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Il Conclave e papa Leone XIV (ottava parte): > per la parte precedente clicca qui

Giacomo Gambassi, Il Papa: no a rigidità, ideologia e contrapposizioni su fede, liturgia e morale, in «Avvenire, 22 dicembre 2025. Il Papa punta il dito contro le «dinamiche legate all’esercizio del potere, alla smania del primeggiare» e parla della necessità di «poterci fidare, quando cadono maschere e sotterfugi, quando le persone non vengono usate e scavalcate...». E si domanda quasi imploranto: «È possibile essere amici nella Curia Romana?» Sa bene che un innocente, per dinamiche perverse, è stato crocifisso. Avanti in attesa della Luce!
Veniamo alla luce! «Noi veniamo al mondo senza decidere, ma poi passiamo attraverso molte esperienze in cui ci è chiesto sempre più consapevolmente di “venire alla luce”, di scegliere la luce.» Nonostante «la reazione di chi teme per il proprio potere, di chi è smascherato nella sua ingiustizia da una bontà che rivela i pensieri dei cuori (... ah, come ricorda la malagiustizia vaticana che ha condannato un innocente!) dovunque nel mondo c’è chi sceglie la giustizia anche se costa» (Leone XIV, 26 dicembre 2025).
Franca Giansoldati, Papa Leone XIV, la Treccani lo consacra italiano dell'anno per «sobrietà e pacatezza», in «Il Messaggero», 29 dicembre 2025. «Niente figli e figliastri. Le regole con Papa Prevost si applicano e basta. Anche nel campo giudiziario ha fatto filtrare diversi messaggi sul fatto che il diritto canonico dovrà tornare al centro e non finire in un angolo come spesso è stato fatto durante in questi anni, anche sul caso più spinoso tra tutti, riguardante il cardinale Becciu. Un frangente delicatissimo che Leone XIV ha intenzione di trattare con cautela e giustizia. Contrariamente a Francesco Prevost il diritto canonico lo conosce bene avendo fatto un dottorato all'Angelicum, ed avendolo sempre applicato durante gli anni alla guida degli Agostiniani. Prima del conclave - alle riunioni preparatorie dei cardinali - ha preso certamente nota di tutte le lamentele affiorate sulla gestione accentratrice di Francesco che prendeva decisioni in modo personalistico, spesso manifestando un potere assoluto, in taluni frangenti senza limiti, altre volte palesemente influenzato da una ristretta cerchia di persone, il cosiddetto “cerchio magico”. Chi conosce Prevost assicura che questo rischio non c'è, tanto per cominciare non sembra avere paura di decidere, inoltre il suo modo di agire pacato, sinodale e conciliante riuscirà a costruire un consenso esteso. Del resto basta vedere con quanti voti è stato eletto – pare abbia toccato il tetto dei 115 – praticamente una maggioranza bulgara. “Quando vede una verità, non ha mai avuto timore a difenderla” ha assicurato il padre agostiniano Alejandro Moral Antón, suo amico da lunghi anni.» Bene, non ci aspettiamo di meno! Anche in tedesco.
Leone XIV con i giovani di Roma e i volontari del giubileo, anno santo francescano, il concistoro termina negli abusi, illegali in Spagna, la giustizia del Vaticano, Parolin e Maduro, Venezuela, ¿un Papa Anti Trump?, rivolta in Persia, tre anni senza Pell, in «Infovaticana», 11 gennaio 2026. «Il Vaticano sconvolto dal caso Becciu. La Corte di Cassazione del Vaticano ha impiegato alcuni giorni in più per decidere se impugnare il promotore di giustizia vaticano, Alessandro Diddi, ed escluderlo dal processo Becciu. Un groviglio di pratiche elaborate su misura per «salvare» il vero responsabile delle decisioni, grazie a una serie di norme (segrete) modificate sul momento in relazione alle intercettazioni telefoniche e alla riservatezza dell’indagine. Questa faccenda ha segnato la fine del pontificato del Papa Francesco e ha influenzato il Conclave che ha eletto Leone XIV. Agli occhi di numerosi osservatori che seguono il caso con interesse, il processo Becciu è stato tutto tranne che «giusto». Già sappiamo che il sistema giudiziario del Vaticano non si può paragonare nemmeno lontanamente agli cosiddetti stati di diritto moderni. Il Papa Leone, a differenza del suo predecessore, ha già dichiarato che non desidera interferire nella decisione: «quella è compito dei giudici d’appello e degli avvocati difensori». Essendo l’autorità ‘suprema’ in Vaticano ‘non può non intervenire’, persino la dichiarata decisione di non intervenire è una forma di intervento. Le ombre che circondano Pignatone, il giudice della prima parte del processo, accusato di collaborare con la mafia, non aiutano nemmeno. Siamo ancora molto lontani dal restaurare l’immagine di un Vaticano trasparente, che con questo processo ha minato ulteriormente la sua credibilità.» Anche in inglese. E in spagnolo. E in portoghese. E in francese.
Franca Giansoldati, Vaticano, via il Promotore di Giustizia: Diddi f amarcia indietro e si «astiene» dal processo Becciu, era ormai incompatibile, in «Il Messaggero», 12 gennaio 2026. «E' la sua uscita di scena definitiva. IN questo modo Diddi offre la possibilità al processo vaticano di riprendere l'iter in appello senza subire ulteriori contraccolpi, senza le tensioni continue e la montagna di sospetti che sinora si erano intrecciati in questa ingarbugliata vicenda processuale che ha portato alla condanna - in primo grado - di nove persone tra cui il cardinale Angelo Becciu il quale si era però sempre proclamato innocente. Per certi versi la decisione della Cassazione (composta dai cardinali Farrell, Zuppi e Artime) costituiva una sorta di test collaterale sul pontificato in corso, e sulla sua capacità effettiva di garantire in Vaticano processi giusti, cosa che finora è sempre stata contestata con forza non solo dalle difese degli imputati ma da una folta schiera di giuristi, canonisti e cardinali. L'appello del processo per il Palazzo di Londra si era aperto in ottobre in modo piuttosto scoppiettante. Le difese di quattro degli imputati, il cardinale Angelo Becciu, i finanzieri Enrico Crasso e Raffaele Mincione e l'ex funzionario della Segreteria di Stato, Fabrizio Tirabassi avevano ricusato il Promotore di Giustizia, Alessandro Diddi per avere avuto «un interesse nel procedimento» come si evince dai tanti messaggi intercorsi tra la pr Francesca Chaouqui e Genoveffa Ciferri, le due donne che hanno ispirato ispirato su differenti livelli, il memoriale di monsignor Alberto Perlasca, principale accusatore del cardinale Becciu. In pratica Chaouqui, avrebbe manipolato il monsignore (per il tramite di Ciferri) agendo dietro le quinte e in contatto con il Promotore di Giustizia Diddi. Per la Corte d'Appello, formata dallo spagnolo monsignor Alejandro Arellano Cedillo (proveniente dai vertici della Rota Romana) e da due giudici laici, la richiesta era stata giudicata ammissibile e ora a Corte di Cassazione (formata dai cardinali, Zuppi, Lojudice, Gambetti, Farrell e da Artime) pronunciarsi in merito. (...) Dentro e fuori la Chiesa l'appello del cosiddetto processo Becciu viene considerato il primo, consistente, test del nuovo corso per misurare trasparenza e coerenza nell'amministrazione della giustizia da parte di Leone XIV. Il Papa ha in un paio di circostanze fatto sapere che non si sarebbe intromesso in alcun modo, cosa che, invece, non fece il suo predecessore entrando a gamba tesa con quattro rescripta per modificare la gestione delle indagini a processo in corso, ai danni del le difese e del cosiddetto “giusto processo”. La vicenda era partita dalla richiesta di un prestito della Segreteria di Stato allo Ior per un totale di 150 milioni di euro per riacquistare le quote della società che controllava un immobile di pregio a Londra. Da lì si è sviluppata una vicenda carica di zone d'ombra, giochi di potere, opacità. In primo grado sono affiorate persino false testimonianze, con agenti segreti più volte tirati in ballo, ipotesi di registrazioni illegali sul suolo italiano da parte di gendarmi vaticani, la presenza di suggeritori dietro le quinte per manipolare il principale accusatore del cardinale Becciu, un tempo responsabile dell'ufficio finanziario: monsignor Alberto Perlasca. Il primo legale che ha voluto commentare questo evento è Cataldo Intrieri che assieme a Massimo Bassi, difensori di Tirabassi, ritengono «saggia la decisione del professor Diddi, a conferma della legittimità delle questioni poste dalla difesa sulle oscure trame di depistaggio durante le indagini volute per la vicenda di Sloane avenue. Ora non resta che trarne le dovute conseguenze . Una pagina buia che confidiamo si chiuda presto e definitivamente». Anche in francese. E in tedesco. E in spagnolo. E in inglese.
Andrea Gagliarducci, Leo XIV, the long transition, in «Mondayvatican», 19 gennaio 2026. Anche in italiano. «Leone XIV dovrà affrontare diverse questioni irrisolte. Una di queste è il cosiddetto “processo Becciu” sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato. Leone XIV decise di non intervenire nel processo ma di accettare il corso della giustizia, e la sua decisione di di non fare nulla ha già prodotto alcuni sviluppi drammatici. L’ultimo è la decisione del Promotore di Giustizia Alessandro Diddi di ritirarsi dal processo di appello. Diddi non solo ha visto la sua mozione di appello respinta dall’Alta Corte dello Stato della Città del Vaticano, ma si è anche trovato sotto accusa per una serie di intercettazioni telefoniche che lo mostravano in contatto con individui che facevano pressione anche su un testimone, Mons. Alberto Perlasca. Diddi ha lasciato la scena, la Corte ha già dimostrato come intende amministrare la giustizia e il clima al suo interno è completamente nuovo. Anche qui, l’effetto Leone XIV è all’opera.»
Papa Leone XIV, Messaggio di Sua Santità papa Leone XIV per la LX giornata mondiale delle comunicazioni sociali, 24 gennaio 2026. «Sistemi che spacciano una probabilità statistica per conoscenza stanno in realtà offrendoci al massimo delle approssimazioni alla verità, che a volte sono vere e proprie “allucinazioni”. Una mancata verifica delle fonti, insieme alla crisi del giornalismo sul campo che comporta un continuo lavoro di raccolta e verifica di informazioni svolte nei luoghi dove gli eventi accadono, può favorire un terreno ancora più fertile per la disinformazione, provocando un crescente senso di sfiducia, smarrimento e insicurezza.» Come no! L'abbiamo visto plasticamente nelle perversioni e nelle manipolazioni giornalistiche degli ultimi anni.
Luis Badilla e Robert Calvaresi, Leone XIV inaugura l'Anno Giudiziario. Le sue riflessioni sul rapporto tra "la verità della giustizia e la virtù della carità". Cos'è veramente il contraddittorio nel "processo"?, in «Osservazioni Casuali», 104, 24-31 gennaio 2026. «Il processo non è di per sé una tensione tra interessi contrastanti, come a volte viene frainteso, ma è lo strumento indispensabile per discernere la verità e la giustizia nel caso. Il contradittorio nel processo giudiziale, di conseguenza, è un metodo dialogico per l’accertamento del vero. La concretezza del caso, infatti, richiede sempre che siano appurati i fatti e confrontate le ragioni e le prove a favore delle varie posizioni, sulla base delle presunzioni di validità del matrimonio e di innocenza dell’indagato, fino a prova contraria. L’esperienza giuridica maturata testimonia il ruolo imprescindibile del contraddittorio e l’importanza decisiva della fase istruttoria. Il giudice, mantenendo l’indipendenza e l’imparzialità, dovrà dirimere la controversia secondo gli elementi e gli argomenti emersi nel processo. Non osservare questi basilari principi di giustizia – e favorire una disparità ingiustificata nella trattazione di situazioni simili – è una notevole lesione al profilo giuridico della comunione ecclesiale.»
La Torre di Babele – Tortora, dove siamo rimasti?, in «La7», 16 febbraio 2026. Enzo Tortora come Angelo Becciu. Qui l'intera trasmissione. La Chiesa sa correggere i propri errori, evidentissimi? O deve aspettare secoli e secoli? «C'è sempre il modo per rimediare. Vale per la giustizia – ovviamente dovrebbe essere un po' più veloce (...) –, ma vale anche per noi, vale anche per chi ha avuto quel pensiero» (Gaia Tortora). Il Vaticano vuole rimediare alla propria malagiustizia? E la Chiesa tutta sa correggere i propri errori, evidentissimi? O deve aspettare secoli e secoli?
Papa Leone XIV: «Certo, il peccato è personale, ma prende forma negli ambienti reali e virtuali che frequentiamo, negli atteggiamenti con cui reciprocamente ci condizioniamo, non di rado all’interno di vere e proprie “strutture di peccato” di ordine economico, culturale, politico e persino religioso. Opporre all’idolatria il Dio vivente – ci insegna la Scrittura – significa osare la libertà e ritrovarla attraverso un esodo, un cammino. Non più paralizzati, rigidi, sicuri nelle proprie posizioni, ma radunati per muoversi e cambiare. Come è raro trovare adulti che si ravvedono, persone, imprese e istituzioni che ammettono di avere sbagliato!» (18 febbraio 2026)
A proposito dei raccomandati, degli ambiziosi, dei lusingatori e degli adulatori che – come ho sempre detto – vanno a braccetto dei bugiardi e dei calunniatori, i quali (gli uni e gli altri) possono ingannare e mettere in trappola perfino un Papa: Mons. Varden ha parlato alla Curia vaticana, e al Papa, del trattato "De Consideratione" di Bernardo di Chiaravalle, il quale «affronta anche le difficoltà legate alla persona del Papa, inclusi i compiti giuridici che spesso lo sovraccaricano. Bernardo ricorda che il Papa non è solo il successore degli apostoli, ma anche l’erede del mondo intero, sul quale non esercita un dominio, poiché l’unico vero Signore è Cristo. Per questo, il pontefice è chiamato a convertire, ammonire gli eretici e correggere gli ambiziosi. Bernardo non risparmia critiche al clero e al popolo romano, esortando il Papa a scegliere con attenzione i suoi collaboratori, evitando gli ambiziosi, i raccomandati e gli adulatori. «Le qualità che Bernardo gli chiede di cercare e coltivare sono valide in ogni tempo: servono collaboratori “di provata integrità, disponibili all’obbedienza, pazienti e miti; […] di sicura fede cattolica, fedeli nel ministero; amanti della concordia, della pace e dell’unità; […] prudenti nel consiglio, […] sagaci nell’amministrazione, […], modesti nel parlare”», ha detto Varden questa mattina». Eh, già. Bernardo aveva visto lontano. C'è da rimediare a un errore gigantesco.
La scelta rivoluzionaria di Leone XIV: ecco chi ha chiamato al suo fianco, in «Silere non possum», 5 marzo 2026. «Francesco ha voluto al suo fianco proprio quel corpo che, prima dell’elezione di Bergoglio, non poteva neppure accedere al Palazzo Apostolico. Quella scelta, negli anni, ha prodotto i suoi risultati. Abbiamo visto i diversi scandali emersi: dai buchi nella sicurezza, al coinvolgimento dei commissari negli scandali con pregiudicate, ai commissari che fanno dossieraggio su prelati e cardinali, fino allo scandalo di Domenico Giani e alla sua cacciata dallo Stato con il collocamento alll’Ordine di Malta come “contentino per tenerlo zitto”. E tanti altri non sono neppure emersi. A Zanetti, Francesco affiancò poi la figura, ben controversa, di Stefano De Santis, spesso al suo servizio come autista: e con la pregiudicata Chaoqui si è visto che cosa sia accaduto. Santa Marta era diventata un teatro di dossieraggio e di soldi che uscivano ed entravano dalla cassaforte del Papa. Un teatro imbarazzante.»
Rita Salerno, Papa Leone XIV all'apertura dell'anno giudiziario in Vaticano, in «TG2000», TV2000, 14 marzo 2026. «L’osservanza delle garanzie procedurali, l’imparzialità del giudice, l’effettività del diritto di difesa e la ragionevole durata dei processi» sono condizioni imprescindibili nell'amministrazione della giustizia in Vaticano.
Franca Giansoldati, Leone XIV, il trasloco loy profile: è tornato al Palazzo Apostolico dopo 13 anni, con lui i 2 segretari. E intanto lancia il monito ai suoi magistrati, in «Il Messaggero», 14 marzo 2026. CI SONO I SERVIZI SEGRETI (DEVIATI?) DIETRO L'OPERAZIONE DI KILLERAGGIO DEL CARD: BECCIU? «Leone XIV ha indicato la bussola al suo sistema giudiziario e non è andato nei dettagli, non ha toccato alcuni casi eclatanti affiorati negli anni precedenti, primo tra tutti il famoso maxi processo per l'immobile di Londra che ha portato alla condanna di dieci persone, tra cui il cardinale Becciu che si è strenuamente difeso in primo grado ribadendo la sua innocenza. Autorevoli canonisti in questi anni sono più volte intervenuti con articoli scientifici spiegando le storture e le incongruenze di un sistema giudiziario definito opaco. Per loro è stato celebrato un processo sbilanciato al punto da far insorgere in blocco anche tutti i legali degli imputati i quali hanno denunciato l'assenza dei requisiti del cosiddetto giusto processo. Intanto le udienze del Processo d'appello in corso si sono misteriosamente incagliate agli inizi di febbraio, ancora in attesa dell'ordinanza della Corte d'Appello su tre punti sollevati dalle difese: l'invalidazione dell'intero processo di primo grado, l'acquisizione delle chat omissate misteriosamente a suo tempo dal Promotore di Giustizia Diddi e l'acquisizione delle scottanti carte del caso Striano, il finanziere che aveva iniziato a fare dossieraggio su molti degli imputati del processo ben prima che iniziasse il processo stesso in Vaticano. Al punto che alcuni difensori, tra cui Cataldo Intrieri, non hanno escluso che dietro questa strana anomalia "vi fossero i servizi segreti per conto del Vaticano".»
El Papa vincula la estabilidad institucional del Vaticano al respeto de las garantías procesales en los juicios, in «Infocatolica», 17 marzo 2026. «El Papa León XIV parece estar afrontando el escándalo que ha supuesto para muchos fieles el tratamiento dado en múltiples casos por el Papa Franciso (Becciu, Zanchetta, Rupnik, Gaztelueta, …) especialmente por no haber salvaguardado las más elementales garantía procesales. Al menos en las palabras, las de León suponen un rayo de esperanza.»














































