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Sul "caso Becciu" in generale
Ventiseiesima parte
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Nico Spuntoni, Becciu, il caso scuote il Conclave. Paura per Parolin, arrivano i medici, in «Il Tempo», 1° maggio 2025. «... non c’è traccia di alcun riferimento ai famosi due documenti attribuiti al Papa che sono stati portati nella quinta congregazione generale e che hanno sollevato le perplessità pubbliche del cardinale Giuseppe Versaldi, incredulo per la loro mancata pubblicazione. Anche perché, come abbiamo svelato ieri, il secondo è stato presentato addirittura come un "motu proprio" ed è risalente al ricovero al Gemelli di Francesco lo scorso marzo. La dichiarazione ufficiale della congregazione lega la mancata partecipazione di Becciu in conclave al suo generoso gesto di farsi da parte mentre non fa alcun accenno all’applicazione delle disposizioni papali contenute nei due documenti. Un’assenza significativa specialmente alla luce dell’acceso dibattito sulla validità di quelle carte. (...) Possibile che il Papa, sostenitore della presunzione d’innocenza in una dichiarazione fatta in volo nel 2021 proprio a proposito del suo ex collaboratore, abbia disposto in punto di morte una punizione così severa sulla base di una sentenza di un tribunale secolare non ancora definitiva? Insomma, la congregazione dei cardinali non si è limitata a riconoscere l’onore delle armi a Becciu, ma in qualche modo ne ha stabilito una riabilitazione pubblica che i media vaticani avevano finora negato come dimostra emblematicamente un editoriale dello scorso 30 ottobre firmato da Andrea Tornielli su Vatican News. Il direttore editoriale del dicastero per la comunicazione della Santa Sede aveva usato toni perentori nel presentare quello vaticano come un processo giusto e all’insegna della trasparenza, non risparmiando anche osservazioni moralisteggianti in base alle quali sarebbe stato «positivo che all’interno dello stesso sistema della Santa Sede si siano sviluppati gli "anticorpi" che hanno permesso di portare alla luce i fatti oggetto del processo, nella speranza che non si ripetano più». Alla luce di quello che sta emergendo sulla genesi del memoriale di monsignor Alberto Perlasca, teste chiave del coinvolgimento di Becciu, l’editoriale di Tornielli sembra davvero invecchiato male. (...) Il paradosso è che la vicenda processuale di Becciu, dopo l’Appello, potrebbe finire in quella stessa Corte di Cassazione vaticana presieduta dal cardinale Kevin Joseph Farrell, ovvero colui che in quanto camerlengo di Santa Romana Chiesa sarebbe stato destinatario dei due documenti sul conclave e li ha tenuti nel cassetto fino alla recente rivelazione. Non solo: Farrell è anche membro dell’Apsa che si era costituita parte civile nel procedimento penale conclusosi in primo grado con la condanna per peculato e truffa a Becciu. Circostanze che fanno alzare il sopracciglio sull’opportunità che sia lui a poter dire l’ultima sulla sentenza d’Appello nel caso in cui ci dovesse essere un ricorso. In ogni caso, toccherà al nuovo Papa eventualmente confermarlo in quel ruolo dove Francesco lo ha voluto nonostante sia privo di competenze giuridiche idonee e nonostante i numerosi altri incarichi rivestiti in Curia.» MA QUANTO FETORE DI MARCIO! Anche in spagnolo.
Martina Onorati, Don Giovanni D'Ercole: "Il prossimo Papa? Non lo decidono i giornali. Becciu lo stimo molto", in «Il Difforme», 1° maggio 2025. «Conosco il cardinale Becciu, è una persona che stimo molto. Il fatto che sia diventato un “caso” mi addolora. Ma ho ammirato profondamente la sua scelta, accettata con grande sofferenza, di non partecipare al conclave. È stato un atto di fedeltà alla Chiesa che considero un esempio per tutti. Se potessi, lo abbraccerei. Ha tutta la mia stima e il mio affetto.»
Caso Angelo Becciu, i legali del processo Vaticano: no alla distorsione della verità, in «Milano Finanza», 1° maggio 2025. Diddi un esperto bugiardo? «I legali (Massimo Bassi, Gian Domenico Caiazza, Cataldo Intrieri, Maria Concetta Marzo, Ester Molinaro, Luigi Panella, Claudio Urciuoli, Francesco Verri, Fabio Viglione, Mario Zanchetti e Andrea Zappalà) affermano che, nonostante Diddi abbia dichiarato che le conversazioni pubblicate dai media fossero «già note» e acquisite agli atti, in realtà solo otto messaggi WhatsApp (su un totale di 126 inviati da Genoveffa Ciferri, amica del testimone chiave monsignor Alberto Perlasca) sono stati «ufficialmente messi a disposizione delle difese, e per di più con parti omissate». Gli altri 118 messaggi, proseguono i legali, sarebbero stati esclusi dal fascicolo con la motivazione che rientrano in un nuovo procedimento separato, su cui però non si hanno informazioni concrete. I difensori, spiegano nella nota, avevano chiesto che questi messaggi venissero inclusi senza omissis, ma il Tribunale ha respinto la richiesta, lasciando la decisione interamente nelle mani del Promotore. I legali contestano anche quanto dichiarato da Diddi in due recenti interviste (al TG1 e al programma Le Iene), in cui ha affermato di aver interrotto subito la comunicazione con Ciferri una volta compreso il contesto. In realtà, secondo la difesa, il blocco sarebbe avvenuto solo dopo quattro giorni e dopo aver ricevuto anche un lungo messaggio vocale con riferimenti specifici a strategie processuali. Oltre alla conversazione tra Diddi e Ciferri, i difensori segnalano l’esistenza di una chat molto corposa (oltre 3.000 pagine) tra la stessa Ciferri e Francesca Immacolata Chaouqui, nonché di un’ulteriore chat tra Ciferri e monsignor Edgar Peña Parra. Queste conversazioni, pur essendo state offerte al Promotore durante le indagini, sarebbero state da lui rifiutate. In conclusione i legali denunciano quella che secondo loro è stata una gestione selettiva delle prove e chiedono «trasparenza, corretto accesso agli atti e rispetto delle garanzie processuali, a tutela del diritto alla difesa e della verità processuale».
Dario Mazzocchi, I vescovi comunisti che inguaiano Parolin, in «Libero», 1° maggio 2025.
Pietro Pedoni, Il "caso Becciu" condizionerà il Conclave, in «Il Tamburino Sardo», 1° maggio 2025. «Ma quello che non torna, è che uno dei due documenti è datato settembre 2023 (ricordate la data della condanna?), quindi ben tre mesi prima della sentenza di primo grado (del Tribunale vaticano). Non certo una posizione garantista. Sul secondo documento, firmato pare ad un mese dalla morte del Papa mentre questi era ricoverato con un importante problema respiratorio, lascio al lettore libera interpretazione.»
Nico Spuntoni, «Ecco perché Becciu poteva (e doveva) partecipare al conclave» (intervista alla professoressa Geraldina Boni), in «La Nuova Bussola Quotidiana», 1° maggio 2025. «Professoressa, secondo lei Becciu aveva il diritto di partecipare al conclave? «L'unica attestazione che comprimeva i suoi diritti connessi al cardinalato è quella contenuta nella sezione Rinunce e nomine sul Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede del 24 settembre 2020, tra l’altro laconica e un poco imprecisa. Si è trattato di una rinuncia che, malgrado il vocabolo sembri implicare una libera volontarietà dell’atto, non è stata spontanea ma comandata verbalmente da Francesco, sebbene Becciu si proclami da sempre innocente rispetto a quello di cui è stato imputato. Nell’accettazione pontificia ci sono numerosi profili di incertezza perché non si menziona il conclave né si priva espressamente Becciu della dignità cardinalizia, lasciando in tal modo aperta la possibilità che la situazione potesse evolvere e risolversi diversamente. In seguito, tra l’altro, Francesco, con significativi gesti concludenti, ha riammesso in alcune circostanze emblematiche Becciu al concistoro e alle celebrazioni pontificie, pubblicamente a partire da fine agosto 2022.» Che interpretazione dovevano assumere questi gesti agli occhi dei cardinali nelle congregazioni generali? «Questi gesti avrebbero potuto far presumere che la ʻsanzioneʼ inflitta fosse stata di fatto addirittura superata per volontà dello stesso Sommo Pontefice. Comunque, in applicazione della Costituzione Apostolica Universi Dominici gregis, il collegio dei cardinali, chiamato a dirimere la questione dubbia, avrebbe dovuto tener conto dei confini indefiniti e ambigui della rinuncia verosimilmente imposta a Becciu e dare fedelmente esecuzione a quanto stabilisce il diritto canonico che impone, laddove si sia dinanzi a disposizioni che comminano una pena o limitano il libero esercizio dei diritti, una loro interpretazione stretta. Dunque andava ammesso al voto in conclave. (...) Semmai è doveroso interrogarsi sull’ingiustificata segretezza delle lettere, neppure notificate al loro principale destinatario. (...) non so se la decisione di Bergoglio risultasse espressamente motivata. Certamente sarebbe espressione di mera autocrazia stabilire l’esclusione dal conclave senza neppure spiegarne le ragioni: un atto lesivo della dignità di Becciu, anzitutto come uomo. Non si può immaginare questo atto di arbitrio da parte del Papa che si è proclamato araldo della misericordia. D’altro canto, se le ragioni esplicitate dovessero essere state quelle che spinsero probabilmente il Papa a imporre a Becciu «la rinuncia ai diritti connessi al cardinalato» e per le quali è stato condannato dal Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, si vulnererebbe la presunzione di innocenza e si anticiperebbe la condanna definitiva senza assicurargli il diritto di difesa e quello al giusto processo, garantiti dal diritto divino.» Anche in tedesco.
¿Quién es Angelo Becciu, el cardenal convicto?, in «El Publico TV», 1° maggio 2025.
Angelo Scelzo, Conclave, la nuova geografia supera la distinzione conservatori-progressisti, in «Il Mattino», 1° maggio 2025. «Basta la cronaca a dar conto di un cammino totalmente orientato alla meta. Emblematico su tutti il caso-Becciu sul quale formalmente, dopo il passo indietro volontario, la Congregazione non si è dovuta neppure pronunciare. Ma certo l'atto del cardinale non poteva passare sotto silenzio, e la nota diffusa, in cui si esprime "apprezzamento per il gesto", va anche oltre auspicando che i fatti vengano accertati per via giudiziaria.»
Procès Becciu: Les mystères d'une messagerie, in «Golias», 1° maggio 2025.
Luisella Scrosati, Rispettare il diritto per garantire la giustizia ed evitare l'assolutismo, in «La Nuova Bussola Quotidiana», 2 maggio 2025. «Che Francesco sia più volte entrato in conflitto con la giustizia, con quel dare a ciascuno il suo che struttura la vita di ogni compagine sociale, inclusa la Chiesa, è piuttosto evidente nel caso del processo che ha coinvolto il cardinale Angelo Becciu; il Papa non si è fatto alcun problema a cambiare le regole del gioco a processo iniziato, infilando ben quattro rescripta, come se nulla fosse. Al cardinale sardo, colpevole o innocente che sia, non è stato concesso un trattamento equo, rispettoso della sua dignità di uomo e di principe della Chiesa. Anomalie che sollevano più di un dubbio circa la legittimità del processo ed allontanano pericolosamente la giustizia vaticana dai parametri internazionali, trasformando la sovranità della Città del Vaticano in un’oscura eccezione giustizialista.»
Esclusivo: ingannarono papa Francesco? L'accusa shock di Becciu, in «FL web», 2 maggio 2025.
Felice Manti, "La Santa Sede risarcisca il broker", la sentenza su Becciu fa tremare il Vaticano, in «Il Giornale», 2 maggio 2025. «Sbugiardato il Promotore di Giustizia Diddi, accusato da tutti i legali del processo sui fondi vaticani di aver nascosto delle prove. (...) Insomma, un doppio ko per Diddi e l'ennesimo segnale che quello che avrebbe essere "il processo del secolo" nasconda una verità che nessuno riesce più a occultare.»
Vaticano, Alta Corte inglese condanna Santa Sede a pagare oltre 4 milioni euro al finanziere Raffaele Mincione, in «Il Messaggero», 2 maggio 2025. LA PROVVIDENZA HA TEMPI TUTTI SUOI: PROVVIDENZIALI! OGGI UNA BOMBA DA LONDRA: LA SEGRETERIA DI STATO DEL VATICANO È CONDANNATA A RIMBORSARE RAFFAELE MINCIONE – COIMPUTATO DEL CARD. BECCIU NEL "PROCESSO DEL SECOLO" – CON OLTRE 4 MILIONI DI EURO, A TITOLO DI PARZIALE RIMBORSO IN QUANTO INGIUSTAMENTE ACCUSATO DI DISONESTÀ, FRODE E COSPIRAZIONE DA PARTE DI ALTI FUNZIONARI DELLA SANTA SEDE! INSOMMA: 1) LA GIUSTIZIA VATICANA – ALESSANDRO DIDDI E CO. – MENTIVA! 2) LA STAMPA (FILO)VATICANA – "VATICAN NEWS", ANDREA TORNIELLI, "OSSERVATORE ROMANO", "MARIA ANTONIETTA CALABRÒ" ECC. – MENTIVA! 3) LA CONSEGUENZA LOGICA È CHE BECCIU NON POTEVA ESSERE IN COMBUTTA CON MINCIONE, E QUINDI È INNOCENTE PURE LUI! 4) UNA VERGOGNA COLOSSALE PER LA CHIESA CATTOLICA (O PER I SUOI VERTICI)! 5) AH, CHE PECCATO CHE IL CARD. BECCIU – VITTIMA COME MINCIONE DELLA MALAGIUSTIZIA VATICANA E LA CUI INNOCENZA RISULTA SEMPRE PIÙ EVIDENTE – NON SIA CITTADINO BRITANNICO, ALTRIMENTI NE VEDREMMO DELLE BELLE!
Enrica Riera, Sloane Avenure, il Vaticano dovrà pagare 3 milioni e mezzo di sterline al finanziere Raffaele Mincione, in «Domani», 2 maggio 2025. «Le pronunce arrivano in un momento non semplice per il Vaticano: non solo per la morte del pontefice, ma anche per le “accuse” del cardinale Angelo Becciu che, condannato come Mincione nel “processo del secolo” da parte dei promotori di giustizia vaticana, sta mettendo in dubbio, sulla base di nuovo materiale investigativo, la reale terzietà della giustizia d’Oltretevere.»
Angelo Di Natale, Papa Francesco, gigante politico fuori dalla sua Chiesa, ma incapace all'interno di distinguere il bene dal male, in «In Sicilia Report», 2 maggio 2025. Ahimé, la verità brucia!
Franca Giansoldati, Conclave, bugie sullo stato di salute dei candidati più forti per screditarli (come accaduto a Bergoglio). Fumata bianca già il 7 maggio?, in «Il Messaggero», 2 maggio 2025. BISOGNEREBBE CAPIRE CHI HA FIRMATO QUEL CONTRATTO! «Un tribunale di Londra ha condannato il Vaticano a pagare al finanziere italo-britannico Raffaele Mincione 4,1 milioni di euro per come nel 2018 fu gestita la cessione del famigerato palazzo di Londra (quando il cardinale Becciu non era più Sostituto). Il giudice ha disposto un pagamento immediato da versare entro questo mese e ulteriori somme da corrispondere in seguito. «Questi fatti sono stati finalmente esaminati da un sistema giudiziario veramente indipendente», ha commentato Mincione. Probabilmente ora i cardinali chiederanno conto di chi, nel 2018, abbia messo la firma su quei documenti.»
Salvatore Cernuzio, Processo di Londra, l'Alta Corte si pronuncia sulle spese processuali, in «Vatican News», 2 maggio 2025. Toh, e cosa dice?
A CINQUE GIORNI DAL CONCLAVE, DALL’INGHILTERRA ARRIVA LA BOMBA: L’ALTA CORTE DI GIUSTIZIA DI SUA MAESTÀ HA CONDANNATO LA SEGRETERIA DI STATO DELLA SANTA SEDE A RISARCIRE CON PIÙ DI 4 MILIONI DI EURO IL FINANZIERE RAFFAELE MINCIONE – SI TRATTA DEL “RIMBORSO SPESE” SOSTENUTE DALLO STESSO E DAL SUO FONDO DI INVESTIMENTO, “INGIUSTAMENTE ACCUSATI DI DISONESTÀ, FRODE E COSPIRAZIONE” PER L’ACQUISTO DELL’IMMOBILE IN SLOANE SQUARE, A LONDRA, PER 275 MILIONI DI STERLINE, in «Dagospia», 2 maggio 2025. SE N'È ACCORTA PERFINO DAGOSPIA. SOLO IN VATICANO – E LA STAMPA "CATTOLICA" – FANNO FINTA DI NIENTE E FANNO PASSARE IL VERO SCANDALO – QUELLO DELLA MALAGIUSTIZIA – SOTTO SILENZIO. IL TUTTO PER CROCIFIGGERE UN INNOCENTE. VERGOGNOSO!
Ermes Dovico, Il Papa che verrà, tra nodi da sciogliere e doveri, in «La Nuova Bussola Quotidiana», 3 maggio 2025. «... speculazioni sui due documenti – uno del settembre 2023 (mesi prima, peraltro, della condanna da parte del Tribunale vaticano) e l’altro durante l’ultimo ricovero di Francesco al Policlinico Gemelli – che avrebbero infine indotto il cardinale sardo a fare un passo indietro, per il bene della Chiesa. Documenti problematici, tant’è che nemmeno sono nominati dalla nota della Congregazione dei cardinali sulla rinuncia di Becciu, come se ci sia la consapevolezza che «quei documenti rappresentano più un problema che la soluzione»; «non si capisce perché se c’era il documento del 2023, si fa firmare al Papa un altro documento al Gemelli», osserva Spuntoni facendo anche presente una fresca indiscrezione da lui ricevuta, secondo cui questo presunto motu proprio del 2025 avrebbe la firma di Francesco per esteso e non la sua semplice iniziale. (...) Ed è un po’ la conseguenza del «rapporto conflittuale che Francesco ha avuto con la giustizia, perché se è vero che un papa può agire contra legem il punto più problematico è pensare che possa agire contra iustitiam». Di certo, a rappresentare un problema è l’idea di due documenti su cui manca l’ufficialità, lasciati solo nelle mani di qualcuno, e capaci di «intervenire così pesantemente sui diritti e doveri di un cardinale». Perciò, il nuovo Papa dovrà recuperare il principio che la sua potestà suprema non può mai andare contro la giustizia.»
Gericht verurteilt Vatikan zu Schadenersatz in Millionenhöhe, in «Domradio.de», 3 maggio 2025.
Solarino Antonino, Ancora sul card. Becciu, in «Facebook», 3 maggio 2025. «Le idee valgono anche per il prezzo che si è disponibili a pagare per esse.»
Antonio Mastrapasqua, Da Prestipino a Becciu: quando la giustizia di Stato diventa presunzione di colpevolezza, in «Affari Italiani», 3 maggio 2025. «E curioso che lo scatto giustizialista a carico di Prestipino – subito sospeso dal suo incarico – non sia stato mai condiviso dalle sorti di Pignatone, a sua volta indagato (sempre a Caltanissetta) su fatti relativi agli anni in cui Pignatone era capo della Procura di Palermo. La carriera di Pignatone è continuata senza conseguenze. E dopo il pensionamento dai ruoli nello Stato italiano, fino al dicembre 2024 è stato presidente del Tribunale Vaticano. L’ipotesi di reato nei suoi confronti – favoreggiamento alla mafia – non gli aveva impedito una fulgida carriera ai vertici della Giustizia anche oltre Tevere. La giustizia (umana) non è uguale per tutti. Speriamo lo sia quella divina, nonostante qualche incertezza anche in Vaticano.»
Jesùs Bastante, Barbarin: "Parolin no tiene la autoridad d de un Secretario de Estado, y menos aún de Papa", in «Religiòn Digital», 3 maggio 2025. «El tiempo, como sucediera con su caso, puede acabar dándole la razón (A BARBARIN). Al menos, esto está sucediendo con el escándalo de la compra venta del palacio de Sloane Avenue, en Londres, que desencadenó el caso Becciu. Así, el Tribunal Superior de Inglaterra y Gales ha condenado a la Secretaría de Estado del Vaticano, gobernada por Parolin, a indemnizar con 4,1 millones de euros al empresario Raffaele Mincione, "injustamente acusado de deshonestidad, fraude y conspiración por altos funcionarios de la Santa Sede".»
Caterina Maniaci, Verso il Conclave tra scandali e una maxi multa da pagare, in «Libero», 3 maggio 2025. MENTRE LA MENZOGNA HA BISOGNO DI UN'INFINITÀ DI PUNTELLI, LA VERITÀ STA IN PIEDI DA SOLA.
I giudici inglesi al Vaticano «Deve risarcire Mincione», in «Corriere della Sera», 3 maggio 2025.
Luigi Bisignani, Conclave, in Vaticano è scontro aperto: "Glielo hanno urlato in faccia", in «Il Tempo», 3 maggio 2025. «Il Camerlengo Farrel è stato più volte redarguito per la sua incapacità di superare il ruolo di passacarte di qualcuno, certamente estraneo al collegio cardinalizio, tanto che più di un cardinale gli ha urlato in faccia che avrebbe fatto meglio e non accettare il ruolo di Camerlengo. (...) il giorno 30 aprile i cardinali, che nel frattempo hanno imparato quanti documenti farlocchi venivano attribuiti al Papa defunto, hanno obbligato il Camerlengo, che è l’autorità che amministra le finanze della Chiesa durante la Sede Vacante, a tirare fuori i bilanci veri e hanno constatato che fino ad allora erano state servite loro una buona dose di chiacchiere e pure bugie.»
Card. Versaldi, 'su fiducia tradita non mi riferivo a Becciu' 'Senza condanna definitiva è da considerarsi innocente', «Ansa», 3 maggio 2025. CHI HA REALMENTE TRADITO IL PAPA? BASTA MENZOGNE DAL VATICANO! «La dichiarazione del cardinale Versaldi è particolarmente rilevante in quanto è il primo cardinale che osa parlare con libertà ad evidenziare forti dubbi sulla regolarità del processo che si è trasformato in una esecuzione in piena regola per il cardinale Becciu. È finito il periodo del terrore dentro le mura vaticane?» M.B.
Benedetto Serafino, Il Conclave dei silenzi (e di Parolin), in «Diario del Web», 3 maggio 2025. PAROLIN IL MANIPOLATORE «La manipolazione delle Congregazioni generali non è più un sospetto: è una realtа che prende corpo nei volti frustrati di cardinali venuti da ogni continente, desiderosi di dialogo, e costretti invece a subire un’agenda scritta altrove, decisa da Pietro Parolin e Kevin Farrell. Il primo, ex Segretario di Stato, manovra con maestria. Il secondo, camerlengo, garantisce l’apparenza del rito. Ma sotto questa apparenza, si consuma un gioco oscuro: ridurre il tempo, selezionare chi parla, comprimere i temi, evitando ciò che davvero conta. È l’ombra lunga di un pontificato autocratico, quello che ha saputo generare 135 elettori – contro i 120 previsti – senza però dare loro tempo e modo di conoscersi e conoscersi tra loro. (...) Dopo giorni di dubbi, Parolin estrae due lettere: una del 2023, l’altra firmata nel marzo 2025 da un Papa giа morente. Nessuna notifica ufficiale, solo una rinuncia pilotata...»
La magistratura inglese condanna il Vaticano per le irregolarità dell'inchiesta su Sloane Avenue scagionando di fatto il card. Becciu e il finanziere Mincione, in «Faro di Roma», 3 maggio 2025. LA VERITÀ VIENE DA LONDRA, PERCHÉ IN VATICANO C'È BUIO PESTO (NEI MEDIA VATICANI E IN SEGRETERIA DI STATO, CHE ANCORA MANIPOLANO LA REALTÀ SENZA PUDORE, ILLUDENDOSI DI POTER INGANNARE IL MONDO INTERO)!
Luis Badilla e Robert Calvaresi, Congregazioni generali del collegio cardinalizio – Comunicati ufficiali, in «Osservazioni casuali», 67, 30 aprile-3 maggio 2025. «Non si capisce perché Francesco non ha detto questo in vita e perché addirittura ha firmato due testi di fatto applicati come “potestà papale post-mortem”, questione delicatissima e molto discutibile. Alla fine il comunicato “auspica che gli organi di giustizia competenti possano accertare definitivamente i fatti”. Queste sono parole grandemente ipocrite e rivelano uno spirito burocratico feroce. Il cardinale Becciu è innocente, e nel processo voluto da Papa Bergoglio, è il Vaticano che deve dimostrare e provare che il porporato è colpevole, con un processo onesto e corretto, riconosciuto tale. Il processo è in corso. C’è una prima sentenza. Ora è in corso il primo appello e c’è ancora alla fine anche un massimo Appello. Perché non difesero il principio della presunzione dell’innocenza? Perché? Qualcuno avrà il coraggio di continuare a predicare il principio della presunta innocenza? La stragrande maggioranza dei cardinali, sostenendo questa dichiarazione si sono pronunciati su cose che non sanno, che non conoscono, che sono occulte. I segreti del card. Parolin (un po’ troppi) La quasi totalità dei cardinali che devono eleggere il nuovo Vescovo di Roma sul caso Becciu non sanno nulla o poco e hanno ricevuto informazioni manipolate. E’ ovvio che nulla sanno della prima fase del processo (segretato) e nulla sull’appello (in corso). E non sanno nulla dei famosi due documenti che Francesco firmò prima di morire, sempre secondo il cardinale Parolin. Sino ad oggi non è stato rivelato il contenuto di queste carte. È sempre il cardinale Parolin, detentore di altri segreti come per esempio gli Accordi con la Cina, quello che fa uso di questi contenuti senza che gli altri sappiamo nulla. Questo comportamento pone dubbi pesanti e legittimi. Quale Chiesa di Cristo si può governare con montagne di documenti segreti che determinato condotte e prospettive dei cattolici nel mondo intero? (...) Ma questo Diddi fino quando continuerà a mentire in nome del in nome del Tribunale vaticano e la giustizia del Papa?»
Benjamin Leven, Es läuft nicht rund für Kardinal Pietro Parolin, in «Communio», 3 maggio 2025. Segnali forti dalla Francia e dall'Inghilterra (anche se gli organi di stampa vaticani li oscurano). I cardinali sanno informarsi?
Nico Spuntoni, Conclave, l'intervista al cardinale Napier: "Il caso Becciu ha sconvolto il clima. Il nuovo Papa segua le orme di Francesco", in «Il Tempo», 4 maggio 2025. SI SARANNO RESI CONTO, I CARDINALI, DEL PERVERSO IMBROGLIO CHE HA MANIPOLATO GLI ULTIMI ANNI DEL PONTIFICATO DI FRANCESCO? LO CAPIREMO PRESTO.
Christian Schubert, Londoner Immobilienskandal erreicht das Konklave, in «Frankfurter Allgemeiner Zeitung», 4 maggio 2025. Gli unici che non ne parlano sono i media cattolici. Tutti complici del complotto più scandaloso della storia?
Vik van Brantegem, L'ingiusta condanna del Cardinal Becciu e la sua esclusione dal Conclave. Approfondimenti e valutazioni – Prima parte, in «Korazym», 4 maggio 2025. Anche in tedesco.
Luigi Bisignani, L'eredità di Bergoglio. Una Chiesa in default, in «Il Tempo», 4 maggio 2025. «È delle ultime ore la vicenda dell'immobile di Sloane Street (Avenue), a Londra, che rende sempre più fragile il caso Becciu. Oltre al danno d'immagine, provocato da un processo che appare taroccato, il Vaticano ha già perso tra i 13 e i 14 milioni di euro. I giudici inglesi lo hanno condannato a coprire le proprie spese legali e a versare oltre 4 milioni di euro al finanziere Raffaele Mincione, che continua a proclamarsi innocente e potrebbe ora chiedere un risarcimento.»
Riccardo Cascioli, Malore, Becciu e Cina: il sistema fa quadrato attorno a Parolin, in «La Nuova Bussola Quotidiana», 5 maggio 2025. «Il potere che manovra la grande stampa sta facendo sparire o negare le notizie che potrebbero danneggiare l'ex segretario di Stato vaticano nella corsa al pontificato.»
Becciu renuncia al Cònclave tras orden del Papa Francisco, in «El Confidencial», 5 maggio 2025.
Zwei Tage vor Beginn des Konklaves ist in Roma noch alles offen, in «Kathpress», 5 maggio 2025.
Salvatore Di Bartolo, Strane cose accadono in Vaticano, in «L'Opinione», 5 maggio 2025.
Rita Cavallaro, Parolin, c'è la sua firma sull'ultimo documento dell'affaire Sloane Avenue che ha segnato il caso Becciu, in «Il Tempo», 5 maggio 2025. Scrive Parolin, «sono favorevole alla stipulazione dei contratti». «... in calce al memorandum, che delinea l'uscita dal Fondo del palazzo (che alla fine è costato al Vaticano 40 milioni di euro e che, nei giorni scorsi, ha portato l'Alta Corte inglese a condannare la Santa Sede al risarcimento di 4 milioni di euro di spese processuali nei confronti di Raffaele Mincione, proprietario dell'immobile), c'è la nota scritta a mano da Parolin, con la quale autorizza l'operazione e la stipulazione dei contratti, che avrebbero portato all'acquisto del palazzo attraverso la società lussemburghese Gutt.Sa, di proprietà del broker Gianluigi Torzi. Una decisione che Parolin avrebbe preso, come lui stesso scrive, dopo aver sentito, la sera prima, il parere del monsignore Alberto Perlasca, il grande accusatore di Becciu, e quello di Fabrizio Tirabassi, l'uno a capo e l'altro minutante dell'Ufficio amministrativo della Segreteria di Stato. Di questa via libera formale della Santa Sede, in tutto questo scandalo non si era mai parlato. Si era sempre ritenuto che l'iniziativa fosse stata presa dai singoli, senza un avvallo formale, al punto che Becciu ha pagato un prezzo alto nel processo del secolo, finito in primo grado con la condanna del cardinale a cinque anni e sei mesi di reclusione per peculato e truffa aggravata, pur se il dibattimento ha dimostrato che il porporato non si è intascato neanche un centesimo. Questo documento, contenuto all'interno del fascicolo sul processo ma mai trapelato, si trova a pagina 97 dell’allegato denominato «All 15 Annotazione di PG Squillace con allegati», che fa parte del secondo faldone di atti depositati dall'ufficio del promotore di giustizia, Alessandro Diddi, il 20 agosto 2021. Un memorandum che mostrerebbe un'altra versione della storia di quel grande scandalo sui fondi extrabilancio dell'Obolo di San Pietro, che servivano per i poveri e invece sarebbero stati usati per fare affari. E ora queste nuove rivelazioni potrebbero riaprire la questione Becciu, che sembrava chiusa dopo le controverse lettere di Papa Francesco, che escludevano il porporato dal Conclave, e con la rinuncia del cardinale, formalizzata nei giorni scorsi.» BECCIU HA SEMPRE DETTO LA VERITÀ. ALTRI NO!

Jaime Gurpegui, El “mal menor” era cómplice: Parolin firmó la operación que arruinó al Vaticano y hundió a Becciu, in «Infovaticana», 5 maggio 2025. «La firma que lo cambia todo.»
Mincione wins case against cardinal Parolin's Secretariat, in «From Rome», 5 maggio 2025.
Andrea Gagliarducci, After Pope Francis, a Church to be rebuilt?, in «MondayVatican», 5 maggio 2025. Anche in italiano. «Becciu avrebbe potuto essere dichiarato colpevole di terzo grado, ma non avrebbe perso il diritto di voto. Perché mischiare le questioni di un processo penale con quelle relative al diritto ecclesiastico che regola il Conclave? Perché mischiare diritto canonico e diritto penale? (...) Anche la gestione del caso Becciu è discutibile. In definitiva, perché Parolin non ha presentato privatamente le lettere del Papa a Becciu, in un incontro da tenersi con il Camerlengo e il Decano del Collegio Cardinalizio per decidere il da farsi? Perché ciò non è stato fatto prima delle Congregazioni Generali, evitando così lunghe discussioni tra i cardinali? A un certo punto, tutto sembra essere stato gestito piuttosto… alla leggera. »
Penelope Corrado, Due nuovi siluri contro Parolin papa: una firma lo coinvolge nel caso Becciu e piace "troppo" alla Cina, in «Secolo d'Italia», 5 maggio 2025. «Parolin scrive di suo pugno un commento che, invece, sembrerebbe confermare che la Santa Sede non solo fosse informata dell’affaire di Sloane Avenue, ma che la Segreteria di Stato, nel suo più alto incarico rappresentato da Parolin, avesse di proprio pugno autorizzato l’operazione. «Avute assicurazioni sulla solidità dell’operazione (che porterebbe vantaggi alla Santa Sede), la sua trasparenza e l’assenza di rischi reputazionali, (che, anzi, superati quelli legati alla gestione del Fondo Gof)», scrive Parolin, «sono favorevole alla stipulazione dei contratti». (...) Va ricordato che Becciu ha rinunciato a partecipare al Conclave per la vicenda giudiziaria e canonica che lo coinvolge, pur avendone formalmente diritto.
Rita Cavallaro, Il documento segreto che riabilita Becciu: la firma del cardinale Parolin sull'affare di Londra, in «L'Identità», 6 maggio 2025. CONTRO LA LOGICA ILLOGICA DEL LUPO C'È POCO DA FARE PER L'AGNELLO. ANCHE SE HA TUTTE LE RAGIONI DEL MONDO. UNA MACCHIA INDELEBILE SULLA CHIESA!
Gianluigi Nuzzi, L'ombra di Becciu, in «La Stampa», 6 maggio 2025. SE PERFINO NUZZI – CHE È TUTTO DIRE – PRENDE IN CONSIDERAZIONE LA REALTÀ (QUELLA VERA, NON QUELLA CHE CI HANNO FATTO CREDERE), QUALCOSA VORRÀ PUR DIRE!
Felice Manti, Si (ri)apre l'indagine vaticana sulle chat del processo Becciu, in «Il Giornale», 7 maggio 2025. «Sono due anni che c'è un'indagine su queste conversazioni «omissate» dallo stesso Diddi. Nel corso del processo, era emerso che Perlasca aveva riferito a De Santis che avrebbe incontrato Becciu alla famosa cena del 5 settembre 2020 al ristorante romano Lo Scarpone, al Gianicolo. Per quale motivo l'avrebbe informato? Era parte della «macchinazione» che oggi lamentano i legali di Becciu? Le due donne millantano anche un ruolo di Pietro Parolin: «Fa la gatta morta, ma... molte cose le sa benissimo, e le ha sempre sapute», dice la Ciferri. Ma che c'entra lui? Come documentato dal Tempo, c'è la sua firma sul via libera all'affare del palazzo di Londra che ha portato alla condanna di Becciu. Il memorandum sull'affarre di Sloane Avenue, nato su idea Credit Suisse di Londra, è datato 25 novembre 2018, quando Becciu era alla Congregazione dei santi. Eppure sarebbe stato costretto al passo indietro sul Conclave «per assecondare la volontà di Papa Francesco», suggellata nelle due lettere firmate F e diffuse dallo stesso Parolin. Le chat - 2.500 pagine circa di fitte conversazioni - sono state consegnate dalla Ciferri al broker Raffaele Mincione, infangato da un processo a suo dire «ingiusto», tanto da rivolgersi all'Onu. Nei giorni scorsi il finanziere ha anche ottenuto la condanna della Santa Sede a rifondere 1,5 milioni di spese legali dopo la condanna decisa dal Tribunale vaticano diretto da Giuseppe Pignatone. «Becciu è stato escluso dal Conclave perché condannato o è stato condannato per farlo fuori dal Conclave?», è la domanda che circola da giorni in Vaticano.» SI SVEGLIANO ALL'ULTIMO MINUTO IN VATICANO? SE LA MAGISTRATURA DEVE INDAGARE SULL'OPERATO DELLA MAGISTRATURA E DELLA GENDARMERIA...














































