine Zeitung», 26 marzo 2026. «Wenig professionell zeigt sich ebenfalls die Rechtsprechung des Vatikans: Wie in der vergangenen Woche bekannt wurde, muss das Verfahren im Londoner Immobilienskandal wieder aufgerollt werden.»

  14. BulletQUALCUNO, prima o poi, dovrà spiegare come mai chi s'è comportato bene l'ha punito e chi s'è comportato male l'ha premiato (AP).

  15. BulletLudwig Ring-Eifel, Ein Vatikan-Richter ruft verstorbener Papst zur Ordnung, in «Domradio.de», 27 marzo 2026. UN CAPO DI STATO NON È ONNIPOTENTE; E TANTO MENO INFALLIBILE. NEMMENO SE IL VATICANO NON HA SOTTOSCRITTO LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. Figurarsi se – manipolato? – il Papa condanna un innocente! Ma cosa accade se Cefa diventa Caifa? Un giudice vaticano richiama all'ordine il papa defunto. «Das vatikanische Gericht in erster Instanz habe grundlegende Rechte der Angeklagten und der Verteidigung verletzt, so der Richter. (…) "Die Beachtung der Prozessgarantien, die Überparteilichkeit des Richters, die Durchsetzung des Rechts auf Verteidigung und eine vernünftige Prozessdauer (...) sind Bedingungen, damit die Rechtsprechung respektiert wird und zur Stabilität der Institutionen beiträgt." Dass diese vom Papst postulierten hehren Prinzipien der Rechtsstaatlichkeit in der Rechtsprechung des von ihm regierten Zwergstaats nun auch tatsächlich angewendet werden, war die erste Überraschung, die in der Anordnung des spanischen Kirchenjuristen enthalten war. Die zweite betraf die nachträgliche Kritik am Agieren von Papst Franziskus in dem "vatikanischen Jahrhundertprozess", der im Dezember 2023 mit langjährigen Haftstrafen für Kardinal Angelo Becciu und weitere Angeklagte endete: Hier stellte Arellano fest, dass selbst der Papst als Souverän des Vatikanstaats dessen Regelwerk nicht übertreten darf. (…) Auf den ersten 10 von 16 Seiten legt die Anordnung dar, dass die Rechte der Angeklagten im sogenannten Londoner Immobilienprozess schon dadurch in unzulässiger Weise verletzt wurden, dass der Verteidigung Gesprächs- und Abhörprotokolle nur auszugsweise zur Einsicht gegeben wurden. Es widerspreche allen verfahrensrechtlichen Grundsätzen, wenn den Angeklagten belastendes Material nicht vollständig zur Kenntnis gebracht werde. (…)  Hinzu kamen dann die Regeländerungen durch die päpstlichen Reskripte in den Jahren 2019 und 2020; sie werden auf den verbleibenden sechs Seiten der richterlichen Anordnung diskutiert. Spannend ist dabei die grundsätzliche Abwägung: Argumente der Verteidiger, wonach der Papst mit seinen Regeländerungen im laufenden Verfahren gegen die Menschenrechtskonvention des Europarats verstoßen habe, verwarf das Gericht als nicht einschlägig. Der Grund: Der Vatikan hat diese Konvention nie ratifiziert, sie gilt also dort nicht. Auch ein Papst muss Regeln beachten. Was aber sehr wohl gilt, ist die eigene rechtliche Grundordnung (Ordinamento) des Vatikanstaats. Und die sieht vor, dass auch die vom Papst entschiedenen Gesetzesänderungen in angemessener Weise veröffentlicht werden müssen, damit sie Gültigkeit erlangen. Genau dies sei aber bei dem päpstlichen Reskript vom 2. Juli 2019, das gesetzesändernder und damit rechtsetzender Natur gewesen sei, nicht geschehen.»

  16. BulletHans Brockmans, Vernietiging van veroordeling kardinaal Becciu is blaam voor paus Franciscus, in «Doorbraak», 29 marzo 2026.

  17. BulletFari Pad (Facebook, 30 marzo 2026): «PROCESSO BECCIU: TRA ERRORE PROCEDURALE E POSSIBILE MACCHINAZIONE ISTITUZIONALE. «Il dottore Giuseppe Pignatone, pubblico ministero per una vita per la Repubblica italiana, passa senza incertezze dalla giustizia "in nome del popolo italiano" a quella "in nome di Sua Santità", solo che, quando (dopo la pensione) diventa presidente del tribunale del Vaticano sembra non essersi accorto pienamente di quale fosse il codice di procedura penale che era chiamato ad applicare. Questo è quanto sostiene l'ordinanza che in 16 pagine ha rimesso in discussione la regolarità del procedimento e di conseguenza una sentenza di 819 pagine. (...)» L'analisi di Giorgio Meletti sulla sentenza e sugli ultimi sviluppi procedurali mette in luce un bivio giuridico senza precedenti. Non si tratta solo di una discussione tecnica, ma della tenuta stessa dello Stato di Diritto in Vaticano. IL PRIMO VULNUS: LA SENTENZA PIGNATONE. Il punto di partenza è un dato di fatto: il Presidente Pignatone avrebbe emesso la sentenza disattendendo il codice di procedura penale in vigore al momento dei fatti (…). La strategia della "Sanatoria": La Corte sembrerebbe intenzionata a trattare questa mancanza come una nullità relativa, ipotizzando di poter "ripartire" dal punto in cui le chat erano state omissate per sanare il vizio procedurale. IL VERO NODO: LA RICUSAZIONE DEL PROMOTORE DIDDI. Tuttavia, esiste un secondo livello, ben più profondo, che scaturisce dall'istanza di ricusazione presentata contro il Promotore di Giustizia, Alessandro Diddi. È la stessa Corte ad aver ritenuto che le chat allegate a tale istanza ne abbiano determinato l'ammissibilità. Se venisse accertata la veridicità di tali messaggi, ci troveremmo di fronte a uno scenario radicale: il coinvolgimento di figure chiave. Le chat coinvolgerebbero l'ex capo della Gendarmeria Stefano De Santis, il Sostituto Edgar Peña Parra, oltre a Mons. Perlasca e Francesca Chaouqui. L'ipotesi della coordinazione: tali scambi parrebbero suggerire un possibile coordinamento tra organi inquirenti e testimoni che, in aula, avevano dichiarato sotto giuramento di non conoscersi o di non aver collaborato. (…) UNA RIFLESSIONE LOGICA SULLA NULLITA. Qualora venisse confermata una simile "macchinazione"' – ovvero una somma di intenti tra soggetti istituzionali e organi inquirenti per orientare l'esito del processo – la conseguenza giuridica cambierebbe radicalmente: 1) Non saremmo più davanti a una semplice "nullità relativa" riparabile tornando indietro di qualche passo. 2) Si profilerebbe una nullità strutturale e insanabile, un inquinamento delle prove e delle testimonianze, che renderebbe il processo nullo alla radice. CONCLUSIONE: L'accertamento del ruolo svolto da De Santis, Peña Parra, Perlasca e Chaouqui diventa dunque il perno dell'intera vicenda. Se il processo fosse stato manipolato "dietro le quinte", nessuna sanatoria tecnica potrebbe restituire legittimità a una condanna nata in un simile contesto. Il diritto non può essere una farsa: o è garanzia per tutti, o non è giustizia.»

  18. BulletLo que está detrás de la anulación del juicio Becciu: mucho más que finanzas vaticanas mal administradas, in «Gaudium Press», 30 marzo 2026. «Para comprender la raíz de las críticas, conviene recurrir a una analogía imperfecta pero ilustrativa. En un sistema republicano, los poderes están distribuidos y equilibrados; en el Vaticano, en cambio, el Papa concentra en sí atribuciones que, en otros regímenes, estarían separadas entre el jefe de Estado y el presidente de una Corte Suprema. Eso significa que no solo interpreta la ley, sino que también puede modificarla durante el transcurso de un proceso. Es precisamente ese punto el que alimenta las objeciones: la percepción de que, bajo la autoridad del Papa Francisco, habrían sido introducidas alteraciones normativas con impacto directo en el juicio en curso, creando la impresión —para muchos críticos— de que el desenlace ya estaba, al menos en parte, delineado antes de la conclusión formal del proceso. En un Estado de derecho democrático, tal superposición entre legislar, juzgar y gobernar sería considerada inadmisible, pues comprometería el principio de neutralidad judicial. En el contexto vaticano, sin embargo, donde la soberanía del pontífice no encuentra límites institucionales equivalentes, la cuestión no es de legalidad estricta, sino de legitimidad percibida. (...) Si el nuevo juicio confirmará o no las condenas anteriores es todavía incierto. Pero una cosa ya está clara: el caso Becciu redefinió las reglas del juego. Y quizás, como toda crisis verdadera, haya revelado algo más profundo que los hechos que lo originaron: la tensión permanente entre autoridad y justicia en el corazón de la Iglesia.»

  19. BulletAurelie Nimarin, Vatikanska pravda ili režirana presuda?, in «Autograf.hr», 31 marzo 2026. La malagiustizia che ha ucciso Cristo assomiglia molto alla malagiustizia che ha crocifisso Becciu. Grande articolo dalla Croazia, tutto da leggere! «In questi giorni della Settimana Santa, la Chiesa cattolica ritorna di nuovo al mistero della passione, della condanna e della morte di Gesù Cristo. Torna sulla scena di un processo ingiusto, al silenzio della verità di fronte all'interesse, a un tribunale che non cercava giustizia, ma a confermare la decisione già presa. Ecco perché il caso del cardinale Giovanni Angelo Becciu, che è tornato al centro del pubblico in questi giorni, non è solo un problema legale o istituzionale, ma diventa anche una dolorosa questione della Chiesa. (...) Ma qual è la retorica della riforma se le regole cambiano quando diventano un fastidio? Qual è il valore di invocare misericordia e giustizia se i documenti chiave vengono negati nel processo più importante del decennio? Che senso ha chiedere costantemente “sinodalità” e “ascolto” se nei procedimenti legali reali l’imputato non ottiene la piena possibilità di difesa? La corte d'appello non solo ha rivelato l'omissione procedurale, ma ha anche rivelato che l'intero processo è stato guidato dalla logica delle scorciatoie straordinarie, dalle norme che sono state bypassate, dalle procedure che si sono allungate e dagli interventi con cui l'esito è diventato più importante della legalità. È particolarmente grave che la stessa corte d'appello abbia preso in considerazione le riscrizioni papali emesse nel corso dell'inchiesta. (...) Il problema è nel modello di governo. In un modello in cui le regole sono percepite non come il limite del potere, ma come uno strumento di potere. In un modello in cui il Papa interviene, cambia procedura, amplia i poteri dell'accusa, dando l'impressione che l'obiettivo sia più importante della forma. Ma la forma giusta non è una decorazione. La forma è una garanzia contro l’arbitrio. (...) Cristo non è stato condannato perché la verità è stata sconfitta da argomenti, ma perché l’interesse era più forte del diritto e la paura era più forte della coscienza. (...) La Chiesa che osserva Cristo davanti a Pilato deve avere la forza di chiederci, dove e se abbiamo permesso che prevalesse l’interesse, che il potere sostituisse la giustizia, e che renda il risultato più importante della verità? Ma il Venerdì Santo non è l’ultima parola. L’ultima parola non ha né ingiustizia, né menzogna, né manipolazione, né processi diretti. L’ultima parola ha la Pasqua, la vittoria della verità sulla menzogna, la giustizia sull’arbitrio, la luce sulle tenebre e la vita sulla morte. Che questa Pasqua sia felice e benedetta a tutti, nella speranza che la vittoria del Cristo Risorto sia sia una vittoria della verità, della legge e della giustizia, sia nella Chiesa che nel mondo» (traduzione automatica).

  20. BulletGiulio Nova, Es war ein unfairer Prozess, in «Die Tagespost», 1° aprile 2026. È STATO UN PROCESSO INGIUSTO. Tutto il contrario di un "processo giusto" e "trasparente", come millantavano certi "giornalisti" asserviti alla malagiustizia vaticana. Una macchia indelebile sulla storia della Chiesa! «Da un lato, perché l’allora procuratore vaticano Alessandro Diddi, chiamato “Promotore di giustizia”, non ha presentato integralmente il “fascicolo di indagine” ma solo “documenti che erano stati parzialmente oscurati”. Parti irriconoscibili includono anche messaggi di chat di Genoveffa Ciferri e Francesca Immacolata Chaouqui sul testimone principale dell'accusa, monsignor Alberto Perlasca, l'ex direttore dell'ufficio amministrativo della Segreteria di Stato. Ciferri era uno stretto confidente di Perlasca e Chaouqui ha avuto un ruolo inglorioso nel processo a Vatileaks II. Secondo la difesa, queste chat, che non sono state depositate nei file di prova, dimostrerebbero il ruolo che Chaouqui e Ciferri si dice abbiano interpretato dietro le quinte “manipolando” Perlasca stesso, i principali testimoni su cui si basa l’intera incriminazione. (...) la «mancanza di pubblicazione tempestiva» di uno dei rescritti pontifici ha comportato la conseguente nullità di tutti gli atti adottati dal pubblico ministero sulla base di tale ingiunzione. (...) La Corte cerca di preservare il volto di Papa Francesco. Così facendo, la corte ha cercato di preservare il volto di Papa Francesco facendo passare ogni responsabilità per l'omissione del rescritto all'accusa. E per farlo, trova: se è vero che il Papa non aveva ordinato la pubblicazione del rescritto, così è altrettanto vero che non aveva ordinato di non pubblicarlo.» (traduzione automatica)

  21. BulletCarlo Cambi, Il lato oscuro del caso Becciu, in «Panorama», 1° aprile 2026. «La Chaouqui interloquisce con Genoveffa Ciferri, "protettrice" di monsignor Alberto Perlasca, l'uomo che materialmente ha trattato il palazzone di Sloane Avenue e che è diventato in un batter d'occhio da primo accusato a primo accusatore. Monsignor Becciu una volta pubblicate dal quotidiano Domani queste e-mail di cui Diddi era al corrente, ma non ha riversato nel processo perché avrebbero indebolito la testimnianza di accusa di Perlasca – primo collaboratore del cardinale –, ha parlato apertamente di complotto. (...) C'è un aspetto molto oscuro della vicenda però: perché agenti dei servizi segreti italiani hanno agito su richiesta del cardinale Edgar Peña Parra, il successore di Becciu in Segreteria di Stato, in Vaticano? Che rapporti aveva la Chaouqui con questi agenti e con Diddi? E soprattutto perché Pasquale Striano, lo spione della Guardia di Finanza "protetto" da Faderico Cafiero De Raho, ha dossierato Becciu e tutti gli uomini d'affari che entrano nel processo?»

  22. BulletVictor Grimaldi Céspedes, Mujeres, Bunga bunga y las sombras romanas, in «Noticias Sin», 3 aprile 2026.

  23. BulletGood Friday's celebrates thr Passion of the Lord, in «Reuters», 3 aprile 2026. Visto, eccome! Per qualcuno il Sabato Santo dura un giorno. Per altri anni e anni, tanti giorni quanti i Sabati Santi della storia. Ma di chi sa patire e amare è la vittoria: la Pasqua arriva.

  24. BulletLuca Arnau, Papa Leone cambia la Curia e incorona Parolin: finisce l'era delle ombre, in Vaticano parte la resa dei conti, in «La Capitale», 3 aprile 2026. Mah. «Su Peña Parra, poi, continua ad allungarsi anche l’ombra delle vicende legate al processo Becciu. Nessuno oggi può dire con certezza quale sarà il peso futuro del suo nome nelle carte e nelle ricostruzioni giudiziarie, ma il solo fatto che il tema resti lì, sospeso, basta a rendere la sua posizione molto meno solida di quanto il trasferimento potrebbe far pensare. In altre parole: il problema non è soltanto dove va. Il problema è ciò da cui viene allontanato e ciò che potrebbe ancora riemergere.»

  25. BulletLuigi Bisignani, I retroscena sulla nomina di Peña Parra: il caso del Nunzio, la croce di Leone, in «Il Tempo», 5 aprile 2026. Quell'intrallazzatore di Peña Parra! «... a Londra davanti alla High Court of Justice, luglio 2024, presieduta da Justice Robin Knowles, per più udienze, sudato e visibilmente in difficoltà, con accanto un bodyguard imponente e con le ciglia che parevano truccate, ammise di essere a conoscenza di fatture false pagate dal suo ufficio e di aver aperto la porta a investitori accreditati con leggerezza. Il giudice inglese esterrefatto assistette a quel penoso calvario. Il primo giorno Peña Parra rispose in inglese. Successivamente preferì avere accanto un interprete, forse per prendere tempo nelle risposte, non riuscendo a districarsi nel pasticcio in cui si era ficcato. La situazione emerse poi chiaramente durante il processo vaticano, in cui gendarmeria e testimoni, sotto la regia, probabilmente della Segreteria di Stato, finirono per confondere perfino il Santo Padre. Un «papocchio» a cui Prevost sta cercando di porre rimedio, come del resto era del tutto evidente perfino durante il dibattito nelle Congregazioni Generali quando a sorpresa il Segretario di Stato parlò di uno scritto di Bergoglio, mai prima ufficializzato, in cui veniva sorprendentemente chiesta la rinuncia di Becciu al Conclave. Ma occorre fare un passo indietro nel settembre del 2020. In occasione dell’udienza in cui Becciu fu dimissionato da Francesco, l’elemento più anomalo non fu tanto la coincidenza con l’uscita dell’articolo su L’Espresso, quanto il fatto che le informazioni pare fossero giunte al pontefice attraverso un militare della Guardia di Finanza, poi trasmesse pare proprio anche a Peña Parra. L’Ufficio del Sostituto sembra avesse un report già sei mesi prima dell’avvio formale delle indagini vaticane, contenente anche informazioni provenienti da accessi illeciti effettuati da Pasquale Striano, il finanziere sotto inchiesta dell’indagine «Dossieropoli», al centro di mille intrighi su numerosi soggetti poi coinvolti nel processo contro il porporato di Pattada. Tra i nomi «attenzionati» figuravano politici, imprenditori e figure pubbliche. Tutti i dubbi su questa opaca vicenda, che sembra un plot di Dan Brown tra spie, Mata Hari all’ombra dell’Aise e apparecchiature di criptazioni israeliane, potranno forse essere chiariti dopo il deposito integrale di tutti gli atti di indagine ordinato dalla Corte di appello vaticana all’Ufficio del promotore di giustizia. La questione è incandescente e quindi non è da escludere che la richiesta della Corte non sarà rispettata, con conseguente invalidità dell’intero processo per grave violazione del diritto alla difesa, diritti sacrosanti che proprio Prevost ha ribadito solennemente in due occasioni pubbliche. (...) Pesano, a sentir gli spifferi della terza loggia del Palazzo Apostolico, le ombre su modalità operative e su rapporti maturati in quegli anni: contatti con il Tribunale e ambienti della gendarmeria vaticana, interlocuzioni con apparati di intelligence e legami con settori della Guardia di Finanza, in un intreccio mai chiarito fino in fondo. Elementi che in parecchi funzionari, dell’una e dall’altra parte, sollevano più di una perplessità sulla sua idoneità a rappresentare la Santa Sede proprio in Italia. A ciò si aggiungono la gestione dei fondi della Segreteria di Stato e i danni economici rilevanti, tra cui i costi legali - nell’ordine di decine di milioni di euro tra avvocati e informatori a vario titolo - legati alla vicenda londinese. Peña Parra è comunque, almeno in questo, il primo Sostituto del dopoguerra a non aver ricevuto la porpora e uno dei pochi a essere stato di fatto rimosso per essere destinato a una nunziatura. Resta altresì una questione di fondo: questa nomina rischia di esporre il governo italiano a un evidente imbarazzo, costringendolo a vigilare da subito sui rapporti del nuovo nunzio con gli apparati più delicati dello Stato.»

  26. BulletVittorio Pelligra, Quando la giustizia tradisce sé stessa, in «Il Sole 24 Ore», 5 aprile 2026. «Tutto procede secondo un copione riconoscibile. C’è chi ha il potere di decidere, c’è una procedura che si dispiega, c’è perfino una forma di consenso collettivo che accompagna l’esito finale. Nulla sembra consegnato al puro arbitrio. E tuttavia, proprio lì, nel punto in cui l’ordine mostra il suo volto più compatto e più solenne, dove la giustizia formale sembra trionfare si consuma uno dei più radicali fallimenti della giustizia sostanziale che la nostra memoria custodisca. (...) Ed è qui che la simbologia della Pasqua cristiana introduce una frattura decisiva. Perché il racconto evangelico non si arresta alla condanna. Non consegna la vittima alla sua funzione pacificatrice. Non permette che il sacrificio si chiuda con l’ordine ristabilito e il potere riconfermato, come si sono chiusi tanti altri sacrifici nella storia. Introduce invece un dopo. E questo dopo non coincide con la semplice riabilitazione dell’innocente. Non c’è appello, non c’è revisione del giudizio, non c’è una sentenza correttiva emessa da un tribunale superiore. La resurrezione non aggiusta il meccanismo. Lo smentisce radicalmente.»

  27. BulletAntonangelo Liori (Facebook, 5 aprile 2026): «Auguri cardinale, in nome della verità. Voglio fare oggi auguri speciali al cardinale Angelo Becciu. Per un motivo essenziale. Deve essere terribile per un uomo di chiesa mantenere intatta la propria fede dopo aver scoperto che quella istituzione alla quale lui si vocò era una tana di vipere. Mi metto nei suoi panni. Ragazzino figlio di povera gente di un paesino sardo entrare in seminario pieno di entusiasmo. E percorrere una strada radiosa nella sua fede, confortato dall'affetto di quanti lo conoscevano e stimavano. Poi finire in una trappola ordita da una sorta di consorteria da romanzo di Dan Brown. Conosco gli atti alla perfezione. Sì, qualcuno ha lucrato. E dagli atti sappiamo chi è stato. Non certamente monsignor Becciu. Sì, ci sono stati molti serpenti e traditori. Ma certamente non Angelo Becciu, vittima di congiure. Ci sono stati legami sporchi fra l'intelligence italiana e le consorterie vaticane. Ma il cardinal Becciu è di Pattada, ha un'idea semplice del bene e del male. E questo lo ha tradito. Papa Francesco - visto che non si parla male dei morti - fu, diciamo così, ingenuo: pensava più alle sentenze dei giornali che a quelle divine. Ma papa Leone sembra uomo di diverso stampo, di grande calibro e qualità. Non segue l'opinione pubblica ma la fede della sua chiesa. Auguri, cardinal Becciu: questa Pasqua faccia risorgere la verità.»

  28. BulletPapa Leone XIV: «Oggi papa Leone ha parlato dell'«onestà della comunicazione umana. Spesso, infatti, il racconto della verità viene oscurato da fake news, come si dice oggi, cioè da menzogne, allusioni e accuse senza fondamento. Davanti a tali ostacoli, però, la verità non resta celata, anzi: ci viene incontro, viva e raggiante, illuminando le tenebre più fitte.» La verità può anche essere crocifissa, nascosta in un sepolcro, ma in fondo, nonostante tutto, non muore mai.

  29. BulletFranca Giansoldati, Papa Francesco, in un libro il Bergoglio più intimo a un anno dalla scomparsa, in «Il Messaggero», 7 aprile 2026. «Dopo di lui nella stanza del Papa entrarono solo la premier Meloni e per un paio di volte l'allora Sostituto Pena Parra e il Segretario di Stato, Parolin – per il disbrigo di alcuni atti urgenti, compresa la discussa lettera dattiloscritta siglata con una F tremula, con la quale si sarebbero poi chiuse le porte del conclave al cardinale Becciu sotto accusa per un processo che faceva acqua da tutte le parti.»

  30. BulletSandro Magister, Giustizia sarà fatta. Ma sui casi di Rupnik e "Lute" il passo di Leone è incerto, in «Settimo Cielo», 8 aprile 2026. Se la giustizia è marcia, l'intero corpo dello Stato è minacciato dal pus. «Il 17 marzo la corte d’appello dello Stato della Città del Vaticano ha decretato la “nullità relativa” del processo di primo grado e ordinato la “rinnovazione del dibattimento”, con il deposito di tutti gli atti e documenti a disposizione degli imputati. Tutto ciò in obbedienza ai principi cardine enunciati tre giorni prima dal papa nell’aprire il nuovo anno giudiziario : “l’osservanza delle garanzie procedurali, l’imparzialità del giudice, l’effettività del diritto di difesa”, ritenuti tutti gravemente violati nel primo processo.» Anche in francese. E in inglese. E in spagnolo.

  31. BulletAurelie Nimarin, Giustizia vaticana o sentenza pilotata?, in «Faro di Roma», 9 aprile 2026. Vi prego, se credete che la giustizia sia un valore importante, leggete questo testo con attenzione, frase per frase, parola per parola. E facciamolo sapere al mondo intero! «L’uguaglianza davanti alla legge non esiste laddove la legge viene adattata alle esigenze del momento. (…) In questo contesto vale la pena ricordare l’avvertimento di Hannah Arendt: "I più grandi crimini non sono commessi da demoni, ma da persone comuni che hanno accettato un ordine delle cose in cui il crimine non appare più come crimine". Sembra che proprio una simile mentalità, durante il pontificato di Francesco, abbia messo radici profonde: verso l’esterno una retorica morale centralizzata, e verso l’interno regole flessibili, interventi personali, meccanismi straordinari e cerchie di fiducia. (…) La firma di un ordinamento giuridico sano è la prevedibilità: si sa chi decide, in base a quale legge, con quale procedura, con quali garanzie e entro quali limiti. La firma di un sistema malato è l’improvvisazione: oggi vale una cosa, domani un’altra; oggi si richiama la regola, domani l’eccezione; oggi si parla di diritto, domani di “interesse superiore”. (…) Se nel “processo del secolo” è stato possibile compromettere standard procedurali fondamentali, modificare con atti pontifici il quadro dell’indagine e negare alla difesa ciò che le spetta per legge, allora è legittimo dubitare anche del più ampio modo di operare degli organismi vaticani di quel periodo. (...) Ciò non significa che ogni sentenza sia invalida, né che ogni decisione dei dicasteri vaticani sia stata frutto di corruzione. Ma significa che è stata incrinata la premessa fondamentale della fiducia. E quando viene meno la fiducia nell’ordinamento giuridico, ogni decisione comincia ad apparire come il risultato di relazioni, e non della norma. (…) relazioni, improvvisazione e una cultura corruttiva del favore non possono essere un modo accettabile di governare la Chiesa. La Chiesa può sopravvivere allo scandalo di un singolo uomo. Più difficilmente sopravvive allo scandalo di un sistema. E con la massima difficoltà sopravvive al momento in cui i fedeli e l’opinione pubblica giungono alla conclusione che ai suoi vertici non si sia giudicato secondo diritto, ma secondo interesse, relazioni, equilibri di lealtà e volontà di chi aveva accesso alle leve del potere.  (...) Nella Settimana Santa la Chiesa fa memoria di ciò che non dovrebbe mai dimenticare: il suo Signore non fu vittima di un processo giusto, ma di un’ingiustizia rivestita della forma di un tribunale. Cristo non fu condannato perché la verità fu sconfitta dagli argomenti, ma perché l’interesse fu più forte del diritto e la paura più forte della coscienza. Per questo la Settimana Santa non è soltanto un tempo di devota memoria, ma anche un tempo di serio esame di coscienza per la Chiesa — non solo per i singoli, ma anche per le sue istituzioni, i tribunali, i dicasteri e le strutture arcidiocesane e diocesane. La Chiesa che contempla Cristo davanti a Pilato deve avere il coraggio di interrogare se stessa: dove siamo e abbiamo forse anche noi permesso che l’interesse prevalesse sul diritto, che il potere sostituisse la giustizia e che l’esito diventasse più importante della verità? Ma il Venerdì Santo non è l’ultima parola. L’ultima parola non appartiene né all’ingiustizia, né alla menzogna, né alla manipolazione, né ai processi pilotati. L’ultima parola è la Pasqua, la vittoria della verità sulla menzogna, della giustizia sull’arbitrio, della luce sulle tenebre e della vita sulla morte.»

  32. BulletNew Digest e Jacob Neu, Promulgation and Lawmaking: a Comment on The Vatican's Becciu Case, in «The New Digest», 9 aprile 2026. Può Dio disegnare un cerchio quadrato? Figurarsi un Papa! E un Papa laureato in matematica e in diritto canonico lo sa bene. «Is God able to make a square circle? No, He cannot, because to do so violates the principle of non-contradiction. To come to any other conclusion would be pure nominalism, and our conclusion that square circles are impossible even for God does not contradict the fact of God’s omnipotence. The same applies to the Rescript. If the definition of “law” has any meaning, the Court of Appeal cannot decline to apply that definition, even when considering Papal actions. In summary, even in a system of combined powers under an absolute monarch, “law” still retains its essence as reasoned ordinances directed to the common good, issued by him having care of the community, and promulgated. The Court of Appeal’s decision is the correct one, and I think it would have been more scandalous had it arrived at a different decision.» Del resto gli scandalosi articoli di Ed Condon non sorprendono affatto: «The Pillar» è – insieme a «L'Espresso», a Maria Antonietta Calabrò ecc. – uno dei pilastri del brutale complotto (mascariamento) ordito contro l'innocente card. Becciu.

  33. BulletPaolo Rudelli ya es Sustituto, presión de Estados Unidos al Vaticano, León XIV suspende el proceso de Jorge Novak, ¿anular el pontificado del Papa Francisco?, el caso Fontgombault, la Iglesia Católica y Orbán, el viaje a España, la visita apostólica a Heiligenkreuz, el desconcierto de los conversos, in «Infovaticana», 9 aprile 2026. «El problema radica en el modelo de gobierno, un modelo en el que las normas no se perciben como límites al poder, sino como instrumentos de poder. (...) La igualdad ante la ley no existe cuando la ley se adapta a las necesidades del momento es la confirmación judicial de que la imparcialidad del juicio se ha visto comprometida, la lógica de resistencia, ocultamiento y control del acceso a los documentos continúa. «Los mayores crímenes no los cometen los demonios, sino la gente común que ha aceptado un orden de cosas en el que el crimen ya no se percibe como crimen». Esta es una mentalidad ha echado raíces profundas durante el pontificado de Francisco: una retórica moral centralizada en el exterior y reglas flexibles, intervenciones personales, mecanismos extraordinarios y círculos de confianza en el interior. No hace falta argumentar que todas las decisiones de los tribunales vaticanos o los dicasterios durante ese período fueron corruptas para plantear una cuestión mucho más seria: ¿cuántas de esas decisiones se tomaron en un contexto donde las relaciones, la confianza, los canales informales y la proximidad al centro del poder eran más valiosos que un procedimiento canónico claro y justo?»

  34. BulletNiccolò Magnani, Stragi Falcone-Borsellino, pm: archiviazione Mafia-appalti / La 'pista' esiste, mancano i nomi: cosa succede, in «Il Sussidiario», 13 aprile 2026. «Resta apertissimo il filone d’inchiesta contro gli ex magistrati Gioacchino Natoli e Giuseppe Pignatone, indagati per favoreggiamento aggravato per aver – secondo l’accusa – favorito la mafia siciliana, insabbiando il dossier Mafia-appalti dopo le morti nelle Stragi del 1992. »

  35. BulletAndrea Ossino, Dossieraggi all'Antimafia. Striano spiava il Vaticano "Scandali noti in anticipo", in «La Repubblica», 14 aprile 2026. La domanda è sempre la stessa: chi erano – e sono – i mandanti dentro il Vaticano?

  36. BulletLuca Arnau, Dossieraggi all'Antimafia, Striano spiava anche il Vaticano: i nomi cercati prima degli scandali e il sospetto di una rete che sapeva tutto in anticipo, in «La Capitale», 14 aprile 2026. «Ed è proprio la cronologia a rendere la vicenda potenzialmente devastante. Perché le ricerche, secondo l’accusa, sarebbero iniziate il 19 luglio 2019. Ma il Vaticano annuncerà le perquisizioni solo il primo ottobre. E i nomi coinvolti diventeranno pubblici il giorno seguente. In mezzo c’è un vuoto temporale che pesa come una confessione mancata. (...) Come se qualcuno volesse vedere arrivare il terremoto prima che la terra iniziasse a tremare. E se davvero è andata così, allora il problema non è soltanto giudiziario. È istituzionale. È quasi strutturale. (...) C’è il sospetto che l’accesso alle informazioni non fosse fine a sé stesso, ma servisse a muoversi prima degli altri. Anticipare, conoscere, forse persino orientare. (...) Se i nomi del Vaticano venivano cercati prima che il caso esplodesse, allora qualcuno si muoveva su una linea di vantaggio che non avrebbe mai dovuto esistere. E se questo è successo davvero, non siamo davanti a un’anomalia burocratica o a una semplice deviazione individuale. Siamo davanti a un uso clandestino del sapere, alla privatizzazione del segreto, a un pezzo di apparato che smette di servire lo Stato e comincia a servire altro.» Ma se, come sembra, era tutta una montatura...

  37. BulletVincenzo Bisbiglia, Striano, "spiati" pure i coimputati di Becciu, in «Il Fatto Quotidiano», 14 aprile 2026. Che razza di marciume c'è dietro il complotto che ha incastrato l'innocente Becciu?

  38. BulletStragi del '92, i pm chiedono l'archiviazione dell'indagine mafia-appalti, in «Ansa», 14 aprile 2026. A proposito del giudice vaticano che ha condannato, senza una prova, il card. Becciu. «Secondo gli inquirenti, l'ex pm Natoli, su istigazione di Pignatone, svolgendo una inchiesta solo apparente, avrebbe aiutato gli imprenditori mafiosi Antonino Buscemi e Francesco Bonura, l'imprenditore e politico Ernesto Di Fresco e gli imprenditori Raoul Gardini, Lorenzo Panzavolta e Giovanni Bini (gli ultimi tre al vertice del Gruppo Ferruzzi) a sfuggire alle indagini anche ordinando la distruzione (in realtà mai avvenuta) dei brogliacci di alcune intercettazioni. Una sorta di depistaggio che sarebbe stato organizzato per impedire a magistrati come Paolo Borsellino di andare a fondo sugli interessi di Cosa nostra sui lavori pubblici.»

  39. BulletIvana Balunco, Mafia e appalti, De Luca: «Indagini apparenti», in «Giornale di Sicilia», 14 aprile 2026. «Pignatone e Natoli sono accusati di favoreggiamento aggravato dall’aver favorito la mafia; per questo reato è intervenuta la prescrizione. Natoli è inoltre accusato anche di calunnia. Secondo gli inquirenti, avrebbero insabbiato il cosiddetto dossier mafia appalti.»

  40. BulletRita Cavallaro, Striano dietro le "spiate" sul Vaticano. L'ex finanziere verso il rinvio a giudizio, in «Il Giornale», 14 aprile 2026. «Dai colloqui sono emersi elementi che hanno spinto i magistrati a richiedere altre verifiche, grazie alle quali è stato accertato come ci siano sempre Striano&Co dietro le spiate sul Vaticano che hanno fatto deflagrare lo scandalo sul cardinale Angelo Becciu per la compravendita del palazzo di Londra, confluito nel processo del secolo. Tra il 2019 e 2020 Striano, in qualità di «tenente della Guardia di Finanza ed ufficiale di polizia giudiziaria in servizio esclusivo presso la Procura Nazionale Antimafia, assegnato al 'Gruppo Sos' ed esecutore materiale degli accessi abusivi», si legge nell'atto, «effettuava accessi su banche date in uso al Corpo della Guardia di Finanza traendo informazioni» su diverse persone coinvolte nell'inchiesta vaticana, tra cui il finanziere Francesco Mincione.»

  41. BulletPm De Luca: "Mafia-appalti concausa della strage di via D'Amelio", in «LiveSicilia», 14 aprile 2026. «De Luca ha denunciato gravi errori investigativi di Pignatone, richiamati con precisione e riguardanti proprio mafia e appalti. De Luca ha poi ricordato gli ingenti acquisti immobiliari di Pignatone e famiglia presso società di persone appartenenti a vere e proprie cosche»

  42. BulletFrancesca Galici, Stragi '92, Gasparri: "Per il pm De Luca l'inchiesta mafia e appalti è stata concausa decisiva", in «Il Giornale», 14 aprile 2026. «De Luca (...) “ha denunciato gravi errori investigativi di Pignatone, richiamati con precisione e riguardanti proprio mafia e appalti” e “ha poi ricordato gli ingenti acquisti immobiliari di Pignatone e famiglia presso società di persone appartenenti a vere e proprie cosche”. (...) La posizione di Pignatone e Natoli, quindi, “è oggetto di altro procedimento, ancora pendente. Un procedimento che riguarda mancate indagini sulla famiglia Buscemi e sul gruppo Ferruzzi. Questo reato di favoreggiamento è ormai prescritto. Tuttavia, il comportamento di Pignatone e Natoli è considerato connesso alla vicenda della strage: l’inerzia investigativa, denunciata ancora una volta in modo circostanziata da De Luca, avrebbe rafforzato l’isolamento di Borsellino, sempre più in pericolo perché era l'unico in Procura intenzionato ad andare in fondo alle indagini sugli appalti, agendo in modo ben diverso rispetto ad altri suoi colleghi”»

  43. BulletRoberto Greco, Stragi del '92: Il "nodo" Mafia-Appalti verso l'archiviazione. Ma la verità resta un puzzle incompleto, in «L'Altroparlante», 14 aprile 2026. «La Procura di Caltanissetta continua infatti a indagare su figure di spicco della magistratura dell’epoca, tra cui l’ex procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e l’ex magistrato Gioacchino Natoli. L’ipotesi al vaglio è pesante: aver favorito l’insabbiamento di parti del dossier mafia-appalti nei primi anni ’90. Questa “inchiesta nell’inchiesta” cerca di chiarire se vi fu una volontà deliberata di “smontare” il lavoro del ROS, omettendo atti o ritardando perquisizioni che avrebbero potuto cambiare la storia della lotta alla mafia.»

  44. BulletFelice Manti, La doppia verità di Scarpinato smontata in Antimafia, in «Il Giornale», 14 aprile 2026. «Le "false indagini, piene di anomalie" portano la firma di Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli, entrambi indagati per favoreggiamento alla mafia assieme all’ex capo della Procura Pietro Giammanco (oggi deceduto), considerato inaffidabile da Falcone e Borsellino che peraltro sciolse il pool antimafia e a cui Scarpinato era particolarmente legato. Tutti pm di eccezionale livello professionale commettono tutti lo stesso errore: risparmiare imprenditori amici (con cui qualcuno come Pignatone fece anche affari) "attraverso indagini nascoste ai vertici dell’ufficio, intercettazioni ignorate se non smagnetizzate, deleghe alla Finanza anziché al Ros", spiega De Luca.»

  45. BulletFenesia Calluso, Il Procuratore De Luca parla alla Commissione Antimafia, in «Tg1», 14 aprile 2026. Davvero quei magistrati erano "I MIGLIORI"? Figurarsi allora gli altri! Giuseppe Pignatone è il giudice che in Vaticano ha condannato un innocente!


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Sull'Obolo di San PietroCASO_BECCIU_OBOLO.htmlCASO_BECCIU_OBOLO.htmlshapeimage_5_link_0
Sull'accusa d'aver trasferito 
del denaro in Australia 
e sull'ipotesi di complotto 
contro il card. PellCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlshapeimage_6_link_0shapeimage_6_link_1shapeimage_6_link_2shapeimage_6_link_3
Sulle accuse di aver arricchito 
se stesso o propri familiari

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Processi e sentenze di Londra, di Roma ecc. a proposito della compravendita del palazzo 
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a casa del cardinale BecciuCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlshapeimage_11_link_0shapeimage_11_link_1shapeimage_11_link_2
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(e sulle altre accuse di Report)
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