PRIME LUCI

 

“In occasione dei 90 anni della Pro Grigioni Italiano: bagliori da un’ora d’oro”, legge Antonio Ballerio

 

Rete Due, da lunedď 11 a venerdď 15 febbraio 2008, ore 06:00

 

In occasione dei 90 anni dalla Fondazione a Coira della Pro Grigioni Italiano (11 febbraio 1918) prime luci e link propongono “bagliori da un’ora d’oro” una scelta di scritti tratti dal volume curato da Andrea Paganini Un'ora d'oro della letteratura italiana in Svizzera uscito da Armando Dadė nel 2006.

 

Fin dall’anno di nascita, il 1918, il fondatore della Pro Grigioni Italiano, Arnoldo Marcelliano Zendralli e i suoi sostenitori hanno dato avvio ad una intensa attivitą editoriale, che ha contrassegnato la vita dell’Associazione fino a oggi.

 

"Quando sono arrivato, a diciotto anni, la situazione era difficile qui in Tipografia – racconta Fiorenzo Menghini – ma per fortuna c’Ź stato Zendralli che per me Ź stato quasi un secondo papą". L’iniziativa della societą innescė un risveglio culturale che portė ad un buon numero di pubblicazioni a cura della Tipografia Menghini, in particolare i Quaderni grigionitaliani, nati dal 1939, e poi l’Almanacco, arrivato nel 1942, ma uscirono anche molti libri. Negli anni seguenti il maggiore dei fratelli Menghini, don Felice (1909-1947), tornato in valle con una solida formazione umanistica, assunse le redini dell’attivitą editoriale. Spirito poliedrico, uomo di fede e di cultura, oltre a essere il redattore del settimanale "Il Grigione Italiano" ha fondato e diretto la collana letteraria "L'ora d'oro" (nella quale, fra l'altro, hanno esordito Piero Chiara e Remo Fasani).

 

Andrea Paganini, Un'ora d'oro della letteratura italiana in Svizzera

prefazione di Michele Fazioli

Armando Dadė editore, Locarno 2006, 356 pp.

 

«"L'ORA D'ORO" poschiavina Ź nata dagli affettuosi contatti che alcuni letterati italiani profughi in Svizzera hanno preso con la nostra terra e con la nostra gente. Molti di essi hanno trovato lieta accoglienza e anime sorelle nel Ticino. Molti si sono chiusi nel loro dolore ed hanno voluto gustare fino all'ultima feccia il calice amaro del loro esilio, restando muti in terra svizzero-tedesca o francese, aspettando di poter dare un giorno ampio sfogo alla loro italianitą nella patria liberata…(Felice Menghini).

 

11.02.08 “Villa Paquali” di A. Borlenghi

12.02.08 “Si desta allora” di Remo Fasani

13.02.08 “Nel cieco fondovalle” di Remo Fasani

14.02.08 “I fiori dell’alpi” di Giovanni Bertacchi

15.02.08 “In morte” di Felice Menghini di Giovanni Laini