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Il Conclave e papa Leone XIV (sesta parte):                                       > per la parte precedente clicca qui


  1. BulletIacopo Scaramuzzi, Papa Leone riceve il cardinale Becciu, in «La Repubblica», 27 maggio 2025.

  2. BulletPapa Leone XIV riceve il Cardinale Becciu, il faccia a faccia sul caso giudiziario dopo la rinuncia «spontanea» al Conclave, in «Open», 27 maggio 2025.

  3. BulletElise Ann Allen, Pope meets cardinal sentenced for financial crimes, banned from conclave, in «Crux», 27 maggio 2025. Anche in portoghese.

  4. BulletJesús Bastante, El Papa recibió a Becciu, pero no intercederá a su favor en la apelación a su condena por malversación, in «Religiòn Digital», 27 maggio 2025.

  5. BulletPapa Leone riceve in udienza il cardinale Becciu, in «Corriere della Sera», 27 maggio 2025.

  6. BulletJavier Martìnez-Brocal, El Papa se reúne con Becciu, el cardenal defenestrado por Francisco, y le reitera su inocencia, in «ABC», 27 maggio 2025.

  7. BulletRodrigo Moreno Quicios, ¿Por qué se ha reunido León XIV con Angelo Becciu?, in «Alfa & Omega», 27 maggio 2025.

  8. BulletFrancesco Peloso, Speranza Becciu: il papa vuole studiare le carte del processo, in «Domani», 27 maggio 2025. «... il pontefice ha quindi manifestato in tal modo una volontà chiara di ascoltare le ragioni di Becciu. Anche perché vuole scongiurare l’idea, diffusasi nell’opinione pubblica, che il Vaticano sia il luogo dove vengono violati i diritti della difesa. Per questo si prenderà il tempo che serve per studiarsi con cura le carte processuali.» MI PARE CHE LEONE XIV SIA UNO CHE, PRIMA DI DECIDERE, VUOLE CAPIRE BENE. E QUESTO È MOLTO POSITIVO.

  9. BulletEl Papa recibe en audiencia a cardenal condenado por irregularidades financieras, in «Crònica Viva», 27 maggio 2025.

  10. BulletPapa Leão XIV recebe cardeal condenado por escândalo financeiro, in «Terra», 27 maggio 2025.

  11. BulletEl Papa León XIV recibe en audiencia al Cardenal Angelo Becciu, involucrado en un escándalo financiero, in «Aciprensa», 27 maggio 2025.

  12. BulletEl Papa recibe en audiencia a Becciu, el cardenal condenado por irregularidades financieras que no entró al Cónclave, in «EuropaPress», 27 maggio 2025.

  13. BulletS.I., Il cardinale Becciu ricevuto da Leone XIV. Un incontro che testimonia come il nuovo Papa non intenda farsi condizionare da calunnie e complotti contro il porporato, in «Faro di Roma», 27 maggio 2025. «L’udienza rappresenta certamente un segnale di particolare rilevanza, considerando la travagliata vicenda giudiziaria e mediatica che ha coinvolto il porporato sardo, che ha subito una pesante condanna dal Tribunale Vaticano pur non avendo commesso alcun reato ed essendo invece stata provata la sua innocenza da ultimo anche da intercettazioni telefoniche che hanno individuato un complotto ai suoi danni. Nessuna comunicazione ufficiale è stata diffusa sul contenuto del colloquio di oggi, ma alcune fonti parlano di una volontà del Papa di “ascolto e prossimità” nei confronti del cardinale Becciu, ed è evidente che Leone XIV non intende farsi condizionare dalla campagna mediatica contro il porporato sardo che a causa di questa, pur non essendovi tenuto, ha rinunciato a partecipare al Conclave con un gesto di grande umiltà e amore alla Chiesa cui il nuovo Papa è sembrato voler rispondere oggi con un gesto di apertura che, al di là dei risvolti giuridici, appare carico di significato umano ed ecclesiale.» Anche in portoghese. E in spagnolo.

  14. BulletCamila Calderón, Papa León XIV recibió en audiencia al cardenal Angelo Becciu: quién es y por qué fue condenado a cinco años y seis meses de cárcel, in «Infobae», 27 maggio 2025.

  15. BulletGiuliano Foschini e Iacopo Scaramuzzi, Becciu dal Papa: "È andata bene" la speranza di un nuovo processo, in «La Repubblica», 28 maggio 2025. Si sveglia perfino il Gruppo Gedi (complice del brutale complotto che ha messo in croce un innocente)? Le calunnie fanno molto rumore, ma la verità resta in piedi fino alla fine.

  16. BulletAntonio Modaffari, Le prime volte di Papa Leone XIV: riceve Becciu e poi il Napoli, in «La Presse», 28 maggio 2025.

  17. BulletFranca Giansoldati, Il caso Becciu è sul tavolo di Leone XIV, a settembre l'appello ma stavolta il diritto canonico sarà rispettato, in «Il Messaggero», 28 maggio 2025. «In aula in diversi intervennero per far notare che negli ultimi anni in Vaticano si era assistito ad una «fase giustizialista» (usarono proprio questa parola) e che il diritto canonico era stato sovente messo in un cantuccio. Davanti ai documenti papali fino a quel momento segreti (quello siglato a marzo e un secondo datato 2023) tirati fuori dal cardinale Pietro Parolin, Becciu prese atto della volontà papale a non partecipare all'elezione. In quel frangente l'atmosfera era piuttosto tesa e per non spaccare ulteriormente l'assemblea scelse di fare un passo indietro rispettando i voleri di Francesco. Condannato l'anno scorso per peculato e truffa in un processo che attende ancora il giudizio di secondo grado (previsto per settembre), Becciu non ha mai smesso di professare in ogni sede la sua innocenza, ribadendo la sua estraneità da ogni coinvolgimento nello scandalo della disastrosa vendita delle quote del Palazzo di Sloane Avenue, avvenuti quanto lui ormai non era già più Sostituto ma era al Dicastero dei Santi. In una recente intervista al Messaggero il cardinale Giuseppe Versaldi, uno dei diversi porporati che durante il conclave difese il diritto di Becciu a partecipare al voto nella Sistina dicendo che non era stato l'unico ad aver preso la parola per affrontare la grande questione del «diritto naturale della difesa», una chiara allusione al giusto processo e alla mole di messaggi whatsapp che furono «occultati alle difese». Questione non da poco perchè in quella corposa documentazione – pubblicata integralmente dal Domani – si delineano i contorni di una specie di congiura in piena regola ordita per incastrare il cardinale sardo (cosa che Becciu ha sempre evocato: «contro di me ordito un complotto»). (...) Probabilmente l'aspetto più significativo di questa nuova fase della Chiesa riguarda la presenza di un Papa esperto di diritto canonico, con alle spalle una robusta esperienza accademia e gestionale all'interno dell'ordine agostiniano, avendo diretto per ben 12 anni questo ordine religioso. Un cardinale elettore, dietro anonimato, ieri suggeriva al Messaggero che la rigorosa formazione accademica di Leone XIV terrà ben distinto il suo ruolo di legislatore supremo da quello di giudice supremo, lasciando sempre la parola agli organi competenti ma con una attenzione particolare all'applicazione rigorosa e piena del diritto canonico.» STAVOLTA SARÀ UN GIUSTO PROCESSO? Anche in tedesco.

  18. BulletBecciu in udienza da Leone XIV, in «La Nuova Bussola Quotidiana», 28 maggio 2025.

  19. BulletNico Spuntoni, Il Papa incontra Becciu. Il cardinale escluso verso la riabilitazione, in «Il Tempo», 28 maggio 2025. «Più di un decennio dopo da allora, sono stati in qualche modo i due protagonisti del conclave: uno non entrando in Sistina nonostante l'età anagrafica glielo consentisse, l'altro invece uscendone vestito di bianco. (...) Sicuramente l'esigenza di rimettere ordine nel caos normativo di questi anni è stata una delle richieste più frequenti sollevate nel pre-conclave. (...) Peraltro il direttore Matteo Bruni non ha spiegato perché Becciu sia stato incluso tra i "non elettori" già da prima del 2023».

  20. BulletJordi Pacheco, Becciu, condemnat per delictes financers, defensa la seva innocència davant Lleó XIV, in «Flama», 28 maggio 2025.

  21. BulletFrancesco A. Grana, Becciu ci riprova con Leone XIV: "Io, innocente", in «Il Fatto Quotidiano», 28 maggio 2025.

  22. BulletVik van Brantegem, Si riaccende la speranza di un giusto processo per il Cardinal Becciu, in «Korazym», 28 maggio 2025.

  23. BulletH.A., El Papa León XIV recibe a Becciu, el cardenal condenado que no participó en el Cónclave, in «Heraldo», 28 maggio 2025.

  24. BulletCondenado y apartado del Cónclave: el cardenal denostado por Francisco vuelve al Vaticano de la mano de León XIV, in «La Voz de Ibiza», 28 maggio 2025.

  25. BulletEduardo Berdejo, Papa Leone XIV riceve il carrdinale Becciu, in «Ewtn», 28 maggio 2025.

  26. BulletCardenal Becciu, en un ‘cara a cara’ con León XIV, in «Gaudium Press», 28 maggio 2025.

  27. BulletPietro Santoro, Church pocket/64: la Chiesa noiosa di papa Leone XIV; il caso Becciu, in «Merateonline», 30 maggio 2025. «Il caso Becciu rischia di diventare per Prevost una patata bollente dello stesso calibro di quello di Rupnik (...): da un lato un cardinale perseguitato, dall'altro un abusatore protetto oltre ogni limite.» NO AL GIUSTIZIALISMO POPULISTA!

  28. BulletPietro Santoro, Francesco, Leone, Becciu: Santoro risponde al lettore, in «Merateonline», 31 maggio 2025.

  29. BulletJohn L. Allen Jr., The deep structural reform awaiting Leo XIV beneath the Becciu soap opera, in «Crux», 1° giugno 2025. SE IL PAPA PREDICA BENE E RAZZOLA MALE IN FATTO DI GIUSTIZIA... «Nel frattempo, l'equità del processo legale contro Becciu è stata oggetto di profonda controversia, anche durante le discussioni tra i cardinali che hanno portato al recente conclave. Molti hanno espresso l'opinione, che ha anche un ampio seguito nei media italiani e tra i principali giuristi italiani, secondo cui Becciu è stato vittima di un processo ingiusto. Diversi cardinali hanno persino simpatizzato con la sua iniziale insistenza sul fatto che avrebbe dovuto essere in grado di partecipare alle elezioni per scegliere il successore di Francesco. (…) Per la scienza: è possibile che qualsiasi azione penale o civile possa soddisfare le aspettative contemporanee di equità e giusto processo in un sistema in cui non vi è separazione dei poteri e in cui il capo dell'esecutivo è anche l'autorità legislativa e giudiziaria suprema? Formulata in questo modo, la domanda si risponde quasi da sola. Il problema, quindi, è che se Leone vuole evitare casi futuri simili a quelli di Becciu, quale riforma del sistema giuridico sarebbe necessaria per isolarlo dalle accuse di ciò che gli italiani chiamano giustizialismo, ovvero l'imposizione della giustizia draconiana da parte del potere esecutivo senza garanzie di giusto processo? Si presentano due ampie possibilità. In primo luogo, Leone XIV potrebbe finalmente completare gli affari incompiuti del 1870 e disinvestire il papato da tutte le rimanenti rivendicazioni sul suo status vestigiale di monarchia temporale creando una magistratura veramente indipendente per lo Stato della Città del Vaticano. Per essere chiari, non stiamo parlando di limitare il potere del papa sulla fede e sulla morale, che rimarrebbe assoluto. Invece, il suggerimento è che il suo potere temporale sarebbe volontariamente limitato quando si tratta di amministrazione della giustizia civile e penale sul territorio vaticano, compreso proprio il tipo di presunti crimini finanziari per i quali Becciu è stato condannato. (…) Una tale abnegazione non porrebbe alcuna crisi dottrinale. Nemmeno la concezione più radicale dell'infallibilità papale ha mai sostenuto che i papi sono preservati dall'errore quando si tratta di bilancio, per esempio, o del diritto del lavoro. Supponiamo, tuttavia, che un tale passo sia visto come un ponte troppo lontano in termini di ricostruzione del papato moderno. C'è un'altra alternativa che potrebbe rafforzare la fiducia nel giusto processo quando i funzionari del Vaticano sono accusati di crimini? Come succede, sì. Papa Leone potrebbe finalmente avvalersi di una disposizione contenuta nell'articolo 22 dei Patti Lateransi del 1929, che regolavano le relazioni tra il Vaticano e il governo di un'Italia unificata in seguito al crollo dello Stato Pontificio. Quell'articolo recita: “Su richiesta della Santa Sede, e per delega che può essere data dalla stessa in singoli casi o su base permanente, l'Italia provvederà all'interno del suo territorio per la punizione dei crimini commessi nella Città del Vaticano ...” In altre parole, il Vaticano potrebbe effettivamente affidare la responsabilità di conduzioni penali al sistema giudiziario italiano e lavarsi le mani dell'intera faccenda. Di conseguenza, almeno, nessuno potrebbe accusare un papa o i suoi pubblici ministeri nominati di mettere i pollici sulla bilancia della giustizia al fine di produrre risultati predeterminati. Certo, dato lo stato irregolare della giustizia penale italiana, alcuni potrebbero chiedersi se sia davvero una soluzione desiderabile. Nessun sistema, tuttavia, è perfetto, e almeno questo non esporrebbe il pontefice alle accuse di predicare una cosa quando si tratta di un giusto processo e dell'imparzialità della magistratura ma di praticarne un'altra.» (trad. autimatica) PS: bisogna tuttavia tenere presente che i magistrati vaticani Diddi (che risulta in combutta con Chaouqui e co.) e Pignatone (giudice indagato per favoreggiamento alla mafia)... sono magistrati in realtà italiani. Bah! Anche in italiano. E in portoghese.

  30. BulletLuigi Bisignani, Papa Francesco morì in ascensore, Leone XIV eletto due volte: il retroscena, in «Il Tempo», 1° giugno 2025. Mah, sarà vero?

  31. BulletAnna Rees, Pope meets with convicted cardinal banned from conclave, in «Premier Christian News», 2 giugno 2025.

  32. BulletAngela Ambrogetti, Libri e romanzi, le sfide, le origini e le aspettative su Papa Leone XIV, in «Acistampa», 3 giugno 2025. E la questione Becciu e la sua possibilità di votare? «Un pasticcio legato a carte mai pubblicate siglate da Papa Francesco con una F e che sarebbero state date al cardinale Parolin che le avrebbe fatte vedere al cardinale Becciu. Bergoglio chiedeva di non farlo votare, anche se Becciu ha la dignità cardinalizia e avrebbe dovuto essere in Conclave. Alla fine è lui che sceglie di non entrare in Conclave per rispettare la volontà del Papa e togliere il Collegio Cardinalizio dalla responsabilità di decidere. Uno schiaffo al Diritto Canonico, una brutta figura, ma pochi hanno il coraggio di raccontare tutto.»

  33. BulletPresunzione d'innocenza e controversie: il caso Becciu e la figura di Francesca Chouqui, in «Magazine Like», 7 giugno 2025.

  34. BulletAndrea Gagliarducci, Pope Leo XIV: The role of the Curia & the season of trial, in «MondayVatican», 9 giugno 2025. Anche in italiano. «L’approccio di Leone XIV è cauto. Tuttavia, sembra esserci una notevole agitazione intorno a lui. C’è un mondo vaticano che ha vissuto completamente nelle dinamiche del precedente pontificato e ora teme di perdere la propria influenza. Come sempre accade in Vaticano, tutti si sono riposizionati. Anche la stagione dei processi in Vaticano non sarà più la stessa. In Sede Vacante, lo scorso 29 aprile, Francesca Immacolata Chaouqui, l’ex membro della Pontificia commissione referente di studio e di indirizzo sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa (COSEA) della Santa Sede, poi processata in Vaticano, è stata convocata in Vaticano con l’accusa di traffico di influenze e manomissione di prove. La notizia è stata diffusa quasi un mese dopo. La convocazione di Chaouqui è seguita alla pubblicazione di intercettazioni telefoniche che hanno rivelato il suo ruolo nella manipolazione delle prove e nella consulenza ai magistrati nel processo riguardante la gestione dei fondi della Segreteria di Stato della Santa Sede, noto come “processo Becciu”. Ma perché l’incriminazione arriva solo ora? Al di là delle intercettazioni, il ruolo di Chaouqui era già emerso durante il “processo Becciu”, quando fu chiamata a testimoniare. All’epoca, le dichiarazioni di Chaouqui non portarono a un arresto né a un sospetto. (...) Allo stesso tempo, attendiamo l’appello per il processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, previsto per il prossimo 22 settembre. Dovrebbe esserlo, perché tutte queste situazioni potrebbero anche indurre a considerare il rinvio dell’appello. Leone XIV ascoltò attentamente tutte queste situazioni e lesse i dossier. Per prendere le decisioni migliori, ha bisogno della Curia, e questo significa che ha bisogno di funzionari curiali non corrotti e di una Segreteria di Stato non invischiata in antagonismi interni. Queste considerazioni, in sintesi, sono state tra quelle che hanno portato alla sostanza dei recenti discorsi. Il Papa, tra le altre cose, non ha ancora una squadra di governo personale. Ha deciso di fidarsi di coloro che ci sono finora.»

  35. BulletÉlu depuis un mois, comment Léon XIV est-il perçu par la Curie romaine?, in «Cath.ch», 8 giugno 2025.

  36. BulletMaximilien Bernard, Soulagement à la curie, in «Riposte catholique», 10 giugno 2025.

  37. BulletEletto da un mese, come viene percepito Leone XIV dalla Curia romana?, in «Catt.ch», 10 giugno 2025.

  38. BulletJohn L. Allen Jr., Three headaches awaiting the acute legal mind of Pope Leo XIV, in «Angelus», 16 giugno 2025. COME RIMEDIARE ALLA GIUSTIZIA INGIUSTA? «Although he was sentenced to five-and-a-half years in prison by the Vatican court, Becciu from the beginning has maintained his innocence, and he has a following among many fellow cardinals who spoke to Leo both before and after the conclave, insisting the procedural irregularities under Francis meant that Becciu had been pre-judged and denied a fair trial. Becciu’s appeal before the six-judge Vatican appeals court is set to begin Sept. 22, and it remains to be seen if Leo will issue any tweaks or clarifications intended to bolster perceptions of a fair trial. More basically, the real question is what happens if Leo’s acute legal mind turns to the underlying dilemma raised by the Becciu case, which is how any prosecution can be said to be fair in a system in which the accusing party, meaning the executive branch of government, is also the supreme legislative and judicial authority.» Anche in spagnolo.

  39. BulletPapst Leo XIV. regiert anders, in «KathPress», 16 giugno 2025.

  40. BulletAndrea Gagliarducci, Da Francesco a Leone XIV, dieci caratteristiche del cambio di pontificato (per il vaticanista), in «Vatican Reporting», 16 giugno 2025.

  41. BulletNicole Winfield, Pope Leo XIV resumes the tradition of taking a summer vacation. But he's got plenty of homework, in «AP», 5 luglio 2025. «But the trial was itself problematic, with defense claims that basic defense rights weren’t respected since Francis intervened on several occasions in favor of prosecutors. In the months since the verdicts were handed down, there have been new revelations that Vatican gendarmes and prosecutors were apparently in regular touch with a woman who was coaching the star witness into testifying against Becciu. The once-powerful cardinal has denounced the contacts as evidence that his conviction was orchestrated from the start, from the top.» Anche in spagnolo. E in portoghese.

  42. BulletJohn L. Allen Jr., Pope Leo is spurning populism for a more institutional style of leadership, in «The Catholic Herald», 5 luglio 2025.

  43. BulletLa piscina, il campo di padel e alcuni delicatissimi dossier: come passerà le vacanze Papa Leone XIV, in «La Sicilia», 5 luglio 2025. «Tra i faldoni c’è anche il nuovo esposto alle autorità italiane con le chat dalle quali, a detta degli avvocati del cardinale, emergerebbe "l’ingiustizia complessiva del processo".»

  44. BulletIl caso Becciu sulla scrivania di Leone, in «L'Unione Sarda», 6 luglio 2025.

  45. BulletLos desafíos ocultos que enfrenta el Papa León XIV en su primer verano, in «Mex Noticias», 6 luglio 2025.

  46. BulletJesús Bastante, Los 'fantasmas' de Francisco se le aparecen al papa León XIV al llegar por primera vez a Castel Gandolfo, in «El Diario», 11 luglio 2025.

  47. BulletLuigi Bisignani, Dalla purga di Bergoglio alla «pulizia» di Prevost. Così Leone XIV potrebbe «congelare» il caso Becciu per riformare la Giustizia, in «Il Tempo», 14 luglio 2025. «Le micce del possibile rinvio? La prima, la più evidente, è il gran pasticcio delle chat scagionanti, una omissata nel primo grado di giudizio e altre emerse solo nelle ultime settimane, e un audio inequivocabile di un inquirente. Protagonista: l’investigatore principale del processo, il gendarme Stefano De Santis, da sempre braccio operativo del promotore di giustizia Alessandro Diddi. Per alcune fonti interne, De Santis potrebbe autosospendersi, anticipando la mossa del Papa e facilitando così un rinvio “mascherato”. E, nel farlo, salverebbe per ora la testa del comandante della Gendarmeria, Gianluca Gauzzi Broccoletti, che – pur essendo umbro – non potrà continuare all’infinito a recitare l’adagio siciliano “nenti sacciu, nenti vitti e nenti vogghiu sapiri”. La seconda miccia riguarda la Corte d’appello vaticana – composta da un prelato della Rota e due uditori rotali – e la Corte di cassazione, formata da tre cardinali. Tutti assai digiuni di diritto civile, penale e procedurale. Il risultato? Confermano in automatico le sentenze, senza reale discussione. Un eventuale appello a Becciu rischia di replicare la sceneggiata del primo grado. Con un’aggravante: raddoppiare il danno economico e mediatico di un processo che doveva rappresentare il simbolo della moralizzazione di Francesco e che, invece, si sta trasformando in un boomerang. Tra il risarcimento già versato al finanziere Raffaele Mincione, che ha ottenuto giustizia nel Regno Unito, e le spese legali, la Santa Sede ha già sborsato circa 12 milioni di euro. E non è che l’inizio. Papa Leone XIV ora pretende vera trasparenza. Ha ordinato un rendiconto dettagliato di tutte le voci di spesa: parcelle agli avvocati, investigazioni, pedinamenti, intercettazioni, sorveglianze, affidate a società esterne. Una macchina costosissima e – secondo fonti vaticane – opaca e imbarazzante. Se Broccoletti, il comandante della Gendarmeria, riuscirà a restare fuori dalla linea di fuoco, De Santis rischia di diventare il primo capro espiatorio del nuovo corso. Ma il bersaglio vero è Alessandro Diddi, sempre più isolato. La favola della “vittoria vaticana” in Inghilterra è evaporata. E anche le residue speranze di rivalsa presso le Nazioni Unite sembrano destinate al naufragio. In gioco non c’è solo il destino di un processo, ma la tenuta economica e politica della Segreteria di Stato. E dopo Londra, Prevost non vuole una condanna Onu sulla coscienza. (...) E restano, sul tavolo, alla luce delle chat emerse negli ultimi tempi, le domande scomode: perché Diddi ha omissato le chat che avrebbero potuto assolvere Becciu?» 15 MILIONI DI EURO DEI FEDELI SPESI PER NON DIMOSTRARE PROPRIO NULLA. SE NON L'ASSOLUTA MANCANZA DI PROVE CONTRO IL CARD. BECCIU, VITTIMA INNOCENTE DI UN BRUTALE COMPLOTTO. PER NON PARLARE DEI MILIONI SPESI DALLA CAMPAGNA DI MASCARIAMENTO MONDIALE; E DELL'INGANNO DI MENZOGNE E CALUNNIE DI CUI È VITTIMA LA CHIESA E L'UMANITÀ INTERA. COSÌ VA SPESO L'OBOLO DI SAN PIETRO, PER UNA MAGISTRATURA CORROTTA? UNA VERGOGNA UNIVERSALE E IRRIMEDIABILE! Basta porcherie da parte della magistratura e della gendarmeria vaticane!

  48. BulletRoberto Tortora, Leone XIV, "che testa fa saltare": rumors sulla svolta di Castel Gandolfo, in «Libero», 16 luglio 2025. «Il secondo dossier sul tavolo del Papa è quello della Segreteria di Stato. In questo caso, a cadere giù dalla torre dovrebbe essere il venezuelano Edgar Peña Parra. Il presule è coinvolto nella compravendita del palazzo di Sloane Avenue, a Londra, per la quale è stato condannato, in primo grado, il suo predecessore, il cardinale Angelo Becciu

  49. BulletGiuseppe Nardi, Papst Leo XIV. in Castel Gandolfo: Urlaub mit Aktenstudium, in «Katholisches.info», 17 luglio 2025.

  50. BulletNach der Rückkehr in den Vatikan muss der Papst viel entscheiden, in «Kathpress», 25 luglio 2025. Anche in inglese.

  51. BulletAndrea Gagliarducci, Leo XIV and the aftermath of the previous pontificate, in «MondayVatican», 28 luglio 2025. Anche in italiano. «Se gli stessi giudici vaticani non considerano la Santa Sede all’interno del suo specifico ordinamento giuridico, come possono i processi essere considerati equi? (…) l’eredità della stagione processuale è proprio un’incomprensione del sistema giuridico vaticano. O, in alcuni casi, un attacco implacabile al sistema giuridico vaticano da parte di coloro che avrebbero dovuto difenderlo. L’appello nel cosiddetto “processo Becciu” dovrebbe iniziare il 22 settembre. Il processo, che è un’indagine in tre parti sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, riguarda il caso più in generale. Anche quel processo aveva evidenziato diverse lacune nella comprensione della questione da parte del Vaticano. Si trattava infatti di un processo nato da una denuncia presentata dall’Istituto per le Opere di Religione (la cosiddetta banca vaticana) contro la Segreteria di Stato. Durante il processo, l’Istituto stesso aveva addirittura chiesto alla Segreteria di Stato il rimborso dei fondi destinati al Papa. Questa richiesta era assurda perché, secondo il diritto canonico, il Papa è la Santa Sede, e Papa e Segreteria di Stato sono sinonimi. L’appello inizierà dopo che un altro procedimento ha portato alla luce una serie di intercettazioni telefoniche che hanno mostrato prove di manipolazione nelle testimonianze processuali, e dopo che l’Alta Corte di Londra ha stabilito che la Santa Sede deve rimborsare al finanziere Raffaele Mincione il 50% delle spese legali. (…) Nel caso del processo Becciu [2], ci troviamo di fronte al paradosso che il Promotore di Giustizia, Alessandro Diddi, che ha impugnato la sentenza di primo grado, fungerà anche da Pubblico Ministero nel processo di appello. Sembrano tutti dettagli tecnici, e lo sono. Tuttavia, ci aiutano a comprendere lo stato di cose che Papa Leone XIV ha ereditato dal pontificato di Papa Francesco, da qui le sfide che Leone XIV si trova ad affrontare all’inizio del suo. Leone XIV deve restituire forza e credibilità ad un sistema giudiziario che ha perso entrambe negli ultimi anni. La stagione dei processi ha, in un certo senso, segnato la Vaticanizzazione della Santa Sede. È tempo di ristabilire un giusto equilibrio e di dare priorità alla Santa Sede rispetto allo Stato della Città del Vaticano.»

  52. BulletEnrica Riera, Chaouqui-Becciu, i pm indagano per truffa. Così l'inchiesta può inguaiare il Vaticano, in «Domani», 1° agosto 2025. «Truffa, estorsione ed esercizio abusivo della professione. La procura capitolina accelera. E dopo la denuncia presentata da Angelo Becciu, il cardinale “licenziato” da Bergoglio, nei confronti della lobbista Francesca Immacolata Chaouqui, indaga ora sulle presunte «macchinazioni» messe in piedi per inchiodare il porporato sardo, condannato in primo grado dalla giustizia vaticana a cinque anni e sei mesi per truffa e peculato. L’inchiesta italiana, oltre alla posizione di Chaouqui, potrebbe rispondere a una serie di domande a cui il Vaticano non vuole rispondere. Come venne gestito davvero quel processo? In che modo furono raccolte le prove “regine” che incastrarono l’ex braccio destro di papa Francesco? (...) Chat e audio, pubblicati nei mesi scorsi da Domani, depositati all’Onu dalla difesa del finanziere Raffaele Mincione – altro condannato del “processo del secolo” – in grado di mettere in dubbio la reale terzietà della giustizia d’Oltretevere. Più in particolare, i messaggi e i vocali in questione dimostrerebbero che Chaouqui, nonostante fosse stata condannata nel processo Vatileaks II, avrebbe “imbeccato” il grande accusatore del cardinale, monsignor Alberto Perlasca, attraverso una sodale di quest’ultimo, Genoveffa “Genevieve” Ciferri. E l’avrebbe fatto tramite l’uso di informazioni riservatissime, informazioni che soltanto i promotori di giustizia dell’epoca, Alessandro Diddi e Gian Piero Milani, insieme alla gendarmeria vaticana, potevano conoscere. Per queste ragioni la lobbista, meglio nota come “papessa”, è stata indagata dal tribunale vaticano, con le accuse di traffico di influenze, subornazione e falsa testimonianza resa in dibattimento. Tra le accuse, quella di essersi fatta dare 15mila euro da Ciferri per mediare la posizione di Perlasca (inizialmente indagato, poi salvato dal processo) con i promotori di giustizia. L’inchiesta italiana, più di quella vaticana che controlla, potrebbe essere un problema per il nuovo pontefice, papa Leone XIV. Che dovrà riflettere su che fare rispetto a quel processo Becciu, se l’ “inquinamento” venisse confermato dalle indagini. I magistrati di Roma vogliono illuminare molte zone d’ombra della vicenda. Al centro delle loro verifiche non ci sarebbe solo il memoriale di Perlasca, che sarebbe stato costruito ad arte da Chaouqui fintasi un «vecchio magistrato», ma pure l’episodio del ristorante “Scarpone”, una delle prove del legame tra la stessa Chaouqui e gli inquirenti: nelle chat emerge infatti che sarebbe stata la lobbista a prenotare un tavolo e spingere Ciferri a persuadere Perlasca a invitare Becciu a cena: «Per farlo parlare e riferire al riguardo». Ciferri e Perlasca alla fine, al tempo, si erano convinti, ma il monsignore aveva fatto un passaggio preventivo in gendarmeria per avvertirli dell’appuntamento in trattoria. «Io dissi, forse a Stefano De Santis (il commissario della gendarmeria, ndr): “Guardate che io questa sera farò questa cosa qui”… Pensavo che un’azione di intercettazione avrebbero potuto farla», dice Perlasca. «Mi risposero: “Buongiorno, va bene, grazie”. E andai». Giustizia imparziale? Stando alle chat, pertanto, certamente la gendarmeria avrebbe ricoperto un ruolo poco chiaro. Al momento tuttavia i pm, sia quelli del Vaticano sia quelli di Roma, avrebbero acceso un faro contro la sola Chaouqui. Il promotore Alessandro Diddi, a processo ancora aperto, aveva ricevuto da Ciferri le chat compromettenti di Chaouqui. Invece di renderle pubbliche e depositarle, il pm del papa aveva aperto un fascicolo ad hoc, omissando quasi integralmente tutti i messaggi in modo che le difese ne fossero all’oscuro. Non solo. Domani qualche mese fa ha pubblicato un audio del 2020 in cui il commissario della gendarmeria Stefano De Santis istruiva Chaouqui in merito a quanto Perlasca avrebbe dovuto scrivere all’interno del famoso memoriale dell’estate di cinque anni fa. Quello contenente, cioè, le prime e gravi accuse nei confronti del cardinale a cui Francesco, subito dopo, ha tolto ogni diritto connesso al cardinalato. Fonti vaticane dicono ora che sul comportamento del poliziotto che di fatto ha condotto tutta l’inchiesta su Becciu e Mincione il papa ha chiesto una relazione dettagliata, per capire i rischi reali dell’appello, che inizierà il 22 settembre. L’inchiesta romana intanto è invece solo all’inizio. Scaturita dalla denuncia di Becciu e da quelle di Mincione e degli altri condannati del “processo del secolo”, come Enrico Crasso e Fabrizio Tirabassi.» VOGLIAMO LA VERITÀ, FINO IN FONDO; ANCHE SE FA MALE! UNA MEDICINA COME LA VERITÀ PUÒ ESSERE AMARA, MA È L'UNICA CHE PUÒ SALVARE IL CORPO (ECCLESIALE) DAL MARCIUME.

  53. BulletLos 100 días de León XIV, el papado y los peligrosos ‘salotos’ romanos, Capella sigue en el Vaticano, la decepción de los arco iris con el Papa Francisco, ‘El León y la Tiara’, el Concilio y la Misa, rezar por nuestros curas, in «Infovaticana», 4 agosto 2025.

  54. BulletPapa Leone XIV affronta l'eredità giudiziaria del precedente pontificato, in «Attualità», 6 agosto 2025. Anche in inglese. E in francese.

  55. BulletNico Spuntoni, Ecco cosa non quadra del caso Becciu, in attesa dell'Appello, in «La Nuova Bussola Quotidiana», 14 agosto 2025. Anche in tedesco. «UNA DELLE PAGINE PIÙ NERE DI UNA GIUSTIZIA AMMINISTRATA "IN NOME DI SUA SANTITÀ"». «... il cardinale Giuseppe Versaldi è sceso pubblicamente in campo per bollare la vicenda che ha visto protagonista il suo confratello sardo come "uno degli episodi più travagliati del pontificato di Francesco". Il prefetto emerito della Congregazione per l'educazione cattolica ha parlato di «manovre subdole da parte di persone malintenzionate le cui trame stanno venendo alla luce in questi ultimi mesi». Il riferimento di Versaldi sembra essere diretto al contenuto delle chat tra Francesca Immacolata Chaouqui e Genoveffa Ciferri che proprio quest'ultima ha consegnato ai legali del broker Raffaele Mincione, anch'egli condannato in primo grado nello stesso processo vaticano ma per riciclaggio, peculato e corruzione. La difesa di Mincione ha fatto causa all'Onu contro il procedimento penale vaticano ed ha depositato anche la corrispondenza ricevuta da Ciferri. Queste chat, relative agli anni dal 2020 al 2024, sono finite inevitabilmente tra i motivi di appello alla sentenza pronunciata dal Tribunale di prima istanza della Città del Vaticano. Per avere un'idea del peso che queste conversazioni potrebbero aver avuto nell'indagine e nel processo basta conoscere la cronologia dei fatti più importanti di questa intricata vicenda. Il primo interrogatorio fatto dall'Ufficio del Promotore di Giustizia a monsignor Alberto Perlasca risale al 29 aprile 2020 e vede l'ex responsabile dell’ufficio amministrativo della Segreteria di Stato difendere l'operato del suo ex superiore Becciu e descrivere i suoi rapporti con lui come «ottimi». Dopo quell'interrogatorio il monsignore apprende di aver perso il lavoro alla Segnatura Apostolica, lo stipendio, la copertura sanitaria e la residenza a Santa Marta. La circostanza induce il prelato comasco a confessare pensieri suicidi allo stesso Becciu in una drammatica conversazione del 3 luglio 2020. L'altra data centrale è il 31 agosto 2020 perché vede Perlasca presentarsi davanti all'Ufficio del Promotore e diventare improvvisamente il grande accusatore dell'ex sostituto con il deposito del famoso memoriale. La prima chat tra Ciferri e Chaouqui avviene il 9 agosto 2020 ed è dunque successiva al primo interrogatorio ma precedente alla consegna del memoriale. È l'ex membro della commissione vaticana Cosea a contattare l'amica di Perlasca e a lanciare l'idea di far collaborare il monsignore con gli inquirenti vaticani attraverso una serie di indicazioni da presentare però come farina del sacco di un ex magistrato in pensione. Chaouqui vuole quindi nascondere il suo nome agli occhi di Perlasca perché ne teme la reazione dal momento che a maggio (quindi dopo il primo interrogatorio a difesa di Becciu) lo aveva contattato scrivendogli di sapere tutto di lui. Nell'agosto di cinque anni fa, mentre gli scambi di messaggi tra le due donne si fa fitto, in Perlasca matura la decisione di accusare il suo ex superiore. Stando alla chat tra Chaouqui e Ciferri, il monsignore confessa il suo intento a Francesco in una lettera del 21 agosto con cui era riuscito a parlare a maggio, dopo il primo interrogatorio. Chaouqui dà l'idea alla sua interlocutrice di essere informata in tempo reale dell'andamento dell'interrogatorio del 31 agosto e le menziona il 16 settembre. Effettivamente in quella data avviene il successivo interrogatorio dell'ex funzionario della Segreteria di Stato. Come faceva a saperlo? Sebbene dica all'amica di Perlasca di avere conservato un filo diretto con Bergoglio e che lui si sarebbe fidato di lei, quel 31 agosto 2020 Chaouqui non è altro che un soggetto destinatario di una condanna del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano pronunciata quattro anni prima per il cosiddetto scandalo Vatileaks 2. Eppure nelle chat l'ex membro Cosea dimostra di conoscere in anticipo informazioni che poi troveranno effettivamente riscontri. Ai primi di settembre, infatti, dà notizia a Ciferri che il Papa avrebbe convocato Becciu per concordare le modalità di uscita dopo l'interrogatorio di Perlasca del 16. Effettivamente, la drammatica udienza in cui Bergoglio costringe il prelato sardo alle dimissioni da prefetto della Congregazione per la causa dei santi e gli impone di rinunciare ai diritti connessi al cardinalato avviene proprio il 24 settembre. (...) la ex collaboratrice scelta in passato da Francesco ha fatto tutto da sola, spinta dall'odio per Becciu? Per "smascherare gli inquinamenti delle prove", come ha detto il cardinale Versaldi, è opportuno chiarire se le previsioni azzeccate dalla donna nelle sue chat con Ciferri siano stati azzardi fortunati o se ci sia stato dell'altro. E al canonista Leone XIV, memore delle discussioni nelle congregazioni generali, non sfugge l'importanza di far sì che sia fatta piena trasparenza su una delle pagine più nere di una giustizia amministrata "in nome di Sua Santità"».

  56. BulletBrunella Bolloli, «Le parole del Papa su Gaza sono verso chi soffre. Non si strumentalizzino», in «Libero», 8 agosto 2025. «La vicenda che riguarda il cardinale Becciu (e non solo) è uno degli episodi più travagliati del pontificato di Francesco. La sua buona intenzione di fare giustizia e trasparenza in Vaticano si è scontrata con manovre subdole da parte di persone malintenzionate le cui trame stanno venendo alla luce in questi ultimi mesi. I miei interventi sul caso (peraltro non unici) sono stati motivati dall'intenzione di fare giustizia vera e smascherare gli inquinamenti delle prove con interventi (...) a Papa Francesco sia nel modo di procedere sia nel merito delle accuse. Sono certo che Papa Leone XIV (che è anche buon canonista) saprà agire prontamente per giungere alla verità secondo giustizia e carità» (card. Giuseppe Versaldi).

  57. BulletLuigi Bisignani, Chi consiglia a Meloni elezioni subito, in «Il Tempo», 17 agosto 2025. In Paradiso, parlando di Leone XIV, Francesco confessa agli altri Papi: «Spero non ascolti i corvi che gli svolazzano intorno. Io l’ho fatto ed ho sbagliato, anche a mettere alla gogna il cardinal Becciu». Se lo scrive Bisignani... è ben trovato. E nessuno – dei lusingatori e degli adulatori – ha aiutato papa Francesco a rimediare al suo terribile errore! Anzi... Una vergogna incancellabile.

  58. BulletAndrea Gagliarducci, Leo XIV, the first steps: redefining the exceptions, in «MondayVatican», 18 agosto 2025. Anche in italiano. «E poi ci sono le eccezioni papali al processo vaticano sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato – il cosiddetto “processo Becciu” – in cui Papa Francesco è intervenuto con quattro rescritti, modificando di volta in volta le regole del processo. L’appello è previsto per il 22 settembre, ma Papa Leone XIV potrebbe voler prima affrontare le varie anomalie nella giustizia vaticana – si consideri che la riforma della giustizia è stata attuata tre volte in pochi anni. Il Promotore di giustizia per l’appello è lo stesso del processo di primo grado, una decisione piuttosto insolita. (...) Leone XIV non necessariamente agirà in questo modo per tutte le decisioni lasciate dal suo predecessore. In ogni caso, c’è molta pressione su di lui. Molti dei più fedeli seguaci di Papa Francesco hanno tentato di avvicinarlo facendo riferimento alle ultime volontà del suo predecessore, nonostante queste non siano documentate o verificabili.

  59. BulletD.T.A., Leone XIV e Francesco: cuore inquieto e cuore irrequieto, in «Silere non possum», 19 agosto 2025.

  60. BulletSantiago Martín, Continuità con Francesco? No, Leone è cauto, ma la svolta c'è stata, in «Aldo Maria Valli», 23 agosto 2025. IL DIRITTO DEVE VALERE, ANCHE NELLA CHIESA! (Mentre sono passati 59 mesi dall'inizio della brutale persecuzione di un uomo innocente; tra un mese saranno cinque anni!) «In una democrazia il potere è suddiviso in legislativo, esecutivo e giudiziario. Il parlamento approva le leggi, il governo le esegue e la magistratura vigila affinché sia la legislazione sia la sua applicazione siano corrette. Nella Chiesa cattolica, data la sua peculiarità, queste tre funzioni sono riunite nella persona del vicario di Cristo, il papa. È lui che approva le leggi, è lui che nomina un gruppo di collaboratori – i prefetti dei diversi dicasteri, che sarebbero l’equivalente dei ministeri nei governi – ed è lui che modifica il Codice di diritto canonico e nomina i giudici che devono vigilare affinché tale diritto non venga violato (la Segnatura Apostolica). Ciò non significa che il papa sia un monarca assoluto, che può fare ciò che vuole. Di certo non può legiferare (encicliche, costituzioni apostoliche, esortazioni apostoliche o persino rescritti) contro la Parola di Dio e la Tradizione (intesa come l’interpretazione data a quella Parola di Dio nei venti secoli di esistenza della Chiesa). Né può fare o ordinare che si faccia qualcosa contro quanto stabilito dalla legge (...). E, naturalmente, anche se potesse cambiare il Diritto canonico il Diritto canonico (san Giovanni Paolo II approvò un nuovo Codice e Francesco lo ha modificato più volte), non solo non potrebbe farlo andando contro la Tradizione, ma non potrebbe nemmeno modificarlo (o non dovrebbe poterlo fare) quando è in corso un processo – come è successo nel caso del cardinale Becciu – perché sarebbe come cambiare le regole del gioco quando la partita è già iniziata (...). Apparentemente (Leone XIV) non ha fatto nulla, perché non ha emesso alcun documento, non ha modificato la sua squadra di collaboratori – salvo piccoli cambiamenti – e, naturalmente, non solo non ha modificato il Diritto canonico, ma non ha nemmeno fatto nulla contro di esso. Tutto ciò è interpretato da molti come un segno di assoluta continuità con il suo immediato predecessore (a parte alcuni dettagli di abbigliamento), il che porta alcuni all’euforia e altri allo scoraggiamento. Ma si tratta, dal mio punto di vista, solo di apparenza.Apparentemente non ha fatto nulla, perché non ha emesso alcun documento, non ha modificato la sua squadra di collaboratori – salvo piccoli cambiamenti – e, naturalmente, non solo non ha modificato il Diritto canonico, ma non ha nemmeno fatto nulla contro di esso. Tutto ciò è interpretato da molti come un segno di assoluta continuità con il suo immediato predecessore (a parte alcuni dettagli di abbigliamento), il che porta alcuni all’euforia e altri allo scoraggiamento. Ma si tratta, dal mio punto di vista, solo di apparenza. (...) «Non è lecito modificare questa legge né sottrarle alcuna parte, né è possibile abolirla completamente; né per mezzo del senato né del popolo possiamo liberarcene, né è necessario cercare chi la commenti o la interpreti. E non ci sarà una legge a Roma, un’altra ad Atene, una ora e un’altra poi, ma una sola legge eterna e immutabile che governerà tutti i popoli in tutti i tempi». Questa difesa della legge naturale non è contenuta in un’enciclica, certamente, ma è già magistero, anche se di rango minore, e non c’è alcun dubbio che si ricolleghi direttamente agli insegnamenti di san Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI (...). Papa Leone non ha ancora pubblicato un’enciclica, né un documento ufficiale di rilievo. Non ha ancora scelto la sua squadra di governo e continua a lavorare con quella precedente. Non ha toccato il Codice di diritto canonico. Sotto questo profilo, apparentemente tutto è continuità, il che rende felici molti e rattrista altri. Ma nella sostanza è davvero così? Il fatto che il suo stile sia discreto e tranquillo non significa che non stia già esercitando il suo ruolo di legislatore ponendo chiaramente le basi del suo programma di governo: Cristo, prima di tutto, e fedeltà alla Parola di Dio e alla Tradizione, con l’obiettivo principale di evangelizzare. Chi non vede la portata del cambiamento, dovrebbe farsi controllare la vista.»

  61. BulletAndrea Gagliarducci, Leo XIV: What will his leadership be like?, in «MondayVatican», 8 settembre 2025. Anche in italiano.

  62. BulletPapa Leone XIV, «Ci sono momenti in cui raggiungere la verità è doloroso, ma necessario», 12 settembre 2025. Speriamo presto!

  63. BulletPapa Leone XIV, «Beati i perseguitati per la ( = dalla?) giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia» (Mt 5,10-11) «Sono donne e uomini, religiose e religiosi, laici e sacerdoti, che pagano con la vita la fedeltà al Vangelo, l’impegno per la giustizia, la lotta per la libertà religiosa laddove è ancora violata, la solidarietà con i più poveri. Secondo i criteri del mondo essi sono stati “sconfitti”. In realtà, come ci dice il Libro della Sapienza: «Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza resta piena d’immortalità» (Sap 3,4). (Omelia 14 settembre 2025)


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del denaro in Australia 
e sull'ipotesi di complotto 
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