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Sull'Obolo di San PietroCASO_BECCIU_OBOLO.htmlCASO_BECCIU_OBOLO.htmlshapeimage_3_link_0
Sull'accusa d'aver trasferito 
del denaro in Australia 
e sull'ipotesi di complotto 
contro il card. PellCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlCASO_BECCIU_AUSTRALIA.htmlshapeimage_4_link_0shapeimage_4_link_1shapeimage_4_link_2shapeimage_4_link_3
Sulle accuse di aver arricchito 
se stesso o propri familiari

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Sulla vicenda Marogna 
(impropriamente chiamata "dama del cardinale")
CASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlCASO_BECCIU_MAROGNA.htmlshapeimage_6_link_0shapeimage_6_link_1shapeimage_6_link_2
Sul palazzo di Londra 
in Sloane Avenue 60

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Processi e sentenze di Londra, di Roma ecc. a proposito della compravendita del palazzo 
in Sloane Avenue 60CASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlCASO_BECCIU_LONDRA.htmlshapeimage_8_link_0shapeimage_8_link_1shapeimage_8_link_2shapeimage_8_link_3
Sulla Messa "in coena Domini" celebrata da papa Francesco 
a casa del cardinale BecciuCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlCASO_BECCIU_MESSA.htmlshapeimage_9_link_0shapeimage_9_link_1shapeimage_9_link_2
Sulla causa di beatificazione 
di Aldo Moro
(e sulle altre accuse di Report)
CASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlCASO_BECCIU_MORO.htmlshapeimage_10_link_0shapeimage_10_link_1shapeimage_10_link_2
Sul sistema giudiziario vaticano


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Come vivono tutto questo 
il cardinale Becciu 
e la sua famiglia?
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Il rinvio a giudizio
(3-26 luglio 2021)CASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlCASO_BECCIU_RINVIO.htmlshapeimage_13_link_0shapeimage_13_link_1
Il Conclave e papa Leone


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Sulle querele contro «L'Espresso», Perlasca, Ciferri, Chaouqui e co.CASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlCASO_BECCIU_QUERELA.htmlshapeimage_15_link_0shapeimage_15_link_1shapeimage_15_link_2
Il puzzle della verità
(il complotto) 

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Sull'«Espresso» e co.


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Altro


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Sul "caso Becciu" in generale


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Il processo in Vaticano 


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Sul sistema giudiziario vaticano (trentanovesima parte)                   >>> per la parte precedente clicca qui
«Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati?» (Agostino, De Civitate Dei, cap. IV, 4).

Nicole Winfield, Vatican's 'trial of the century' resumes after prosecutors suffer embarassing setbacks on appeal, in «AP», 3 febbraio 2026. «The appeals now proceeds on other defense arguments, with a next line of attack focusing on Francis’ role in the investigation. During the trial, defense attorneys had argued their clients couldn’t receive a fair trial in an absolute monarchy where the pope wields supreme legislative, executive and judicial power, and Francis used those powers during the investigation. At issue are four secret executive decrees Francis signed in 2019 and 2020, during the early days of the investigation, that gave Vatican prosecutors wide-ranging powers, including the unchecked use of wiretapping and the right to deviate from existing laws. The decrees only came to light right before trial and were never officially published. They provided no rationale or time frame for the surveillance, nor oversight of the wiretapping by an independent judge, and were passed specifically for this investigation. Legal scholars have said the secrecy of the laws and their ad hoc nature violated a basic tenet of the right to a fair trial requiring the “equality of arms” between defense and prosecution. In this case, the defense was completely unaware of the prosecution’s new investigative powers. Even Vatican legal officials have privately conceded that Francis’ failure to publish the decrees was deeply problematic. Diddi had argued that Francis’ decrees provided unspecified “guarantees” for the suspects, and the tribunal originally rejected the defense motions arguing they violated the defendants’ fundamental right to a fair trial. In a somewhat convoluted decision, the judges ruled that no violation of the principle of legality had occurred since Francis had made the laws. Under the church’s canon law, the pope can’t be judged by anyone but God. But the pope also can’t promulgate laws that violate divine law, setting up a potential dilemma if the court were to ultimately find that Francis’ decrees violated the defendants’ fundamental rights. The Vatican has insisted that the defendants all received a fair trial.» Anche in spagnolo.
Mikael Corre, Procès de l'immeuble de Londres: un révélateur des limites de la justice, in «La Croix», 3 febbraio 2026.
Salvatore Cernuzio, Processo d'appello vaticano, le difese chiedono la nullità totale del primo grado, in «Vatican News», 3 febbraio 2026. Neanche ai tempi dell'Inquisizione si modificavano le leggi "ad personam", a procedimento in corso, e mantenendole segrete! E poi i magistrati che si servono delle operazioni illecite di Striano in uno stato estero! Chi sono i mandanti in Vaticano?!! Anche in spagnolo. E in francese. E in portoghese.
Letizia Lucarelli, Processo Becciu, i rescritti sotto accusa: le difese sfidano l'impianto giuridico del processo, in «Faro di Roma», 3 febbraio 2026. «... gravi criticità nella gestione delle prove digitali: su 239 dispositivi sequestrati, secondo la difesa, non sarebbe stata depositata alcuna copia forense, mentre le poche copie presenti non rispetterebbero gli standard tecnici richiesti. Nonostante l’ammissione del promotore di giustizia di non aver depositato tutto il materiale, ha sostenuto Viglione, il tribunale di primo grado non avrebbe tratto le conseguenze previste. Ulteriori profili di irregolarità sono stati sollevati dagli avvocati Cataldo Intieri e Massimo Bassi, difensori di Tirabassi, che hanno denunciato una violazione del principio di imparzialità, richiamando anche il cosiddetto caso Striano, relativo ad accessi abusivi a banche dati. Secondo le difese, esisterebbe un segmento rilevante dell’indagine che resta tuttora opaco e non conoscibile. Bassi ha inoltre richiamato un principio espresso recentemente da Papa Leone, secondo cui le attività istituzionali devono essere disciplinate da leggi debitamente promulgate e pubblicate, sostenendo che l’inefficacia dei rescritti comporterebbe la nullità del processo di primo grado. Gli avvocati di Mincione, Bruelhart e Di Ruzza si sono associati alle eccezioni sollevate. L’udienza è stata aggiornata a domani, ma una linea appare già chiara: il processo d’appello ruoterà in larga parte attorno alla natura e agli effetti giuridici dei rescritti pontifici, in un delicato equilibrio tra prerogative sovrane, garanzie processuali e credibilità dell’ordinamento giudiziario vaticano.»
M.N., Processo in Vaticano: prosegue l'analisi delle questioni preliminari presentate dalle difese, in «Sir», 3 febbraio 2026. «... “surreale carta bianca concessa al promotore di giustizia” e (...) “non sono esistiti in 2000 anni di storia della Chiesa rescritti che siano rimasti segreti”» 
I legali di Becciu, annullare la sentenza sui fondi della Santa Sede. "Rescritti" e dossieraggi di Striano, tutte le criticità avanzate, in «Ansa», 3 febbraio 2026.
Papst Franziskus' Geheimdekrete belasten Prozess gegen Ex-Kardinal, in «Rheinische Post», 3 febbraio 2026. «Franziskus habe unbeabsichtigt die Grundrechte ihrer Mandanten verletzt. Er habe vier geheime Dekrete erlassen, die der Staatsanwaltschaft eine „surreale Blankovollmacht“ für Ermittlungen eingeräumt hätten. Ein solches Vorgehen erinnere an einen faschistischen Staat, in dem Gesetze nicht veröffentlicht würden. (...) Die Berufung konzentriert sich jetzt auf die Rolle von Franziskus in den Ermittlungen. Während des Prozesses argumentierten die Verteidiger, ihre Mandanten könnten in einer absoluten Monarchie, in der der Papst die höchste legislative, exekutive und judikative Macht innehabe, kein faires Verfahren erhalten. Sie verweisen auf vier geheime Dekrete, die Franziskus 2019 und 2020, in der Anfangsphase der Ermittlungen, unterzeichnete. Diese hätten den vatikanischen Staatsanwälten weitreichende Befugnisse eingeräumt (...) Am Dienstag argumentierte Anwalt Mario Zanchetti, der gesamte Prozess müsse aufgrund der geheimen Dekrete für ungültig erklärt werden. Sein Mandant, ein Börsenmakler, wurde ohne Haftbefehl zehn Tage lang in einer Kaserne des Vatikans festgehalten. Zanchetti argumentierte, selbst im Iran und in Russland müssten Gesetze veröffentlicht werden. (...) Der Anwalt bot dem Berufungsgericht einen Weg an, ein Urteil gegen Franziskus zu vermeiden: Er schlug vor, die Richter könnten die Dekrete lediglich als Verwaltungsakte einstufen, die als unwirksam gelten, weil sie nie veröffentlicht wurden. Eine solche Feststellung könnte die auf ihrer Grundlage gesammelten Beweise zwar unzulässig machen. Gleichzeitig würde aber die Feststellung verhindert, dass Franziskus gegen göttlich inspirierte Normen verstoßen habe, die die Würde und die Rechte der Angeklagten gewährleisten.»
Felice Manti, Appello a Becciu, le difese: "Vogliamo le carte di Striano", in «Il Giornale», 3 febbraio 2026. «Striano non ha risposto all'interrogatorio, non ha detto chi glielo chiese, negli atti si parla di contatti tra lui e membri della gendarmeria vaticana, ma non siamo in grado di dire chi - sottolineano i legali del broker - ma la logica ci dice che a chiedere questi accessi non poteva che essere una persona delle istituzioni a conoscenza di questa storia». D’accordo anche gli avvocati dell’altro finanziere Raffaele Mincione, processato ingiustamente e per questo recentemente risarcito dal Vaticano. «È l’ennesima prova di radicale nullità di questo processo», dice al Giornale Fabio Viglione, che con Maria Concetta Marzo difende il monsignore sardo, che secondo la sentenza non avrebbe comunque intascato una lira dei soldi presuntamente sottratti ai fondi riservati della Segreteria di stato vaticana. I legali di Becciu contestano anche altre nullità nella mancata consegna di atti decisivi per dimostrare l’innocenza del loro assistito, come le chat nelle quali Diddi avrebbe concordato con la Papessa Francesca Chaouqui e la nobildonna ex analista dei Servizi Genevieve Ciferri il memoriale di monsignor Alberto Perlasca che è servito a mascariare il monsignore davanti al vecchio Pontefice.»
Nicole Winfield, Se reanuda el juicio del siglo en el Vaticano por el éscandalo financiero del cardenal Becciu, in «Infobae», 3 febbraio 2026.
Processo vaticano, le difese: "Striano si informava sugli imputati, vogliamo saperne di più", in «La Repubblica», 3 febbraio 2026. «“Se il rescritto è una legge, persino in Iran o Russia le leggi devono essere pubblicate, non è possibile che una cosa la chiamiamo legge e non è stata pubblicata; se invece si tratta di atti amministrativi”, ha detto, “io ritengo che la via d’uscita per questa Corte sia dichiarare l’inefficacia dei rescritti”.»
Claire Giangravé, Francis' actions scrutinized as Vatican appeals court reviews finance trial, in «RNS», 3 febbraio 2026. 
Salvatore Izzo, Processo Becciu: le parti civili e i promotori di giustizia difendono i rescritti papali e il pg Diddi. Ma restano tutte le riserve sulla legittimità di un processo che in primo grado aveva assunto il profilo di una persecuzione contro il cardinale sardo, in «Faro di Roma», 4 febbraio 2026. «La sesta udienza ha confermato la centralità dei rescritti papali e la difesa del capo Diddi come elementi fondamentali per la regolarità e la trasparenza del procedimento. Ma in questo modo ha anche aperto un varco alle difese in quanto se tali tesi dell’accusa sui rescritti e i passi improvvidi di Diddi per incastrare il card. Becciu si dimostreranno illegittimi, il castello processuale verrà giù come la frana di Niscemi. Restano aperti interrogativi seri sul piano delle garanzie e dell’equità processuale. La sesta udienza del processo d’appello sul caso Becciu si è chiusa con una difesa corale e compatta dell’impianto accusatorio, dei rescritti papali e dell’operato dell’Ufficio del Promotore di Giustizia. Una compattezza che, tuttavia, proprio per la sua graniticità, lascia aperti interrogativi seri sul piano delle garanzie e dell’equità processuale. Con tutto il rispetto dovuto alla memoria di Papa Francesco e al suo ruolo di supremo legislatore dello Stato della Città del Vaticano, resta un dato difficilmente eludibile: i rescritti oggetto di accesa discussione hanno inciso in modo determinante sulle regole di un procedimento già in corso, producendo effetti che, nella sostanza, appaiono retroattivi. Non si tratta di mettere in discussione la potestà normativa del Pontefice, ma di interrogarsi sulla compatibilità di tali interventi con i principi fondamentali del giusto processo, specie quando le norme incidono su poteri investigativi, strumenti cautelari e limiti alla difesa a procedimento avviato. La linea sostenuta oggi dalle parti civili e dai promotori di giustizia aggiunti tende a neutralizzare questo nodo, riducendolo a una questione puramente formale di insindacabilità degli atti pontifici. Ma l’insindacabilità non può automaticamente tradursi in inattaccabilità sul piano delle garanzie processuali, soprattutto quando la modifica delle regole avviene in corso d’opera e riguarda direttamente la posizione degli imputati. Ancora più problematica appare la figura del promotore di Giustizia Alessandro Diddi. La sua astensione dal giudizio d’appello, presentata oggi come gesto di opportunità e garanzia, non cancella il profilo di una condotta che, per modalità e continuità, assume tratti oggettivamente persecutori nei confronti del cardinale Becciu. Le chat emerse e ormai ampiamente documentate – anche attraverso un corposo lavoro giornalistico pubblicato su FarodiRoma – delineano un quadro che va ben oltre la fisiologia dell’azione penale, mostrando un coinvolgimento diretto e personale del magistrato in dinamiche che minano l’apparenza di imparzialità. La minimizzazione di tali elementi, liquidati come irrilevanti o strumentali, rischia di apparire più come una rimozione che come una risposta nel merito. In un processo che ambisce a essere esemplare, non solo per l’esito ma per il metodo, il sospetto di un accanimento selettivo verso un imputato di primo piano non può essere archiviato con formule di stile. L’udienza di oggi ha dunque segnato un punto fermo nella strategia accusatoria, ma non ha dissipato le ombre che accompagnano l’intero procedimento: l’uso di strumenti normativi eccezionali, la loro applicazione retroattiva, e il ruolo di un promotore di giustizia la cui condotta continua a sollevare interrogativi legittimi. Interrogativi che, al di là delle difese d’ufficio e delle affermazioni di principio, restano sul tavolo e peseranno inevitabilmente sulla credibilità complessiva del processo.»
M.N., Processo in Vaticano: gli interventi delle parti civili e dei rappresentanti dell'Ufficio del Promotore di Giustizia, in «Sir», 4 febbraio 2026.
Salvatore Cernuzio, Processo d'appello, accusa e parti civili: "inammissibili" le eccezioni delle difese, in «Vatian News», 4 febbraio 2026. Oggi i pdg hanno menzionato il Papa a proprio piacimento, affermando fra l'altro (parafraso) "non poteva non sapere", "non poteva non volere"... e altre illazioni simili (il famoso Settimio Carmignani Caridi, con cui ebbi a che fare  – lui era sotto mentite spoglie – anni fa!). Ma che razza di fondamenti ha questa pseudo giustizia? Questa gente si sta giocando la credibilità della Chiesa intera! Io posso testimoniare che il "cerchio magico" attorno al Papa filtrava le informazioni che dovevano arrivare – o per l'appunto non arrivare – fino a lui. Anche quello faceva parte dell'imbroglio?
Fari Pad (Facebook 4 febbraio 2026): «In aula esplode il paradosso: "Non nominate il Papa". Ma come è possibile difendersi se il cuore del processo risiede proprio nei 4 Rescritti che hanno cambiato le regole in corso d'opera? Siamo di fronte a una sorta di "Sindrome di Stoccolma" giudiziaria: all'imputato viene forse intimato di voler bene e sottomettersi proprio a chi — forse tratto in inganno — lo ha punito e ha rimosso le sue garanzie legali. Un cortocircuito totale tra devozione filiale e diritto alla difesa. Se la verità è la meta, nessuna firma o Rescripta può essere sottratta al confronto. Senza trasparenza, la giustizia vaticana rischia di perdere la credibilità che il nuovo pontificato di Leone XIV cerca faticosamente di ricostruire. Perché non c'è misericordia senza giustizia, e non c'è giustizia se le carte non sono sul tavolo per tutti.»
Ivo Pincara, Al Tribunale dello Stato della Città del Vaticano la quinta Udienza del processo di secondo grado sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, in «Korazym», 4 febbraio 2026.
Fari Pad (da Facebook, 4 febbraio 2026): «TRA ACROBAZIE GIURIDICHE E TEATRINO DI PERIFERIA. L’udienza di oggi cerca di salvare il salvabile, ma la realtà dei fatti è sempre più difficile da mascherare. Il castello accusatorio traballa sotto il peso di anomalie che nulla hanno a che fare con un giusto processo. IL CASO DIDDI: LA GIRAVOLTA FINALE. Dopo che la Corte d’Appello aveva dichiarato ammissibile l’istanza di ricusazione nei suoi confronti, abbiamo assistito all’ennesima "acrobazia": Diddi, con una mossa strategica davanti alla Cassazione, ha dichiarato di astenersi. Un passo indietro che sa di manovra per evitare un verdetto di esclusione ancora più pesante, ma che non cancella l’anomalia di una gestione accusatoria che ha assunto tratti oggettivamente persecutori. CHAT DA "TEATRINO": ALTRO CHE IRRILEVANTI! Si tenta di liquidare come "irrilevanti" le chat emerse dallo scoop del quotidiano il Domani -come da una "sceneggiatura oggi le comiche" , ma il contenuto è imbarazzante (appurata la veridicità ?). Il mix tra il commissario della Gendarmeria Stefano De Santis, una teste pregiudicata come la Chaouqui e la Ciferri, insieme allo stesso Diddi e in aggiunta il Sostituto Segreteria di Stato Pena Parra, delinea un quadro che sembra uscito da un copione di bassa lega. È accettabile che la giustizia vaticana si muova su questi binari di "combutte" e messaggi sottobanco che appaiono come accordi finalizzati ad ottenere prova probatoria inesistente? Infatti, il Pdg Diddi apre un fascicolo penale nel merito : le parti civili, cosa fanno (APSA)? Nel leggere il resoconto del sito vaticanista Il Faro di Roma, udienza odierna, ho rilevato la doppiezza delirante delle parti civili (APSA). Da un lato, nel contrastare le difese, ritengono le "chat irrilevanti"; dall'altro, contrastano parimenti l'operato del Promotore di Giustizia Diddi che, nel merito della vicenda, ha aperto un fascicolo penale contro la Chaouqui per subornazione di testimone (Perlasca). Vedo, quindi, le parti civili agire su due fronti opposti: difesa e accusa. Roba da capogiro! IL SISTEMA DELLA GIUSTIZIA VATICANA SULL'ORLO DELLA FRANA? La difesa a oltranza dei rescritti papali (leggi cambiate a processo in corso) serve a tenere in piedi una struttura che rischia di crollare da un momento all'altro. Se le tesi dell'accusa e i passi improvvidi di Diddi per incastrare il Cardinale Becciu venissero dichiarati illegittimi, l'intero processo verrebbe giù come la frana dI Niscemi. In un processo che ambisce a essere esemplare, non possono esserci ombre di accanimento selettivo. La credibilità della Santa Sede è in gioco: non si può amministrare la giustizia con i metodi di un teatrino di periferia con un copione scritto da autori improbabili-e arraffazzonato alla "meno peggio".» O LA VERITÀ O LA RAGION DI STATO: QUI LA CHIESA SI GIOCA LA PROPRIA CREDIBILITÀ.
Procès Becciu: le procureur abandonne la partie, in «Golias», 4 febbraio 2026.
Processo Becciu aggiornato, pg chiede interpellare il Papa, in «Agi», 5 febbraio 2026.
Salvatore Cernuzio, Processo d'appello, chiusa la fase preliminare. La Corte rimanda per deliberare, in «Vatican News», 5 febbraio 2026. AH, LE ILLAZIONI DELL'ACCUSA! «“Non stiamo giudicando un’azione del Santo Padre, quello che doveva pubblicarli è il promotore di giustizia: dobbiamo discutere se ha commesso un errore nel non pubblicare tali atti”, ha affermato Luigi Panella, difensore di Enrico Crasso. Che ha citato, appunto, San Tommaso quando affermava nella Mirabilis Deus che “la promulgazione è essenziale alla legge… perché la legge abbia forza di obbligare è necessaria la sua conoscibilità”. (...) “Fatico a credere alla giustificazione fornita sulla mancata pubblicazione dei rescritti che sposta in capo al Pontefice la volontà di non pubblicazione, pur senza un provvedimento espresso in tal senso”, ha esordito Massimo Bassi, avvocato di Fabrizio Tirabassi. “La pubblicazione è venuta meno per l’incomprensibile negligenza di qualche funzionario che ora cerca di ascrivere ad altri la responsabilità”. Per Panella, invece, sposando questa tesi “si chiede a questa eccellentissima Corte di dichiarare che in questo Stato unico al mondo, che dovrebbe essere speculum iustitiae, le persone possono essere arrestate e i diritti umani limitati sulla base di leggi tenute segrete”. Un riferimento all’arresto di Torzi nel giugno 2020, quale conseguenza – secondo le difese – dei “poteri straordinari” conferiti al promotore di Giustizia dai rescritti papali. (...) Oltre a questa, anche altre questioni dirimenti come il ruolo di monsignor Alberto Perlasca, ex direttore dell’Ufficio amministrativo della Segreteria di Stato, per nulla “marginale” ma anzi “centrale” in tutta la vicenda giudiziaria. “Non si può marginalizzare Perlasca dicendo ‘ah, ma la sentenza ha detto…’”, ha detto Fabio Viglione, difensore del cardinale Giovanni Angelo Becciu. “Non è solo quello che ha detto, ma quello che non ha detto proprio alla luce della centralità del suo ruolo all’interno dell’Ufficio amministrativo. Una centralità che non gli abbiamo riconosciuto noi, bensì per primo il promotore di Giustizia laddove ha individuato in lui le responsabilità, andando a sequestrare i suoi documenti, i dispositivi elettronici, indagandolo, sequestrandogli i conti”. Poi c’è la faccenda delle chat con Francesca Immacolata Chaoqui e Genoveffa Ciferri che avrebbero “manovrato” lo stesso Perlasca. Per accusa e parti civili le chat sono inutili, perché la sentenza di condanna si è basata su solide prove, e “inammissibili”, considerando anche l’inattendibilità delle persone chiamate in causa. Per le difese dimostrano invece l’esistenza di un “triangolo delle Bermuda” che, ha evidenziato Viglione, ha portato al “famigerato memoriale dell’agosto 2020 tutto incentrato contro il cardinale Becciu”. (...) Centotrentadue i messaggi che la Ciferri aveva inviato a fine novembre 2022 al promotore Diddi. Di questi, hanno asserito oggi gli avvocati, “solo 126” sono stati depositati e “118 sono stati completamente omissati”. Ecco, l’altra questione dominante anche nella settima udienza: il deposito parziale e gli omissis del materiale depositato da Diddi in Cancelleria. Gli avvocati hanno preso ad esempio il video-interrogatorio dello stesso Perlasca con 60 frame tagliati. “Non sappiamo cosa abbia detto!”. Il motivo delle “parti omissate” lo spiegava una nota firmata da un rappresentante della Gendarmeria vaticana citata dai legali in aula: ragioni di interesse investigativo o di non rilevanza e non pertinenza. “Non abbiamo gli atti che il Codice impone” per l’esercizio della difesa, perché qualcuno “ci dice che non li possiamo avere?”, ha lamentato Viglione. (...) La richiesta da parte di tutti i difensori degli imputati è ancora quella della nullità: “Noi dal 27 luglio 2021 (prima udienza, ndr) abbiamo eccepito la nullità e abbiamo continuato a farlo tante volte... Doveva essere sanata nel primo grado, ma non è mai successo, ci trasciniamo una nullità non sanata”, hanno detto i legali. Un’altra strada prospettata dagli avvocati della difesa, in particolare da Cataldo Intrieri, difensore di Tirabassi, è che i giudici consultino Papa Leone XIV. “Questo Pontefice – ha affermato il legale - è un raffinatissimo giurista che può dare un suo parere”. Dall’epoca dei rescritti, a suo dire, molto è cambiato: “Furono fatti nella speranza di stroncare un grave fenomeno criminale, di sventare la truffa del secolo. Di quella truffa oggi non c’è nulla”, ha assicurato Intrieri. “Penso che allora si può rivedere tutto, dopo i tristi episodi emersi forse può avere luogo un esame sereno e pacato. Voi avete il potere, come delegati del Papa e interpreti della legge, di chiedere un parere e una illuminazione per un momento di stasi del processo. Se c’è una strada, quella strada va percorsa”. (...) Per il promotore di giustizia aggiunto, Roberto Zannotti, e il promotore di Giustizia applicato, Settimio Carmignani Caridi, tutte queste eccezioni sono “infondate” e “inutili”. Soprattutto quella dei rescritti: “Nulla depone a favore dell’illazione che Papa Francesco si sia sbagliato o sia stato indotto in errore".» MA NULLA DEPONE A FAVORE DELL'ILLAZIONE DELL'ACCUSA – AGGIUNGO IO, VISTO CHE IL PAPA NON L'HA ESPLICITATO IN ALCUN LUOGO – CHE PAPA FRANCESCO NON VOLESSE CHE QUEI RESCRITTI VENISSERO PUBBLICATI (OGNI UOMO NON SPROVVEDUTO SA CHE UN PROVVEDIMENTO LEGISLATIVO NON PUBBLICATO NON È VALIDO, O È UN IMBROGLIO A DANNO DEL GIUSTO PROCESSO). Anche in spagnolo.
Caso Becciu, colpo di scena in tribunale: Corte congela l'udienza e valuta l'intero processo, in «Sardegnalive», 5 febbraio 2026.
Quentin Finelli, Juicio en en Vaticano: la injerencia de Francisco, en el centro del debate jurídico, in «ACNmex», 5 febbraio 2026. «Mencionan específicamente la presentación parcial de ciertos documentos, omisiones justificadas por requisitos de confidencialidad y la existencia de comunicaciones privadas entre varias personas involucradas en el caso. La defensa también solicitó que se añadieran al expediente de apelación documentos de una investigación penal en curso en Italia, relativa al acceso no autorizado a bases de datos confidenciales por parte de un funcionario italiano. Según la defensa, estas pruebas podrían arrojar luz sobre el contexto más amplio en el que se llevaron a cabo ciertas investigaciones, aun cuando estos hechos quedan fuera del marco estricto de los procedimientos vaticanos.»
"Pope Francis’ role” becomes central theme in new phase of trial against Cardinal Becciu and others, in «Zenit», 5 febbraio 2026. «Fabio Viglione, lawyer for Cardinal Giovanni Angelo Becciu, spoke of a structural imbalance between prosecution and defense, pointing out that of 239 seized electronic devices, not a single full copy had been provided to defense teams. Only 16 partial extracts were filed, none of which, he said, met legal standards. (...) Adding another layer of controversy is the so-called “Striano affair.” Pasquale Striano, a former Italian financial police officer, is under investigation in Rome for allegedly accessing institutional databases more than 40,000 times to gather confidential information on politicians, business leaders, and public figures. Defense attorneys revealed that all major defendants in the Vatican trial appear among those whose data were accessed—some as early as May 2019, months before the IOR (the Vatican bank) filed the complaint that triggered the Holy See investigation.» Anche in spagnolo.
Gaetano Masciullo, Pope Francis ‘secret decrees’ undermined defendants’ rights in Cdl. Becciu trial, lawyers say, in «LifeSite», 5 febbraio 2026. «In a criminal trial, this natural duty means giving each person either the punishment the law requires or declaring their innocence, as the evidence shows. Any attempt to force the outcome would be unjust, because even the Pope is not above natural law, which belongs to divine law.» Nessuno, neanche il Papa (tanto meno lui), può sovvertire il diritto naturale, che poi è la legge divina.
Katherine Girguis, Vatican 'trial of the century' resumes after prosecution setbacks, in «Juristnews», 5 febbraio 2026. «In the continuation of the appeal, the defense argued that the original investigation into the case was flawed. In 2019, Pope Francis issued the “Rescripta,” four secret decrees granting Vatican prosecutors broad powers in the early stages of the investigation, including wiretapping and the right to deviate from existing laws. The defense claimed that these power violated defendants’ right to a fair trial. The argument revealed tension between traditional criminal law and canon law. No legal violation had technically occurred because the Pope issued the order. However, the Pope also shouldn’t create laws that violate defendants’ God-given rights, setting up a potential dilemma if a court finds the decrees violated defendants’ rights. In January, the High Court of Cessation announced that it would accept the chief prosecutor’s resignation mid-trial. The resignation came after exposed WhatsApp messages suggested the prosecutor engaged in questionable conduct related to evidence and witnesses, with witnesses influencing the main complainant that sparked the original investigation.»
A proposito dei rescritti – modifiche della legge effettuate "ad personam", a procedimento in corso e mantenute segrete, in barba al principio che la legge dev'essere pubblicata e uguale per tutti – ieri s'è sentita una frase importante: «Furono fatti nella speranza di stroncare un grave fenomeno criminale, di sventare la truffa del secolo. Di quella truffa oggi non c’è nulla» (perché il processo di primo grado l'ha smentita), ha assicurato ieri l'avvocato Intrieri. E a ragione. Se non si rimediasse a questo vulnus al diritto (umano e divino) comportato dai rescritti, vulnus ingiustificabile perché contrario al giusto processo, ma da qualcuno giustificato a causa di un teorema poi rivelatosi falso (teorema che di per sé violava il diritto alla presunzione di innocenza), rimarrà una macchia enorme sulla giustizia del Vaticano. E di conseguenza della Chiesa, che qui si gioca la propria credibilità. Il Mondo non tacerà (AP). 
Francesco Sales, Processo Becciu alla svolta. La difesa convince la Corte, in «Bee Magazine», 6 febbraio 2026. «La decisione della Corte d’Appello vaticana di sospendere il dibattimento e riservarsi di deliberare sulle questioni preliminari segna un passaggio cruciale nel processo che vede ormai chiaramente come vittima il cardinale Angelo Becciu. Al centro dello snodo non c’è ancora il merito delle imputazioni, ma la tenuta giuridica del procedimento. (...) Il cardinale Becciu ha ribadito in più occasioni la propria innocenza, sostenendo di aver agito sempre in buona fede, nel rispetto delle decisioni condivise e delle finalità istituzionali e umanitarie delle operazioni contestate, senza alcun vantaggio personale. Nel corso del dibattimento sono emersi elementi hanno confermato senza tema di smentite la sua linea: dalla dimostrata assenza di arricchimento personale alla natura collegiale delle decisioni assunte durante il suo mandato, fino alla destinazione tracciabile e documentata delle somme impiegate per iniziative caritative e umanitarie, mai finite – come risulta agli atti – nelle disponibilità del prelato o dei suoi familiari. Anche su alcuni dei passaggi più controversi – dall’investimento londinese, gestito in più fasi e da soggetti diversi, alle iniziative in favore della diocesi di Ozieri e alle operazioni umanitarie per la liberazione di una religiosa rapita – è emerso indiscutibilmente come le scelte contestate si collochino all’interno di un contesto decisionale complesso, condiviso e mai caratterizzato dal perseguimento di interessi personali.» Ma penso che papa Leone XIV vada tenuto fuori, per non rischiare un pasticcio come quello commesso nel precedente pontificato (AP). Il commento di Mario Becciu: «Finalmente qualcuno scrive senza remore ciò che è accaduto nel processo di primo grado: è stato condannato un innocente nonostante le diverse udienze ne abbiano dimostrato ampiamente la non colpevolezza. Peccato che il giornalista tiri in ballo, seppur in funzione di consulto autorevole, Papa Leone. I giudici stanno dimostrando ampiamente di essere autonomi e di voler voltare pagina rispetto a quelli di primo grado. Qualsiasi decisione prenderanno va accolta come autonoma scelta di rispetto del diritto. L’ipotesi dell’annullamento del processo porrà fine all’estenuante via crucis cui persone innocenti sono state sottoposte per troppo tempo. L’ipotesi di prosieguo del processo d’appello sarà accolta anch’essa favorevolmente da chi desidera che i giudici dichiarino finalmente nell’aula del tribunale l’innocenza del cardinale, perché “ il fatto non sussiste”!»
Il vicario di Cristo in terra, Leone XIV e San Egidio, il silenzio del Papa, il processo eterno Becciu, deporre il Papa Francesco, lo scisma lefebvriano, lo scisma tedesco, Può cambiare la morale?, Paolo VI e il latino, in «Infovaticana», 6 febbraio 2026. «La domanda da un milione: Il sistema di giustizia del Vaticano è al confine del collasso? La ferrea difesa dei rescritti papali (leggi modificate durante il processo) serve a puntellare una struttura che rischia di crollare in qualsiasi momento.  La credibilità, quella poca che resta, della Santa Sede è in gioco: la giustizia non può essere amministrata con i metodi di un teatro suburbano, con un copione scritto da autori improbabili e improvvisando in modo caotico. Prevarranno le ragioni di Stato o l’inalienabile obbedienza alla coscienza da parte dei giudici impegnati con la verità?»
Processo Becciu, scontro sui rescritti papali. Ecco le richieste di difesa e parti civili, in «Il Dubbio», 6 febbraio 2026. «Secondo Intrieri, quei provvedimenti avevano un senso nel contesto originario, ma oggi «non ce l’hanno più», pur avendo prodotto «conseguenze, anche gravi, lesive dei diritti». (...) L’avvocato Panella ha ribadito che «non abbiamo mai rinunciato alla nullità», sottolineando come il vizio non sia mai stato sanato in primo grado. Andrea Zappalà, per la difesa di Mincione, ha aggiunto che «la Corte d’appello svizzera era incredula» nell’apprendere che i rescritti fossero emersi solo in un secondo momento.»
¿Manipularon a Francisco? La estrategia de la defensa en el maxiproceso vaticano, in «RomeReports», 6 febbraio 2026. Anche in inglese. Tutto fa pensare che sia andata realmente così (ma non è vero che altri papi abbiano modificato la legge segretamente; d'altronde Francesco non era un canonista...)

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