Clicca sulla casella che ti interessa

Sul sistema giudiziario vaticano (ventesima parte)                   >>> per la parte precedente clicca qui

«Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati?» (Agostino, De Civitate Dei, cap. IV, 4).


  1. BulletAndrea Gagliarducci, Pope Leo XIV: The role of the Curia & the season of trial, in «MondayVatican», 9 giugno 2025. Anche in italiano. «L’approccio di Leone XIV è cauto. Tuttavia, sembra esserci una notevole agitazione intorno a lui. C’è un mondo vaticano che ha vissuto completamente nelle dinamiche del precedente pontificato e ora teme di perdere la propria influenza. Come sempre accade in Vaticano, tutti si sono riposizionati. Anche la stagione dei processi in Vaticano non sarà più la stessa. In Sede Vacante, lo scorso 29 aprile, Francesca Immacolata Chaouqui, l’ex membro della Pontificia commissione referente di studio e di indirizzo sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa (COSEA) della Santa Sede, poi processata in Vaticano, è stata convocata in Vaticano con l’accusa di traffico di influenze e manomissione di prove. La notizia è stata diffusa quasi un mese dopo. La convocazione di Chaouqui è seguita alla pubblicazione di intercettazioni telefoniche che hanno rivelato il suo ruolo nella manipolazione delle prove e nella consulenza ai magistrati nel processo riguardante la gestione dei fondi della Segreteria di Stato della Santa Sede, noto come “processo Becciu”. Ma perché l’incriminazione arriva solo ora? Al di là delle intercettazioni, il ruolo di Chaouqui era già emerso durante il “processo Becciu”, quando fu chiamata a testimoniare. All’epoca, le dichiarazioni di Chaouqui non portarono a un arresto né a un sospetto. (...) Allo stesso tempo, attendiamo l’appello per il processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, previsto per il prossimo 22 settembre. Dovrebbe esserlo, perché tutte queste situazioni potrebbero anche indurre a considerare il rinvio dell’appello. Leone XIV ascoltò attentamente tutte queste situazioni e lesse i dossier. Per prendere le decisioni migliori, ha bisogno della Curia, e questo significa che ha bisogno di funzionari curiali non corrotti e di una Segreteria di Stato non invischiata in antagonismi interni. Queste considerazioni, in sintesi, sono state tra quelle che hanno portato alla sostanza dei recenti discorsi. Il Papa, tra le altre cose, non ha ancora una squadra di governo personale. Ha deciso di fidarsi di coloro che ci sono finora.»

  2. BulletFilippo Di Giacomo, Veleni e giustizia tra le mura vaticane, in «Il Venerdì di Repubblica», 13 giugno 2025.

  3. BulletIvo Pincara, L'auspicio di una "restitutio in integrum" per il processo Becciu, in «Korazym», 13 giugno 2025. QUANDO LA GIUSTIZIA È SCANDALOSAMENTE INGIUSTA «... per sanare lo scandalo della giustizia negata nel processo Becciu, Filippo Di Giacomo ricorda, che Papa Leone XIV – che è dottore in diritto canonico – ha a disposizione l’istituto giuridico della restitutio in integrum, locuzione latina che significa “ripristino alla situazione originaria”. Si tratta di un rimedio giuridico volto a riportare le parti in una situazione che era stata alterata da un atto o da un fatto giuridico. In sostanza, la restitutio in integrum mira a cancellare gli effetti di un atto o di un fatto che ha pregiudicato la situazione giuridica di una parte. Nella sua tipica applicazione, l’integrum restitutio era nel diritto romano un provvedimento del magistrato col quale si metteva nel nulla un effetto giuridico verificatosi a danno di una persona, reintegrando lo stato di diritto anteriore al suo verificarsi.»

  4. BulletLeonardo Ventura, Grana sistema giustizia per il Pontefice. Ora arrivano le denunce, in «Il Tempo», 14 giugno 2025. LO SCANDALO PIÙ GIGANTESCO NELLA CHIESA DEGLI ULTIMI SECOLI: QUELLO DELLA MALAGIUSTIZIA. «Quanto sta emergendo con sempre maggiore forza sermbra dar ragione a chi da tempo, soprattutto dopo aver seguito l'evoluzione del processo, sostiene che l'inchiesta sia stata caratterizzata da evidenti anomalie e la condanna del Cardinale Becciu e degli altri imputati sia sostenuta da prove fragili, figlie di un teorema che aveva grande appeal mediatico, ma poca sostanza in termini giuridici. In tanti poi – e non solo all'interno del Vaticano – sono convinti, sopratuto dopo aver scoperto, seguendo il processo, che il Cardinale Becciu non si è appropriato neanche di un centesimo, che si sia trattato di un'operazione studiata a tavolino. Un'operazione "anti-casta", sfruttata per mettere fuori gioco un cardinale divenuto troppo potente. Non è un caso che ormai siano rimasti in pochi a difendere la gestione dell'indagine nei confronti del Cardinale e che proprio lo stesso ufficio del Promotore sia stato costretto ad aprire un'inchiesta contro una testimone della stessa accusa. Né va sottovalutato, poí, quanto emerso nel giudizio londinese in cui la Segreteria di Stato è stata condannata a pagare oltre 3 milioni di sterline a Mincione, non ritenuto responsabile di alcuna frode in danno della Santa sede. L'appello di settembre non sarà solo un giudizio sul Cardinale Becciu, ma dovrà riportare in alto la considerazione di tanti sull'intera gestione del processo. La credibilità del sistema passa anche attraverso la capacità di riconoscere se nell'ambito di un'inchiesta qualcuno ha abusato o si è costruito ruoli da castigamatti, pur di raggiungere l'obiettivo. Perché se testimoni sono stati orientati, gli investigatori hanno agito fuori ruolo e l'accusa ha coperto chi manipolava, allora a essere sotto accusa non sara più un Cardinale, ma la giustizia vaticana stessa.» CHE ORRIBILE PUZZA DI MARCIO IN VATICANO!

  5. BulletJohn L. Allen Jr., Three headaches awaiting the acute legal mind of Pope Leo XIV, in «Angelus», 16 giugno 2025. COME RIMEDIARE ALLA GIUSTIZIA INGIUSTA? «Although he was sentenced to five-and-a-half years in prison by the Vatican court, Becciu from the beginning has maintained his innocence, and he has a following among many fellow cardinals who spoke to Leo both before and after the conclave, insisting the procedural irregularities under Francis meant that Becciu had been pre-judged and denied a fair trial. Becciu’s appeal before the six-judge Vatican appeals court is set to begin Sept. 22, and it remains to be seen if Leo will issue any tweaks or clarifications intended to bolster perceptions of a fair trial. More basically, the real question is what happens if Leo’s acute legal mind turns to the underlying dilemma raised by the Becciu case, which is how any prosecution can be said to be fair in a system in which the accusing party, meaning the executive branch of government, is also the supreme legislative and judicial authority.» Anche in spagnolo.

  6. BulletPapst Leo XIV. regiert anders, in «KathPress», 16 giugno 2025.

  7. BulletGrzegorz Górny, Kardynał Becciu: ekofinansowy hochsztapler czy ofiara spisku? Za kulisami największej afery w historii Watykanu, in «wPolityce.pl», 25/ 2025.

  8. BulletDamiano Aliprandi, Antimafia e Mario Mori, così rispondo a Report e alla sua "fonte autorevole", in «Il Dubbio», 18 giugno 2025.

  9. BulletBorsellino, 5 giorni prima della strage, ai colleghi: «Approfondite mafia-appalti!», in «Progetto San Francesco», 20 giugno 2025.

  10. BulletD.E.D., Attorno al Papa giochi di potere. Leone XIV resiste agli avvoltoi, in «Silere non possum», 20 giugno 2025. Broccoletti...

  11. BulletStefano Feltri, Giorgio Meletti, Federica Tourn, La Scomunica – Episodio 10: Il conto da pagare, in  Appunti  di Stefano Feltri, 20 giugno 2025. «QUANDO LA "GIUSTIZIA" PROTEGGE I COLPEVOLI E CONDANNA GLI INNOCENTI... Anche in questa puntata si parla del «processo farsesco» messo in piedi da una giustizia corrotta contro l'innocente Angelo Becciu. A volte la verità fa male, molto male; ma – come ha detto recentemente papa Leone XIV – riconoscerla e accettarla è l'unica via per uscire dall'ingiustizia, per guardare avanti senza restare complici e per... essere liberati. Ne va della credibilità della Chiesa, come spiega Luis Badilla.

  12. BulletBorsellino, 5 giorni prima della strage, ai colleghi: «Approfondite mafia-appalti!», in «Progetto San Francesco», 20 giugno 2025.

  13. BulletFelice Manti, Caso Becciu, spuntano altre chat sulla macchinazione, in «Il Giornale», 23 giugno 2025. LO DICE COLEI CHE HA MONTATO IL COMPLOTTO, ALLA SUA COMARE CIFERRI (L'AMICA DEL TESTIMONE CHIAVE, PERLASCA): «BISOGNA CAPIRE COSA DEVI DIRE... PER EVITARE CHE LE CHAT (QUELLE INVIATE A DIDDI IL FAMOSO 26 NOVEMBRE 2022) SIANO CONSIDERATE ATTENDIBILI OVE MAI SI DECIDESSE DI DESECRETARLE... PERCHÉ IN QUESTO CASO AVREBBE RAGIONE BECCIU... VA DISINNESCATA LA BOMBA...». CHI È CHE IMBECCA LA CHAOQUI? BECCIU NON HA MAI CHIESTO CLEMENZA MA VERITÀ, PROCLAMANDO LA SUA INNOCENZA.

  14. BulletGiancarlo Cavalleri, Pubblicate altre chat che scagionano il cardinale Becciu. Il processo teleguidato dall'esterno, in «Faro di Roma», 23 giugno 2025. QUELLO SCHIFOSO PROCESSO TELEGUIDATO! «Sconcerta tuttavia che a indagare sia colui che dall’inizio ha omissato le chat, pubblictate solo ora perchè depositate dalla difesa di Raffaele Mincione nel suo ricorso, per violazione dei diritti umani, agli organi dell’ONU. Ma Diddi già in aula due anni fa si è dichiarato estraneo alla vicenda, nonostante l’attivo scambio di messaggi con la signora Ciferri, invece di rinunciare al suo ruolo nel processo come sarebbe stato più logico. In ogni caso i nuovi documenti confermano l’esistenza di una strategia per confezionare accuse false a carico di Becciu, con il coinvolgimento di monsignor Alberto Perlasca e del commissario della Gendarmeria Stefano de Santis.» Anche in portoghese. E in spagnolo.

  15. BulletDamiano Aliprandi, Il grande bluff di Report sul "burattinaio" dell'Antimafia, in «Il Dubbio», 23 giugno 2025.

  16. BulletPaolo Comi, Sigfrido Ranucci e il blitz di Report: viola il segreto per screditare i testimoni contro la ricerca della verità, in «L'Unità», 24 giugno 2025.

  17. BulletPino Nano, Mario Nanni grande Maestro di giornalismo e di vita, in «Giornalisti Italia», 26 giugno 2025. Poi è stata la volta del cardinale Angelo Becciu, a cui Mario Nanni ha dedicato poco prima di morire forse il suo libro di inchiesta più importante “Il Caso Becciu, Ingiustizia in Vaticano”, un libro di grande coraggio e pieno di mille verità inedite, «legate ad un processo – ha sottolineato il Cardinale Becciu – che mi ha visto vittima sacrificale di una campagna mediatica denigratoria di confini e di livelli inimmaginabili. Oggi grazie anche all’inchiesta pubblica di Mario Nanni molte verità incominciano a venir fuori e presto spero di vedere fatta completa giustizia sulla mia storia di uomo e di pastore della Chiesa».

  18. BulletAndrea Caldart, Nuove rivelazioni sul caso Becciu: chat compromettenti e ombre sul processo vaticano, in «La Gazzetta dell'Emilia», 27 giugno 2025. «Il contenuto delle chat è inequivocabile: emerge una strategia ben definita per influenzare l'esito del processo, un elemento che getta pesanti dubbi sull'autenticità delle accuse e sull'intero impianto accusatorio costruito attorno a Becciu. Ancora più inquietante è il ruolo del promotore di giustizia vaticano, Alessandro Diddi. È proprio lui ad aver aperto un fascicolo sulle nuove rivelazioni. Tuttavia, Diddi è lo stesso magistrato che, durante le fasi iniziali dell’inchiesta, omise di portare alla luce le chat oggi divenute pubbliche. Documenti che, invece, sono stati depositati solo recentemente dagli avvocati di Mincione nel contesto del ricorso all’ONU. Una posizione, quella di Diddi, che appare quantomeno ambigua: nonostante le comunicazioni dirette con la Ciferri, mai rese note, il promotore ha scelto di non astenersi dal processo, né ha chiarito il proprio coinvolgimento. Già nel 2022, in aula, si era dichiarato estraneo ai rapporti con le persone ora coinvolte nelle rivelazioni, una dichiarazione oggi contestata dai nuovi atti. Altro nodo cruciale è il ruolo di monsignor Alberto Perlasca, inizialmente indagato nella vicenda e in seguito divenuto il principale testimone dell'accusa. Il suo passaggio da indagato a collaboratore avvenne dopo la stesura di un memoriale nel 2020, apparentemente sollecitato dalla stessa Chaouqui. Secondo i nuovi documenti, sarebbe stato proprio questo il punto di svolta per l'accusa nei confronti di Becciu. A questo punto sorge inevitabile una domanda, che va oltre la cronaca giudiziaria: perché tutto questo complotto proprio attorno al cardinale Becciu? Chi aveva interesse a far cadere quello che fino a poco tempo prima era considerato il "numero tre" del Vaticano? E soprattutto, perché con tale accanimento e meticolosità? L’esame critico della vicenda suggerisce che non si è trattato solo di una questione di giustizia amministrativa o di irregolarità contabili. Il profilo del cardinale Becciu – potente, influente, punto di riferimento della Segreteria di Stato – lo rendeva inevitabilmente figura scomoda per molti. Le sue posizioni ferme, le sue nomine, la sua gestione delle risorse potrebbero aver creato frizioni interne con altri poteri, desiderosi di ribilanciare le forze nei sacri palazzi. Non da ultimo va ricordato che risultava tra i papabili, ma alla fine ha deciso lui di escludersi dal conclave. Un fatto appare oggi evidente: qualcuno avrebbe tratto beneficio dalla sua caduta. Non solo in termini ecclesiali, ma anche su un piano di redistribuzione delle leve del potere interno alla Curia. In questo contesto, le nuove chat rivelano una pianificazione, una costruzione mirata di accuse, e – cosa ancora più grave – una giustizia che forse si potrebbe essere piegata a logiche estranee alla verità. Anche il commissario della Gendarmeria vaticana Stefano de Santis, figura tra i nomi emersi nelle recenti carte che delineano un quadro allarmante: un processo influenzato da pressioni esterne, con una rete di complicità interna volta a costruire un impianto accusatorio su basi instabili. La Santa Sede, finora, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alle ultime rivelazioni, ma il clima che si respira nei palazzi vaticani è quello della crescente inquietudine. A pochi mesi dall'appello decisivo, la figura del cardinale Becciu, fino a oggi travolta dallo scandalo, potrebbe essere rivalutata alla luce di una verità molto più complessa e, forse, manipolata. L'opinione pubblica e gli osservatori internazionali chiedono ora trasparenza e chiarezza. Quel che appare certo è che il caso Becciu non è solo un processo giudiziario, ma un banco di prova per la credibilità della giustizia vaticana stessa.»

  19. BulletAlberto Vacca, Quer pasticciaccio brutto del processo Becciu. Un caso surreale di giustizia ingiusta, Amazon, giugno 2025.

  20. BulletGiacomo Amadori, Mentre indagava su via D'Amelio, gli perquisivano casa, in «La Verità», 28 giugno 2025. Che interessi in comune hanno mafia e massoneria? E di nuovo c'entra quel giudice vaticano indagato per favoreggiamento alla mafia...

  21. BulletLuigi Bisignani, Papa Leone e il bisturi sulla Curia. Parolin verso il ritorno in laguna, in «Il Tempo», 29 giugno 2025. «Dalle riflessioni emerse durante le Congregazioni generali – incoraggiato da due cardinali giuristi, suoi grandi elettori, come Burke e Versaldi – Prevost ha raccolto diverse “suppliche”. La prima è certamente il ritorno alla più intransigente trasparenza nella giustizia vaticana, mettendo un de profundis all’allegra e scanzonata gestione del processo Becciu, dove damazze, investigatori e segreti si sono intrecciati nel nome di un Papa ormai stanco e vulnerabile. L’appello contro la condanna di Becciu è fissato al 22 settembre, e ci si può attendere di tutto. Parlando più “terra terra”, intanto, torneranno, per così dire "a piede libero", fuori dalle Mura, gli uomini della Gendarmeria vaticana che condussero le indagini contro Becciu: tra loro il commissario Stefano De Santis, oggi al centro di un’inchiesta interna che si preannuncia clamorosa.» Anche in inglese.

  22. BulletFelice Manti, Pizzaballa a Milano e Parolin a Venezia, il risiko di Leone XIV, in «Il Giornale», 29 giugno 2025. «La suggestione della restitutio in integrum per Becciu, una sorta di amnistia mascherata che d’imperio cancellerebbe tutto, avrebbe il sapore della beffa ma eviterebbe di aprire il vaso di Pandora della malandata giustizia vaticana.» Apriamolo, questo vaso di Pandora, apriamolo e rovesciamolo come un calzino: tutto alla luce del sole!

  23. BulletGiuliano Foschini, Becciu denuncia Chaouqui "Incastato dalle sue false prove", in «La Repubblica», 2 luglio 2025. L’ipotesi è quella di truffa ed estorsione. In particolare, si legge nel documento, sarebbe stato «manipolato» il principale teste dell’accusa, monsignor Alberto Perlasca. (...) L’esposto – a seguito di un lungo lavoro degli avvocati Fabio Viglione, Maria Concetta Marzo, Giandomenico Caiazza e Cataldo Intrieri, parallelo alla difesa nel processo vaticano del cardinale e degli altri imputati – ricostruisce la storia sulla base di 325 pagine di messaggi - depositate dalla difesa di Mincione davanti a un processo alle Nazioni Unite. Sono whatsapp che si sono scambiate la stessa Chaouqui e Genoveffa Ciferri, cittadina italiana legata a Perlasca, un passato nei Servizi, nei quali, secondo la difesa, c’è la prova di «istruzioni, pressioni e suggerimenti» che avrebbero indotto il monsignore a cambiare versione. Secondo la denuncia, Chaouqui avrebbe agito «fingendosi un anziano magistrato collaboratore del promotore di giustizia vaticano», sfruttando l’intermediazione di Ciferri. Nel documento si fa anche riferimento a una dazione in denaro.Il 26 novembre 2022, Ciferri scrive in un messaggio indirizzato al promotore di giustizia, Alessandro Diddi: «Per ricompensarla dell’operato che vantava a favore di Perlasca… gli feci recapitare per mano di un sindaco di un paese limitrofo al mio 15 mila euro in una busta. Ne aveva chiesti 30 ma non potei». Sempre nelle chat, si fa riferimento alla consegna di gioielli antichi il 30 novembre 2020 tramite un “architetto”. Ma il passaggio più delicato riguarda il contenuto di un messaggio audio che, secondo i denuncianti, sarebbe stato inviato alla Chaouqui dal commissario della Gendarmeria vaticana, Stefano De Santis. La trascrizione è riportata nella denuncia: «Lui (Perlasca, ndr) è in possesso del verbale dell’interrogatorio… sottolineasse tutti i punti in cui, alla luce degli ultimi eventi… ha in essere di chiarire… come il sistema di Crasso e Tirabassi». Secondo l’esposto, sembrerebbe quindi «che anche il principale inquirente dell’indagine ha dato specifiche indicazioni alla signora Chaouqui affinché le facesse pervenire a monsignor Perlasca».

  24. BulletGiuliano Foschini, Le confidenze della papessa. "Quella cena costruita bene per far confessare l'eminenza", in «La Repubblica», 2 luglio 2025. Nel lungo esposto del cardinale Becciu contro Francesca Immacolata Chaouqui, “la papessa”, come in molti la chiamano fuori dal Vaticano, c’è il racconto di una cena. Che invece sarebbe stata una trappola. Siamo al ristorante Lo Scarpone, a Roma, uno storico locale della città in via di San Pancrazio, al Gianicolo. È il 5 settembre del 2020 e monsignor Perlasca, da sempre legato da un rapporto di grande stima e vicinanza con Becciu, lo invita a cena. «Passiamo una serata rilassante» dice. La cena, secondo quanto ricostruiscono i legali del cardinale, è organizzata da Chaouqui «al solo fine di raccogliere elementi di prova per accusare il cardinale. Dunque, attraverso lo svolgimento di una vera e propria attività di indagine, evidentemente del tutto abusiva, in territorio italiano». Le date sono importanti. Siamo pochi giorni dopo il secondo interrogatorio di Perlasca, quello nel quale presentatosi spontaneamente, senza avvocato, aveva definitivamente inguaiato Becciu. Scrive Ciferri, il 3 settembre, in preparazione dell’appuntamento. «Buongiorno Francesca. Scrivimi per bene quella cosa che desiderano i magistrati». Risposta di Chaouqui: «Buongiorno Genevieve, siamo a un punto molto importante, il cardinale sta artatamente cercando di crearsi un ennesimo alibi, serve una prova definitiva della sua infedeltà. Una cena costruita bene su cui far “confessare” Sua eminenza sarebbe preziosa per gli inquirenti». Lo spiega la stessa Ciferri in uno dei messaggi inviati al promotore Diddi, e messi a disposizione dell’indagine da lui stesso. «Lei si renderà conto che l’incontro fu completamente organizzato e pilotato, passo dopo passo. Addirittura - dice - quando io le palesai che monsignor Perlasca non era molto convinto e voleva quasi recedere, lei fece notare che tutto era ormai stato organizzato a puntino da voi». Secondo quanto racconta Ciferri a prenotare il ristorante è stata la stessa Chaouqui. «Sempre Perlasca - scrive - si preoccupava se fosse opportuno che si alzasse per pagare il conto, in quanto il cardinale avrebbe potuto sbirciare sotto il tavolo e notare la strumentazione di registrazione installata, e lei risponde che era meglio farsi portare il conto a tavola». Subito dopo l’incontro lei ne chiede immediatamente una relazione scritta, ed un audio (...) Perlasca diligentemente lo fa, convinto di aver reso un servizio d’informazione a voi inquirenti». La questione, al di là del merito, pone una serie di problemi procedurali non di poco conto. Perché, se è vero, come scrive Ciferri che Perlasca ha registrato su indicazione degli inquirenti vaticani, è stato creato un grave reato. Perché avrebbero agito in territorio italiano. Non a caso quando Perlasca parla della cena allo Scarpone nell’interrogatorio, il commissario De Santis interviene: «Qualcuno ha paventato l’idea che ci fosse una videoregistrazione, ma non è stato fatto nulla… in Italia non andiamo a fare alcun tipo di attività». «È come se sapessero di che cosa monsignor Perlasca stava parlando, ma allora quando, come e da chi lo hanno saputo?» si chiedono gli avvocati nella denuncia. È una delle risposte che dovrà dare la procura di Roma.

  25. BulletMarco Mintillo, Il cardinale Becciu presenta un esposto alla procura di Roma per truffa ed estorsione dopo la condanna vaticana, in «Gaeta.it», 2 luglio 2025. «Francesca Immacolata Chaouqui è stata al centro di altre inchieste legate alla Santa Sede. In questo esposto emerge un ritratto di lei che supera i confini del Vaticano: si parla di attività svolte in Italia per modificare testimonianze e orientare il procedimento. L’accusa più forte riguarda la manipolazione del principale testimone, monsignor Alberto Perlasca. Perlasca, che ha fornito elementi chiave a carico di Becciu, sarebbe stato spinto a cambiare la sua versione sotto la pressione di Chaouqui e della sua rete. L’esposto descrive chaouqui come una figura che, fingendo di essere vicina a magistrati vaticani, avrebbe indotto testimonianze orientate a favorire l’accusa.»

  26. BulletBecciu denuncia Chaouqui: «Un complotto per incastrarmi», in «L'Unione Sarda», 2 luglio 2025. Anche in inglese.

  27. BulletElisa Romano, Il cardinale Becciu presenta esposto a Roma: accuse di truffa ed estorsione contro Chaouqui nel caso fondi vaticani, in «Unita.tv», 2 luglio 2025.

  28. BulletBecciu denuncia Chaouqui: «Ha messo in atto un complotto per incastrarmi», in «La Nuova Sardegna», 2 luglio 2025.

  29. BulletMaria Verderame, Il cardinale Becciu denuncia Chaouqui: "Complotto contro di me", in «Sassarioggi», 2 luglio 2025.

  30. BulletAlice Amerio, Becciu denuncia Chaouqui alla Procura di Roma: «Tentativo di manipolare il processo vaticano", in «Torino Cronaca», 2 luglio 2025.

  31. BulletGiammarco Pio Isoldi, Becciu contro Chaouqui: il cardinale presenta un esposto alla Procura di Roma «Un complotto per incastrarmi», in «Open», 2 luglio 2025.

  32. BulletBecciu presenta un esposto alla Procura di Roma: "Complotto contro di me", in «Rainews», 2 luglio 2025.

  33. BulletCaso Becciu, il cardinale denuncia Francesca Chaouqui: «Mi ha incastrato», in «Lettera 43», 2 luglio 2025.

  34. BulletBecciu contro Vaticano: emergenza manipolazioni giudiziarie, in «Citinotizie», 2 luglio 2025.

  35. BulletCardinal Becciu denounces a "conspiracy to condemn him" before the Prosecutor's Office in Rome, in «Rome Reports», 2 luglio 2025. Anche in spagnolo.

  36. BulletLa forma de gobernar del Papa León XIV, el timo de la ‘Traditiones Custodes, la justicia climática, el sagrado Canón Romano, Torreciudad, el orgullo y la humildad, negar la comunión, in «Infovaticana», 2 luglio 2025.

  37. BulletCardinal Becciu: Vengeful 'Popess' framed me in Vatican fraud trial, in «The Times», 2 luglio 2025.

  38. BulletGiancarlo Cavalleri, Il card. Becciu chiede solo giustizia: "sono innocente, vittima di una macchinazione, indaghi la magistratura italiana", in «Faro di Roma», 2 luglio 2025. «Il documento depositato in procura ipotizza che Chaouqui e i suoi collaboratori possano essere responsabili di reati molto gravi come la truffa e l’estorsione. Un’accusa che si estende anche alle modalità con cui, secondo Becciu, si sarebbe cercato di pilotare l’inchiesta nei suoi confronti, violando la correttezza procedurale e minando l’indipendenza della magistratura. (...) le conversazioni emerse metterebbero in luce pressioni esercitate soprattutto nei confronti del promotore di giustizia vaticano, Alessandro Diddi. (...) Secondo le ricostruzioni che stanno emergendo da più fonti difensive, in particolare quelle degli avvocati di Raffaele Mincione e Fabrizio Tirabassi – coimputati nel processo –, le conversazioni tra Chaouqui e Ciferri delineerebbero una trama parallela, fatta di pressioni, suggerimenti pilotati e interferenze dirette sul principale testimone dell’accusa, mons. Alberto Perlasca. Sarebbe stato proprio grazie alle sollecitazioni coordinate dalle due donne che Perlasca avrebbe modificato la sua versione iniziale, facendo deragliare l’intera inchiesta verso una direzione prestabilita. Ma ciò che più colpisce è il ruolo che queste chat sembrano attribuire al promotore di giustizia, Alessandro Diddi. In alcuni passaggi, riferiti nelle carte consegnate anche alle Nazioni Unite, Chaouqui e Ciferri si esprimono con tono confidenziale e a tratti direttivo, dando l’impressione di godere di un canale privilegiato con la pubblica accusa. In una dinamica che ricorda più una strategia d’influenza che un legittimo contributo informativo, emergono messaggi nei quali si ipotizzano le domande da porre a Perlasca, si discute di come “orientare” la sua memoria e si anticipano le mosse del tribunale. L’effetto di questo scambio, ora oggetto di un esposto del cardinale Becciu alla Procura di Roma, sarebbe stato quello di ingannare la magistratura vaticana, offrendole una narrazione artefatta ma apparentemente coerente, costruita ad arte da soggetti esterni all’inchiesta. Il danno, secondo le difese, sarebbe duplice: da un lato si sarebbe falsata la ricostruzione dei fatti, dall’altro si sarebbe minata la credibilità stessa della giustizia vaticana, rendendola – suo malgrado – strumento di un’operazione che nulla ha a che vedere con l’autonomia e l’imparzialità. L’elemento che più inquieta è che tutte queste chat erano già in possesso di alcune difese sin dal 2022, ma sarebbero state ignorate o ritenute irrilevanti dalla magistratura vaticana. Solo ora, con la loro piena pubblicazione e analisi, comincia a delinearsi una seconda verità, nella quale Becciu e i suoi coimputati non appaiono più come ideatori di trame illecite, ma come vittime di una strategia manipolatoria condotta da soggetti esterni al perimetro giudiziario, ma in grado di condizionarlo in profondità. (...) Il processo al cardinale Angelo Becciu, condannato in primo grado dal Tribunale vaticano nel dicembre 2023 per truffa e peculato, sta assumendo sempre più i contorni di un’operazione opaca, nella quale si moltiplicano i segnali di una verità artefatta. (...) Becciu afferma che simili rivelazioni «confermano quanto da me denunciato sin dall’inizio e che, in gran parte, il processo ha già dimostrato». Il porporato punta il dito contro «scelte discutibili adottate dal tribunale, su sollecitazione dell’ufficio del promotore di giustizia, che hanno consentito a queste conversazioni di rimanere segrete». Secondo lui, si è volutamente mantenuto nel cono d’ombra un materiale potenzialmente esplosivo, che avrebbe potuto ribaltare l’intero impianto accusatorio. (...) A questo punto, è lecito domandarsi: fu il processo a seguire la decisione presa dal Papa o, al contrario, fu proprio quell’incontro del 2020 a innescare una macchina giudiziaria costruita per giustificare una punizione già impartita? All’origine di tutto, ricorda Becciu, c’era l’accusa di aver fatto destinare fondi vaticani a una cooperativa legata al fratello, accusa su cui persino il Tribunale – pur condannando – ha dovuto riconoscere la possibile finalità sociale dell’iniziativa, contestando solo la modalità. È davvero bastato questo per estromettere un prefetto e privarlo delle prerogative cardinalizie? L’impressione crescente è che il processo a Becciu non sia stato l’approdo di un’inchiesta autonoma e rigorosa, ma il prodotto di una catena di decisioni influenzate da dinamiche esterne, chat compromettenti e pressioni che oggi – a distanza di anni – rischiano di disintegrare la credibilità non solo della giustizia vaticana, ma dell’intera gestione interna della Santa Sede. La reazione delle autorità vaticane per ora è di massimo riserbo, mentre il cardinale Becciu ha dichiarato di sentirsi “tradito” e “profondamente ferito” dalla scoperta di quelle conversazioni, che confermerebbero le sue accuse di complotto. Intanto, il Vaticano si trova a dover affrontare non solo le conseguenze di un processo controverso, ma anche l’ombra lunga di una possibile distorsione della giustizia, alimentata da chat informali e da relazioni opache che minacciano di travolgere l’intero impianto accusatorio costruito negli ultimi anni.» Anche in portoghese. E in spagnolo.

  39. BulletCarlo Cambi, La nuova Chiesa di Prevost, in «Panorama», 2 luglio 2025. «... stanno emergendo particolari scomodi che potebbero indurre il Papa a chiudere tutto con un'indulgenza per evitare che da uno scandalo presunto se ne generi uno vero». L'indulgenza però sarebbe un danno enorme per chi è innocente (AP).

  40. BulletGiuliano Foschini, "Si finse magistrato, Ecco come Chaouqui manipolò Perlasca", in «La Repubblica», 3 luglio 2025.

  41. BulletGiovanni Pizzo, Il dossier sugli appalti seppellito. Un imperdonabile smacco a Borsellino, in «Il Riformista», 3 luglio 2025.

  42. BulletCaso Becciu, i legali presentano denuncia: "Dalle chat emerge un'ingiustizia complessiva", in «Sardegnalive», 4 luglio 2025. «"Un dovere, più che un diritto – affermano gli avvocati – dopo le sconcertanti scoperte che la lettura delle chat ha portato ad emersione. Sono condotte che meritano il vaglio approfondito della competente autorità giudiziaria e che non possono essere sminuite da una pretesa marginalità delle dichiarazioni rese o omesse da testimoni ed imputati".» Se la Chiesa non riconosce la verità, ci penserà l'ONU a farle aprire gli occhi (e sarà molto peggio).

  43. BulletCaso Becciu, secondo i difensori il processo è da rivedere, in «Sassarioggi», 4 luglio 2025.

  44. BulletBecciu pasa al ataque y acusa a Francesca Chaouqui de manipular el proceso que acabó con su condena por estafa y malversación, in «Religiòn Digital», 4 luglio 2025.

  45. BulletNicole Winfield, Pope Leo XIV resumes the tradition of taking a summer vacation. But he's got plenty of homework, in «AP», 5 luglio 2025. «But the trial was itself problematic, with defense claims that basic defense rights weren’t respected since Francis intervened on several occasions in favor of prosecutors. In the months since the verdicts were handed down, there have been new revelations that Vatican gendarmes and prosecutors were apparently in regular touch with a woman who was coaching the star witness into testifying against Becciu. The once-powerful cardinal has denounced the contacts as evidence that his conviction was orchestrated from the start, from the top.» Anche in spagnolo. E in portoghese. E in francese.

  46. BulletMafia e appalti, brogliacci delle intercettazioni ritrovati dopo 30 anni: Natoli sentito per 12 ore, in «Palermotoday», 5 luglio 2025.

  47. BulletLa piscina, il campo di padel e alcuni delicatissimi dossier: come passerà le vacanze Papa Leone XIV, in «La Sicilia», 5 luglio 2025. «Tra i faldoni c’è anche il nuovo esposto alle autorità italiane con le chat dalle quali, a detta degli avvocati del cardinale, emergerebbe "l’ingiustizia complessiva del processo".»

  48. BulletBorsellino, trovati i brogliacci delle intercettazioni mafia-appalti, in «Ansa», 5 luglio 2025. A PROPOSITO DI QUEL GIUDICE VATICANO INDAGATO PER FAVOREGGIAMNTO ALLA MAFIA... «L'ipotesi formulata era che Natoli, su input di Pignatone e dell'allora capo della Procura Pietro Giammanco, avesse ordinato la distruzione delle intercettazioni e dei brogliacci dell'inchiesta sull' imprenditore mafioso Antonino Buscemi nel tentativo di affossare gli accertamenti sul costruttore.»

  49. BulletSalvo Palazzolo, Mafia e appalti, la Finanza ritrova i brogliacci delle intercettazioni scomparsi. Natoli si difende, in «La Repubblica», 5 luglio 2025. «Sotto inchiesta per favoreggiamento ci sono gli ex sostituti procuratori Gioacchino Natoli e Giuseppe Pignatone, ma anche il generale della Guardia di finanza Stefano Screpanti.»

  50. BulletRiccardo Arena, Mafia e appalti: il mistero delle bobine mai distrutte e ritrovate a Palermo, in «AGI», 5 luglio 2025.

  51. BulletMafia e Appalti, ritrovati dopo 30 anni i brogliacci delle intercettazion. Quattro buste gialle per riaprire l'inchiesta, in «Agi», 5 luglio 2025.

  52. BulletGiacomo Amadori, Borsellino, ritrovate carte cruciali, in «La Verità», 6 luglio 2025. Uno, Giuseppe Pignatone, ha fatto carriera in Vaticano e ha condannato un innocente.

  53. BulletMafia e appalti, spuntanto le intercettazioni anni '90, in «Libero», 6 luglio 2025.

  54. BulletLaura Distefano e Laura Mendola, Mafia-appalti, brogliacci recuperati ora si cerca il legame con Borsellino, in «La Sicilia», 6 luglio 2025.

  55. BulletIvana Baiunco, Commissione parlamentare antimafia, il pool stragi nisseno in audizione a Roma, in «Giornale di Sicilia», 6 luglio 2025. «Secondo la procura insieme all’ex procuratore di Palermo Pietro Giammanco, Pignatone avrebbe «istigato» l’allora pm Gioacchino Natoli e il capitano, ora generale della Finanza, Stefano Screpanti, a condurre «un’indagine apparente» sulle presunte infiltrazioni mafiose nelle cave toscane limitando temporalmente la durata delle intercettazioni e il numero dei soggetti da tenere sotto controllo.»

  56. BulletLeggi su misura e sentenze annunciate: come si fabbrica un colpevole in Vaticano - Il caso Becciu e le sue contraddizioni nel libro di Alberto Vacca, in «Processo Becciu Blogspot», 7 luglio 2025. «La forza del saggio di Vacca risiede nella capacità di documentare, con precisione giuridica e chiarezza narrativa, la genesi e l’evoluzione di un processo che, secondo l’autore, nasce e si sviluppa sotto una profonda influenza pontificia. Sin dalle prime mosse dell’inchiesta – firmate di proprio pugno da papa Francesco – il lettore assiste a una sequenza ininterrotta di atti straordinari, rescripta segreti, deroghe normative e modifiche retroattive della legge. Tutti indirizzati verso un unico obiettivo: portare Becciu a processo e, infine, condannarlo. (...) Il cuore della denuncia di Vacca risiede nel cortocircuito istituzionale che emerge dalle carte: un papa che autorizza, accusa, legifera e giudica – e che nel contempo si nega come testimone alla difesa – mina irrimediabilmente i principi del giusto processo. I quattro rescripta ex audientia, emanati tra il 2019 e il 2020, conferiscono al promotore di giustizia poteri eccezionali, limitando il diritto di difesa e derogando a norme allora in vigore. Il tutto senza alcuna pubblicazione ufficiale, senza contraddittorio, senza trasparenza. (...) Emblematico è anche il ruolo di monsignor Perlasca, testimone-chiave il cui passaggio da imputato a collaboratore dell’accusa è descritto come il risultato di pressioni psicologiche e manipolazioni orchestrate da figure esterne al processo, tra cui spicca Francesca Immacolata Chaouqui. Il libro delinea così un inquietante scenario di ingerenze, vendette personali e giochi di potere, in cui la figura di Becciu emerge sempre più come capro espiatorio di una ristrutturazione interna alle gerarchie curiali.»

  57. BulletLuca Fazzo, Riappaiono carte e nastri di Borsellino. Accuse di insabbiamento, trema Pignatone, in «Il Giornale», 7 luglio 2025. QUEL GIUDICE VATICANO INDAGATO PER FAVOREGGIAMENTO ALLA MAFIA (MENTRE L'ALTRO MAGISTRATO VATICANO, DIDDI, DIFENDE GLI INTERESSI DI PRESUNTI MAFIOSI)...! «Giammanco è morto cinque anni fa, vivi e sotto inchiesta sono invece Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli, che lavoravano con lui, non firmarono l'archiviazione ma sono comunque accusati dell'insabbiamento. Dal riascolto dei nastri si capirà se davvero, come ritiene la Procura di Caltanissetta, i due magistrati decisero di "occultare ogni traccia del rilevante esito delle intercettazioni telefoniche" al fine di aiutare Cosa Nostra, in particolare la famiglia Buscemi di Passo di Rigano. Da una società dei Buscemi, la Raffaello, in quegli anni Pignatone comprò due appartamenti. Una società in affari con i Buscemi, la Sirap, era guidata dal padre di Pignatone. Natoli nei decenni ha fatto carriera, è diventato uomo di punta dell'associazione nazionale magistrati, è stato eletto al Csm per il "Movimento per la giustizia". Pignatone ne ha fatta ancora di più, fino a diventare procuratore della Repubblica a Roma e poi presidente del tribunale Vaticano. L'inchiesta contro di loro va avanti sotto traccia da oltre un anno. (...) Venerdì scorso Natoli - che finora si era avvalso della facoltà di non rispondere - è stato interrogato per dodici ore; nei prossimi giorni dovrebbe toccare a Pignatone.»

  58. BulletMafia-appalti, dopo Natoli, è stato sentito a Caltanissetta anche Giuseppe Pignatone, in «Giornale di Sicilia», 9 luglio 2025.

  59. BulletPignatone e le cave: nuova inchiesta tra mafia, giustizia e Borsellino, in «City Notizie», 9 luglio 2025. «Il nodo centrale dell’indagine ruota attorno all’ipotesi che Pignatone, in collaborazione con Natoli e, presumibilmente, con l’allora capitano della Guardia di Finanza, abbia orchestrato un’indagine apparente, caratterizzata da limiti temporali artificiali e da una restrizione deliberata del numero di soggetti monitorati. L’accusa si concentra anche su un presunto impulso fornito da Pignatone a Natoli affinché richiedesse l’archiviazione del procedimento sulle cave, senza un’approfondita analisi delle intercettazioni telefoniche potenzialmente cruciali. La finalità di tale azione, secondo la Procura di Caltanissetta, sarebbe stata quella di proteggere imprenditori con legami mafiosi, come Antonino Buscemi e Francesco Bonura, eludendo così i controlli degli investigatori. Un elemento particolarmente grave contestato è la presunta istigazione alla distruzione delle bobine e dei brogliacci contenenti le intercettazioni, un’azione volta a cancellare ogni traccia delle informazioni raccolte.»

  60. BulletMafia-appalti, anche Giuseppe Pignatone sentito per 12 ore dai magistrati di Caltanissetta, in «Palermotoday», 9 luglio 2025.

  61. BulletAndrea Ricci, Ex procuratore di Roma Giuseppe Pignatone indagato per favoreggiamento alla mafia nell'inchiesta su appalti e infiltrazioni, in «Unita.tv» 9 luglio 2025. «Secondo alcune ricostruzioni sostenute dalla famiglia Borsellino quel processo sulle infiltrazioni mafiose negli appalti potrebbe essere stata la causa scatenante dell’attentato mortale al magistrato palermitano. L’ipotesi suggerisce che Borsellino fosse stato ucciso proprio perché stava cercando evidenze importanti da portare avanti nella lotta contro Cosa nostra nei grandi lavori pubblici italiani.»

  62. BulletInsabbiamento indagine su appalti, Pignatone interrogato a Caltanissetta, in «LiveSicilia», 9 luglio 2025.

  63. BulletSaul Caia, Mafia, Pignatone interrogato per 9 ore, in «Il Fatto Quotidiano», 10 luglio 2025.

  64. BulletL'ex procuratore di Roma ed ex presidente del tribunale Vaticano Giuseppe Pignatone, è stato sentito nei giorni scorsi dai pm della Procura di Caltanissetta che l’hanno iscritto nel registro degli indagati mesi fa con l’accusa di favoreggiamento alla mafia: l’interrogatorio, condotto dal capo dei pm Salvo De Luca e dai sostituti Davide Spina e Claudia Pasciuti, è durato diverse ore, in «Messinamagazine», 11 luglio 2025.

  65. BulletProcesso Becciu: un gran caos condito da intrighi vari?, in «Catt.ch», 15 luglio 2025. Dopo lungo letargo si sveglia la Chiesa svizzera?

  66. BulletViajes y nombramientos del Papa León XIV, ¿seguimos con el dogma del cambio climático?, el laberinto Becciu, «De Francisco a León», los ocurrentes, Juan Pablo II el grande, los exóticos planes de verano, tiempo de mártires, in «Infovaticana», 16 luglio 2025. «Las nuevas revelaciones sobre el proceso Becciu están provocando debates y suscitando dudas sobre todo el funcionamiento de la magistratura vaticana. Entre los documentos presentados ante la ONU por el financiero Raffaele Mincione, han surgido mensajes comprometedores que datan de 2023 entre la Chaoqui y la Ciferri. En estas conversaciones, ambas mujeres abordan explícitamente el objetivo de evitar la absolución de Becciu en apelación, prevista para el 22 de septiembre. El Promotor de Justicia del Vaticano, Alessandro Diddi, ha abierto un expediente sobre los chats que exculpan al cardenal Becciu al demostrar que el juicio fue teledirigido. Los nuevos documentos parecen confirmar la existencia de un plan para inventar acusaciones falsas contra Becciu, en el que estaban involucrados Perlasca y el comisario de la Gendarmería Vaticana, Stefano de Santis.  Las revelaciones llevaron a Mincione a solicitar al Promotor que procesara a Chaoqui por perjurio. También surgieron acusaciones de soborno de testigos y tráfico de influencias, vinculadas a un supuesto intercambio de dinero entre Ciferri y Chaoqui. Una grabación de audio de 77 segundos, en posesión de Mincione, podría demostrar la participación del Comisionado De Santis, quien presuntamente asesoró a Chaoqui sobre cómo dirigir el testimonio de Perlasca.»

  67. BulletNiccolò Magnani, Processo Becciu 'congelato' dal Vaticano? / Bisignani: "Papa Leone XIV vuole prima riformare la Giustizia", in «Il Sussidiario», 16 luglio 2025. «... il Papa vorrebbe arrivare a fare “pulizia” dagli elementi opachi all’interno della Giustizia nella Santa Sede, in particolare dal gendarme collaboratore del Promotore che sarebbe stato il protagonista di quelle chat “omesse” al processo perché potenzialmente scagionanti Becciu. (...) capire perché Diddi avrebbe omesso quelle potenziali prove è il punto d’origine per capire come eventualmente rivoluzionare la struttura della Giustizia.»


>> Per il seguito clicca qui.

Sull'Obolo di San PietroCASO_BECCIU_OBOLO.htmlCASO_BECCIU_OBOLO.htmlshapeimage_3_link_0
Sull'accusa d'aver trasferito 
del denaro in Australia 
e sull'ipotesi di complotto 
contro il card. PellCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlshapeimage_4_link_0shapeimage_4_link_1shapeimage_4_link_2shapeimage_4_link_3
Sulle accuse di aver arricchito 
se stesso o propri familiari

> ultime novitàCASO_BECCIU_FAMIGLIA.htmlCASO_BECCIU_FAMIGLIA.htmlCASO_BECCIU_FAMIGLIA_IV.htmlCASO_BECCIU_FAMIGLIA.htmlshapeimage_5_link_0shapeimage_5_link_1shapeimage_5_link_2
Sulla vicenda Marogna 
(impropriamente chiamata "dama del cardinale")
CASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlshapeimage_6_link_0shapeimage_6_link_1shapeimage_6_link_2
Sul palazzo di Londra 
in Sloane Avenue 60

> ultime novitàCASO_BECCIU_PALAZZO.htmlCASO_BECCIU_PALAZZO.htmlCASO_BECCIU_PALAZZO_VI.htmlCASO_BECCIU_PALAZZO.htmlshapeimage_7_link_0shapeimage_7_link_1shapeimage_7_link_2
Processi e sentenze di Londra, di Roma ecc. a proposito della compravendita del palazzo 
in Sloane Avenue 60CASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlshapeimage_8_link_0shapeimage_8_link_1shapeimage_8_link_2shapeimage_8_link_3
Sulla Messa "in coena Domini" celebrata da papa Francesco 
a casa del cardinale BecciuCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlshapeimage_9_link_0shapeimage_9_link_1shapeimage_9_link_2
Sulla causa di beatificazione 
di Aldo Moro
(e sulle altre accuse di Report)
CASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlshapeimage_10_link_0shapeimage_10_link_1shapeimage_10_link_2
Sul sistema giudiziario vaticano


> ultime novitàCASO_BECCIU_GIUSTIZIA.htmlCASO_BECCIU_GIUSTIZIA_XXXIII.htmlCASO_BECCIU_GIUSTIZIA.htmlshapeimage_11_link_0shapeimage_11_link_1
Come vivono tutto questo 
il cardinale Becciu 
e la sua famiglia?
CASO_BECCIU_VITA.htmlCASO_BECCIU_VITA.htmlCASO_BECCIU_VITA.htmlCASO_BECCIU_VITA.htmlshapeimage_12_link_0shapeimage_12_link_1shapeimage_12_link_2
Il rinvio a giudizio
(3-26 luglio 2021)CASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlshapeimage_13_link_0shapeimage_13_link_1
Il Conclave e papa Leone


> ultime novità.CASO_BECCIU_CONCLAVE.htmlCASO_BECCIU_E_PAPA_LEONE_VIII.htmlCASO_BECCIU_CONCLAVE.htmlshapeimage_14_link_0shapeimage_14_link_1
Sulle querele contro «L'Espresso», Perlasca, Ciferri, Chaouqui e co.CASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlshapeimage_15_link_0shapeimage_15_link_1shapeimage_15_link_2
Il puzzle della verità
(il complotto) 

> ultime novitàCASO_BECCIU_COMPLOTTO.htmlCASO_BECCIU_COMPLOTTO.htmlCASO_BECCIU_COMPLOTTO_VIII.htmlCASO_BECCIU_COMPLOTTO.htmlshapeimage_16_link_0shapeimage_16_link_1shapeimage_16_link_2
Sull'«Espresso» e co.


> ultime novitàCASO_BECCIU_ESPRESSO.htmlCASO_BECCIU_ESPRESSO_VII.htmlCASO_BECCIU_ESPRESSO.htmlshapeimage_17_link_0shapeimage_17_link_1
Altro


> ultime novità.CASO_BECCIU_ALTRO.htmlCASO_BECCIU_ALTRO_IV.htmlCASO_BECCIU_ALTRO.htmlshapeimage_18_link_0shapeimage_18_link_1
Sul "caso Becciu" in generale


> ultime novitàhttps://www.andreapaganini.ch/CASO_BECCIU_I.htmlCASO_BECCIU_XLII.htmlhttps://www.andreapaganini.ch/CASO_BECCIU_I.htmlshapeimage_19_link_0shapeimage_19_link_1
Il processo in Vaticano 


> ultime novitàCASO_BECCIU_PROCESSO.htmlCASO_BECCIU_PROCESSO_XXVIII.htmlCASO_BECCIU_PROCESSO.htmlshapeimage_20_link_0shapeimage_20_link_1