m.rom. (Massimo Romano), Scerbanenco in esilio, sorprendente diarista, in «Letture», LXI, 629, agosto-settembre 2006, p. 44.

 

(recensione a: Giorgio Scerbanenco, Il mestiere di uomo, a cura e con un saggio introduttivo di Andrea Paganini, Aragno, Torino 2006)

 

Un Giorgio Scerbanenco anomalo e inaspettato emerge da Il mestiere di uomo (…). Il direttore di periodici femminili, il fecondo autore di romanzi rosa e capostipite del noir italiano, ci consegna una sorta di journal etico e aforistico, per la prima volta raccolto in volume, nato durante l'esilio svizzero dall'amicizia con don Felice Menghini, parroco di Poschiavo, che glielo pubblica in 47 puntate tra il 1944 e il 1945 sul Grigione Italiano, un settimanale locale. Scerbanenco si rivela un sismografo dell'animo umano che intrattiene i lettori sulla dignitą, sulla tolleranza, sulla speranza, sulla felicitą.

 

 

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