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Il processo in Vaticano (ventunesima parte)     

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«E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi» (Matteo 10,19-20).

> Si leggano anche le scorrettezze compiute dalla Giustizia vaticana.


  1. BulletSalvatore Cernuzio, Processo d'appello vaticano, rinvio al 3 febbraio 2026, in «Vatican News», 6 ottobre 2025.

  2. BulletProcesso Becciu, si allungano i tempi: la Corte d'appello rinvia tutto al febbraio 2026, in «Sardegnalive», 6 ottobre 2025.

  3. BulletMikael Corre, Vatican: le procès de l'immeuble de Londres renvoyé à début 2026, in «La Croix», 6 ottobre 2025.

  4. BulletProcesso Becciu, dibattimento rinviato a febbraio, in «Ansa», 6 ottobre 2025.

  5. BulletProcesso Becciu, un altro colpo di scena: il dibattimento rinviato a febbraio, in «L'Unione Sarda», 6 ottobre 2025.

  6. BulletFranca Giansoldati, Vaticano, braccio di ferro Pm-Corte d'Appello sul processo di Londra: la parola va alla Cassazione, udienze sospese fino al 2026, in «Il Messaggero» 6 ottobre 2025. «E' stato anche rilevato un fatto anomalo, e cioè che lo stesso Ufficio del Promotore di Giustizia tre anni fa, nel 2022, con il processo Caloia (l’ex presidente IOR) aveva chiesto ed ottenuto la inammissibilità di un atto di impugnazione per genericità dei motivi. Di conseguenza, hanno chiesto in coro gli avvocati, perchè oggi il Promotore argomenta l’inammissibilità dello stesso mezzo, senza informarci di cosa accaduto nel frattempo? (...) Leone XIV davanti alle telecamere due settimane fa ha fatto sapere che «il processo deve andare avanti» e che lui «non ha intenzione di interferire» lasciando ai giudici d'appello e agli avvocati della difesa il compito di arrivare alla conclusione. L'uso del verbo “interferire” scelto dal pontefice per sottolineare che avrebbe lasciato parlare solo il Diritto Canonico, ha inevitabilmente fatto affiorare, invece, l'interventismo massiccio del pontefice precedente arrivato persino a firmare ,a indagini aperte, quattro decreti (rescripta) al fine di assegnare al Promotore di Giustizia – il pm - carta bianca assoluta sull'uso di intercettazioni, di misure cautelari e di libertà nel visionare il materiale sequestrato. Si tratta di un nodo incandescente – anche da un punto di vista canonico - sul quale i giudici al processo d'Appello dovranno affrontare  al pari di un secondo problema macroscopico emerso in questi mesi e riguardante le chat omissate a suo tempo dal Promotore di Giustizia per non ben precisate questioni di riservatezza. Durante il processo di primo grado erano state secretate e tenute nascoste alle difese le conversazioni tra due donne, la lobbista Francesca Chaouqui, e Genoveffa Ciferri (l'amica del principale accusatore del cardinale Becciu, monsignor Perlasca), nonchè un gendarme e lo stesso Promotore di Giustizia, in un intreccio vorticoso di manipolazioni e macchinazioni. In oltre tremila pagine di chat sembrerebbe affiorare un quadro piuttosto opaco al punto da far scendere in campo diversi autorevoli canonisti, come per esempio Geraldina Boni: in Vaticano non ci sarebbe stato nemmeno un giusto processo perchè gli imputati non sono mai stati messi a conoscenza di questa montagna di materiale scottante.»

  7. BulletMateo González Alonso, La apelación del cardenal Becciu se aplaza hasta el 3 de febrero de 2026, in «Vida Nueva», 7 ottobre 2025.

  8. BulletNico Spuntoni, Con il primo motu proprio papa Leone ridimensiona lo Ior, in «La Nuova Bussola Quotidiano», 7 ottobre 2025. «La banca vaticana, infatti, era diventata l'organismo di riferimento per Francesco nel complesso universo delle "sacre" finanze. Un'inversione di rotta rispetto agli esordi del 2013, quando Bergoglio aveva lasciato filtrare che avrebbe addirittura chiuso l'istituto ormai troppo spesso associato a scandali e misteri. Indiscrezioni che avevano contribuito a rafforzare in quella fase di inizio pontificato la sua immagine di "Papa dei poveri". Ma tali erano rimaste perché nel corso dei dodici anni bergogliani non solo lo Ior non è stato chiuso ma si è persino rafforzato come mai accaduto prima. (...) Ieri Leone ha archiviato definitivamente questa stagione abrogando il rescriptum del 2022 del suo predecessore. (...) E a proposito di Ior, ieri in Vaticano è andata in scena una nuova udienza del processo d'appello alle condanne inflitte in primo grado nel procedimento sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato. L'indagine era partita proprio a seguito di una denuncia presentata all'ufficio del promotore di giustizia dal dg Gianfranco Mammì a seguito di una richiesta di prestito negata dallo Ior per il palazzo di Londra.»

  9. BulletLeão XIV reequilibra os investimentos do Vaticano, menos poder para o IOR, in «Ihu. unisinos», 7 ottobre 2025.

  10. BulletIvo Pincara, Il processo va avanti nonostante il Promotore di Giustizia, in «Korazym», 7 ottobre 2025. «L’Avv. Gian Domenico Caiazza, difensore del finanziere Raffaele Mincione, , ha rilevato che lo stesso Ufficio del Promotore di Giustizia nel 2022, con il processo Caloia (l’ex Presidente dello IOR) “ha chiesto ed ottenuto la inammissibilità di un atto di impugnazione per genericità dei motivi non più di tre anni fa”. Perché, ha domandato, oggi argomenta l’inammissibilità dello stesso mezzo, senza informarci di cosa accaduto nel frattempo?»

  11. BulletLegali Becciu, 'bene Corte Appello, giusto rigettare sospensione', in «Ansa», 7 ottobre 2025. «Siamo certi della fondatezza del nostro appello, sia con riguardo alle questioni procedurali che a quelle relative al merito. Attendiamo serenamente la decisione della Corte di Cassazione sulla ricusazione del Promotore, così come quella relativa alla dichiarazione di inammissibilità dell'appello dallo stesso presentato. A nostro avviso, la sentenza di primo grado, pur prevenendo ad un ridimensionionamento delle accuse, ha dato luogo ad una condanna sganciata dalle prove, facendo ricorso ad argomentazioni fragili e inconsistenti".»

  12. BulletAndrea Gagliarducci, Processo Palazzo di Londra, l'appello riprende a febbraio, in «Acistampa», 10 ottobre 2025. «Non è il processo di primo grado, non c’è più un Papa che funziona anche come arbitro, e non è più il tempo delle istituzioni vaticane l’una contro l’altra. Le quattro udienze che si sono tenute finora del processo di appello sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato hanno dimostrato un sostanziale cambio di rotta, perlomeno da un punto di vista filosofico, nell’intero impianto processuale. (...) la condanna per peculato appare “tirata per i capelli” in una sentenza in cui si riconosce che non ci sono stati vantaggi finanziari per la sua famiglia, e il peso della vicenda ha portato persino il cardinale a fare un passo indietro e a non partecipare al Conclave che ha eletto Leone XIV, il quale lo ha comunque poi ricevuto in udienza nelle settimane successive all’elezione. (...) Papa Francesco era intervenuto nel processo con quattro rescripta che avevano cambiato in corsa le regole delle indagini (o, nella versione del promotore, avevano precisato alcune vicende, permettendo un migliore svolgimento delle indagini). Papa Francesco era persino nella stanza delle trattative quando Gianluigi Torzi arrivò a Santa Marta con l’idea di cedere, sì, le quote del palazzo di Londra con diritto di voto, ma non senza guadagnarci qualcosa. Leone XIV ha, invece, fatto sapere da subito che avrebbe fatto fare al processo il suo corso. Nel frattempo, in estate, alcune intercettazioni hanno mostrato se non altro una pressione su uno dei testimoni, monsignor Alberto Perlasca, e coinvolgevano del promotore di Giustizia, che aveva ricevuto a sua volta dei messaggi. Sono tutte vicende che portano ai colpi di scena del processo di appello. Se, nel primo grado, gli interrogatori avevano portato ad un cambio di narrativa che il promotore di Giustizia non aveva recepito nella sua requisitoria, ora, invece, sembra esserci la volontà di guardare in maniera più precisa alle carte. Il primo colpo di scena, già nella prima udienza. Sulla base delle intercettazioni pubblicate in estate, alcune difese propongono una ricusazione del promotore di Giustizia Alessandro Diddi. La richiesta di ricusazione è stata accettata, a decidere sarà la Cassazione vaticana, ma nel frattempo Diddi ha dovuto lasciare l’aula, in attesa della decisione sulla sua eventuale incompatibilità con la celebrazione dell’appello. Non è una sospensione del processo, il promotore di Giustizia è un ufficio collegiale. Tuttavia, la sola ammissione della ricusazione ha fatto scricchiolare la posizione dell’accusa vaticana. Quindi, il secondo colpo di scena. Le difese hanno notato che il promotore di Giustizia non aveva presentato il suo appello in tempi, modi e forma corrette, e che dunque il suo appello doveva essere considerato non ammissibile dalla Corte. La Corte di Appello ha valutato, e accettato la ricostruzione delle difese. Dunque, l’appello del promotore di Giustizia è stato respinto, alcune delle sentenze di assoluzione sono passate direttamente in giudicato, e il dibattimento non potrà portare in nessun caso a pene più severe. Se ci sarà revisione, potrà essere fatta solo in favore delle difese, i cui appelli sono ancora validi. Infine, il terzo colpo di scena. Con un colpo di teatro, nell’udienza del 6 ottobre, il promotore di Giustizia ha chiesto persino la sospensione del processo, contestando l’autorità della Corte d’Appello stessa di dichiarare inammissibile il ricorso. La Corte d’Appello vaticana ha rigettato la proposta dell’Ufficio del Promotore di Giustizia (...). Sono tre colpi di scena che testimoniano un cambiamento di passo importante. Tra l’altro, nel respingere alcune delle richieste, la Corte di Appello ha rimesso il sistema vaticano al centro, censurando l’uso della legislazione della “Repubblica limitrofa” sia da parte delle difese che da parte del promotore di Giustizia. (...) Ma ora, il diritto vaticano è tornato al centro. L’idea è anche quella di fermare la “vaticanizzazione” della Santa Sede che si era ingenerata con il processo di I grado».

  13. BulletLuis Badilla e Robert Calvaresi, “Caso Becciu”. La Corte d'Appello rinvia il dibattimento al 3 febbraio 2026, con prosecuzione i giorni 4, 5, e 6. La presenza della stampa, in «Osservazioni casuali», 88, 4-11 ottobre 2025. «Il press point del Papa. Non male. Un buon inizio che potrebbe aiutare a ulteriori novità nel rapporto di una parte consistente della stampa specializzata con la Sede Apostolica. Anche il Papa stesso vuole dare un suo contributo al ricupero di rapporti sani, meno tossici e dunque più veritieri. Diversi e importanti sono i motivi per cui Papa Leone, almeno così appare, privilegia un breve incontro personale aperto con i vaticanisti. Per ora lo ha fatto già cinque martedì, successivi. Accetta qualsiasi domanda. Risponde brevemente con chiarezza. Si può registrare in video e in audio. Nessun mistero. Nessun occultamento. Nulla insomma che permetta poi usare e abusare con le solite oscure formule tipo: “da indiscrezioni vicine a … giornalisti amici personali … mi è stato detto nell’incontro …” Negli anni del pontificato di Francesco, questo delicatissimo rapporto con i media, vettori e persone, è stato nocivo per il Pontefice stesso e per la credibilità della stampa. La verità è che sia l’uno sia l’altro si sono strumentalizzati a vicenda tentando di trarre il massimo profitto. Purtroppo spesso tutto ciò si è fatto a scapito della verità e della corretta informazione. Si è arrivato al punto che il “buon” vaticanista è colui che esegue e non quello che racconta i fatti; quello fa scivolare mezze verità o manipolazioni e non quello che critica con rispetto e fondamento. Molti operatori dei media in questi anni hanno dimenticato che il si rispetta e si ama la Chiesa solo con la verità.»

  14. BulletLuis Badilla e Robert Calvaresi, L'ex Presidente del Tribunale Vaticano, Giuseppe Pignatone, comprava case in nero a persone ritenute membri della mafia, in «Osservazioni casuali», 88, 4-11 ottobre 2025. «Da subito la figura di Pignatone è apparsa discussa e discutibile per via di alcune sue vicende giudiziarie personali, tuttora in corso. Durante i cinque anni di presidenza del Tribunale Vaticano sembrerebbe che questi processi che lo vedono imputato siano stati calmierati per motivi diplomatici: non inguaiare un alto dipendenti della Santa Sede per di più di nomina pontificia. Finito l'incarico, dall’inizio dell’anno, Pignatone ha visto un'accelerazione dei suoi processi. In uno di questi, poco più di due mesi fa, l’ex giudice ha ammesso di aver acquistato case pagando a nero a persone riconosciute attualmente come affiliati alla Mafia. Pignatone, anche quando era ancora Presidente del Tribunale Vaticano, era indagato a Caltanissetta con un’accusa gravissima: favoreggiamento di Cosa Nostra. Pignatone, insieme all’ex collega Gioacchino Natoli, secondo l’accusa, avrebbero tentato di far distruggere bobine e brogliacci della famosa inchiesta Mafia&Appalti. Nell’inchiesta sarebbero emersi i rapporti di Pignatone con i fratelli Buscemi e con Bonura, dai quali avrebbe acquistato immobili nel primi anni Ottanta. Le case sono state acquistate da una immobiliare di cui facevano parte Vincenzo Piazza, Salvatore Buscemi e Francesco Bonura. Alcuni pentiti affermano che facevano parte di una loggia massonica siciliana. Nulla di tutto questo è nuovo. Alcune novità arrivano dalle conferme di certe accuse da parte del dr. Pignatone stesso. La questione è un’altra: perché, con quali ragioni serie e consistenti, Papa Francesco - a conoscenza di tutto ciò - ha deciso di nominare nel 2019 Giuseppe Pignatone Presidente del Tribunale del Vaticano? Era inopportuno e rischioso. Eppure Pignatone ha allestito e guidato, con tanto di sentenza a nome del Papa, il processo contro il cardinale Becciu e altre persone attualmente in fase di appello. Non è un dettaglio. Si tratta di un altro tassello del mosaico, piuttosto incoerente e sbrigativo, con il quale si voleva rinforzare l’immagine del “papa giustiziere”, capace di mandare a processo con tanto di defenestrazione un suo cardinale. Con troppa superficialità qualcuno, in modo maldestro, ha voluto trarre beneficio mediatico dall’immagine di un giudice presentato come implacabile e integerrimo? » Pignatone è ricattato/ricattabile?

  15. BulletGiancarlo Cocco, Processo Becciu e viaggio di Papa Leone XIV in Terra Santa, in «Eurocomunicazione», 12 ottobre 2025.

  16. BulletPino Nano, "Becciu non prese neanche un centesimo", forte la presa di posizione del suo collegio di difesa, in «Prima Pagina News», 14 ottobre 2025. «La sofferenza è palese ma temperata e sostenuta dalla forza dell'innocenza. Spera che al più presto si entri nel merito delle questioni per poter ottenere giustizia. Quella che attende da ormai cinque anni. La grande fede, di cui offre quotidiana dimostrazione anche a noi, lo ha certamente aiutato in questo doloroso cammino. (...) Di macchinazione ai suoi danni il Cardinale parlò fin dal primo momento. Sia quanto emerso nel processo che quanto scoperto successivamente attraverso le note chat dimostra che qualcuno ha utilizzato l'indagine per colpirlo. C'è stato chi voleva ad ogni costo che il Cardinale Becciu risultasse il capro espiatorio, a prescindere dalle concrete responsabilità che invece per essere accertate necessitano di contributi sempre genuini per non mandare fuori strada chi ha il compito di verificare. Ma oggi si è accertato che non si appropriò di alcuna somma. Neanche di un centesimo. Che cosa si sarebbe scritto sui giornali di tutto il mondo cinque anni fa se si fosse partiti da questo dato? Ci sarebbe stata una gogna della stessa portata?»

  17. BulletBecciu: au procès en appel, grave revers pour l'accusation, in «Golias», 15 ottobre 2025.

  18. BulletIvo Pincara, Processo Becciu. Parlano i suoi legali Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, in «Korazym», 15 ottobre 2025.

  19. BulletLa giustizia nella Chiesa? Se ne parla in Università, in «12 porte», 16 ottobre 2025.

  20. BulletFabrizio Massaro, Vaticano, è caccia ai soldi degli nvstimenti passati: dai milioni nei film al maxi-sequestro in Svizzera, le mosse di Leone XIV, in «Milano Finanza», 24 ottobre 2025.

  21. BulletWatykan w ogniu krytyki. Kardynał Becciu walczy o uniewinnienie, in «Polityka», 28 ottobre 2025.

  22. BulletAndrea Gagliarducci, Finanze vaticane, un nuovo membro allo IOR, in attesa del cambio della guardia, in «ACIstampa», 30 ottobre 2025.

  23. BulletProcesso Becciu, una pagina nera della Giustizia vaticana: l'appello. Conversazione Felice Manti-Geppi Rippa, in «Agenzia Radicale», 2 diembre 2025. Un pagina buia, una macchia indelebile sulla storia della Chiesa. «Ci si accontenta dei proclami dell'accusa (...). Ci si accontenta di una colpevolezza preannunciata e prestabilita prima ancora del processo. Su questi presupposti si costruisce tutta una narrazione, dando per scontati, per granitici e per definitivi gli elementi che l'accusa viene a portare e poi... del processo chi se ne frega!»; «Ho assistito alla decisione di prendere uno dei principali protagonisti e colpevoli di questa vicenda (Alberto Perlasca, il vero "dominus della vicenda"), indagarlo, togliergli tutti i benefici (com'era legittimo e doveroso fare) e poi trasformare questo soggetto nel principale teste d'accusa. Questo ha completamente ribaltato il concetto del processo. (...) Abbiamo assistito a un rovesciamento dell'onere della prova. (...) A questo si aggiunge il fatto che il memoriale che questo soggetto avrebbe realizzato per ricostruire la colpevolezza altrui, che in realtà è sostanzialmente sua, per tabulas (...), a cui hanno partecipato più mani (...) condizionando anche la valutazione complessiva del Papa. Questo memoriale ha avvelenato i pozzi.»; «Gli esiti disastrosi di questo processo nato male e finito peggio si stanno riverberando anche sulla credibilità della Chiesa. Alcune sentenze internazionali, come quella dell'Alta corte di Londra, che ha dato torto alla sentenza, che ha condannato la Santa Sede a risarcire il finanziere Mincione, perché le accuse che gli erano state mosse erano false, sta minando la credibilità del processo della Santa Sede. Alla faccia del "giusto processo"! Qui si mette in discussione l'intera reputazione del Vaticano»; «L'unico vero motivo per cui è stato fatto questo processo non è stato cacciare i mercanti dal tempio, ma impedire che monsignor Becciu partecipasse al Conclave.»; «C'è stato un pre-giudizio da parte del Papa (...) e da questo pre-giudizio non ci si poteva discostare di una virgola, pena la squalifica della valutazione pre-giudiziale del Papa. Per cui io credo che se è vero che il Papa ha emesso un giudizio di colpevolezza sulla base di informazioni fallaci, quella sua decisione di defenestrare Becciu nasce da presupposti erronei, ma purtroppo a quel tipo di valutazione tutto questo processo si è dovuto rifare, per una questione di oggettiva rispondenza di quel tipo di procedimento rispetto all'impostazione che il Papa aveva dato. Non si poteva dare torto al Papa, anche se il Papa aveva probabilmente torto»; «Io non dico che la Santa Sede ci avrebbe guadagnato, ma certamente l'esborso per le casse vaticane sarebbe stato di molto inferiore. Quindi si è probabilmente voluto accelerare la definizione di quella compravendita per creare il danno da contestare a mons. Becciu. Probabilmente bisognerebbe fare una valutazione ulteriore rispetto a quelle che sono state le decisioni assunte dopo Becciu, per capire come è stata condotta quella operazione»; «Se coloro che hanno gestito questo processo in tutte le fasi – parlo del Tribunale, ma parlo anche del pdg – sono stati influenzati negativamente da soggetti esterni, anche da questo punto di vista, per salvaguardare il Vaticano, bisognerebbe intervenire pesantemente per punir ei responsabili di questo tentativo di condizionamento – purtroppo andato a buon fine – del processo. Attiene alla capacità di papa Leone di prendere le distanze da questi soggetti...»; «Purtroppo in questo processo i nemici della Chiesa hanno goduto di questo esito processuale. (...) In ballo c'è la tenuta della Chiesa» (Felice Manti). «Di fronte a un impianto processuale a dir poco paradossale, che arriva ad essere definito un ipotesi di processo politico farsa, questa cosa ha degli effetti che vanno anche al di là delle vicenda interna. (...) È emerso che il Vaticano non ha una giustizia e che il processo vaticano è un processo che presenta aspetti non mi permetto di dire "medievali", perché il Medioevo aveva delle situazioni molto più solide (...), ma qualcosa che sfiora l'arbitrio» (Giuseppe Rippa).

Sull'Obolo di San PietroCASO_BECCIU_OBOLO.htmlCASO_BECCIU_OBOLO.htmlshapeimage_3_link_0
Sul "caso Becciu" in generale


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Sull'accusa d'aver trasferito 
del denaro in Australia 
e sull'ipotesi di complotto 
contro il card. PellCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlshapeimage_5_link_0shapeimage_5_link_1shapeimage_5_link_2shapeimage_5_link_3
Sulle accuse di aver arricchito 
se stesso o propri familiari

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Sulla vicenda Marogna 
(impropriamente chiamata "dama del cardinale")
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Sul palazzo di Londra 
in Sloane Avenue 60

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Processi e sentenze di Londra, di Roma ecc. a proposito della compravendita del palazzo 
in Sloane Avenue 60CASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlshapeimage_9_link_0shapeimage_9_link_1shapeimage_9_link_2shapeimage_9_link_3
Sulla Messa "in coena Domini" celebrata da papa Francesco 
a casa del cardinale BecciuCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlshapeimage_10_link_0shapeimage_10_link_1shapeimage_10_link_2
Sulla causa di beatificazione 
di Aldo Moro
(e sulle altre accuse di Report)
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Sul sistema giudiziario vaticano


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Come vivono tutto questo 
il cardinale Becciu 
e la sua famiglia?
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Il rinvio a giudizio
(3-26 luglio 2021)CASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlshapeimage_14_link_0shapeimage_14_link_1
Il Conclave e papa Leone


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Sulle querele contro «L'Espresso», Perlasca, Ciferri, Chaouqui e co.CASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlshapeimage_16_link_0shapeimage_16_link_1shapeimage_16_link_2
Il processo in Vaticano 


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Il puzzle della verità
(il complotto) 

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Sull'«Espresso» e co.


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