Sul "caso Becciu" in generale

Trentunesima parte    

                                                                                                           >> Per la parte parte precedente clicca qui.

    

  1. BulletSante Cavalleri, Promotori di (in)giustizia. Il caso Becciu e la trama di manipolazioni che ha ingannato il Tribunale Vaticano e probabilmente anche Papa Francesco, in «Faro di Roma», 27 agosto 2025. CHI È ONESTO NON PUÒ NON SCHIERARSI DALLA PARTE DI UNA VITTIMA INNOCENTE – IL CARDINALE GIOVANNI ANGELO BECCIU – NEL PIÙ GRAVE SCANDALO DI MALAGIUSTIZIA CHE HA CARATTERIZZATO LA STORIA DELLA CHIESA NEGLI ULTIMI SECOLI. C'È DEL MARCIO – E TANTO! – IN VATICANO. Anche in portoghese. E in spagnolo.

  2. BulletS.C., Il processo Becciu e l'ombra dei "rescripta": le fragilità della sentenza e i rischi per l'appello, in «Faro di Roma», 27 agosto 2025. QUALE FUTURO PER LA GIUSTIZIA VATICANA, SE I PROCESSI POSSONO ESSERE REGOLATI DA LEGGI SEGRETE, SCRITTE A MISURA DI SINGOLO PROCEDIMENTO E SOTTRATTE A OGNI VERIFICA? Una vergogna che non avrei pensato possibile nella Chiesa, 2000 anni dopo la crocifissione dell'Innocente che l'ha fondata! Anche in portoghese. E in spagnolo.

  3. BulletFrancesco Capozza, La «casta» di Bergoglio. Agli eventi di Leone XIV solo giornalisti selezionati, in «Il Tempo», 28 agosto 2025.

  4. BulletS.C., Quante nubi all'orizzonte della giustizia vaticana che si appresta a celebrare il processo di appello del card. Becciu, condannato pur essendo innocente, in «Faro di Roma», 28 agosto 2025. LA MALAGIUSTIZIA: UNA MACCHIA INDELEBILE NELLA STORIA DELLA CHIESA. NO, NON AL TEMPO DELL'INQUISIZIONE: OGGI!

  5. BulletLuis Badilla, Nella newsletter precedente abbiamo rilanciato una intervista del Corriere della Sera con Libero Milone. Ecco la dichiarazione sulla questione del card. Becciu in sede processuale il 18 maggio 2022, in «Osservazioni casuali», 82, 23 agosto-30 agosto 2025.

  6. BulletLes finaces du Vatican: Libero Milone détient-il la principale clé?, in «Golias», 3 settembre 2025.

  7. BulletFranca Giansoldati, Leone XIV lo "sminatore", i primi 4 mesi del suo papato: tutti i segnali per capire dove è diretto e cosa cambierà, in «Il Messaggero», 11 settembre 2025. «... il grande tema delle novità giudiziare introdotte da Francesco: resteranno tali e quali oppure verranno corrette, anche solo per sanare il più grande pasticcio processuale della Chiesa moderna, culminato con il cosiddetto caso Becciu, al punto da diventare un elemento di spaccatura persino all'interno del conclave, nel maggio scorso. Il 22 settembre ci sarà l'appello e sarà un banco di prova.»

  8. BulletPapa Leone XIV, «Ci sono momenti in cui raggiungere la verità è doloroso, ma necessario», 12 settembre 2025. Speriamo presto!

  9. BulletOzieri, dieci anni di episcopato per mons. Corrado Melis, in «Logudorolive», 13 settembre 2025.

  10. BulletGiovanni Angelo Becciu, Lettera al vescovo Corrado Melis, 13 settembre 2025.

  11. BulletPapa Leone XIV, «Beati i perseguitati per la ( = dalla?) giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia» (Mt 5,10-11) «Sono donne e uomini, religiose e religiosi, laici e sacerdoti, che pagano con la vita la fedeltà al Vangelo, l’impegno per la giustizia, la lotta per la libertà religiosa laddove è ancora violata, la solidarietà con i più poveri. Secondo i criteri del mondo essi sono stati “sconfitti”. In realtà, come ci dice il Libro della Sapienza: «Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza resta piena d’immortalità» (Sap 3,4). (Omelia 14 settembre 2025)

  12. BulletD.G.A. e M.G., Sloane Avenue. Le chat di Chaouqui e Ciferri: Diddi sapeva ma le nascose, in «Silere non possum», 15 settembre 2025. QUANDO LA GIUSTIZIA È MARCIA... IN VATICANO! «Chaouqui intratteneva legami con Stefano De Santis, commissario della Gendarmeria Vaticana, rafforzando quella rete di connivenze e relazioni oscure che ha inciso profondamente sull’andamento del procedimento. Quando questi rapporti e queste attività sono emersi ed è stato possibile depositarli in tribunale, Alessandro Diddi non ha scelto di farsi da parte per garantire la regolarità del procedimento; al contrario, ha secretato le chat depositate, impedendo alle difese di accedervi e conoscerne il contenuto. Un comportamento che, in qualsiasi altro Stato, avrebbe comportato l’apertura immediata di un procedimento penale e disciplinare nei confronti del magistrato. In Vaticano, invece, tutto scorre come se fosse normale: nessuno solleva obiezioni sul fatto che, alle porte del secondo grado di giudizio, proprio l’uomo su cui gravano queste ombre continuerà a rappresentare l’accusa. Un’anomalia inconcepibile in uno Stato di diritto, dove un magistrato ha il dovere di astenersi da procedimenti che potrebbero anche solo potenzialmente mettere in discussione la sua attività. Un processo senza credibilità Alla vigilia del secondo grado di giudizio è necessario porre alcune domande:  Come può un Promotore di Giustizia che intratteneva rapporti con persone coinvolte nella vicenda garantire serietà e imparzialità? Come è possibile che, nonostante la condanna e la dichiarazione di “persona non grata”, Francesca Chaouqui abbia continuato a esercitare influenza nelle dinamiche interne e a mantenere rapporti con il commissario Stefano De Santis? È stato proprio lui, infatti, a favorire la nota udienza generale in cui la Chaouqui riuscì a presentarsi davanti a Papa Francesco, scatenandone l’ira. Quale credibilità può avere un processo in cui l’accusa è incarnata dalla stessa figura per tutti i gradi di giudizio, senza alcuna parvenza di imparzialità? (...) Ciò che occorre ora è che il Papa riprenda direttamente la competenza sulle cause che riguardano i cardinali di Santa Romana Chiesa, sottraendole al Tribunale Vaticano. Allo stesso tempo, sulla vicenda di Sloane Avenue e sul traffico di influenze legato a Chaouqui deve essere istituita una commissione cardinalizia di inchiesta, che faccia piena chiarezza senza zone d’ombra. È necessario inoltre avviare una stagione di responsabilità: rimuovere chi ha guidato la Gendarmeria Vaticana trasformandola in un corpo da “Texas Rangers”, eliminare coloro che hanno fatto i “commissari” a forza di dossier e indagini illegali su singoli prelati e personaggi di rilievo e sostituire coloro che hanno esercitato funzioni requirenti senza alcuna competenza in diritto vaticano e canonico.»

  13. BulletCardeal italiano condenado participa de aniversário de Leão XIV, in «Ansa Brasil», 15 settembre 2025.

  14. BulletI 70 anni di papa Leone: anche il cardinale Becciu al brindisi di auguri, in «L'Unione Sarda», 15 settembre 2025.

  15. BulletImmeubles de Londres: ce qu'il faut savoir avant l'ouverture du procès en appel au Vatican, in «Aleteia», 17 settembre 2025.

  16. BulletS.C., Papa Leone è andato a benedire l'aula nuova del Tribunale Vaticano. Il Vangelo suggerisce di non mettere vino vecchio in otri nuovi, in «Faro di Roma», 18 settembre 2025. QUELLE ASSURDE ANOMALIE! «... il promotore di giustizia Alessandro Diddi che, per decisione di Francesco non riformata da Leone, rappresenterà l’accusa anche nell’appello. E questa è solo l’ultima anomalia in una vicenda giudiziaria gestita malissimo dal precedente presidente, Giuseppe Pignatone, che ha pronunciato nel dicembre 2023 una sentenza evidentemente ingiusta condannando senza prove gli imputati, tra i quali il card. Giovanni Angelo Becciu. La insussistenza delle accuse, emersa in dibattimento e riconosciuta da un tribunale a Londra in una causa per la stessa vicenda del Palazzo acquistato dalla S. Sede e poi ceduto con una rilevante perdita economica (nulla tuttavia rispetto al danno di immagine ingenerato dalla ingiusta condanna a un cardinale che era stato il più vicino collaboratore del Papa argentino) è stata confermata dalle chat che provano invece con certezza l’esistenza di una cospirazione in cui sembra coinvolto (quanto meno come inconsapevole strumento) lo stesso Diddi, che inspiegabilmente resta titolare dell’accusa anche nel secondo grado di giudizio. Il 22 si apre il processo e la speranza di una riforma sostanziale della sentenza è molto forte tra quanti stimano Becciu e hanno a cuore la Santa Sede e la sua immagine. Pensiamo che il nuovo Papa sia da annoverare in entrambi i gruppi. Papa Leone proprio questa mattina oltre a visitare la nuova aula ha ricevuto in udienza il decano della Rota Romana mons. Alejandro Arellano Cedillo che presiederà l’appello. Probabile gli abbia chiesto appunto un giusto giudizio. Del resto il cambio di aula ci suggerisce il consiglio del Vangelo che raccomanda di mettere vino nuovo negli otri nuovi… E dunque voltare nettamente pagina rispetto alla opaca gestione del processo di primo grado.»

  17. BulletAnche le chat di Chaouqui nel processo di appello a Becciu, in «Ansa», 18 settembre 2025.

  18. BulletAndrea Gagliarducci, Processo palazzo di Londra, verso l'appello, in «Acistampa», 19 settembre 2025. LA GIUSTIZIA... SENZA DIRITTO «Non sono mancate, in questi mesi, le critiche al processo, sulla forma, i contenuti, le modalità con cui questo è stato portato avanti, inclusi i vulnera al diritto canonico – e vale la pena qui di ricordare che Papa Francesco è intervenuto con quattro rescritti cambiando in corsa le regole delle indagini. L’ultima, argomentata critica, viene da un libro, “Il Proceso Becciu. Un’analisi critica”. Edito da Marietti, è firmato dalla professoressa Geraldina Boni con Manuel Ganarin e Alberto Tomer. Geraldina Boni è una canonista di grande esperienza, allieva del professor Giuseppe Dalla Torre, che nelle fasi del processo non ha mai mancato di mettere in luce come il modo stesso in cui veniva portato avanti il procedimento aveva delle pecche non indifferenti. Ma il suo ragionamento si era esteso, con il libro Finis Terrae per lo Ius Canonicum, mostrando come, nel corso degli anni, si era proprio abbandonata la via della comprensione giuridica e canonica della Santa Sede. In questo libro con Tomer e Ganarin mette a sistema queste critiche, fino ad arrivare a definire le ripercussioni del processo sul piano della credibilità internazionale della Santa Sede. Gli autori parlano di “una crisi annunciata”, che non riguarda solo il giudizio penale, ma anche “il riflesso che esso ha sulla fiducia internazionale del foro vaticano, sulla validità delle clausole contrattuali, sulla vigilanza in materia economica e finanziaria”. Il risultato del processo, infatti, è che il foro vaticano “non appare più come un foro imparziale e rispettoso delle regole fondamentali del diritto”, con la conseguenza che “sarà un progressivo abbandono di tale clausola nei contratti internazionali”.  Gli autori mettono in luce come sia in una fase critica anche l’adesione a Moneyval, il comitato del Consiglio d’Europa che valuta l’aderenza ai principi di trasparenza finanziaria dei Paesi che aderiscono al programma. Moneyval aveva dato rapporti generalmente positivi del percorso della Santa Sede, fino agli ultimi, quando – al di là della narrazione – venivano mostrate luci ed ombre di un sistema vaticano che aveva persino messo a rischio lo scambio di intelligence del Gruppo Egmont. Boni, Ganarin, Tomer non mancano di mettere in luce le responsabilità di Francesco, che ha “potestà suprema, ma non assoluta”, ma che con le sue mosse ha messo in crisi il generale equilibrio tra diritto canonico e diritto vaticano, perché il diritto canonico “non è un corpo estraneo, ma la prima fonte normativa dell’ordinamento vaticano”. E così, il processo diventa “un banco di prova per l’intero assetto istituzionale”, tanto che ci si chiede se “la giustizia vaticana può ancora dirsi conforme ai parametri internazionali condivisi, oppure sta scivolando verso una forma opaca di giurisdizione d’eccezione?”. Infine, gli autori mettono in luce che “non è in discussione la sovranità della Santa ma l’uso che di essa viene fatto. La sovranità non può trasformarsi in arbitrio. Essa deve essere esercitata nel rispetto dei diritti umani, anche perché è proprio la Santa Sede a farsi portatrice, nel mondo, della tutela della dignità della persona”. (...) Tutti si sono appellati alla sentenza, incluso il promotore di Giustizia. Ma allora c’è da entrare nelle pieghe della sentenza. Per esempio, a Becciu viene contestato un peculato, ovvero una erogazione di fondi della Segreteria di Stato, che erano nella disponibilità decisionale del Cardinale quando questi era sostituto della Segreteria di Stato, alla società SPES della Caritas di Ozieri. È stato accertato che, in realtà, nessuno dei fondi destinati alla Caritas sia andato a vantaggio della famiglia del Cardinale o del Cardinale stesso. Eppure, la sentenza arriva a parlare di “un uso illecito dei fondi” anche se non c’era finalità di lucro”, perché – secondo il tribunale – il fatto che non ci sia stato un vantaggio non tocca “la fattispecie di peculato prevista dall’ordinamento vaticano”. È un passaggio che sembra inneggiare ad una sorta di processo morale, in cui viene condannata la “volontà di usare i beni in contrasto con gli interessi della pubblica amministrazione di cui egli appartiene”. (...) La difesa del cardinale Becciu, che depositato quasi 200 pagine di motivazioni aggiunte, ha chiesto di acquisire le chat tra la lobbista Francesca Immacolata Chaouqui e Genoveffa Ciferri, amica di monsignor Alberto Perlasca, in cui Chaoqui anticipava dettagli dell’inchiesta e interrogatori. Le chat hanno portato all’apertura di due inchieste penali, una Roma dopo un esposto del cardinale Becciu contro Chaouqui, e l’altra presso il promotore di Giustizia vaticano, dove Chaouqui è accusata di traffico di influenze, falsa testimonianza e subornazione. (...) la credibilità è a rischio. E, mentre ci si prepara all’appello, si comincia a pensare a come sarà gestito il fatto che ci sarà sempre lo stesso promotore di giustizia. Anche questo rischia di minare la credibilità del processo.»

  19. BulletNicole Winfield, Texts reveals behind-the-scenes maneuvering of the Vatican's 'trial of the century', in «AP», 20 settembre 2025. IL MONDO INTERO SARÀ SCANDALIZZATO DALLA MALAGIUSTIZIA VATICANA. SE IL VATICANO TACE, PARLERÀ LA STORIA. UNA VERGOGNA INFINITA! «Quando il processo di appello si aprirà lunedì nel "processo del secolo" del Vaticano, migliaia di pagine di messaggi di testo WhatsApp saranno al centro della scena. Le chat, scritte in italiano e tradotte qui dall'Associated Press, suggeriscono che queste due donne hanno contribuito a convincere uno dei principali sospettati originali nel caso, Monsignor Alberto Perlasca, a cambiare la sua storia e accendere il suo ex capo, il cardinale Angelo Becciu. A Perlasca è stata risparmiata l'accusa; Becciu è stato condannato. (…) Chaouqui le assicura che erano d'accordo, ma ha avvertito: "Se viene fuori che siamo tutti d'accordo, è la fine". (…) Chaouqui: “Devi distinguere tra due livelli.” Ciferri: “Non capisco ...” Chaouqui: “Il livello di verità in cui tutti, dal papa in giù, sapevano cosa stavamo facendo. E l'altro livello, che è il livello di prova. Dove dobbiamo affermare che nessuno lo sapeva, perché se lo sapessimo tutti, il processo è nullo ed è una cospirazione. Capito?” (…) Ad aprile, il quotidiano italiano Domani ha prodotto un file audio presumibilmente del commissario di polizia del Vaticano, Stefano De Santis, dando istruzioni a Chaouqui su cosa dovrebbe dire Perlasca nel suo giro di interrogatori rivisto, nell'agosto 2020.»

  20. BulletNicole Winfield, After vendettas, espionage and ransom reveals, what's next in the Vatican's financial whodunnit?, in «ABCnews», 20 settembre 2025. Mentre i giornali italiani tacciono vigliaccamente (o sono morsi dalla vergogna per la campagna di mascariamento cui hanno partecipato), il "Washington Post"... Anche in spagnolo.

  21. BulletPapst Leo XIV. bekennt sich zu Rechtsstaat und Gerechtigkeit, in «Katholisch.de», 20 settembre 2025.

  22. BulletEdward Pentin, Cardinal Becciu's Vatican Appeal Hearing Begins, in «National Catholic Register», 20 settembre 2025.

  23. BulletLuis Badilla e Robert Calvaresi, Papa Leone e due vicende dirimenti per il suo pontificato: il caso Becciu e il caso Rupnik, in «Osservazioni casuali», 85, 13-20 settembre 2025. «Questo processo imbastito contro il cardinale Becciu, in modo occulto, da prima che il Papa dell’epoca, con uno studiato colpo di scena mediatico, fece scrivere che il porporato aveva presentato la sua rinuncia (24 settembre 2020). Falso. Il cardinale sardo allora fu defenestrato per “peculato”, secondo l’accusa, e “l’ira funesta” di Papa Bergoglio. Alcuni media italiani, e un folto gruppo di giornalisti, presero parte attiva nel complotto così come altri alti prelati collaboratori del Pontefice. Dopo poco più di cinque anni, durante i quali uno dei più intelligenti, preparati e fedeli uomini di Chiesa dell’ultimo quarto di secolo è stato colpito da calunnie e menzogne, manipolazioni e discredito, senza un vero diritto alla difesa, tocca ora a Papa Leone XIV prendere la decisione finale sapendo che la scorciatoia della grazia non è utilizzabile perché lo stesso “condannato” ha già detto che non la chiederà mai. Si spera, e si augura, che il Pontefice prenda atto - e forse lo ha già fatto - che quella del cardinale Becciu è una ferita sanguinante nel corpo della Chiesa poiché la maggioranza dei cattolici ha percepito questa vicenda come frutto di manovre di potere, ambizioni papali e corruzione. Questa stessa maggioranza di fedeli ha chiara coscienza che il cardinale Becciu in quanto Sostituto della Segreteria di Stato non ha mai mosso un foglio o firmato una ricevuta senza l’autorizzazione di Papa Bergoglio, il quale con documenti insoliti, manipolazioni del Tribunale, negazioni di autorizzazioni e amicizie sospette, si è tirato fuori da momenti dove avrebbe dovuto lui, personalmente, chiarire la verità e diradare le ombre. È certo che Papa Leone sa molto bene che in questa vicenda non è in gioco il prestigio o la credibilità di Papa Francesco. Questa questione la giudicherà la storia guardando indietro la vita della Chiesa negli ultimi 20 anni. In questo caso è in gioco la credibilità della Chiesa quando parla di dignità umana, di diritto alla difesa, di presunzione d’innocenza, di sistema giudiziario, insomma di essere un luogo dove la giustizia è veramente convinta che “i diritti dell’uomo sono i diritti di Dio”, come insegnava s. Giovanni Paolo II.

  24. BulletAudiovideo presentazione di 'Quer pasticciaccio brutto del processo Becciu' di Alberto Vacca con Felice Manti, Giovanni Minoli, Giuseppe Rippa, Luigi O. Rintallo, in «Agenzia Radicale», 20 settembre 2025. UNO SCANDALO COME QUELLO DI GIUDA NEL SINEDRIO... E LA PERDITA DI CREDIBILITÀ DELLA CHIESA «Poi c'è la storia incredibile legata a coloro che hanno deciso questa condanna che non sta in piedi. Sono stato l'unico a scrivere che cinque giorni prima della condanna di mons. Becciu papa Bergoglio con un motu proprio ha deciso di dare al Presidente del Tribunale e al Promotore di giustizia la cittadinanza vaticana, con tutto quello che la cittadinanza vaticana comporta. Io ho trovato quell'accostamento volgare, perché solo l'idea che qualcuno possa avere barattato una condanna con un vitalizio fa rabbrividire. Io spero che questa verità non si dimostri mai tale, perché sarebbe un guaio se scoprissimo che come Giuda nel Sinedrio qualcuno si è venduto per la cittadinanza vaticana. Poi c'è il tema dei "rescripta", cioè delle regole processuali cambiate in corsa quattro volte, con effetti retroattivi. Questo è un tema da cui non ci si può sottrarre. È un tema che ha a fare con la certezza del diritto e con la necessità che le regole processuali non possano e non debbano essere cambiate in corsa, se non per favorire eventualmente il "reo", non certo con ipotesi di reato precostituita e prestabilita, che deve inevitabilmente essere adattata come un pezzo di puzzle "jolly" che andava bene in qualsiasi punto. E infine la questione vera, che ha a che fare con la credibilità della Chiesa. Perché dal momento in cui noi prendiamo dei giudici civili per condannare un cardinale, prendiamo una sentenza penale, la mettiamo sul tavolo a disposizione di enne tribunali che devono valutare questa condanna e poi abbiamo il Tribunale di Londra che comincia a dire: "Questa cosa non torna. Tu come hai fatto a dire questo? Ma perché hai detto questo? Perché questo personaggio è stato condannato quando questa cosa non l'ha fatta? Santa Sede, risarcisci questo soggetto!" Lì, tutto quello che s'era fatto, forse in buona fede, per provare, nel nome di un pontificato votato a una rivoluzione della storia della Chiesa, per restituire anche ai fedeli come me un'immagine della Chiesa che voleva rinnovarsi, che voleva togliere delle scorie, degli elementi di nequizia, di speculazione, di uso distorto del denaro delle elemosine... E questo discorso si fa complicando un percorso giudiziario, infilando dentro un iter giudiziario delle questioni che non hanno niente a che vedere con le cose che Becciu avrebbe fatto – e che non ha fatto! –, lì il risultato finale è una complessiva e definitiva perdita di credibilità della Chiesa. E questo è un tema che inevitabilmente ognuno di noi si deve porre, perché poi non è più in gioco soltanto il cardinale Becciu, la sua funzione, il trono e il conclave, e tutto ciò che da quel processo e da quella condanna si è generato: qui è in discussione l'intera storia, l'intera vitalità di un'istituzione sacra come la Chiesa che questo genere di operazioni spericolate ha rischiato seriamente di mettere in discussione. (...) Quei è in gioco non solo Becciu e non solo la Chiesa, ma anche il senso di giustizia che noi giornalisti liberi, per quanto possibile, dobbiamo cercare di difendere» (Felice Manti). LE SCHIFEZZE NELLA STORIA DELLA CHIESA CONTRO UN GRAMMO DI GESÙ CRISTO «Anche nei processi dell'inquisizione c'era un grammo di giustizia in più di quella che abbiamo visto nel "caso Becciu". (...) Il fatto che Diddi sia lì è una cosa che nella storia del diritto umano non s'è mai visto. Per fortuna che... schifezze potenti nella storia della Chiesa ce ne sono state tantissime, ma il Vangelo è più forte, e Gesù Cristo anche. La speranza è che qualche grammo di Vangelo e qualche grammo di Gesù Cristo emerga anche nell'appello. E la storia della Chiesa ci dimostra che è possibile» (Giovanni Minoli). LA MALAGIUSTIZIA E LA DESTRUTTURAZIONE DELLA LEGITTIMITÀ E DELLA PACE «Immaginate il trasferimento della italianizzazione sul Vaticano, dove la giustizia non ha neanche l'impianto minimo strutturale! Si affida a delle casualità, a una terribile mostruosa macchina, per cui il Capo – anche in buona fede – può decidere anche di trascinare qualunque avvenimento, non solo attraverso il racconto che abbiamo fatto dei "motu propri" e di tutte le altre situazioni che sono state completamente trascurate da un sistema informativo disgustosamente subalterno e... completamente antivaticano! Ogni qualvolta la verità viene preclusa, si contribuisce alla destrutturazione della legittimità e anche della pace collettiva» (Giuseppe Rippa). IL PRIMO RESPONSABLE DEL PASTICCIACCIO (ACCUSATORE E MAGISTRATO SUPREMO DELLO STATO) «Tutto questo pasticciaccio chi l'ha creato? Il primo è stato il Papa, perché ha firmato l'atto di denuncia contro ignoti, perché lo IOR aveva detto che nella Segreteria di Stato probabilmente era stato commesso un reato di riciclaggio di denaro. (...) Lui è accusatore! Poi cambia le regole processuali (...) cambiando le carte in tavola dopo che il processo era già iniziato: questo atto di  giustizia (dal punto di vista del Papa) sostanzialmente è stato un atto di ingiustizia contro Becciu, perché lo ha sottratto al suo giudice naturale, che era il collegio dei cardinali» (Alberto Vacca). UN CRISTIANO ONESTO E GENEROSO COLPITO DA UN SISTEMA MARCIO «Voi conoscete Striano, il famoso ufficiale della Guardia di finanza che avrebbe fatto dossieraggi (...). Ebbene, l'inizio di questo presunto dossieraggio parte proprio dal "caso Becciu", perché Striano si è occupato di alcuni personaggi ricorrenti nell'agenda di Becciu prima ancora che il "caso Becciu" venisse fuori. E questo è un elemento che non è stato sufficientemente percorso, il che ci fa pensare che questa narrazione mainstream sia stata anche creata ad arte, a tavolino, da chi avrebbe dovuto fare un altro lavoro. Perché aprire un'interrogazione come inquirente antimafia su soggetti che non avevano niente a che fare con la mafia è un fatto che non si può far passare così. Chi ha chiesto a questo signore di fare queste indagini? Queste sono tutte risposte che inevitabilmente questo processo di appello deve dare! E noi faremo il possibile, dopo esserci battuti per la verità, per continuare a dare voce a questo processo (...). Noi ci impegniamo a seguire con grande attenzione le fasi di questo processo, proprio per capire se questi sentimenti, se questo feeling, se queste good vibes, se queste sensazioni positive saranno vere oppure no. E io non escludo che nel corso di questi mesi vengano fuori altre sorprese, altre costruzioni che non faranno altro che rafforzare l'idea che Becciu è stato purtroppo il "vaso di coccio" di un gioco che c'è stato alle sue spalle, e alle spalle del Papa, che ha veramente incrinato la credibilità del Vaticano. (...) Io sono ragionevolmente convinto che alla fine la verità verrà fuori. (...) C'è anche da valutare l'impatto che Becciu ha avuto nel Conclave. Becciu ha avuto la dignità di fare un passo indietro (...) nell'interesse supremo della Chiesa. E questo dimostra ancora una volta che lui ha anteposto l'interesse della Chiesa al suo, ha messo prima il Papa e la Chiesa, davanti a sé. E solo questo dovrebbe dirci che tipo di persona è Becciu» (Felice Manti).

  25. BulletLuigi Bisignani, Leone giustizialista o garantista. In Vaticano via all'appello di Becciu, in «Il Tempo», 21 settembre 2025. «La questione va ben oltre la sorte di un cardinale. Da canonista, Prevost sa che è in gioco la credibilità stessa della giustizia vaticana.La sentenza di primo grado non è stata una vittoria della verità, ma un colpo alla reputazione della Santa Sede. Prove zoppicanti, chat imbarazzanti, testimoni eterodiretti, strani rapporti tra inquirenti e «signore», indagini della Gendarmeria manipolate: più un processo politico che un’aula di diritto. Lo stesso Vittorio Feltri si domandava dove fossero i giuristi cattolici mentre tutto questo pasticcio prendeva forma. Quel silenzio collettivo ha trasformato il caso vaticano in uno scandalo planetario. (...) Il nodo, oggi, è politico e giudiziario insieme: in appello, a sostenere l’accusa sarà ancora Diddi, come in primo grado e che si avvale come consulenti di professionisti italiani, tra cui un magistrato in carica, di sua fiducia. Una continuità che sotto ogni cielo e in ogni ordinamento la scienza giuridica ritiene inammissibile: l’accusatore che resta accusatore, senza filtro. In Vaticano è stato possibile grazie ad un motu proprio di Francesco che ha ridotto drasticamente, annullandole, le garanzie difensive. Diddi ha agito con poteri eccezionali, mai pubblicati sugli Acta Apostolicae Sedis, costruiti ad hoc per il «processo Becciu»: intercettazioni à gogo, arresti lampo, prove a discarico e documenti secretati. Più diritto d’emergenza che ordinamento stabile. Tutto giustificato da un principio assoluto: Prima sede a nemini iudicatur. Il Papa decide, gli altri si adeguano. Ma fino a quando questa logica potrà convivere con il principio di un giusto processo? In questa cornice la Gendarmeria, rappresentata in Aula da Gianluca De Santis, ha fatto il resto. Non è la prima volta che la polizia interna appare più organo complottista che mezzo inquirente a garanzia della veritas rerum, la verità dei fatti. E non deve sorprendere che, alla vigilia del Conclave, la Curia fosse attraversata da tensioni. Leone XIV non potrà eludere la questione, soprattutto dopo che diversi cardinali l’hanno sollevata a voce alta. Se davvero si vuole recuperare credibilità, una strada appare obbligata: lasciare piena autonomia alla Corte d’Appello e togliere dal tavolo l’ombra di un procuratore già troppo coinvolto. Non è escluso che lo stesso Diddi, da giurista esperto, preoccupato anche per un procedimento Onu in corso che lo potrebbe coinvolgere, opti per un’uscita di scena clamorosa sul modello Antonio Di Pietro, quando depose la toga a Milano. Del resto, già oggi molte tesi del primo grado appaiono fragili: un peculato senza pecunia, accuse al finanziere Raffaele Mincione fondate su norme canoniche inapplicabili ad un laico, mentre i grandi istituti bancari - Credit Suisse in testa restavano fuori campo così come Monsignor Alberto Perlasca capo dell’Ufficio amministrativo della Segreteria di Stato, cioè il settore che gestiva le ingenti risorse finanziarie della Santa Sede al centro di un vero feuilleton tra accuse e ritrattazioni. Non a caso la giustizia inglese ha dato ragione al finanziere della City, obbligando il Vaticano a risarcimenti milionari. (...) O Leone XIV sarà Papa del diritto o resterà prigioniero dell'eco di Bergoglio.»

  26. BulletCCG e AMG, Inicia juicio de apelación del cardenal Becciu con un español como presidente del Tribunal, in «Swissinfo», 21 settembre 2025.

  27. BulletSalvatore Izzo, Caso Becciu, domani si apre l'appello: restituire onorabilità a un innocente, in «Faro di Roma», 21 settembre 2025. Anche in spagnolo.

  28. BulletSalvatore Cernuzio, Vaticano, al via il processo d'appello per la gestione dei fondi della Santa sede, in «Vatican News», 21 settembre 2025. IL SISTEMA INFORMATIVO VATICANO NON AMA LA VERITÀ; PREFERISCE LA RAGION DI STATO, SACRIFICANDO COSÌ LA CREDIBILITÀ DELLA CHIESA. TUTTO OK? LA STORIA SARÀ IMPIETOSA!

  29. BulletNicole Winfield, Dopo le rivelazioni esplosive, il processo Becciu in Vaticano passa alla fase di appello, in «Agenzia Radicale», 21 settembre 2025. «Nei due anni trascorsi dalla pronuncia delle sentenze, migliaia di pagine di messaggi di testo e audio WhatsApp scambiati tra alcuni dei giocatori sono diventate pubbliche, sollevando nuovi dubbi sulla credibilità del processo e del sistema giudiziario vaticano. Queste comunicazioni private, pubblicate dal quotidiano Domani, suggeriscono una condotta discutibile da parte della polizia vaticana, dei pubblici ministeri e del defunto papa, nonché un tentativo dietro le quinte di prendere di mira Becciu. "Se si venisse a sapere che eravamo tutti d'accordo, sarebbe la fine", avvertiva un messaggio. "Perché se lo sapessimo tutti, il processo sarebbe nullo e privo di valore e si tratterebbe di una cospirazione".» Anche in spagnolo.

  30. BulletFranca Giansoldati, Becciu, domani il processo d'appello: primo test per Leone XIV. Dalla richiesta del conclave alle false testimonianze, la vicenda, in «Il Messaggero», 21 settembre 2025. ECCELLENTE RIASSUNTO DI FRANCA GIANSOLDATI. IL VERO SCANDALO È QUELLO DEL COMPLOTTO CONTRO UN INNOCENTE IN CUI ANCHE LA MAGISTRATURA E LA GENDARMERIA PAIONO COINVOLTE. «Una vicenda suddivisa in tre tronconi che si è rivelata complessa e piena di colpi di scena, in cui si sono incrociate in tribunale persino false testimonianze, agenti segreti più volte tirati in ballo, registrazioni illegali sul suolo italiano da parte di gendarmi vaticani, la presenza di strani suggeritori dietro le quinte per manipolare il principale accusatore del cardinale Becciu, il suo ex braccio destro in Segreteria di Stato, un tempo responsabile dell'ufficio finanziario: monsignor Alberto Perlasca. Infine, da registrare, persino le incursioni personali nel processo da parte di Papa Francesco che ha firmato ben ben quattro decreti a processo in corso, pur di dare maggiori poteri inquirenti all'ufficio del Promotore di Giustizia.  L'appello parte con tanti problemi. Il primo riguarda il Promotore di Giustizia che in questo caso risulta essere lo stesso magistrato – Alessandro Diddi –  il quale in primo grado aveva rappresentato l'accusa. Tuttavia a rendere il quadro assai malfermo sono gli elementi che nel frattempo sono emersi, vale a dire la trascrizione completa della messaggistica WhatsApp tra Francesca Chaouqui e Genoveffa Ciferri che si sviluppa per 3.225 pagine, a cui devono aggiungersi pure numerosi messaggi vocali; quella tra la Ciferri e monsignor Peña Parra (altre 278 pagine) e quella tra la Ciferri e il Promotore di Giustizia, Diddi (ben 42 pagine). Di conseguenza resta da capire se l'impianto processuale seguirà i binari individuati e scelti a suo tempo da Papa Francesco, oppure se Leone XIV vorrà intervenire (ma non si sa come) per riequilibrare il quadro. Tutto il processo poggia sul memoriale di monsignor Alberto Perlasca, il monsignore che è stato il responsabile dell'ufficio finanze in Segreteria di Stato, un tempo fedelissimo di Becciu, diventato in seguito il suo più feroce accusatore. Nelle oltre ottanta udienze del processo di primo grado (costato la condanna di Becciu e di altri nove, tra cui un sacerdote, finanzieri e funzionari vaticani) è emerso con chiarezza quel memoriale potrebbe essere frutto di manipolazioni, nel senso che a Perlasca venne suggerito cosa dire e cosa non dire da un “anonimo magistrato in pensione”, dietro il quale però si nascondeva la lobbista Francesca Chaouqui, la quale, a sua volta, sempre dai messaggi Whatsapp, era in contatto con il Promotore di giustizia Diddi.  Una mossa che aveva consentito a lui, e all'allora presidente del tribunale, Giuseppe Pignatone, di rifiutare tutte le richieste delle difese degli imputati di prendere visione di quel materiale necessario per la difesa. I documenti sembrano dare effettivamente corpo al complotto.  Sei mesi fa circa gli avvocati del finanziere Raffaele Mincione (anch'egli condannato) hanno depositato all'ONU tutti i messaggi che il Tribunale vaticano aveva ritenuto di non diffondere per asserite “esigenze di segretezza”. E' da quelle carte che si evince che Chaouqui non solo conosceva nei dettagli tutta la fase dell'inchiesta ben prima che Perlasca scrivesse il memoriale. Un testo che sembra essere strutturato praticamente sotto dettatura. Nelle chat ci sono i anche diversi riferimenti al ruolo pro-attivo avuto dal gendarme Stefano De Santis (era il responsabile delle indagini) per i suoi contatti diretti con Chaouqui. De Santis in aula aveva però negato categoricamente di aver avuto contatti con Chaouqui, così come aveva smentito di aver effettuato una registrazione sul territorio italiano di una conversazione avvenuta in un ristorante, tra Becciu e monsignor Perlasca. Chaouqui, in uno dei messaggi, scrive a Genoveffa Ciferri, la donna amica di Perlasca e punto di contatto indiretto tra Chaouqui e Perlasca, “Dobbiamo capire cosa devi dire, per evitare che le chat siano considerate attendibili ove mai si decidesse di dissegretarle, perché in questo caso avrebbe ragione Becciu. Va disinnescata la bomba per me vale ciò che ho detto al processo. Non conosco Diddi. Se viene fuori che eravamo tutti d'accordo è la fine”.  Il 26 settembre 2020, un anno prima del processo di primo grado in Vaticano, Francesco decise di punire in modo inusuale il cardinale Becciu. Lo chiamò a Santa Marta mostrandogli subito un articolo pubblicato dall'Espresso che riportava gran parte del memoriale di Perlasca, carte che avrebbero dovuto essere coperte dal segreto istruttorio. In base a quell'articolo Bergoglio decise di agire e togliere al porporato i diritti del cardinalato. «Contro di me è stato ordita una congiura», una frase che Becciu ha ribadito anche davanti a tutti i cardinali riuniti prima del conclave. Durante le Congregazioni Generali il tema di come è stata amministrata la giustizia per anni in Vaticano è stata al centro di numerosi interventi a porte chiuse. “Basta con il giustizialismo” hanno detto alcuni porporati, esplicitando la richiesta che il prossimo Papa, chiunque risultasse eletto, volesse riportare le regole canoniche in primo piano. La medesima richiesta è arrivata anche dopo il conclave, nella prima riunione dei cardinali, in tanti hanno esortato Leone XIV a “riformare e correggere” questo settore.  Chi è Francesca Chaouqui? All'inizio del pontificato di Bergoglio l'esperta in pr è stata per un certo periodo di tempo una sua stretta collaboratrice. Ma poco dopo finì a processo e condannata a 10 mesi per concorso nella divulgazione illecita di notizie e documenti durante lo scandalo Vatileaks. Adesso si trova di nuovo indagata in Vaticano per traffico di influenze (avrebbe ricevuto del denaro da Genevieve Ciferri per subornare il principale accusatore di Becciu, monsignor Perlasca). Inoltre, è accusata pure di falsa testimonianza per la deposizione resa in tribunale, durante il processo per il Palazzo di Londra. Nei mesi scorsi, oltre alla messaggistica Whatsapp, la trasmissione delle Iene aveva fatto ascoltare un audio in cui si sentiva una conversazione telefonica tra Chaouqui e il gendarme De Santis in cui è quest'ultimo suggeriva cosa far dire a monsignor Perlasca.» Anche in francese.

  31. BulletAndrea Gagliarducci, Leo XIV, one step at a time, in «MondayVatican», 22 settembre 2025. «What will be most difficult to absorb is the legal conundrum created by Pope Francis’s ersatz approach to matters of justice, both ecclesiastical and civil, epitomized on the civil side by the trial over the management of funds of the Secretariat of State, the appellate phase of which begins in earnest this week. It’s a difficult business to absorb, because the Pope finds himself having to untangle a tangle of extraordinary and other measures that have not only complicated matters but have also made the Holy See’s system vulnerable. With the sentence appealed, many of the Promotor of Justice’s reconstructions need to be proven; the profiles of guilt are not clearly delineated. Meanwhile, the violation of canon law remains in the four rescripta that Pope Francis had drafted during the investigation, changing the rules of the trial on the fly. In that case, Leo XIV will be called upon to intervene. He will neither be able nor willing to disown his predecessor, and it is unlikely that a pardon granted to the accused would be accepted—the accused wants to be acquitted, not pardoned. But Leo XIV will still have to find a way to restore the Vatican justice system, which has undergone three judicial reforms in the last six years. The “Vaticanization” of the Holy See, the moment when the Vatican State gained the upper hand over the curial bodies, is today the central issue, the major knot to be unraveled. Leo XIV, however, will have to do so by creating a team of direct collaborators. At the moment, that team is not there.»

  32. Bullet"El juicio del siglo”: Prosigue la causa por desvío de fondos en el Vaticano, in «Teleradioamerica», 21 settembre 2025.

  33. BulletJosé Beltrán, El cardenal «exiliado» del cónclave vuelve al banquillo, in «La Razòn», 22 settembre 2025.

  34. BulletGiacomo Amadori, L'accusa al giudice di Bergoglio: «Comprò case in nero dai mafiosi», in «La Verità», 22 settembre 2025. QUESTO SOGGETTO – IL GIUDICE VATICANO GIUSEPPE PIGNATONE, GIÀ INDAGATO PER FAVOREGGIAMENTO ALLA MAFIA! – HA CONDANNATO UN INNOCENTE, IL CARDINALE GIOVANNI ANGELO BECCIU. PIGNATONE È UNA PERSONA RICATTATA/-BILE DALLA MAFIA?

  35. BulletValeria Di Corrado, Scarpinato anticipò a Natoli le domande dell'Antimafia, le intercettazioni: nuovi risvolti dell'inchiesta su Borsellino, in «Il Messaggero», 22 settembre 2025.

  36. BulletIlaria Sacchettoni, Vaticano, il processo sui fondi: Becciu torna in aula, al via l'appello, in «Corriere della Sera», 22 settembre 2025.

  37. BulletGiuliano Foschini e Iacopo Scaramuzzi, Il cardinale a caccia di riabilitazione. Becciu torna sul banco degli imputati, in «Repubblica», 22 settembre 2025. «Le violazioni ai principi del giusto processo — commenta Geraldina Boni, professoressa di diritto canonico ed ecclesiastico all’università di Bologna, nonché coautrice del libro “Il processo Becciu” (Marietti) — sono state così pesanti e reiterate da pregiudicare la tenuta dell’intera procedura». Bergoglio, secondo la canonista, «è stato indotto ad avvalersi in modo arbitrario delle proprie prerogative di governo». Ora «la sensibilità giuridica e la già dimostrata prudenza di Papa Prevost potranno reindirizzare la giustizia vaticana verso un ordinamento giudiziario più adeguato». Di più: nel corso del primo grado gli avvocati di Becciu hanno criticato sia il peso attribuito dalla pubblica accusa al memoriale scritto contro il cardinale da monsignor Alberto Perlasca, suo stretto collaboratore nella compravendita del palazzo londinese, sia il fatto che lo stesso Perlasca, che non è mai stato imputato, sarebbe stato manipolato da due donne a loro volta sentite come testimoni, Francesca Immacolata Chaouqui e Genoveffa Ciferri. Circostanza che emergerebbe chiaramente da diversi scambi di messaggi WhatsApp depositati agli atti e anche alla procura di Roma. Becciu — insieme con alcuni degli altri condannati in primo grado, e cioè Enrico Crasso, l’uomo che per 27 anni ha gestito le finanze della Segreteria di Stato vaticana, il funzionario della Santa Sede Fabrizio Tirabassi e (in un esposto gemello parallelo) il finanziere Raffaele Mincione — ha presentato un lungo esposto alla procura di Roma, che ha aperto un’indagine, nel quale si ricostruisce quello che ha definito un piano «illecito», «organizzato sul territorio italiano e condotto da una persona del tutto estranea al processo vaticano». Che aveva un solo fine: fare condannare il cardinale in modo da distruggerlo. L’ipotesi è quella di truffa ed estorsione, in un’indagine che vede al centro Chaouqui. In particolare, si legge nel documento, sarebbe stato «manipolato» il principale teste dell’accusa, monsignor Perlasca.»

  38. BulletRita Cavallaro, Mafia, ecco la "bomba" di Giletti: il ruolo di Scarpinato e le accuse a Pignatone, in «Il Tempo», 22 settembre 2025. IL GIUDICE VATICANO PIGNATONE È CORROTTO? O RICATTATO? UNA VERGOGNA INFINITA!

  39. BulletUgo Milano, Vaticano, al via l'appello per il cardinale Becciu: le nuove prove dopo l'esposto in procura a Roma, in «Open», 22 settembre 2025.

  40. BulletAngela Fagoloso, Cardinal Becciu, si torna in aula per il processo d'appello, in «Il Difforme», 22 settembre 2025.

  41. BulletAppeals process in Vatican's 'Trial of the century' opens today, in «Crux», 22 settembre 2025.

  42. BulletAffaire Becciu: un procès en appel décisif entre justice et soupçons de manipulation, in «Tribune Chrétienne», 22 settembre 2025. «Mais pour l’Église, l’enjeu est plus vaste : il s’agit de rétablir la confiance des fidèles dans l’intégrité des institutions vaticanes. Car si la justice venait à être instrumentalisée pour régler des comptes internes, l’affaire Becciu pourrait devenir l’un des symboles les plus accablants d’une crise morale interne au cœur même de la Curie.»

  43. BulletProcesso Becciu, al via l'Appello in Vaticano. Il cardinale: «Io, vittima di gogna mondiale», in «Il Dubbio», 22 settembre 2025.

  44. BulletBecciu chiede la ricusazione del pm, deciderà la Cassazione vaticana presieduta da Farrell, in «La Repubblica», 22 settembre 2025.

  45. BulletProcesso Becciu: ammissibile l'istanza di ricusazione del Promotore di Giustizia Alessandro Diddi, in «Faro di Roma», 22 settembre 2025.

  46. BulletSalvatore Cernuzio, Prima udienza del processo di appello per la gestione dei fondi della Segreteria di Stato, in «L'Osservatore Romano», 22 settembre 2025. E i giornalisti vaticani credono alle menzogne dei magistrati vaticani? Ancora bluffano? A chi vogliono darla a bere! Perlasca è IL testimone chiave su cui si basa perfino il rinvio a giudizio di Becciu. Senza le sue menzogne (sposate dai magistrati che l'hanno premiato) Becciu non sarebbe mai stato portato a giudizio.

  47. BulletProcesso Becciu, per Corte ammissibile la ricusazione del Pg, in «Ansa», 22 settembre 2025.

  48. BulletFranca Giansoldati, Processo Becciu, l'appello: ammessa dalla Corte la ricusazione del Promotore. Troppi dubbi per le chat della Chaouqui, in «Il Messaggero», 22 settembre 2025. SI SVEGLIA ANCHE IL VATICANO? NE NO, SI SVEGLIERÀ. E SARÀ UN BRUTTO RISVEGLIO! «Peserebbero come un macigno sul cosiddetto maxi processo d'Oltretevere la mole di messaggi intercorsi tra la pr Francesca Chaouqui e Genoveffa Ciferri, le due donne che, tra le pieghe di questa vicenda complicatissima, avrebbero ispirato su differenti livelli, il memoriale di monsignor Alberto Perlasca, il principale accusatore del cardinale Becciu. In particolare, secondo quanto si legge nel testo della Ricusazione, Chaouqui, avrebbe manipolato il monsignore (per il tramite di Ciferri) agendo dietro le quinte e in contatto con il Promotore di Giustizia Diddi. (...) L'avvocato Cataldo Intrieri, difensore di Fabrizio Tirabassi, si è fatto una idea ben precisa della decisione di Diddi di non fare un passo indietro: “il professor Diddi col suo intervento ha personalizzato il processo Becciu, lo ha trasformato in una questione che investe il suo ufficio e forse l’intera istituzione giudiziaria . Credo sia legittimo chiedersi perché stia rischiando di creare tale difficoltà in un momento di delicata transizione istituzionale . Non si rende conto che rischia di trasformare il processo Becciu nell’affaire Diddi?“» Anche in francese.

         

                            >> Per il seguito clicca qui.

Clicca sulla casella che ti interessa

Clicca sulla casella che ti interessa

Sull'Obolo di San PietroCASO_BECCIU_OBOLO.htmlCASO_BECCIU_OBOLO.htmlshapeimage_5_link_0
Sull'accusa d'aver trasferito 
del denaro in Australia 
e sull'ipotesi di complotto 
contro il card. PellCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlshapeimage_6_link_0shapeimage_6_link_1shapeimage_6_link_2shapeimage_6_link_3
Sulle accuse di aver arricchito 
se stesso o propri familiari

> ultime novitàCASO_BECCIU_FAMIGLIA.htmlCASO_BECCIU_FAMIGLIA.htmlCASO_BECCIU_FAMIGLIA_IV.htmlCASO_BECCIU_FAMIGLIA.htmlshapeimage_7_link_0shapeimage_7_link_1shapeimage_7_link_2
Sulla vicenda Marogna 
(impropriamente chiamata "dama del cardinale")
CASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlshapeimage_8_link_0shapeimage_8_link_1shapeimage_8_link_2
Sul palazzo di Londra 
in Sloane Avenue 60

> ultime novitàCASO_BECCIU_PALAZZO.htmlCASO_BECCIU_PALAZZO.htmlCASO_BECCIU_PALAZZO_VI.htmlCASO_BECCIU_PALAZZO.htmlshapeimage_9_link_0shapeimage_9_link_1shapeimage_9_link_2
Processi e sentenze di Londra, di Roma ecc. a proposito della compravendita del palazzo 
in Sloane Avenue 60CASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlshapeimage_10_link_0shapeimage_10_link_1shapeimage_10_link_2shapeimage_10_link_3
Sulla Messa "in coena Domini" celebrata da papa Francesco 
a casa del cardinale BecciuCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlshapeimage_11_link_0shapeimage_11_link_1shapeimage_11_link_2
Sulla causa di beatificazione 
di Aldo Moro
(e sulle altre accuse di Report)
CASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlshapeimage_12_link_0shapeimage_12_link_1shapeimage_12_link_2
Sul sistema giudiziario vaticano


> ultime novitàCASO_BECCIU_GIUSTIZIA.htmlCASO_BECCIU_GIUSTIZIA_XLVI.htmlCASO_BECCIU_GIUSTIZIA.htmlshapeimage_13_link_0shapeimage_13_link_1
Come vivono tutto questo 
il cardinale Becciu 
e la sua famiglia?
CASO_BECCIU_VITA.htmlCASO_BECCIU_VITA.htmlCASO_BECCIU_VITA.htmlCASO_BECCIU_VITA.htmlshapeimage_14_link_0shapeimage_14_link_1shapeimage_14_link_2
Il rinvio a giudizio
(3-26 luglio 2021)CASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlshapeimage_15_link_0shapeimage_15_link_1
Il Conclave e papa Leone


> ultime novità.CASO_BECCIU_CONCLAVE.htmlCASO_BECCIU_E_PAPA_LEONE_VIII.htmlCASO_BECCIU_CONCLAVE.htmlshapeimage_16_link_0shapeimage_16_link_1
Sulle querele contro «L'Espresso», Perlasca, Ciferri, Chaouqui e co.CASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlshapeimage_17_link_0shapeimage_17_link_1shapeimage_17_link_2
Il puzzle della verità
(il complotto) 

> ultime novitàCASO_BECCIU_COMPLOTTO.htmlCASO_BECCIU_COMPLOTTO.htmlCASO_BECCIU_COMPLOTTO_VIII.htmlCASO_BECCIU_COMPLOTTO.htmlshapeimage_18_link_0shapeimage_18_link_1shapeimage_18_link_2
Sull'«Espresso» e co.


> ultime novitàCASO_BECCIU_ESPRESSO.htmlCASO_BECCIU_ESPRESSO_VII.htmlCASO_BECCIU_ESPRESSO.htmlshapeimage_19_link_0shapeimage_19_link_1
Altro


> ultime novità.CASO_BECCIU_ALTRO.htmlCASO_BECCIU_ALTRO_IV.htmlCASO_BECCIU_ALTRO.htmlshapeimage_20_link_0shapeimage_20_link_1
Sul "caso Becciu" in generale


> ultime novitàhttps://www.andreapaganini.ch/CASO_BECCIU_I.htmlCASO_BECCIU_XLII.htmlhttps://www.andreapaganini.ch/CASO_BECCIU_I.htmlshapeimage_21_link_0shapeimage_21_link_1
Il processo in Vaticano 


> ultime novitàCASO_BECCIU_PROCESSO.htmlCASO_BECCIU_PROCESSO_XXVIII.htmlCASO_BECCIU_PROCESSO.htmlshapeimage_22_link_0shapeimage_22_link_1