Sulla vicenda Marogna (impropriamente chiamata "dama del cardinale") > per la prima parte clicca qui Con il senno del poi, data la riservatezza richiesta dalle trattative per la liberazione di ostaggi, probabilmente sarebbe stato meglio non levare il segreto pontificio da questa vicenda (segreto che era stato imposto da papa Francesco), per non mettere ulteriormente in pericolo le esistenze di generosi missionari che operano in vari paesi del mondo. Ma alle menti morbose che hanno ordito la campagna di diffamazione contro il card. Becciu non dovette parer vero che la presenza di una donna, Cecilia Marogna, offrisse loro lo spunto per insinuare qualcosa di piccante, come in un romanzo d’appendice della peggior specie: ed ecco inventata la “dama del cardinale”. In realtà la collaboratrice, presentatasi come esperta in materia di geopolitica e di intelligence con referenze importanti, era stata incaricata – non da Becciu soltanto – di mediare in favore di suor Gloria Cecilia Narváez, una religiosa colombiana rapita in Mali da un gruppo jihadista. Con il suo aiuto era stata contattata la società britannica Inkerman, specializzata nelle trattative per la liberazione di persone rapite. Con il consenso del Papa, i sostituti alla Segreteria di Stato Becciu e Peña Parra avevano poi autorizzato il pagamento di alcuni contributi per una «missione umanitaria», che per ovvi motivi doveva rimanere segreta, a due società: la stessa Inkermann e la Logsic. Solo nel settembre del 2020 si capì che quest’ultima era riconducibile specificatamente alla signora Marogna, la quale – secondo l’accusa – avrebbe usato parte di quel denaro scorrettamente, per spese personali. Ma, se l’accusa venisse confermata, ciò avvenne all’insaputa dei due sostituti che evidentemente sarebbero stati ingannati. Con il senno del poi… La domanda è piuttosto: CHI si è incaponito cocciutamente dietro insinuazioni del tutto fantasiose e pregiudizievoli? E PERCHÉ ha voluto dare pubblicità a operazioni riservate, mettendo a repentaglio l’incolumità di tanti religiosi che operano in paesi a rischio?
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Salvatore Cernuzio, Processo vaticano, interrogati i gendarmi. Il 23 novembre testimonierà Perlasca, in «VaticanNews», 19 ottobre 2022. Anche in spagnolo. E in ceco. E in portoghese. -
Jean-Pierre Denis, Combien vaut une religieuse enlevée?, in «La Croix», 22 febbraio 2023. -
Nicole Winfield, 2nd Vatican official says pope OK'd ransom payments for nun, in «AP», 17 marzo 2023. Anche in francese. E in spagnolo. -
Papež za reševanje ugrabljene redovnice odobril več sto tisoč evrov, in «24ur», 18 marzo 2023. -
Tonino Solarino, C'è ingiustizia in Vaticano!, in «Il Sismografo», 2 agosto 2023. -
Felice Manti, Riparte il processo a Becciu: ecco cosa non torna, in «Il Giornale», 4 settembre 2023. Anche in inglese. -
Sante Cavalleri, Processo in Vaticano. L'APSA ha chiesto l'assoluzione del card. Becciu per l'affaire Marogna, in «Faro di Roma», 29 settembre 2023. Anche in spagnolo. E in portoghese. -
Alessandro Di Bussolo, Processo vaticano, parlano i legali di Cecilia Marogna, in «Vatican News», 6 ottobre 2023. Anche in tedesco. E in spagnolo. -
Fondos vaticanos defensa Marogna, no hay delito, in «Ansa», 6 ottobre 2023. -
Procès au Vatican: la parole est à la défense, in «Actualités», 13 ottobre 2023. Anche in spagnolo. E in inglese. -
Bess Twiston Davies, Vatican corruption defendant derides 'Dan Brown' trial, in «The Tablet», 31 ottobre 2023. Anche in spagnolo. E in italiano. -
I legali del cardinale Becciu: "Assolvete un innocente", in «Avvenire», 22 novembre 2023. -
Curiosidades que deja el juicio al cardenal Becciu, in «Rome Reports», 9 dicembre 2023. Anche in inglese. -
Andrea Paganini, "Caso Becciu": verso la sentenza, in «Settimana News», 11 dicembre 2023. -
Francis X. Rocca, He Might Have Been Pope. Instead, He May Go To Prison, in «Wall Street Journal», 12 dicembre 2023. Anche in greco. E in romeno. E in spagnolo. -
Alessandro Di Bussolo, Processo vaticano, la sentenza prevista il 16 dicembre, in «Vatican News», 12 dicembre 2023. Anche in spagnolo. -
S.C., Le accuse del pg Diddi si distinguono per la pochezza delle argomentazioni e scivolano nella caricatura. Gli avvocati di Becciu replicano a Diddi, in «Faro di Roma», 12 dicembre 2023. Anche in spagnolo. -
Il 16 dicembre la sentenza del processo sul palazzo di Londra, in «Avvenire», 12 dicembre 2023. -
Processo sui fondi del Vaticano, sabato la sentenza, in «L'Unione Sarda», 12 dicembre 2023. -
Jean-Marie Guénois, Au Vatican, le dénouement attendu d'un scandale judiciaire sans précedent, in «Le Figaro», 15 dicembre 2023. Anche in italiano. -
Mario Mossa-Michele Ruiu, Processo Becciu, oggi la sentenza, in «TGR Sardegna», 16 dicembre 2023. -
Franca Giansoldati, Becciu va da Bruno Vespa e rompe il silenzio: «Griderò al mondo che sono innocente», in «Il Messaggero», 18 dicembre 2023. Anche in vietnamita. -
Becciu und der Satz: "Ich bin unschuldig und ich werde hart daran arbeiten, es zu beweisen. Ich hoffe, der Papst glaubt mir", in «L'Unione Sarda», 18 dicembre 2023. Anche in italiano. E in inglese. -
Bruno Vespa intervista il card. Angelo Becciu, in «Cinque minuti», Rai1, 18 dicembre 2023. -
Felice Manti, "Io innocente, sui soldi il Papa sapeva", in «Il Giornale», 19 dicembre 2023. -
Andrea Gagliarducci, Processo Palazzo di Londra, verso l'appello, in «ACIstampa», 10 gennaio 2024. -
Andrea Gagliarducci, Pope Francis and the Question of Justice, in «MondayVatican», 11 marzo 2024. Anche in italiano. È stata minata la credibilità del Vaticano (e della Chiesa) solo per non smentire dossier prefabbricati e accuse assurde confezionate ad hoc? -
Don Filippo Di Giacomo, Andrea Gagliarducci, Ernesto Galli della Loggia, Otello Lupacchini, Camillo Maffia, Giovanni Minoli, Francesco Petrelli, Giuseppe Rippa, La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu, Radio Radicale, 14 marzo 2024. Angelo Becciu come Enzo Tortora? Per favore, ascoltate bene e agite in coscienza! -
Luca Fazzo, Il Vaticano chiamò Striano per dare la caccia a Becciu, in «Il Giornale», 18 marzo 2024. La domanda, a questo punto, è: chi ha imbeccato Striano? -
Franca Giansoldati, Dossieraggio, esposto di Cecilia Marogna che chiede di verificare la divulgazione di notizie riservate ai magistrati del Vaticano, in «Il Messaggero», 25 marzo 2024. Il caso non esiste. Come e perché ha agito il promotore di giustizia vaticano? -
Rita Cavallaro, Becciu, Lady Vaticano riapre il caso: "I miei sospetti su Striano e De Raho", in «Il Tempo», 26 marzo 2024. Un losco baratto? -
Marco Ansaldo e Evelyn Finger, "Mich tröstet mein reines Gewissen", in «Die Zeit», 27 marzo 2024. Anche in italiano. La verità è lenta, ma procede. -
Filippo Caleri, I legali dell'affaire Sloane Avenue progettano una class action, in «Il Tempo», 27 marzo 2024. Anche in inglese. -
Becciu al giornale tedesco Die Zeit: «La mia innocenza mi dà conforto», in «L'Unione Sarda», 28 marzo 2024. Anche in inglese. E in cinese. E in tedesco. E in francese. -
Mario Nanni, Becciu: "La mia innocenza mi dà conforto", in «Beemagazine», 29 marzo 2024. -
Cardenal acusado y condenado sin pruebas de culpabilidad, in «ACNmex», 2 aprile 2024. -
Diddi dovrebbe indagare su se stesso. Striano effettua l'accesso abusivo su Cecilia Marogna e lo stesso giorno il promotore vaticano chiede di sequestrare i suoi conti sloveni, in «Faro di Roma», 3 aprile 2024. Un gigantesco conflitto di interessi? -
Alberto Vacca, Il cardinale Becciu è innocente. Lettera aperta a papa Francesco, 25 dicembre 2023 (ma ricevuta l'11 aprile 2024). Anche in inglese (traduzione automatica). -
Luca Fazzo, Segreto di Stato sui legami tra i servizi e "Report", in «Il Giornale», 12 aprile 2024. -
Massimo Franco, Cardinale Becciu: «Volevano annientarmi. Il processo è stato ingiusto, non sono un affarista», in «Corriere della Sera», 30 giugno 2024. Qui il pdf. -
Paolo Maninchedda, Becciu: il silenzio dei vigliacchi, in «Sardegna e Libertà», 1° luglio 2024. «Il primo elemento che emerge è che Becciu non ha subito un equo processo (non a caso presieduto da un ex magistrato come Giuseppe Pignatone che solo dei folli, o delle menti raffinatissime, hanno potuto chiamare a presiedere questo giudizio, dopo aver letto le carte del processo Palamara e le carte dei tanti libri sulla magistratura ai tempi di Falcone e Borsellino). Non è stato consentito a Becciu di accedere a documenti importanti, citati dall’accusa per le sue imputazioni ma non disponibili nel processo. Becciu ha visto cambiare quattro volte, durante il suo processo e esplicitamente contro di lui, quello che noi chiameremmo il Codice di Procedura Penale, con violazione conclamata del principio giuridico della ratione temporis. È stato accusato di peculato, ma non un euro è stato reperito nei suoi conti personali e i celebri finanziamenti ai familiari (tra cui la conclamata birreria e l’aiuto alla cooperativa del fratello) si sono rivelati o inesistenti o non iscrivibili sotto il segno del reato di peculato data l’attività (certificata) svolta dalla cooperativa per la Caritas diocesana. Le due iniziative di cui è accusato (i soldi per il palazzo e i soldi alla Marogna) sono risultati entrambi istruiti dagli uffici e autorizzati dal Pontefice. Che poi Becciu si sia fatto ammaliare dalla Marogna è un’altra questione, ma, si potrebbe dire, che l’ammaliamento della Marogna sembra essere stato meno infausto dell’ammaliamento del Pontefice per la Chaouqui.» -
Philippe Marie, Exclusif – Scandale financier au Vatican, le cardinal Becciu dénonce un "plan diabolique", in «Tribune Chrétienne», 12 luglio 2024. «Mi sento completamente innocente e vittima di una grave ingiustizia. Sono stato condannato per false accuse. Il processo ha rivelato un piano diabolico per distruggermi. Mi sento privato della mia reputazione, della gioia di esercitare il ministero episcopale, della mia visione della Chiesa come luogo di comunione fraterna. Per “piano diabolico” mi riferisco alle attività opache che hanno portato al cosiddetto memoriale di Monsignor Perlasca. Nel corso del processo fu dimostrato che esso non fu ideato e scritto spontaneamente da Perlasca, ma sollecitato da due signore, successivamente ascoltate in tribunale. Basta leggere i verbali degli interrogatori in aula per capire che nulla è stato spontaneo e autentico.» Anche in italiano. -
Ignazio Ingrao, Commento alla sentenza del Tribunale vaticano con risposte del card. Becciu, in «TG1», Rai1, 30 ottobre 2024. «Io non ho rubato mai, niente! Qui c'è la lettera del card. Bertone in cui autorizzava a investire quei 200 milioni!» E a proposito di Marogna: «Se l'ho avvicinata, la signora, era dopo che aveva fatto 20 giorni di galera, ingiustamente!». E l'avvocato Fabio Viglione: «L'innocenza del cardinale è stata completamente dimostrata nel corso del dibattimento. È una sentenza che a nostro giudizio non fotografa la realtà del dibattimento». -
S.C., Pubblicate le motivazioni (inconsistenti) della condanna (ingiusta) al card. Becciu, che al TG1 torna a proclamarsi innocente, come d'altra parte è risultato evidente in sede processuale, in «Faro di Roma», 30 ottobre 2024. «E il versamento effettuato dalla Segreteria di Stato con Becciu Sostituto alla cooperativa amministrata dai suoi familiari è avvenuto «senza alcuna autorizzazione scritta» dei segretari di Stato, essendo però evidente che non ce ne fosse bisogno essendo Antonino Becciu sostanzialemente un operatore tenuto a rendicontare il suo operato alla cooperativa, alla Caritas e al vescovo diocesano, e non certo il titolare dell’iniziativa benefica.» Dopo quattro anni di violentissima gogna mondiale in cui si è fatto a gara per urlare più forte «Becciu è un ladro! Ha rubato ai poveri!», da ieri si sa che, nonostante l'accanimento della "giustizia vaticana", alla fine perfino essa ha dovuto ammettere che in realtà non si è appropriato nemmeno di un centesimo e che i soldi consegnati alla Caritas di Ozieri sono ancora sul conto della Caritas per il progetto umanitario a cui erano destinati. Ma visto che "il maledetto" era già stato accusato (=condannato) dal Supremo Magistrato di quello stato, non si poteva non condannare ugualmente, per quanto innocente. In pratica si sostiene l'esistenza di un crimine «senza scopo di lucro», di un reato... senza movente! Di un fumo senza arrosto, insomma. E poi lo accusano d'aver incontrato una persona incarcerata ingiustamente, come se fosse un reato! Mi ricorda una storia di 2000 anni fa, in cui il supremo capo religioso dell'epoca voleva che un uomo innocente venisse morisse crocifisso. E l'ottenne. Possibile che nessuno – nessuno – aiuti il papa a capire che lo hanno ingannato? Anche in portoghese. E in francese. -
Ivo Pincara, Processo ingiusto contro il Cardinal Becciu al Tribunale speciale vaticano che ha perso ogni credibilità, in «Korazym», 31 ottobre 2024. Ottimo riassunto della terribile montatura tramata contro un uomo corretto e innocente con un perfido sistema di inganni che ha pervaso l'agire della (in)giustizia vaticana (e italiana, cfr. Striano e co.) insieme alla stampa diffamatrice. Molto servile e cortigiana invece la copertura di «Vatican News», incapace di dar voce alla controparte e quindi insofferente al pluralismo e alla sinodalità (ha confuso l'unità con l'uniformità appiattita e vile). -
Mario Becciu, Un processo politico con una sentenza strampalata e farcita di falsità, da Facebook, 1° novembre 2024. «Tutta questa protervia tipica di stati assoluti», dove la giustizia non è al servizio della verità. «Che tristezza constatare che nella Chiesa i giudici necessitano di un processo di de-umanizzazione della vittima innocente, per poter giustificare a se stessi e alla propria tacita coscienza il fatto che, in realtà, la manipolazione di carte e documenti è un giocare terribile con la vita altrui.» Un'analisi lucida ed equilibrata su una sentenza scandalosa. -
Vik van Brantegem, Amor mi mosse, che mi fa parlare, in «Korazym», 1° novembre 2024. -
Vittorio Feltri, Condannato senza prove. Tutti i buchi (e i trucchi) nell'inchiesta su Becciu, in «Il Giornale», 3 novembre 2024. «A muovermi era stato l’istinto affinato dalla mia esperienza al processo di Enzo Tortora. Se le televisioni e i media della galassia – atei, laici, vaticani, comunisti, bigotti – sono unanimi nello stracciare le vesti di dosso a un uomo senza che costui abbia potuto pronunciare una sola sillaba a sua difesa, gatta ci cova. Mi colpì la totale mancanza di misericordia, l’assenza di dubbi, la non menzione della presunzione non dico di innocenza, ma almeno di non colpevolezza, del loro fratello in Cristo che accompagnò sui quotidiani editi dal Papa e dai vescovi italiani la notizia dell’estromissione del cardinale dal Conclave, lasciandogli addosso, quasi a maggior scherno, la veste rossa e il titolo di Eminenza, come fece Erode con Gesù Cristo, per schernirlo meglio. (...) Certo, il Papa nella Città del Vaticano in materia penale agisce come legislatore dello Stato. E fin qui sono caratteristiche specifiche di una monarchia assoluta. Ma il «giusto processo» – rivendicato dai giudici – per essere tale esige almeno che ogni legge sia resa pubblica e valga per tutti.» Anche online. -
Andrea Gagliarducci, Processo Palazzo di Londra, la sentenza apre il dibattito sul futuro della Santa Sede, in «ACIstampa», 5 novembre 2024. «In più di 800 pagine di sentenza, il Tribunale Vaticano non solo non è riuscito a chiudere oltre ogni ragionevole dubbio una vicenda spinosa che riguarda la gestione dei fondi della Segreteria di Stato. Ha, piuttosto, aperto un altro dibattito, che riguarda l’efficacia stessa di un Tribunale Vaticano in cui il Papa interviene con quattro rescritti ad un processo in corso per – è la spiegazione del promotore di Giustizia Alessandro Diddi – “riempire i vuoti normativi”. la sentenza ha anche creato nuove comprensioni giuridiche, che a volte sembrano confondere o mescolare diritto canonico, legge dello Stato della Città del Vaticano e giurisprudenza italiana, fino ad arrivare alla teorizzazione che ci possa essere peculato solo per il fatto di aver usato male i fondi, senza che ci sia un vantaggio personale ed ha, soprattutto, aperto la strada a chi, in realtà, vuole colpire l’indipendenza stessa della Santa Sede. Perché di fronte a questo processo e al modo in cui è stato svolto, a partire dalle indagini, il parere che colpisce di più è forse quello di un vaticanista esperto come John Allen, che arriva a sostenere che eventualmente il Papa dovrebbe rinunciare al Tribunale vaticano ed alle proprie prerogative di giudice supremo. (…) La Segreteria di Stato si trova a dover difendere la propria autonomia, fino a perderla del tutto proprio a motivo di questo processo, in cui dapprima il Papa mostra di voler difendere l’investimento, e poi alla fine decide di agire in maniera opposta. (…) La denuncia dello IOR ha dunque l’effetto di scardinare un intero sistema vaticano. Lo IOR è controllato dall’AIF, che viene bloccato di fatto nella sua attività di intelligence dalle perquisizioni scaturite dalla denuncia. La Segreteria di Stato si trova a dover ristrutturare il prestito, dopo aver già dovuto ridefinire una situazione difficile al fine di non perdere i capitali di investimento. Il promotore di Giustizia diventa una sorta di deus ex machina, dotato di poteri speciali e autorizzato dal Papa ad agire in maniera sommaria. (…) L’attività del Papa nelle attività processuali ha garantito il profilo di indipendenza o ha messo a rischio il senso stesso dello Stato di Città del Vaticano – considerando che Giovanni Paolo II delegò le sue funzioni di sovrano ad una commissione cardinalizia proprio per preservare l’indipendenza dello Stato e la sua da Papa? E, soprattutto, abbiamo assistito ad una “vaticanizzazione” della Santa Sede, dove le leggi dello Stato hanno sovrastato l’importanza di mantenere un profilo internazionale e istituzionale, aderente alle convenzioni internazionali ma fermo nella sua specificità?» QUESTO PROCESSO È STATO UN AUTOGOL? SE IL PAPA POTESSE TORNARE INDIETRO, AGIREBBE ANCORA COME FECE IL 24 SETTEMBRE 2020? -
Giovanni Angelo Becciu, Il diritto alla difesa, in «L'Osservatore Romano», 11 novembre 2024. «Qui si fanno processi alle intenzioni. Siamo di fronte a un processo penale, non di fronte a un processo finalizzato a impartire insegnamenti. Ora è del tutto evidente che un articolo come quello di Tornielli considera me e tutti gli imputati già condannati in via definitiva. Non si scrive mai che il processo è in primo grado, che tutti gli imputati hanno diritto all’appello e che dunque siamo tutti, non solo io, presunti innocenti.» La verità non si sacrifica sull'altare dell'ipocrisia. -
Sandro Magister, Innocente ma subito trattato come colpevole. La lettera di protesta del cardinale Becciu, in «Settimo Cielo», 14 novembre 2024. «La fortissima lettera di protesta del cardinale Giovanni Angelo Becciu i media vaticani l’hanno infine pubblicata, nel primo pomeriggio di lunedì 11 novembre, una volta avuto il via libera da papa Francesco, suo principale bersaglio. Ma hanno fatto il possibile perché passasse inosservata. “Vatican News” l’ha lanciata per un giorno e mezzo sulla sua home page – e soltanto su quella in lingua italiana – in coda a una ventina di altre notizie, con le sole parole incomprensibili “Il diritto alla difesa” e con una foto del muro esterno degli uffici giudiziari vaticani. Mentre “L’Osservatore Romano” ha fatto qualcosa di più, con un piccolo lancio in prima pagina che almeno forniva il nome dell’autore del testo.» CHAPEAU A SANDRO MAGISTER! ... NONOSTANTE LA VILE SORDINA VATICANA, CHE NON FA NÉ GLI INTERESSI DEL PAPA NÉ QUELLI DELLA CHIESA! Anche in francese. E in inglese. -
Antonino Solarino, L'incredibile ingiustizia in Vaticano ai danni del card. Angelo Becciu, 3 dicembre 2024. Domande giustificate e inquietanti che esigono risposta. -
Luigi Bisignani, I porporati preparano la riabilitazione di Becciu, in «Il Tempo», 8 dicembre 2024. «UN PROCESSO PER RAPINA SENZA CHE SIA STATO PORTATO VIA NEPPURE UN CAPELLO.» C'è qualche affermazione infondata e qualche illazione gratuita, nell'articolo di Bisignani. Ma c'è anche qualche verità: il processo a Becciu è stata una crudeltà assurda, come la condanna decisa a priori a tavolino: Becciu è innocente, vittima di uno schifoso complotto. E proprio per questo non vogliamo la grazia: vogliamo giustizia! Becciu è l'uomo più fedele del Papa (e così voglio interpretare il disegno del "Tempo"); ma al mondo intero, con metodi mafiosi, hanno fatto credere il contrario; perfino al Papa! SI TOLGANO AL PIÙ PRESTO GLI "OMISSIS" IMPOSTI DAI MAGISTRATI! SI RENDA PUBBLICO INTEGRALMENTE IL MATERIALE PROBATORIO TENUTO NASCOSTO, A COMINCIARE DAI 120 MESSAGGI DELLA CHAOUQUI! PS: SPERO, CON TUTTO IL CUORE, CHE SIA FRANCESCO A RIMEDIARE AL PROPRIO ERRORE, E NON ALTRI. -
Rita Cavallaro, Conclave e dossier, l'audio con la Gendarmeria che può riaprire il caso Becciu, in «Il Tempo», 28 aprile 2025. «Nell'audio tra De Santis e Chaouqui, il commissario vaticano direbbe alla Chaouqui cosa dire a Perlasca per la ritrattazione, quella testimonianza che rappresenta la svolta nell'inchiesta contro Becciu e che segue quell'«ultima cena» del 5 settembre 2020 al ristorante romano Lo Scarpone, dove Perlasca invita Becciu e videoregistra la loro conversazione, durante la quale il cardinale, saldo nell’idea della separazione tra Stato e Chiesa, critica la perquisizione autorizzata dal Papa alla Segreteria pontificia. Un’opinione politica buttata lì in un momento conviviale con un amico, che invece verrà fatta ascoltare a Bergoglio, insieme agli altri elementi raccolti nell'inchiesta per far passare Becciu come un ladro. Una trappola inaspettata, quella che Perlasca tende all'amico cardinale, visto che il monsignore, fino al maggio precedente, aveva difeso a spada tratta Becciu, dicendo ai magistrati che il porporato non aveva nulla a che fare con la compravendita del palazzo di Londra. Alla fine di agosto, invece, la situazione cambia. Perlasca prima consegna una memoria piena di accuse senza fondamento nei confronti del suo superiore e, alla fine, diventa il principale accusatore di Becciu. E ora l'audio svelato dell'inchiesta apre ad altri gialli. Al punto tale da rimettere addirittura a posto i pezzi di un grande racconto di spie che non era chiaro, né era stato risolto nel corso del processo del secolo contro Becciu. Perché in quel dibattimento di primo grado, finito con la condanna del porporato a cinque anni di reclusione per due peculati e una truffa aggravata scaturiti dall'affare della compravendita del palazzo di Londra, le difese degli imputati avevano più volte chiesto di desecretare le conversazioni, senza alcun esito.» -
Audiovideo presentazione di 'Quer pasticciaccio brutto del processo Becciu' di Alberto Vacca con Felice Manti, Giovanni Minoli, Giuseppe Rippa, Luigi O. Rintallo, in «Agenzia Radicale», 20 settembre 2025. UNO SCANDALO COME QUELLO DI GIUDA NEL SINEDRIO... E LA PERDITA DI CREDIBILITÀ DELLA CHIESA «Poi c'è la storia incredibile legata a coloro che hanno deciso questa condanna che non sta in piedi. Sono stato l'unico a scrivere che cinque giorni prima della condanna di mons. Becciu papa Bergoglio con un motu proprio ha deciso di dare al Presidente del Tribunale e al Promotore di giustizia la cittadinanza vaticana, con tutto quello che la cittadinanza vaticana comporta. Io ho trovato quell'accostamento volgare, perché solo l'idea che qualcuno possa avere barattato una condanna con un vitalizio fa rabbrividire. Io spero che questa verità non si dimostri mai tale, perché sarebbe un guaio se scoprissimo che come Giuda nel Sinedrio qualcuno si è venduto per la cittadinanza vaticana. Poi c'è il tema dei "rescripta", cioè delle regole processuali cambiate in corsa quattro volte, con effetti retroattivi. Questo è un tema da cui non ci si può sottrarre. È un tema che ha a fare con la certezza del diritto e con la necessità che le regole processuali non possano e non debbano essere cambiate in corsa, se non per favorire eventualmente il "reo", non certo con ipotesi di reato precostituita e prestabilita, che deve inevitabilmente essere adattata come un pezzo di puzzle "jolly" che andava bene in qualsiasi punto. E infine la questione vera, che ha a che fare con la credibilità della Chiesa. Perché dal momento in cui noi prendiamo dei giudici civili per condannare un cardinale, prendiamo una sentenza penale, la mettiamo sul tavolo a disposizione di enne tribunali che devono valutare questa condanna e poi abbiamo il Tribunale di Londra che comincia a dire: "Questa cosa non torna. Tu come hai fatto a dire questo? Ma perché hai detto questo? Perché questo personaggio è stato condannato quando questa cosa non l'ha fatta? Santa Sede, risarcisci questo soggetto!" Lì, tutto quello che s'era fatto, forse in buona fede, per provare, nel nome di un pontificato votato a una rivoluzione della storia della Chiesa, per restituire anche ai fedeli come me un'immagine della Chiesa che voleva rinnovarsi, che voleva togliere delle scorie, degli elementi di nequizia, di speculazione, di uso distorto del denaro delle elemosine... E questo discorso si fa complicando un percorso giudiziario, infilando dentro un iter giudiziario delle questioni che non hanno niente a che vedere con le cose che Becciu avrebbe fatto – e che non ha fatto! –, lì il risultato finale è una complessiva e definitiva perdita di credibilità della Chiesa. E questo è un tema che inevitabilmente ognuno di noi si deve porre, perché poi non è più in gioco soltanto il cardinale Becciu, la sua funzione, il trono e il conclave, e tutto ciò che da quel processo e da quella condanna si è generato: qui è in discussione l'intera storia, l'intera vitalità di un'istituzione sacra come la Chiesa che questo genere di operazioni spericolate ha rischiato seriamente di mettere in discussione. (...) Quei è in gioco non solo Becciu e non solo la Chiesa, ma anche il senso di giustizia che noi giornalisti liberi, per quanto possibile, dobbiamo cercare di difendere» (Felice Manti). LE SCHIFEZZE NELLA STORIA DELLA CHIESA CONTRO UN GRAMMO DI GESÙ CRISTO «Anche nei processi dell'inquisizione c'era un grammo di giustizia in più di quella che abbiamo visto nel "caso Becciu". (...) Il fatto che Diddi sia lì è una cosa che nella storia del diritto umano non s'è mai visto. Per fortuna che... schifezze potenti nella storia della Chiesa ce ne sono state tantissime, ma il Vangelo è più forte, e Gesù Cristo anche. La speranza è che qualche grammo di Vangelo e qualche grammo di Gesù Cristo emerga anche nell'appello. E la storia della Chiesa ci dimostra che è possibile» (Giovanni Minoli). LA MALAGIUSTIZIA E LA DESTRUTTURAZIONE DELLA LEGITTIMITÀ E DELLA PACE «Immaginate il trasferimento della italianizzazione sul Vaticano, dove la giustizia non ha neanche l'impianto minimo strutturale! Si affida a delle casualità, a una terribile mostruosa macchina, per cui il Capo – anche in buona fede – può decidere anche di trascinare qualunque avvenimento, non solo attraverso il racconto che abbiamo fatto dei "motu propri" e di tutte le altre situazioni che sono state completamente trascurate da un sistema informativo disgustosamente subalterno e... completamente antivaticano! Ogni qualvolta la verità viene preclusa, si contribuisce alla destrutturazione della legittimità e anche della pace collettiva» (Giuseppe Rippa). IL PRIMO RESPONSABLE DEL PASTICCIACCIO (ACCUSATORE E MAGISTRATO SUPREMO DELLO STATO) «Tutto questo pasticciaccio chi l'ha creato? Il primo è stato il Papa, perché ha firmato l'atto di denuncia contro ignoti, perché lo IOR aveva detto che nella Segreteria di Stato probabilmente era stato commesso un reato di riciclaggio di denaro. (...) Lui è accusatore! Poi cambia le regole processuali (...) cambiando le carte in tavola dopo che il processo era già iniziato: questo atto di giustizia (dal punto di vista del Papa) sostanzialmente è stato un atto di ingiustizia contro Becciu, perché lo ha sottratto al suo giudice naturale, che era il collegio dei cardinali» (Alberto Vacca). UN CRISTIANO ONESTO E GENEROSO COLPITO DA UN SISTEMA MARCIO «Voi conoscete Striano, il famoso ufficiale della Guardia di finanza che avrebbe fatto dossieraggi (...). Ebbene, l'inizio di questo presunto dossieraggio parte proprio dal "caso Becciu", perché Striano si è occupato di alcuni personaggi ricorrenti nell'agenda di Becciu prima ancora che il "caso Becciu" venisse fuori. E questo è un elemento che non è stato sufficientemente percorso, il che ci fa pensare che questa narrazione mainstream sia stata anche creata ad arte, a tavolino, da chi avrebbe dovuto fare un altro lavoro. Perché aprire un'interrogazione come inquirente antimafia su soggetti che non avevano niente a che fare con la mafia è un fatto che non si può far passare così. Chi ha chiesto a questo signore di fare queste indagini? Queste sono tutte risposte che inevitabilmente questo processo di appello deve dare! E noi faremo il possibile, dopo esserci battuti per la verità, per continuare a dare voce a questo processo (...). Noi ci impegniamo a seguire con grande attenzione le fasi di questo processo, proprio per capire se questi sentimenti, se questo feeling, se queste good vibes, se queste sensazioni positive saranno vere oppure no. E io non escludo che nel corso di questi mesi vengano fuori altre sorprese, altre costruzioni che non faranno altro che rafforzare l'idea che Becciu è stato purtroppo il "vaso di coccio" di un gioco che c'è stato alle sue spalle, e alle spalle del Papa, che ha veramente incrinato la credibilità del Vaticano. (...) Io sono ragionevolmente convinto che alla fine la verità verrà fuori. (...) C'è anche da valutare l'impatto che Becciu ha avuto nel Conclave. Becciu ha avuto la dignità di fare un passo indietro (...) nell'interesse supremo della Chiesa. E questo dimostra ancora una volta che lui ha anteposto l'interesse della Chiesa al suo, ha messo prima il Papa e la Chiesa, davanti a sé. E solo questo dovrebbe dirci che tipo di persona è Becciu» (Felice Manti).















































